L’espressione “fare le cose alla carlona” significa svolgere qualcosa in modo sbrigativo, approssimativo, trascurato, senza attenzione ai dettagli. In altre parole: fare un lavoro “come viene viene”, con superficialità e poca cura.
L’origine del modo di dire è antica e si collega alla figura di Carlo Magno, che nella tradizione popolare e nei poemi cavallereschi medievali veniva spesso chiamato “Carlone”. Curiosamente, nonostante il vero Carlo Magno fosse un sovrano abilissimo e uno dei più importanti imperatori europei, nella letteratura cavalleresca finì per assumere un’immagine quasi caricaturale: quella di un re bonario, semplice, talvolta ingenuo, poco elegante e persino goffo.
Nei grandi poemi epici medievali, come Orlando Furioso o Orlando Innamorato, il “Re Carlone” appare spesso come un sovrano rustico, lontano dall’ideale raffinato della corte. Anche nel Morgante di Luigi Pulci, Carlo Magno viene descritto con toni ironici e quasi derisori, come un uomo ingenuo e facilmente raggirabile.

D’altra parte, però, in alcuni altri testi europei dello stesso periodo del Morgante, appare l’espressione alla carlona per significare “in modo abbondante”, “in abbondanza”, probabilmente in riferimento allo sfarzo della corte carolingia.
Col tempo, però, l’idea di eccesso e mancanza di misura avrebbe assunto un valore negativo: nacque il termine “carlona”, che iniziò a indicare un modo di fare grossolano, trasandato e poco accurato. Questa espressione ha quindi perso il suo legame diretto con la storica figura dell’imperatore, per acquisire un significato più generale e figurato.
Però l’espressione originaria, la prima apparsa, era vestire alla carlona e sempre in relazione a Carlo Magno. Secondo una tradizione popolare, infatti, all’origine dell’espressione ci sarebbe un curioso episodio legato a una battuta di caccia. Mentre i nobili si presentavano con abiti sfarzosi e ricercati, Carlo Magno avrebbe indossato vestiti semplici e di stoffa grezza, quasi da contadino. Quando scoppiò un violento temporale, gli abiti eleganti degli altri si rovinarono, mentre quelli dell’imperatore resistettero perfettamente. Da qui sarebbe nata l’espressione “vestire alla carlona”, inizialmente riferita a un abbigliamento semplice e pratico, poi per la strana serie di passaggi che la lingua e i modi di dire compiono nel tempo all’interno del linguaggio parlato, evoluta nel significato attuale di fare le cose “alla buona” e senza raffinatezza.
Oggi il modo di dire è usato in tutta Italia, anche se è particolarmente diffuso in Lombardia, e conserva diversi significati sfumati: non solo fare qualcosa male o in fretta, ma anche comportarsi in modo ingenuo, sempliciotto o eccessivamente bonario.
È uno di quei modi di dire in cui storia, letteratura popolare e leggenda si sono intrecciate fino a creare un’espressione ancora oggi comunissima nel linguaggio quotidiano.



