“Venivamo tutte per mare” inizia con il lungo viaggio di donne giapponesi, spesso bambine, che, “costrette” dai più svariati motivi, si recano all’inizio del XX secolo in California. Partono per maritarsi con uomini giapponesi emigrati in America, conosciuti solo tramite un’immagine. Spesso basandosi su fotografie e lettere obsolete o comunque ingannevoli, queste “spose in fotografia” lasciano tutto ciò che hanno per sposare quelli che nella foto sono ritratti con abiti eleganti promettenti una vita di agio e di lusso per poi dimostrarsi poveracci che lavorano dall’alba al tramonto e dormono in baracche, fienili o dormitori.
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Quindici secondi per volta. Amore e morte al Palace Hotel – Camillo Bignotti
Il romanzo fin da subito assume una dimensione corale e attraverso le reazioni dei sopravvissuti – paura, angoscia, sconforto, dubbio – descrive la loro difficile lotta per la sopravvivenza tentando di trovare, attraverso questo caleidoscopio di emozioni, una interpretazione, una motivazione alle tante perdite umane.

