Narrativa recensioni

Per l’amore dell’antico. Il romanzo di Lord Elgin – Lavinia Fonzi

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Recensione a cura di Raffaelina Di Palma

“Per amore dell’antico” è una storia che vede implicata la nobiltà inglese: tra complotti e trame intricate, si dipana l’infanzia di Thomas Bruce, futuro conte Elgin. I lutti, l’impegno della casata, la salute cagionevole e infine lo studio e la passione per il mondo antico.

Al centro di questa vicenda c’è uno dei monumenti più celebri al mondo: il Partenone.

Il romanzo, edito da Vallecchi, inizia dalla fine, con il protagonista in completa solitudine, malato e abbandonato dalle istituzioni.

“«Tu lo sai, Eliza…Tutto ciò che ho fatto, io l’ho fatto per amore dell’Antico».”

Cresciuto tra Scozia e Inghilterra, Elgin è un bambino vivace la cui serenità viene cancellata da lutti famigliari. Un racconto che va a ritroso nel tempo, quando la sua vita cambia improvvisamente con la morte del fratello maggiore lui, ancora così giovane, eredita il titolo di Conte.

Una biografia, sul diplomatico britannico, reso famoso dalla vicenda sui marmi del Partenone, che abbraccia l’integrità della sua vita, unita alla capacità dell’autrice di attenersi alle fonti storiche restituendoci un ritratto intenso della vicenda.

Lavinia Fonzi, l’autrice, ci accompagna in un periodo nel quale, mentre l’Europa “brucia”, la figura  inquietante di Napoleone si allunga sull’Europa.

Tra storia, archeologia e diplomazia, ci fa conoscere da vicino un uomo che affronta mille avventure in nome di una grande passione: l’amore per l’antico.

Lord Elgin approda in Grecia con un progetto ambizioso: studiare come  portare in salvo i capolavori della Grecia antica.  Ma il viaggio che inizia come una missione culturale si trasforma in un’impresa pericolosa. Tra saccheggi, negoziati segreti e interventi al limite della legalità, le sculture del Partenone vengono smontate e imbarcate verso l’Inghilterra. Ma il destino cambia strada. Sulla via del ritorno, mentre Napoleone “ridelinea” il continente, Lord Elgin conosce l’umiliazione, l’isolamento, il sospetto. E quando fa ritorno in Patria, lo aspettano debiti e accuse.

Un complotto internazionale, un furto o un salvataggio?

Questa domanda aleggia in tutto il romanzo, ma se c’è una risposta è ben nascosta, nonostante i secoli trascorsi.

“«Avete ragione. Se c’è un momento in cui dobbiamo essere uniti è proprio questo» disse Leopoldo.

Il suo tono era calmo e cauto, sembrava ben disposto verso l’Inghilterra, ma non voleva sbilanciarsi. Elgin lo comprese e capì all’istante che nei mesi successivi avrebbe dovuto lavorare con grande abilità per portarlo interamente dalla sua parte, Questi avvenimenti mi toccano più di ogni altro. Sapete, la regina di Francia, Maria Antonietta, è mia sorella. A volte sento che dovrei intervenire per aiutarla e tirarla fuori da questa assurda situazione».”

Per amore dell’antico, è un romanzo storico che, tra avventura e potere, vede l’Europa al centro di un’epoca tumultuosa. L’autrice ci racconta le vicende di un uomo disposto a perdere tutto, anche le proprie sostanze, pur di salvare la bellezza di quei monumenti: secondo alcuni lo fa per amore della cultura, per altri lo fa per ambizione, per conquistarsi l’eternità.

Una ricerca accurata, riporta nel vivo della storia una delle figure più controverse dell’Ottocento: Thomas Bruce, VII conte di Elgin.

Il lettore ha la libertà di scegliere di interpretarlo non attraverso il giudizio della Storia, ma restituendogli la complessità umana, senza condannarlo o graziarlo per dare elementi di un’idea consapevole.

Ne viene fuori una lettura che non si limita a raccontare un periodo storico, ma invita a riflettere sulle difficoltà, di valutare i personaggi del passato, senza soffermarsi al giudizio che viene  tramandato dagli avvenimenti. E questo, è il punto di forza del romanzo.

“Nel mentre gli eventi politici incalzavano la Rivoluzione in Francia aveva portato alla caduta della monarchia e, dopo il regime di Robespierre, il governo era stato affidato a un Direttorio composto da cinque membri. Le autorità avevano deciso di tentare un’invasione dell’Egitto e avevano messo a capo dell’armata il giovane generale Napoleone Bonaparte. Per fortuna, però, a inizio agosto l’ammiraglio inglese Nelson era riuscito a sconfiggere i francesi in una battaglia navale.”

