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13 luglio 1923- L’insegna provvisoria diventata mito: la bizzarra nascita della scritta “Hollywood”

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Ci sono simboli planetari così radicati nell’immaginario collettivo da farci dimenticare la loro reale, e spesso comicamente banale, origine. Se oggi chiedessimo a chiunque di associare una singola immagine alla magia del cinema mondiale, la risposta sarebbe immediata: quelle grandi lettere bianche che dominano dall’alto le colline di Los Angeles.

Eppure, quando il 13 luglio 1923 gli operai piantarono l’ultimo bullone di quella mastodontica struttura sul Mount Lee, il cinema non c’entrava assolutamente nulla. Quella che sarebbe diventata la silhouette più famosa della California era nata semplicemente come un gigantesco cartellone pubblicitario, una sfacciata e temporanea trovata di marketing immobiliare destinata a durare, nei piani dei costruttori, appena un anno e mezzo.

Harry Chandler

All’inizio degli anni Venti, l’area collinare a nord di Los Angeles era ancora un territorio selvaggio, punteggiato da ranch e macchia mediterranea. Un gruppo di lungimiranti investitori immobiliari, tra cui spiccava il magnate dell’editoria Harry Chandler, decise di lottizzare la zona per costruire un quartiere residenziale esclusivo, di alto livello, lontano dal caos del centro cittadino.

Per attirare compratori facoltosi in quella che allora sembrava una remota periferia, Chandler e i suoi soci non badarono a spese. Investirono l’astronomica cifra di ventunomila dollari dell’epoca per erigere un’insegna che non si potesse ignorare: tredici lettere monumentali, lunghe complessivamente oltre cento metri e alte ciascuna tredici metri, che formavano una parola ben precisa: “HOLLYWOODLAND”.

L’impatto visivo era devastante e volutamente pacchiano. La struttura, realizzata in legno, lamiera e tubi idraulici, venne persino dotata di quattromila lampadine che, grazie a un temporizzatore meccanico, si accendevano di notte a scaglioni, illuminando prima “HOLLY”, poi “WOOD”, poi “LAND” e infine l’intera parola. Nei piani iniziali, una volta venduti tutti i lotti di terreno, l’intera impalcatura avrebbe dovuto essere smantellata per restituire la collina al suo stato naturale.

Ma proprio in quegli stessi anni, l’industria del cinema muto stava vivendo un boom senza precedenti nei teatri di posa sottostanti. I registi e i cineasti iniziarono a includere la grande scritta sullo sfondo delle loro riprese, trasformandola rapidamente nell’emblema visivo della nascente “Fabbrica dei Sogni”.

Con il passare del tempo e l’arrivo della Grande Depressione, la società immobiliare fallì e l’insegna venne completamente abbandonata a se stessa, trasformandosi in un gigantesco relitto arrugginito. La manutenzione cessò, le lampadine vennero rubate o si fulminarono, e negli anni Quaranta la lettera “H” crollò rovinosamente a causa di un forte colpo di vento (e del custode del cartellone che vi si era schiantato contro con l’auto in stato di ebbrezza).

La città di Los Angeles si trovò davanti a un bivio: demolire quella ferraglia pericolosa o salvarla. Nel 1949, la Camera di Commercio locale decise di intervenire, ma a una condizione: rimuovere le ultime quattro lettere, “LAND”, in modo che l’insegna non pubblicizzasse più un vecchio quartiere residenziale, ma celebrasse l’intero distretto del cinema.

Nacque così la scritta “HOLLYWOOD” come la conosciamo oggi, un Monumento Storico-Culturale scampato alla demolizione che continua a ricordarci come, a volte, le cose più immortali nascano per puro e semplice caso.

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