Mentre il mondo si prepara a celebrare nuovi Giochi Olimpici Invernali, vale la pena tornare indietro di un secolo, a quando il gelo non era ancora spettacolo ma prova di resistenza, e lo sport un linguaggio politico non dichiarato. Nel gennaio del 1924, a Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, nacque quasi in sordina la prima Olimpiade Invernale della storia: un evento fragile e ruvido, figlio del dopoguerra europeo, che trasformò la neve e il silenzio in un palcoscenico globale. Ripercorrerne oggi la storia significa leggere, sotto la superficie dello sport, le tensioni, le ambizioni e le ombre di un continente in cerca di equilibrio.
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Un mostro chiamato Girolimoni: una storia di Serial killer di bambine e innocenti – Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani
Cento anni fa, un pomeriggio del 31 marzo del 1924, nei giardinetti della centralinissima Piazza Cavour, Emma Giacobini, di 4 anni ancora da compiere, gioca tranquillamente con il fratellino di due. Un pomeriggio come tanti in cui va tutto bene, tutto come dovrebbe andare ma ad un tratto la bambinaia si “gira e non li vede più”. Due ore più tardi una donna Caterina Ferroni, sente dei lamenti provenire dal suo campo.
Nessuno poteva immaginare quanto quella bambina che sbucava da Vicolo Strozzi, “non fosse che l’inizio della tragedia che stava per rovesciarsi come un temporale su Roma”:

