Novità in libreria

TSD consiglia le novità in libreria dal 15 al 30 giugno

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Giugno è entrato nel vivo e le nostre letture non si fermano. In questa seconda parte della rubrica vi portiamo alla scoperta degli ultimi arrivi sugli scaffali. Romanzi perfetti per inaugurare la stagione o storie profonde in cui perdersi: ecco i titoli da non lasciarsi sfuggire.

La fiamma di Vesta (Vol.1): Memento
Angela Di Bartolo
In libreria a giugno

“Il fuoco non si estingue, né lo spengono gli alti flutti”
Roma, 118 d.C. In una cella sotterranea, l’ex legionario Marco Fabiano sa che la sua fine è vicina. Prima che cali il buio, affida alla cera l’ultima verità: la confessione di un uomo in fuga dal proprio passato. Un amore proibito, una fuga disperata
Tutto iniziò con Fabia. Una Vestale. Un amore colpevole dinanzi a Roma e agli dèi, che a entrambi portò rovina: lei sepolta viva e lui in fuga, schiacciato da un senso di colpa che neppure il sangue della Dacia è riuscito a lavare. Un viaggio ai confini del mondo antico Perseguitato dall’ombra adirata di Fabia, Marco attraversa l’Impero nel tentativo di sfuggire al Fato:
Dalla barbara Dacia, dove ha lasciato la mano destra e la sua innocenza. Alla sontuosa Alessandria, tra intrighi e vendette sanguinose. Dalle nebbie della Britannia, tra naufragi e brutali imboscate sul Limes. Ai bassifondi di Roma, tra le scommesse del Circo e la corruzione della Suburra, mentre su tutto aleggia l’ombra di un oracolo enigmatico. Perché leggere questo libro?
Angela Di Bartolo ci regala un affresco potente della Roma imperiale. Memento non è la storia dei vincitori, ma il grido di un uomo che cerca, tra le macerie della propria vita, una possibilità di redimersi. Un romanzo storico documentato, intenso e profondamente umano.

Il figlio del Papa: Cesare Borgia
Ippolita Avalli
Mursia
In libreria il 15 giugno

Costretto alla tonaca quando avrebbe voluto impugnare una spada, Cesare Borgia non è nato per obbedire, ma per conquistare. Dalle stanze dorate del Vaticano ai campi insanguinati della Romagna, la sua ascesa è fulminea, con l’ambizione di unire l’Italia sotto un’unica corona. Ma il potere ha un prezzo. Mentre la madre Vannozza lo vede consumarsi nella smania e Lucrezia, la sorella adorata, ne condivide splendori e ombre, il sogno di dominio si trasforma in una corsa contro il destino. Un grande romanzo in cui tradimenti, alleanze, passioni brucianti e rovinose cadute scandiscono la vita di un uomo deciso a essere sovrano di sé stesso, anche a costo di perdere tutto.

Ed è un poco la notte e un poco l’alba
Ilaria Tuti
Longanesi
In libreria il 16 giugno

«Scappa, Serafina.»
È con queste parole che l’anziano Geremia, in un pomeriggio caldo di sole, mi mette in allarme. Ma ancora non posso immaginare che questa terra sta per mutare volto e temperamento, forse per sempre. Nella Zona libera della Carnia, finora, la guerra è stata una tempesta distante, che ha strappato gli uomini dai nostri paesi ma non ha ancora lacerato del tutto gli animi. Quello in arrivo è però un vento nuovo e spaventoso, che soffia da Est e porta sconvolgimenti.
E da oltre il grande fiume giungono infine carovane di cavalieri delle steppe, con copricapi di pelliccia e lunghe spade ricurve, che entrano nelle nostre case prendendone possesso. La nostra terra è la loro terra promessa, questa non è un’invasione ma un insediamento.
Io, che da sempre abito un luogo di confine, chiamata a custodire i respiri e a evocarli; io, che da sempre ho in me il cuore delle donne che mi hanno preceduto e il soffio della donna che voglio essere; io vivo con sgomento questi giorni fatti di fuochi da campo accesi sulle assi dei pavimenti lustri, di animali riparati nelle cucine, di saccheggi e violenze. Ma vedo anche la meraviglia dei cammelli che pascolano nei campi, lo stupore fanciullesco degli invasori nel salire su una bicicletta, le danze russe nelle piazze, alla luce di antichi fuochi, le loro donne guerriere, i canti liturgici ortodossi, lo splendore delle icone.
Io, che sono ombra, non posso più stare al liminare: devo farmi luce, in questa lunga notte, per trovare l’alba.»
Con Ed è un poco la notte e un poco l’alba, Ilaria Tuti disvela la compassione nella barbarie, l’incontro nello scontro, l’esodo nell’invasione e, infine, la speranza nella tragedia. Racconta l’incontro tra due popoli che sulla carta dovevano sottomettere e soccombere, e che infine hanno imparato a conoscersi, trovando in ciascuno un riflesso dell’altro. E ci mostra che è possibile superare ciò che sembra insuperabile, sopravvivere allo sconvolgimento del proprio mondo, perdere ogni cosa e ricominciare. È possibile perché non lo ha fatto qualche eroe immaginario, lo hanno fatto i nostri anziani, continuando a cercare la vita dove sembrava essere rimasta solo cenere.

La sorella prediletta
Sonia Milan
Garzanti
In libreria il 16 giugno

Parigi, anni Venti. Estelle e Olympia sono sorelle, ma non potrebbero essere più diverse: dolce e sempre aperta agli altri la prima, ribelle e controcorrente la seconda. Eppure è stata proprio Olympia a crescere Estelle da quando, ancora bambine, hanno perso la madre. Un giorno, Estelle si innamora del giovane aspirante scrittore Paul. Olympia è felice per lei, ma sente crescere il peso di un segreto che non è mai riuscita a confessare. Poi il destino le separa, e quel senso di colpa diventa incolmabile. A Olympia non resta che il primo romanzo inedito scritto da Paul. Così decide di fare tutto il possibile per pubblicarlo. Lo deve a lui. E lo deve a Estelle. Solo allora capisce che la vita le mette di fronte una nuova sfida. Parte per la Spagna sconvolta dalla guerra civile e, in quello scenario tragico, cerca di dimenticare. Decenni dopo, a Roma, Caterina è una giovane giornalista insoddisfatta del proprio lavoro. Quando scopre per caso la storia di un romanzo misterioso, ne rimane affascinata. Potrebbe trattarsi di un plagio: il libro è stato pubblicato da due autori diversi, a Parigi e a New York, in epoche lontane tra loro. Ma le sue ricerche rivelano ben altro. Dietro quel romanzo si nasconde una grande storia d’amore. E si cela l’ultimo gesto di devozione di una donna per la sorella amata. Caterina comprende che non si può proteggere qualcuno per sempre, ma lo si può amare senza tempo. Perché, in un modo o nell’altro, il destino finisce sempre per chiudere il cerchio. E forse è arrivato anche per lei il momento di scrivere il proprio.
Dopo il grandissimo successo della Primogenita, nato dal passaparola dei lettori, Sonia Milan torna con un romanzo in cui le straordinarie vicende di due sorelle si intrecciano a personaggi realmente esistiti e ai grandi avvenimenti della storia internazionale. Un romanzo di grandi amori e rinascite improvvise, di legami più forti di tutto e di scelte che sembrano impossibili.

La biblioteca segreta di Lisbona
Madeline Martin
HarperCollins Italia
In libreria il 16 giugno

Lione, 1943. Quando la Gestapo le strappa il marito, il mondo di Elaine si sgretola. Ma nel buio dell’occupazione nazista, sceglie di non arrendersi e abbraccia la Resistenza. Insieme ad altre donne, tra macchine da stampa clandestine e documenti segreti, tesse una rete vitale in cui la comune vulnerabilità si trasforma in coraggio.
Lontano, nella fragile neutralità di Lisbona, Ava, una bibliotecaria americana, usa la letteratura come scudo. Sa che i libri offrono una speranza dove la realtà sembra senza scampo, ogni volume distribuito diventa una promessa di riparo, una storia protezione per chi ha perduto tutto. Ma quando le parole non bastano più contro la ferocia della guerra, Ava supera i confini della biblioteca e rischia la sua libertà per nascondere chi fugge dal terrore, decisa a scrivere un finale diverso.
Pur separate da un’Europa in fiamme, i destini di Elaine e Ava si intrecciano in modo profondo. Sono unite dallo stesso coraggio e dalle scelte difficili che la guerra impone ogni giorno. Custodiscono memorie, affrontano la paura, mettono a rischio se stesse e trovano nei gesti di solidarietà la forza di andare avanti.

Il giardino delle ombre
Mirko Zilahy
Mondadori
In libreria il 16 giugno

Nel ventre del museo del Prado a Madrid, Tessa Vanetti, una giovane restauratrice specializzata nel Cinquecento olandese, sta ripulendo un’opera unica al mondo, il misterioso Trittico delle Delizie del pittore fiammingo Hieronymus Bosch. I suoi pannelli lignei rappresentano un’umanità vinta dal peccato, ibrida e deforme. Il lavoro procede spedito quando d’un tratto qualcosa la blocca: in corrispondenza di una delle figure più enigmatiche dell’opera – una lama tra due orecchie circondate da anime dannate – Tessa nota un’imperfezione. Un attimo dopo la pittura cede e sotto l’immagine dipinta da Bosch emerge un elemento inquietante. A Roma, nel parco della Caffarella, l’ispettrice capo Miriam Tiberi si trova di fronte a uno scenario grottesco: il corpo di un uomo con una bizzarra maschera animalesca viene rinvenuto nella vasca di una piccola fattoria. Quando la foto della vittima compare sulla stampa, nella squadra d’indagine entra Nemo Sperati, docente delle Belle Arti e consulente della polizia per casi “speciali”. L’unico in grado di sintonizzarsi con la scena del crimine e svelare simboli celati nell’opera dell’assassino. Sulle tracce di un mistero antico cinque secoli, Miriam, Nemo e Tessa dovranno fare i conti con un killer che sta usando Roma come sfondo per le sue installazioni mortali. Per ritrovarsi di fronte alla più assurda delle domande: Hieronymus Bosch ha nascosto un oscuro messaggio tra le ombre del Giardino delle Delizie? Torna Nemo Sperati, l’esperto d’arte capace di leggere la scena del crimine come un quadro d’autore.

Il signore della guerra
Simon Scarrow
Newton Compton Editori
In libreria il 16 giugno

BRITANNIA, 43 D.C. Mentre l’ombra di Roma si allunga sull’isola, le tribù britanniche sono divise da rivalità antiche e alleanze instabili. Carataco, il più temuto signore della guerra, sa che solo unendo i clan potrà opporsi all’invasione imminente. A esercitare un potere maggiore di lui è soltanto suo padre Cunobelino, re dei Catuvellauni, il sovrano più influente dell’isola. Ma la sua corte è già stata infiltrata da una spia romana, e le tensioni interne minacciano di far crollare ogni fragile equilibrio. Intanto Verica, re degli Atrebati e nemico giurato di Carataco, è pronto a sfruttare ogni debolezza, sostenuto dall’ambizione inesauribile di Roma. Mentre i capiclan si illudono che l’isola sia inespugnabile, Carataco raduna migliaia di uomini: guerrieri, contadini, gente senza esperienza di guerra. Trasformarli in un esercito capace di affrontare la macchina militare romana è una sfida disperata. Tra fedeltà, tradimenti e rivalità, il tempo stringe. Sul campo di battaglia non si deciderà solo l’esito di uno scontro: è il futuro della Britannia a essere in gioco.

La macina della risacca
Andrea Molesini
Sellerio Editore Palermo
In libreria il 16 giugno

Il nuovo romanzo di Andrea Molesini è un romanzo di famiglia, di guerra, di amore, racconto al figlio, fluviale e inarrestabile di un uomo prossimo alla morte che ha combattuto nella Seconda guerra mondiale attraversando il secolo. Momenti cruciali della storia italiana vengono ripercorsi intrecciandosi alla vita del padre dell’autore, Aurelio, nato nel 1907. Con il figlio non ha mai avuto rapporti facili, molti silenzi e non detti. Babbo Rolli, così lo ha sempre chiamato Andrea, si lascia andare ai ricordi proprio nel momento in cui, malato – siamo negli anni Settanta –, sente sopraggiungere la fine. Libertà e coraggio sono i fili conduttori della sua vita, al figlio racconta di mare e di guerra, ma soprattutto i venti mesi dell’occupazione nazista, dal settembre ’43 al maggio ’45. All’indomani dell’8 settembre Aurelio, progettista del genio della Marina militare nei cantieri di Genova, fugge verso Venezia e porta con sé i disegni del nuovo scafo che sta realizzando. Durante il cammino incontra tedeschi, italiani sbandati, donne, partigiani, repubblichini. Giunto sulla Laguna viene contattato dai partigiani e consegna loro i disegni della nave L’Aquila. La narrazione dei fatti del passato, emozionante, a tratti concitata, intensa, si alterna con le visite del figlio in ospedale, le suore, le infermiere, la dottoressa che lo ha in cura; sotto il letto una valigia piena di vecchi ritagli a supportare il racconto delle vicende. Nello scorrere delle pagine veniamo a sapere tante cose della vita di Babbo Rolli e anche di Andrea, soprattutto della sua passione letteraria. I due nella condivisione della memoria a poco a poco si riavvicinano mentre il racconto giunge al suo epilogo insieme alla vita di Rolli. La scrittura è sempre il valore aggiunto dei romanzi di Molesini, potente, musicale, poetica, che aderisce al dettaglio realistico senza rinunciare al vigore della metafora.

L’isola dei fili perduti
Eleonora D’Errico
Rizzoli
In libreria il 16 giugno

Venezia, 1895. Lena ha tredici anni, lo sguardo curioso e uno spirito ribelle poco incline ad accettare il destino che sembra già scritto per lei, che infila perline di vetro per pochi spiccioli nel sestiere di Castello. Fa l’impiraressa, un mestiere antico che si tramanda di madre in figlia da generazioni. Ma quando la notte del 14 aprile la terra trema e le perle su cui lei e le altre donne di famiglia stavano lavorando scivolano via con le scosse, Lena è costretta a lasciare la sua calle, l’unica realtà che abbia mai conosciuto, e prendere servizio a Ca’ Cappello, presso una nobildonna inglese, Lady Enid Layard. Non può immaginare, Lena, che tra le mura di quel palazzo sul Canal Grande incontrerà un mondo affascinante, popolato di artisti e scrittori, e conoscerà il potere delle parole e delle idee. Mentre l’amore, il primo, quello a cui è impossibile resistere, le sconvolgerà la vita, sullo sfondo della Venezia decadente della Belle Époque, tra il fervore culturale dei salotti e il brulicare delle fabbriche della Giudecca, Lena si metterà alla testa della prima Lega di impiraresse insieme ad altre compagne coraggiose, dando dignità al lavoro silenzioso di migliaia di donne.

La casa dei salici
Juana Cortés Amunarriz
Nord
In libreria il 16 giugno

Paesi Baschi, Neri1943. Miren Mendiola ha eretto il suo piccolo baluardo di tranquillità nel paesino di Fuenterrabía, dove la sua esistenza ruota intorno al ristorante e alla casa di famiglia, rifugi sicuri in cui ricomporre i frammenti di una vita spezzata. Da quando è rimasta sola per la morte del marito e del fratello, Miren ha stretto intorno a sé la madre Apolonia, l’anziana matriarca e custode della casa dei salici, Arancha e Carmen, le due figlie adolescenti costrette a crescere troppo in fretta, e la tenace cognata Luisa, scampata all’inferno del carcere franchista. Eppure, dietro quella facciata di normalità, si celano animi indomiti e pieni di coraggio. Le donne della famiglia Mendiola, infatti, da tempo nascondono nella loro soffitta un pilota inglese, rimasto ferito durante la fuga dalla guerra in Francia attraverso i Pirenei. Un gesto di umanità e ribellione che adesso rischia di costare molto caro: quando si sparge la voce che di lì a una settimana Franco verrà in visita proprio a Fuenterrabía, i posti di blocco si moltiplicano e i delatori si fanno più spregiudicati. E la minaccia, per Miren, non ha solo il volto del Generalissimo: tra i gerarchi responsabili dell’organizzazione della visita, lei riconosce subito Manuel Montes, antica ferita mai rimarginata, incarnazione di quella violenza da cui ha sempre cercato di proteggere le sue figlie, e personificazione di un segreto che potrebbe distruggere la famiglia. È arrivato il tempo di agire. Ma ogni scelta esige un prezzo – pagato con il sangue e con la libertà – e quella settimana cruciale lascerà dietro di sé un silenzio denso come la nebbia, che graverà sulla casa dei salici per oltre settant’anni. Fino al giorno in cui qualcuno busserà di nuovo a quella porta, in cerca di ciò che la guerra ha tentato di cancellare per sempre.

Monsieur le comte e l’arte di uccidere
Pierre Martin
Neri Pozza
In libreria il 16 giugno

Lucien, giovane Comte de Chacarasse, appartiene a un’antica casata nobiliare francese che da generazioni custodisce un’arte tanto raffinata quanto letale: l’arte di uccidere. I suoi antenati, si mormora, avrebbero servito con discrezione Napoleone, il Vaticano, i Medici e i Borbone, agendo nell’ombra come ineccepibili assassini su commissione. Anche Lucien è stato educato fin dall’infanzia a questa tradizione di famiglia. Ma le sue vere passioni sono ben diverse: il suo bistrot a Villefranche-sur-Mer, il profumo del vino rosé, il fascino delle donne, i sapori della cucina provenzale. La sua vita leggera e luminosa sulla Riviera francese viene però spezzata quando è convocato al capezzale del padre gravemente ferito. L’ultimo desiderio del genitore è un giuramento: Lucien dovrà onorare l’eredità della sua stirpe. Ma come si diventa un impeccabile sicario quando si è contrari al benché minimo spargimento di sangue?

La sposa di villa Balbianello. Le Ville sul Lago di Como
Silvia Montemurro
Giunti
In libreria il 17 giugno

Lago di Como, 1849. Per il marchese Filippo Arconati Visconti l’amore è un lusso che un nobile travolto dai debiti non può permettersi. Si trova costretto a un amaro compromesso: il suo titolo in cambio della dote di Barbara Monti, figlia di un facoltoso industriale e futura sposa di Villa Balbianello. Ma il destino muove sotterraneo le sue fila. In Francia Patrizia Von Alten, la donna che Filippo ha umiliato e abbandonato, trama vendetta. E sua cugina Clémence de Reiset – affascinante, talentuosa pianista allieva di Chopin – accetta di entrare nel gioco: sedurre Filippo, distruggerne il matrimonio e diventare ricca, libera così di portare la musica fuori dai salotti nobiliari. Quando Clémence arriva sul lago, però, l’inganno si fa labile. Tra concerti notturni e lettere rubate, la diffidenza vacilla e un’attrazione autentica si insinua nelle loro anime ribelli. E mentre Filippo cerca un riscatto dalle aspettative politiche, Clémence scopre che Barbara, la sua rivale, è il fantasma di un passato che ferisce ancora. Sotto la luce argentea della luna, ogni maschera si sgretola e il lago, inquieto e silenzioso, accoglie segreti inconfessabili.

Le promesse spose
Claudio Paglieri
Giunti
In libreria il 17 giugno

Lecco, 1628. Alla vigilia delle nozze, la giovane filatrice Lucia Mondella osserva il Palazzotto di don Rodrigo, dove tante sue compagne sono già salite. Il signore del paese la attende all’uscita della filanda, ma lei non vuole essere la regina di una sola notte. E capisce che, con un rifiuto, potrebbe rovesciare un destino plasmato dalla madre e dal fidanzato. A Milano, la nobile Lucrezia Arrigoni si prepara al matrimonio, ma in cuor suo desidera l’unico uomo che non può amare. I destini di due donne si incrociano sullo sfondo della grande Storia, tra carestie, guerre e l’arrivo della peste. Claudio Paglieri reinventa I promessi sposi con coraggio e modernità, dando voce e corpo a personaggi che non avevamo mai conosciuto davvero. Un romanzo gustoso, avvincente e provocatorio, che scava nelle ambiguità del desiderio e del potere, donando al più grande classico della nostra letteratura i colori di un racconto di libertà, tentazione e riscatto femminile.

1929. La storia e i retroscena del grande crollo di Wall Street
Andrew Ross Sorkin
Ulrico Hoepli
In libreria il 19 giugno

Nel 1929 il mondo assistette con sgomento alla caduta libera dell’inarrestabile mercato rialzista di Wall Street, che spazzò via patrimoni miliardari e innescò una depressione che avrebbe cambiato il volto di una generazione. Ma dietro i nastri delle quotazioni impazzite e i trader in preda al panico si consumava un altro dramma: quello di visionari e truffatori, di titani e sognatori, di euforia e rovina. Grazie a un accesso senza precedenti agli archivi storici e a documenti finora inediti, Andrew Ross Sorkin accompagna il lettore nel caos del crash, dietro le quinte di una battaglia furiosa tra Wall Street e Washington, e tra personaggi straordinari la cui ambizione e ingenuità in un boom senza fine hanno portato al disastro. Le vertigini dei rialzi e la brutalità dei ribassi di quell’epoca rispecchiano in modo inquietante il nostro presente, dove i mercati salgono alle stelle, le tensioni politiche infuriano e si ripete la battaglia per la supremazia finanziaria. 1929 non è solo una storia di soldi: è un racconto di potere, psicologia e della seducente illusione che “questa volta è diverso”. È una storia di campanelli d’allarme ignorati, di finanzieri caduti in disgrazia e di scettici che avevano previsto il crollo – salvo essere messi a tacere finché non fu troppo tardi. Il resoconto coinvolgente ed elettrizzante di Sorkin, con lezioni che restano più che mai attuali, rappresenta una mappa cruciale per comprendere le forze che alimentano i terremoti finanziari e i segnali d’allarme che spesso ignoriamo a nostro rischio e pericolo.

L’esca. Fish Tales
Nettie Jones
NN Editore
In libreria il 19 giugno

Nella New York inebriante degli anni Settanta, la bella e inquieta Lewis insegue un ideale di libertà che non ammette compromessi, tra feste, lenzuola di seta, droga, champagne e una schiera di amanti. Accompagnata dal marito Woody e dall’amico Kitty Kat, Lewis usa il proprio fascino come un’arma, senza temere alcun eccesso, sempre in bilico tra l’affermazione e l’annullamento di sé. Ma l’equilibrio di questa vita vertiginosa viene scosso dall’incontro con il colto, crudele e affascinante Brook, l’unico in grado di sfidare il suo bisogno di controllo. Sedotta dalle tiranniche richieste di attenzione di lui, Lewis dovrà capire quanto è disposta a pagare per sentirsi davvero viva, sospesa sul confine sottile che separa l’amore dalla dipendenza. Scoperto da Toni Morrison nel 1984, e oggi riportato alla luce come un classico contemporaneo, L’esca. Fish Tales è un romanzo che sfida il moralismo senza censure e cautele. Nettie Jones esplora il desiderio femminile in un’America attraversata da trasformazioni profonde, sociali e culturali, e da quell’epoca di creatività e ribellione interroga il nostro contemporaneo, la collisione tra identità e libertà, tra amore e sottomissione.

Gli ultimi Titani: Churchill e De Gaulle
Richard Vinen
Ulrico Hoepli
In libreria il 17 giugno

Winston Churchill e Charles de Gaulle: due personalità titaniche che incarnarono il destino delle loro nazioni durante la Seconda Guerra Mondiale. Richard Vinen ricostruisce magistralmente la complessa relazione tra il primo ministro britannico e il generale francese, due “artisti della storia” che trasformarono parole in azioni e gesti in simboli eterni. Basandosi su archivi inediti, diari personali e testimonianze dirette, Vinen offre una prospettiva rivoluzionaria su una delle alleanze più controverse del conflitto mondiale. Un’opera essenziale per comprendere non solo la Seconda Guerra Mondiale, ma anche le radici delle moderne identità britanniche e francesi, e l’eredità duratura di due figure che continuano a influenzare la politica europea contemporanea.

Mille rimpianti. La nave nera
Grazia Maria Francese
EEE – Edizioni Tripla E
In libreria il 21 giugno

Sul finire del Cinquecento, il Giappone vive una stagione cruciale: i signori della guerra si contendono il potere, i contatti con l’Occidente si intensificano e la presenza dei missionari apre scenari nuovi, politici oltre che religiosi. In questo quadro si muove Alessandro Valignano, protagonista di una vicenda che intreccia diplomazia, evangelizzazione, commerci e relazioni umane. Tra Kyoto, Nagasaki e Macau, La nave nera ricostruisce con forza narrativa un passaggio decisivo della storia giapponese: quello in cui l’incontro con l’Europa appare come una promessa di apertura, ma prepara già la futura chiusura del paese.

La ragazza della scogliera
Eleanor Buchanan
Garzanti
In libreria il 23 giugno

Scozia, 1931. Il mare si infrange con furia contro la scogliera. Iris Blackwood lo ascolta in silenzio, il cuore in tumulto. Come sempre, è seduta su una delle quattro pietre che un tempo vegliavano sull’oceano impetuoso: i megaliti chiamati Sorelle di Skara. Ma questa volta, in quello che per anni è stato il rifugio suo e delle sue sorelle, è da sola. Da quando la madre è morta, tutto è cambiato. Un’inquietudine ostinata si è insinuata nelle loro vite, simile al vento che piega l’erba alta. Iris ne è certa: deve andarsene, e deve farlo in fretta. Anche se questo significa separarsi dalle persone che ama più di ogni altra cosa al mondo.
Australia, oggi. Mentre svuota la casa dei genitori, Roz ritrova un vecchio anello con un opale blu, nascosto per anni dalla madre. È un gioiello antico, tramandato di generazione in generazione. Lo stesso che, molto tempo prima, è costato la vita a suo padre. Roz non lo vedeva da anni, ma decide di portarlo con sé nel viaggio che la conduce in Scozia, alla scogliera dove sorge la tenuta di famiglia: un luogo remoto e carico di ombre. Lì, millenni prima, erano state erette le Sorelle di Skara. Ora non esistono più: a distruggerle è stato un antenato di Roz, sfidando la leggenda secondo cui chiunque le sposti è condannato a non avere più una casa. Proprio come lei, che da sempre si sente incapace di mettere radici. O almeno così crede. Perché in quel luogo battuto dal vento e dalla salsedine, Roz scoprirà i segreti dei Blackwood. E solo inseguendo la verità potrà smettere di sentirsi come una pietra consumata dal mare.
Eleanor Buchanan ha scritto un esordio che ha entusiasmato gli editori di tutto il mondo, venduto in venti paesi dopo aste agguerrite. Questo romanzo, che unisce il fascino delle leggende e dei paesaggi della Scozia a una storia familiare declinata al femminile, colpisce nel profondo. Quattro sorelle, quattro pietre, quattro anelli. Una maledizione. Un intreccio di elementi affascinanti capaci di emozionare i lettori.

Storia sociale della filosofia analitica. L’irresistibile ascesa di un pensiero impolitico
Christoph Schuringa
Einaudi
In libreria il 23 giugno

La filosofia analitica tende a considerarsi impegnata solo in questioni eterne; un’impresa intellettuale sottratta al divenire storico che vuole affrontare i propri interrogativi da una prospettiva assoluta. Christoph Schuringa ci mostra, attraverso gli strumenti della critica dell’ideologia, che forse le cose non sono sempre state cosí. Le origini della filosofia analitica risiedono infatti in una serie di movimenti plasmati da specifiche forze sociali, ed è solo dopo gli anni del maccartismo che è stata svuotata del suo potenziale politico, per diventare uno dei mezzi culturali di cui si è servito il liberalismo per imporre la propria egemonia. «Christoph Schuringa riesce nell’impossibile: pur avendo ben chiara in testa un’interpretazione – la filosofia analitica non è politicamente neutrale, e affonda le sue radici nel liberalismo capitalista e nella sua lotta alle forze di sinistra – è in grado di costruire un racconto storico estremamente complesso e dettagliato. Un libro che non si riesce a smettere di leggere, ma non è un cliché, davvero fa questo effetto sui suoi lettori».

La mala notte
Ugo Barbàra
Rizzoli
In libreria il 23 giugno

L’Avana, 1957. Da generazioni i Montalto-Scudera costruiscono e ricostruiscono il proprio impero trasformando ogni sfida imprenditoriale in una questione di famiglia: prima nelle campagne assolate della Sicilia, poi alla conquista di New York. Ora, sotto le luci accecanti del Gran Atlántico, l’alta società cubana balla sull’orlo del baratro. Gaetano Scudera è il re indiscusso di questo paradiso artificiale: erede della dinastia e arrivato sull’isola anni prima, ha innalzato un dominio di hotel di lusso e casinò stringendo patti di sangue con la mafia americana e il regime di Batista.
Cuba sembra una festa destinata a non finire mai, ma l’aria è carica di tensione. Mentre dalle foreste della Sierra Maestra si alza il fumo della rivoluzione castrista, il vero pericolo per Gaetano si annida all’interno della sua stessa casa. All’ombra del potere paterno, i figli nascondono segreti inconfessabili: c’è chi cerca una via di fuga da un cognome che soffoca, e chi si lascia sedurre dal brivido oscuro della sovversione, scivolando in una doppia vita letale. Quando la musica si ferma e le strade si infiammano, la famiglia Scudera dovrà decidere quanto è disposta a sacrificare per non perdere tutto. Con un ritmo bruciante e terribile, La mala notte è un’epopea straordinaria: una storia di cadute e redenzione, dove i legami di famiglia si rivelano la più crudele delle condanne.

La tana del lupo. Gli anni di Hitler nella foresta prussiana
Felix Bohr
Mondadori
In libreria il 23 giugno

Quando il potere smette di confrontarsi con la realtà finisce inevitabilmente per costruirne una propria. Una realtà chiusa, autoreferenziale, alimentata dalla paura, dalla fedeltà assoluta e dall’illusione di poter controllare il mondo tenendosene a distanza. Nel cuore delle foreste della Prussia orientale, lontano dalle città distrutte dalla guerra, la Wolfsschanze – la Tana del Lupo – rappresentò forse la forma più estrema di questa frattura. Per quasi quattro anni, dopo l’invasione dell’Unione Sovietica, Adolf Hitler trascorse qui gran parte del proprio tempo: in un intrico di bunker, barricate, filo spinato e campi minati da cui passarono gerarchi, ufficiali, segretarie, attendenti e collaboratori destinati a pianificare le campagne militari del Terzo Reich e a dare forma alla macchina politica e amministrativa dello sterminio nazista. È qui che maturarono alcune delle decisioni più devastanti del Novecento. Ma è qui che si tentò anche di porvi un freno, come dimostra l’attentato con cui, il 20 luglio 1944, Claus von Stauffenberg cercò di uccidere il Führer. Basandosi su testimonianze dirette di chi in quei luoghi lavorò e su documenti in parte inediti, Felix Bohr ricostruisce la vita all’interno della Tana del Lupo e il progressivo isolamento di un regime sempre più incapace di distinguere tra realtà, propaganda e paranoia. È l’intreccio di banalità quotidiana e orrore storico a rendere la Wolfsschanze più di un luogo simbolico: una rovina ancora capace di interrogare il presente, il rapporto che abbiamo con le eredità più ingombranti del passato e il modo in cui società e istituzioni affrontano ciò che vorrebbero rimuovere. Tra riunioni interminabili, rituali ossessivi e conversazioni ordinarie, emerge il ritratto lucido e spietato dei vertici del regime nazista, che in mezzo a tè pomeridiani e passeggiate nei boschi pianificarono il più grande crimine della storia.

