Narrativa recensioni

La maestra – José Antonio Lucero 

Recensione a cura di Matilde Titone

“Insegnare è una storia d’amore e di coraggio”

È la frase accanto al titolo La Maestra, è il filo conduttore del romanzo.

“La verità è che moriamo tante volte prima di morire davvero. Basta il ricordo errante di un danno irreparabile, il lutto prolungato di un abito scuro o gli spazi dilatati di un mai più. Tutto questo ci uccide a poco a poco.”

Siamo in Spagna nel 1936, alle soglie della sanguinosa e violenta guerra civile tra due principali schieramenti: i Nazionali (o Falangisti) e i Repubblicani (Fronte Popolare). L’unico libro che ho letto su questo argomento è stato “Per chi suona la campana” di Hemingway, un capolavoro assoluto in cui il protagonista è un reporter americano che racconta la guerra. Qui la guerra ce la racconta Eulalia, una ragazza di Siviglia che sceglie di insegnare perché ama l’insegnamento ma anche perché sceglie di rendersi autonoma in un tempo in cui non era né scontato né semplice farlo. È un punto di vista, quello di Eulalia, emozionante e coinvolgente, ancorato ad un recente passato ma proteso verso il nuovo. La pedagogia sta modificando le tecniche dell’insegnamento, si parla di Maria Montessori e di altri pedagoghi che hanno completamente rovesciato le teorie sull’apprendimento e sul modo di approcciarsi dell’insegnante ai discepoli. C’è un fermento culturale che vorrebbe cambiare il mondo e c’è una guerra che è sconvolgente, fratricida, tra avversari che, entrambi, non vanno per il sottile pur di affermare i propri ideali. È esattamente come tutte le guerre civili in qualsiasi parte del mondo: orrore puro.

Un racconto diventa romanzo quando un fatto o i fatti narrati, pur riguardando personaggi e paesi particolari, assurgono a parametri universali. Questo accade nel racconto: La Maestra.

“Lali lo ha sempre saputo. Insegnare, fondamentalmente, è come accendere un fuoco.”

La narrazione si svolge su due piani temporali: il 1936, in un contesto rurale che vede l’inizio della guerra civile, e il 1972, in pieno regime franchista a Siviglia. Nel mezzo c’è la storia di Eulalia, una maestra che ritiene di poter portare il sapere dove c’è solo lavoro e terra dura da coltivare fin da bambini. C’è la Spagna del Sud, il mondo contadino, le idee rivoluzionarie del Fronte Popolare e le idee dei conservatori che vogliono che il mondo non cambi. Eulalia e la sua amica maestra, Juana, con i loro dialoghi, con i loro insegnamenti, con le loro scelte divergenti rispetto alla società in cui vivono, ci fanno immergere in un periodo storico-politico e sociologico drammatico ma ricco di semi che daranno i loro frutti in un futuro prossimo.

Capi di imputazione contestati dalla Commissione di Epurazione alla maestra Eulalia Morales Romàn:

  • Capo di imputazione 1: Manifesta irreligiosità;
  • Capo di Imputazione 2: affinità ideologica coi partiti del cosiddetto Fronte Popolare;
  • Capo di Imputazione 3: avversione nei confronti del Movimento Nazionale. Siviglia, 2 novembre 1937, II Anno Trionfale.

Diversi sono gli ambiti trattati: l’emancipazione femminile (Eulalia sceglie di insegnare per rendersi indipendente; Juana ha scelto di schierarsi con il Fronte Popolare, di essere una donna fuori dai dettami della società nei confronti delle donne, e le sue scelte di vita saranno pagate a caro prezzo). C’è però anche il racconto di un mondo rurale, antico e retrogrado, non completamente consapevole di ciò che accade nel Paese, legato alle tradizioni e alla terra più che al cambiamento; c’è la storia della Spagna repubblicana prima e franchista poi. È un racconto interessante che ti prende e non ti lascia mai vuoto, anzi, ti riempie di domande, di ricerca di sapere e di andare avanti e scoprire cosa c’è continuamente dietro l’angolo.