Spaziando sugli eventi della vita del protagonista, Lavinia Fonzi, ci fa rivivere anche la guerra che scoppia in Europa con in testa Napoleone. Un periodo cupo e teso per il protagonista e non solo, che evidenzia i contrasti, tra luci e ombre le proprie fragilità e l’amore per la storia: un sogno che lo consumerà.

Elgin imbocca la strada della carriera diplomatica, fino alla svolta che, nel 1799, lo porterà a Costantinopoli, (l’odierna Istanbul) la capitale dell’impero Ottomano, come ambasciatore della Gran Bretagna.

Grazie a questa carica ottiene i permessi, (chiamati firmano), dal sultano Selim III, con i quali può prelevare le sculture dal Partenone di Atene, che all’epoca era sotto il dominio turco.

“«Forse… forse posso cogliere quest’occasione per rendere un servigio agli studi di arte antica» disse Elgin, folgorato da un’idea improvvisa.«Che cos’hai in mente?» «Durante il mio mandato di ambasciatore, potrei ingaggiare degli artisti per realizzare dei disegni e dei calchi dai monumenti antichi, In questo modo potrebbero essere conosciuti anche in Inghilterra!»

La narrazione scorre rapida, cattura sin dalle prime pagine, entra nella dimensione emotiva del protagonista, della sua vita pubblica insieme con quella privata.

Dal primo matrimonio con Mary Hamilton-Nisbet, nascono quattro figli. Grande fu lo scandalo, all’epoca, il loro divorzio. Il secondo matrimonio, con Elizabeth Oswald, nel 1810 va meglio, dal quale nascono sette figli. È un padre molto attento, nonostante i problemi derivanti dai suoi impegni pubblici, compresa la detenzione in Francia ordinata da Napoleone e i problemi economici, che lo tormenteranno sino alla fine della sua vita.

A mano a mano si profila al meglio l’Elgin pubblico che ama confrontarsi con poteri e culture simili o differenti dalla propria, ama questi scambi, per lui basilari come scambio e arricchimento culturale: è il lato che più mi è piaciuto di questo personaggio. Ma questa sua propensione gli causerà molti problemi.

Lo stile è scorrevole, il ritmo di lettura dinamico e sciolto, senza eccessi, tiene incollati alle pagine, alternando riflessioni sulla Storia pur nella sua complessità. 

“Perché Impero Ottomano significava Atene, la città dai templi aviti, la culla della civiltà europea, che aveva visto soltanto nei disegni degli artisti e attraverso le parole dei viaggiatori europei.” 

Pro

Eccellente la caratterizzazione dei personaggi che riflettono fedelmente le figure reali  alle prese con le problematiche dell’epoca.

Contro

Alla fine della lettura una domanda resta aperta: l’arte, la bellezza, non è un diritto di tutti?

Forse Thomas Bruce voleva comunicare proprio questo: peccato non sia stato compreso e finirà per pagare il suo pensiero un prezzo molto alto.

Trama

Thomas Bruce, settimo conte di Elgin, è l’uomo che ha osato sfidare la Storia. Per alcuni un visionario illuminato, per altri un saccheggiatore senza scrupoli. Nominato ambasciatore britannico presso l’Impero Ottomano mentre l’ombra di Napoleone si allunga sul Mediterraneo, Elgin approda in Grecia con un progetto ambizioso: studiare e salvare i capolavori dell’antichità. Ma ciò che inizia come una missione culturale si trasforma in un’impresa colossale. Tra rovine saccheggiate, tempeste in mare, trattative segrete e operazioni al limite della legalità, le sculture del Partenone vengono smontate e imbarcate verso l’Inghilterra. Poi il destino cambia rotta. Sulla via del ritorno, mentre l’Europa brucia e Napoleone ridisegna il continente, il Lord conosce l’umiliazione, l’isolamento, il sospetto. E quando finalmente torna in patria, lo attendono debiti, scandali e accuse. Eroe o predatore? Salvatore dell’arte o simbolo dell’arroganza imperiale? Per amore dell’antico è un grande romanzo storico d’avventura e potere, ambientato nell’epoca più turbolenta d’Europa e racconta la storia di un uomo disposto a perdere tutto pur di conquistare l’eternità.

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