Custer
Larry McMurtry
Einaudi
In libreria il 23 giugno

ll’accademia militare di West Point, George Armstrong Custer si diplomò trentaquattresimo su trentaquattro, ma con perfetto tempismo. Appena uscito, si trovò catapultato nella guerra civile americana, quattro anni di mattanze che sancirono la sua fortuna. Tuttavia, nonostante la sua partecipazione a numerose battaglie importanti, non sarebbe mai entrato nella storia se il 25 giugno 1876 non avesse dato prova di tremenda arroganza, ignorato tutti gli avvertimenti e condotto al massacro cinque compagnie del 7o Reggimento Cavalleria. A differenza delle poche notizie certe che abbiamo su Cavallo Pazzo, che forse sul Little Bighorn bloccò la ritirata del generale verso nord, la documentazione su Custer è cosí vasta da essersi meritata il nome di «custerologia». Lo stesso Larry McMurtry ci confessa di aver posseduto, a un certo punto, una collezione custerologica di piú di mille reperti. Da questa vasta biblioteca attinge con sapienza per tracciare un ritratto del generale degno di un grande romanziere. Poco empatico ma molto legato alla famiglia e agli animali, odiato dai suoi sottoposti, Custer seppe scegliersi una moglie volitiva, Libbie, che rimasta vedova avrebbe difeso pubblicamente la sua memoria per altri cinquant’anni. Con rapide e vigorose pennellate, McMurtry ci racconta i fatti salienti della vita di Custer e ne ricostruisce il contesto storico, ricordando la contesa delle Black Hills, gli altri generali impegnati nella lotta contro gli indiani, e soprattutto gli indiani stessi, dai capi come Toro Seduto, il cui sogno fu determinante per l’esito della battaglia, agli scout che, pur sapendo di andare incontro a morte certa, non abbandonarono il generale e morirono insieme a lui. La parabola di un uomo troppo sicuro di sé diventa l’occasione per tratteggiare un nuovo, grandioso affresco dell’Ovest in tutti i suoi aspetti, compresi quelli piú ambigui.

Il canto delle filatrici
Giulia Dal Mas
Tre60
In libreria il 23 giugno

Friuli, anni Venti. A Maniago, un piccolo borgo ai piedi del monte Jôuf, crescono Nella, Adelina e Iolanda Santarossa, tre sorelle legate da un destino comune nella filanda, dove lavorano sin dall’infanzia. Iolanda è fidanzata con Pietro, un giovane operaio con grandi ideali e simpatie socialiste. Adelina vive un amore clandestino con il figlio di una famiglia altolocata, mentre Nella coltiva un profondo legame di amicizia con Luisa e una passione per i libri, sognando di lottare per i diritti e l’emancipazione delle donne.
Ma nella piccola comunità di montagna, governata da regole taciute e immutate da generazioni, la relazione proibita di Adelina minaccia di spezzare fragili equilibri e compromettere il destino di tutta la famiglia. Così, mentre la guerra si avvicina, la ragazza fugge a Venezia in cerca di riscatto e libertà, lasciando dietro di sé dolore e sgomento. Anche Nella sceglie di lasciare Maniago e, insieme a Luisa, approda a Torino per partecipare alle lotte femminili. Iolanda, invece, resta al paese e continua a lavorare con dedizione alla filanda per guadagnarsi il ruolo più ambito, quello di passaseta.
Tuttavia, quando il destino delle tre sorelle sembra ormai scritto, la vita irrompe con forza a rimescolare le carte: riusciranno a restare unite nonostante la distanza che le separa e le profonde ferite del passato? Tra l’ascesa del fascismo e l’ombra della guerra, le vite di Iolanda, Adelina e Nella si intrecciano in una storia di resistenza, affetti e coraggio, dove l’amore si rivela l’unica forza capace di superare i vincoli di sangue e mantenere viva la speranza in un futuro migliore.

Il mare da dove nascono i miti
Giuseppe Berto
Edizioni Settecolori
In libreria il 24 giugno

Un Berto inatteso e potentissimo: cronista, viaggiatore, osservatore partecipe. Dai primi viaggi nel Sud del dopoguerra alle trasformazioni degli anni Sessanta e Settanta, queste pagine attraversano Calabria, Basilicata e Puglia con uno sguardo netto, anti-retorico: la miseria come struttura, le riforme come promessa, il turismo che nasce quasi per caso, la modernità che porta benessere e insieme ferite al paesaggio e alle coscienze. È un libro che mette in scena luoghi, voci, gesti, contraddizioni. La scrittura è dolente ma mai querula, civile senza prediche, poetica senza cartoline. Nel solco della grande prosa d’inchiesta del Novecento, dialoga con Carlo Levi, con lo Sciascia «civile», con Piovene e con Pasolini e con i migliori inviati italiani del dopoguerra.

Lezioni di anatomia
Nora Kain
Giunti
In libreria il 24 giugno

Francoforte, 1800. Una scia di misteriosi ed efferati omicidi sta gettando la città nel panico. Si tratta di giovani donne, trovate senza vita in una pozza di sangue. A occuparsi delle autopsie viene chiamato il dottor Pontus, che condivide con la figlia Manon la stessa sinistra passione per l’anatomia. Contro la società che la vorrebbe sottomessa e sposata, la ragazza si trova molto più a suo agio fra misteri e cadaveri e così, mentre la polizia brancola nel buio, decide di mettersi sulle tracce del vero assassino. Ad aiutarla in questa macabra investigazione c’è Johann, giovane e ambizioso cronista, costretto a lottare contro un editore senza scrupoli, più propenso a trovare qualcuno da sbattere in prima pagina che a scoprire la verità. Sembrerebbe, infatti, che un uomo sia stato arrestato ma per Manon e Johann non è quello giusto… In passato, un altro pericoloso assassino aveva ucciso in modo simile a quanto sta accadendo adesso. Era conosciuto come l’Anguilla, per il collo deturpato da squame di pesce, ma era stato giustiziato anni prima. Quale mano, allora, sta spargendo sangue per le strade di Francoforte? Un’indagine cruenta e avvincente agli albori della medicina legale, calata in un’atmosfera che sembra emergere dai più bei romanzi gotici di Mary Shelley.

