Si tratta di un romanzo molto vigoroso e allo stesso tempo delicato, reso ancora più prezioso dall’espressiva musicalità della lingua siciliana. Non è un romanzo d’amore deluso come il titolo potrebbe far pensare; è piuttosto un romanzo di resistenza femminile, un cammino di rinascita e liberazione dalle restrizioni della società siciliana del secolo scorso, in cui la donna e il suo corpo erano ancora considerati proprietà di un uomo-padrone, che ne poteva fare quello che voleva, alla stessa stregua di un pezzo di terreno.
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Piero fa la Merica – Paolo Malaguti
“Piero fa la Merica” (Einaudi 2023) di Paolo Malaguti, nato in Provincia di Padova e attualmente Professore di Lettere a Bassano del Grappa, è stato scritto con l’intenzione di colmare il dislivello narrativo tra l’emigrazione italiana negli Stati Uniti (di cui si è ampiamente scritto) e l’emigrazione italiana in Brasile e nell’America Latina in generale, poco rappresentata nelle opere letterarie nonostante il fenomeno fosse di una certa portata.
Le Alessandrine – Ivana Tomasetti
Pensiamo che l’emigrazione sia una prerogativa del sesso maschile. Invece, un diverso fenomeno avvenne tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento ed ebbe per protagoniste le Alessandrine, schiere di donne che, spinte dalla fame e dal bisogno di denaro, partirono dai paesi intorno alle valli dell’Isonzo, ma anche dal Veneto, dalla Slovenia e dalle Marche, lasciando a casa mariti e figli, per diventare balie da latte di ricchi europei che vivevano in Egitto.
I Malarazza – Ugo Barbàra
Se dovessi pensare ad una e una sola immagine rappresentativa di questo romanzo, aprirei il libro al capitolo che racconta l’arrivo della nave che approda in America, dopo il lungo viaggio della famiglia Montalto dalla Sicilia a New York. Potrei vedere chiaramente la fotografia di quel momento, che per me è uno dei passi più suggestivi, e segna uno spartiacque tra il prima e il dopo della vita dei protagonisti. Ed ecco cosa ci ritroverei…
Recensione di “Fino alla fine di noi” – Giada Trebeschi
Mi chiamo Maria Elena de’ Mari e sono una fuggitiva. Mi chiamo Maria Elena e questa è la mia storia.