Eulalia e Juana vivono lo scollamento tra il Paese reale e le ideologie moderne nel campo pedagogico e politico. La comunità di Alcalá del Valle, paesino vicino Cadice dove Eulalia e Juana insegnano, è formata da gente semplice e da bambini che sono considerati braccia da lavoro. Gente con dei principi che, giusti o sbagliati che siano, li identificano. Il Fronte Popolare al governo, nel momento in cui Eulalia si insedia nel suo posto di Maestra supplente, esercita il potere attraverso l’imposizione delle idee – certo, idee progressiste, ma imposte anche contro la volontà dei cittadini. Un governo laico che vuole si tolgano le croci dalle classi scolastiche (ci ricorda qualcosa di ancora presente) e i contadini che non accettano si tolga loro quel simbolo che non ha tanto un valore religioso quanto identitario. E poi il governo di Franco, che imporrà altre regole e altre idee, ma sempre con la forza e la violenza. Quella guerra la vincono i Conservatori del Generale Francisco Franco.

“Ieri, sentendole, aveva pensato a una curiosa coincidenza: in questo paese, le campane della chiesa e la campanella della scuola hanno lo stesso suono.”

Eulalia vorrebbe insegnare ai bambini il libero pensiero, far capire loro tramite esempi pratici tratti dalla vita quotidiana, dagli oggetti quotidiani, dal cibo quotidiano, che la vita va vissuta seguendo le proprie idee, i propri valori; non quelli precostituiti e tramandati dalla cultura popolare, ma quelli che loro vorranno avere. Eulalia ha letto i moderni pedagogisti ed è convinta di poter svolgere un compito importante di ammodernamento del mondo della scuola. Juana combatte per degli ideali di libertà, solidarietà ed eguaglianza. La terza donna cercherà invece con determinazione la verità sulla sua nascita, farà un percorso personale psicanalitico.

“Ce la puoi fare Roberto, dai dicci qualcosa”. Un giorno, il ragazzino le ha confessato di sentirsi stupido e non in grado di riflettere perché è solo un bifolco, come gli ripete sempre suo padre. Con fermezza Lali gli ha ordinato di non dire mai più una cosa del genere. “Ho pensato che era bello se ero un pirato, così potevo scappare”… “Perfetto Roberto”, si congratula con lui dandogli una pacca sulla spalla. “Hai colto nel segno. Ecco cos’è il romanticismo. Il desiderio di libertà.”

Non vorrei parlarne oltre, perché questo è un libro bellissimo, da leggere per tanti motivi. Andrebbe letto piano, senza fretta, centellinando le pagine e assorbendo i concetti, fermandosi sulle tante domande che pone per trovare ognuno la sua risposta, là dove esiste una risposta. È ben scritto, essenziale (cosa che io amo molto), lineare, scorrevole ma sempre accattivante. Descrive un contesto a noi affine ma diverso, una storia politica e sociale che non ci è completamente estranea; ed è interessante scoprire i principi pedagogici che ispirano le maestre di formazione avanzata, giovani e piene di entusiasmo, calate in una scuola retrograda, bigotta e reazionaria, e nonostante tutto piene d’amore per l’insegnamento e per i loro alunni. È interessante guardare con occhi ormai distanti cosa è successo negli anni della guerra civile per scoprire che il bene e il male a volte si intrecciano e non è sempre facile sapere quale sia la via da scegliere.

È un ottimo libro, a cui non ho trovato un “contro”.

La maestra – Edizione cartacea
La maestra – Edizione ebook

Trama

Quando nel 1936 Eulalia arriva nel piccolo villaggio spagnolo a cui è stata assegnata, vicino a Cadice, è una giovane maestra piena di entusiasmo, convinta che le donne debbano essere indipendenti e libere di scegliere, e che la vita vada vissuta guardando sempre chi hai accanto, nel caso abbia bisogno del tuo aiuto. Quello è il suo primo incarico e lei non vede l’ora di trasmettere ai suoi alunni l’amore per il sapere e gli strumenti per costruirsi un futuro. È consapevole che per molti di loro, che strappano al lavoro nei campi le ore di scuola, l’istruzione è l’unica speranza di un domani migliore. Con le poche risorse a disposizione, Eulalia si ingegna a insegnare loro a pensare liberamente e a coltivare quei valori di uguaglianza e solidarietà che ha appreso dai più moderni princìpi pedagogici. Sono quegli stessi valori che, di lì a poco, la condanneranno: insieme a molte altre sue colleghe, Eulalia verrà privata sia della sua professione che della libertà. E anche della sua migliore amica, Juana, maestra come lei, di cui non avrà più tracce dai giorni di prigionia.

Finché, trent’anni dopo, la visita inaspettata di una giovane donna sconosciuta muterà una volta ancora il corso della sua storia…

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