Si paga sempre. Cinquanta delitti
Giorgio Scerbanenco
La nave di Teseo
In libreria il 26 giugno

Durante la sua carriera di scrittore, Giorgio Scerbanenco pubblicò oltre 1380 racconti, ma di essi quasi 900 non sono mai stati pubblicati in volume. Questa antologia raccoglie per la prima volta i racconti scritti nell’immediato dopoguerra, dal 1947 al 1949, un periodo molto fertile per Scerbanenco, affermato nel lavoro ma tormentato affettivamente, qualcosa che si riflette nei suoi personaggi di quegli anni, spesso uomini circondati da troppe donne. In queste storie i personaggi vagano per la città in cerca di un impiego qualsiasi, e finiscono per accettare lavori disonesti pur di poter mangiare, soprattutto traffico d’armi e di droga, sulle stesse rotte del contrabbando dei tempi di guerra, senza disdegnare anche qualche gioiello. E poi, naturalmente, ci sono le donne, una sfilata di donne ognuna diversa dall’altra, dalla contessina sensibile alla prostituta perduta e cinica. Scerbanenco era considerato, ai suoi tempi, uno scrittore scandaloso, e scandalosi lo sono questi racconti un poco ancora oggi, per la crudezza con cui vengono descritti il desiderio, l’attrazione, il possesso, le dinamiche uomo-donna (ci sono anche alcune assassine). Non c’è romanticismo: c’è, del tutto imprevista, la tenerezza. Scerbanenco è sempre Scerbanenco, e quello che sa fare meglio, come scrittore, è raccontare l’anima più profonda dei suoi personaggi. Duca Lamberti e Livia Ussaro, Alberta e le altre – i protagonisti e i comprimari della quadrilogia noir degli anni sessanta – sono distanti nel tempo da questi racconti, che li precedono di vent’anni, eppure già si intravedono in filigrana negli uomini e nelle donne che popolano queste storie. Cecilia Scerbanenco.

Testimone di una scelta
Bandini Connie
Morellini
In libreria il 26 giugno

Tra le pieghe della storia, una donna trova la voce: dalla Roma degli anni bui all’America della bomba atomica, il coraggio silenzioso di Laura Fermi accende la memoria. In una stanza pervasa dalla luce dorata del pomeriggio, Laura Fermi ascolta il respiro del passato. Moglie di Enrico Fermi, madre, scienziata mancata, osserva un mondo sospeso tra la promessa delle grandi scopertee il peso insostenibile delle scelte. Dal cuore di una Roma inquieta ai deserti segreti di Los Alamos, la sua vicenda intreccia piccoli gesti quotidiani e grandi eventi storici, tra la dolcezza del pane romano e l’odore acre delle terre americane. Viaggia con Laura tra case invase da libri, tra risate di bambini e decisioniche sfiorano il destino dell’umanità. Accompagnala tra corridoi universitari frequentati da nomi che tramano il futuro, un gruppo di fisici – i “Ragazzi di via Panisperna” – e una scelta che spinge la sua famiglia a lasciare tutto e ricostruirsi altrove, sospesa sul filo della paura, della malinconia, ma anche dell’ironia. I ricordi custoditi gelosamente nei suoi quaderni blu raccontano una donna capace di trasformare ogni fragilità in forza, lasciando che il suo racconto – sfumato tra la storia e la vita – ci riconduca a quello che ancora oggi brucia: la dignità sottile di chi sceglie, ogni giorno, di restare umano. un libro intenso che restituisce finalmente il giusto spessore auna testimone dimenticata.

Quirina. La musa silenziosa di Ugo Foscolo
Ilaria Chia
Nua Edizioni
In libreria il 26 giugno

Ugo Foscolo la chiama “donna gentile”: l’unica capace di comprendere la sua inquietudine e il tormento che alimenta i suoi versi. Ma Quirina Mocenni Magiotti non è soltanto l’amante del poeta. È una donna intrappolata in un matrimonio di convenienza, soffocata da una società che le nega studio, viaggi, indipendenza. L’arrivo di Foscolo a Firenze sconvolge il suo destino: l’amore diventa rivelazione, scoperta di sé, possibilità di un’esistenza diversa.
Quando il poeta è costretto all’esilio – prima a Milano, poi in Inghilterra – la loro storia sembra spezzarsi. A Londra, tra debiti e malattia, Foscolo muore lontano da tutto. Ma per Quirina la fine coincide con un nuovo inizio. Decide di recuperare e pubblicare le opere lasciate incompiute, in particolare i versi delle Grazie, trasformando un sentimento privato in una missione pubblica.
Tra Firenze e Londra, tra il 1803 e il 1847, si snoda così un romanzo storico intenso e documentato che intreccia amore, politica e letteratura, incrociando figure come Silvio Pellico e Giuseppe Mazzini.

La figlia del Nilo
Marie Benedict
Newton Compton Editori
In libreria il 26 giugno

Negli anni Venti, l’archeologo Howard Carter e Lord Carnarvon di Highclere Castle fecero scalpore in tutto il mondo con la scoperta della tomba colma di tesori del giovane faraone Tutankhamon. Ma dietro quell’impresa archeologica c’era Lady Evelyn Herbert, figlia di Lord Carnarvon, il cui spirito temerario e la cui instancabile curiosità resero possibile quel ritrovamento epocale. Quasi tremila anni prima, un’altra donna aveva sfidato le aspettative del suo tempo: Hatshepsut, la regina-faraone perduta d’Egitto, il cui regno audace e visionario fu quasi cancellato dalla Storia. Quando Evelyn diventa ossessionata dall’idea di trovare la tomba segreta di Hatshepsut, è pronta a rischiare tutto pur di svelare la verità sul suo regno e di far restare in Egitto, nella loro legittima patria, i preziosi reperti. Ma mentre le tensioni politiche crescono, sarà costretta a una scelta impossibile: proteggere l’eredità di suo padre o forgiare la propria. Questa è la storia di due donne ambiziose vissute a secoli di distanza. Entrambe furono costrette a nascondere la propria natura durante la loro vita, eppure cambiarono per sempre il corso della Storia.

È sangue di noi tutti
Valerio Varesi
Neri Pozza
In libreria il 26 giugno

Reggio Emilia, 7 luglio 1960. Nella piazza dei Teatri sono arrivati a decine di migliaia, richiamati dal Pci e dal sindacato per protestare contro l’imminente Congresso del Movimento sociale italiano a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza. Sono ex partigiani, operai, ragazzi, le magliette a strisce per riconoscersi, i cartelli stretti in pugno, sulle labbra le canzoni della Resistenza e gli slogan gridati contro il governo Tambroni, eletto proprio grazie ai voti dell’Msi. Sono tantissimi, il loro entusiasmo fa paura. I poliziotti della Celere arrivano in piazza per sgomberarla, spegnere le proteste sul nascere, tacitare le voci sempre più forti. Arrivano con licenza di sparare. Sparano. In quarantacinque minuti di mattanza muoiono in cinque: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, ragazzi, padri di famiglia, tutti ugualmente attoniti di fronte alla polizia che apre il fuoco su gente disarmata. Questa giornata di sangue, tuttavia, non arriva dal nulla: le sue radici affondano nei quarant’anni che l’hanno preceduta, nelle traiettorie singole plasmate da forze storiche opposte. Come quella di Afro Tondelli che, di origini contadine, cresce testimone della brutalità squadrista ed entra nella Resistenza; e quella dell’uomo senza nome che preme il grilletto – uno fra i tanti educati dal fascismo alla violenza politica – di cui l’autore immagina origini, percorsi e ragioni. In pagine vivide e adamantine, Valerio Varesi narra così queste due vite unite da un tragico giorno d’estate. È il romanzo di una strage, emblema della frattura mai ricomposta di un Paese senza memoria. Ci si genuflette per pregare, per rendere omaggio a una divinità, a un santo o a una donna. Ma il poliziotto si è genuflesso per uccidere. A volte i gesti capovolgono il loro senso. E con essi anche quello della Storia, che inverte la marcia e rigurgita il passato.

Senza macchia, senza paura
Stefano Cozzi
BookRoad
In libreria il 26 giugno

Spagna, XI secolo.
Terra di guerra, di fede e di uomini destinati a diventare leggenda. Lorenzo Della Torre è solo un ragazzo quando lascia il Nord Italia per inseguire il sogno della cavalleria. Crede nell’onore, nelle imprese eroiche, nei racconti che trasformano gli uomini in miti. Ma il viaggio verso la Spagna lo porterà molto più lontano di quanto immaginasse. Al seguito di un cavaliere enigmatico, tra intrighi nascosti e antichi segreti, Lorenzo viene trascinato in un mondo dove nulla è come appare. Un mondo in cui il potere si muove nell’ombra e ogni scelta può cambiare il destino di interi regni. Quando incontra il leggendario Cid Campeador, capisce che la vera prova non è diventare un cavaliere… ma restarlo.
Tra battaglie, alleanze fragili e legami messi alla prova, Lorenzo dovrà scoprire chi è davvero e quanto è disposto a perdere per rimanere fedele a ciò in cui crede. Un romanzo storico avvincente e intenso, che smonta il mito della cavalleria e lo ricostruisce nella sua forma più autentica: quella fatta di paura, scelte e conseguenze.
Perché non esistono eroi senza ferite.

L’ultimo re d’America. Vita, regno e pazzia di Giorgio III
Andrew Roberts
Utet
In libreria il 30 giugno

Si racconta che Giorgio III, perso nella sua pazzia, un giorno offrì «con cordialità e riguardo estremi» la mano a un ramo di una quercia nel grande parco di Windsor, convinto di essere di fronte al re di Prussia. In questo caso “si racconta” non è un modo di dire, perché la vicenda è inventata di sana pianta da un tal Philip Withers, nel suo “Una storia della malattia reale” con una serie di aneddoti divertenti del 1789. Come non è vero che abbia sfidato a una gara di corsa un cavallo, né che scrivesse lettere a corti straniere su questioni inventate o che svuotasse addosso al medico il contenuto del vaso da notte… La vita di Giorgio III è talmente intrisa di storie false spacciate per vere che è molto difficile distinguere le une dalle altre, come si è accorto lo storico britannico Andrew Roberts misurandosi con la sfida di questa monumentale biografia. Ma dove nascono tutte queste fandonie? La sfortuna di Giorgio III è quella di essere stato, tra le altre cose, l’ultimo re d’America, e in quanto tale il nemico giurato di Thomas Jefferson e degli altri padri fondatori americani. In pieno secolo dei lumi, la guerra d’indipendenza americana fu infatti combattuta con ogni mezzo possibile, ivi compresi i pamphlet e le vignette satiriche, i giornali e le dicerie. E Giorgio III non solo ne è uscito sconfitto politicamente, perdendo quelle tredici colonie d’oltreoceano, ma ha anche subìto la peggiore beffa che il destino potesse riservargli: il ritratto impietoso e dissacrante della propaganda rivoluzionaria è diventato Storia, falsificando il ricordo di un sovrano dal notevole coraggio (sopravvissuto a diversi attentati, sempre con britannica compostezza) e dalla viva intelligenza, dimostrata dagli scambi di lettere con i grandi pensatori dell’epoca, come Samuel Johnson (che lo definì «il più raffinato gentiluomo che io abbia mai conosciuto»). A 250 anni dalla dichiarazione di indipendenza del 1776, L’ultimo re d’America è la prima affidabile biografia di Giorgio III, ma è anche una controstoria della nascita degli Stati Uniti d’America, dal punto di vista del più regale dei vinti.

Il giardino dei segreti perduti
Dinah Jefferies
Newton Compton Editori
In libreria il 30 giugno


Dordogna, 1936. Tra giardini incolti e muri che cadono a pezzi, la tenuta Château Rousseau custodisce gelosamente i suoi misteri. Quando Thirza Caruthers-Bellini ne varca la porta scolorita per assistere la prozia, ha solo una promessa da mantenere, ignara di ciò che la attende. In un luogo sospeso nel tempo, dove ogni stanza sembra trattenere un’eco del passato, Thirza percepisce fin da subito che la casa esercita un fascino inquietante, una presenza silenziosa che sembra accompagnare ogni suo movimento. Mentre sull’Europa si addensano nubi sempre più scure, il castello inizia a svelare il proprio passato: amori proibiti, tradimenti devastanti e la storia di una bambina scomparsa anni prima. Ma nel tentativo di scoprire la verità, Thirza rischia di smarrire sé stessa per sempre.

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