Autori Classici Viaggio nella storia

I grandi classici della letteratura: George Sand

Articolo a cura di Laura Pitzalis

George Sand è il nome con cui è conosciuta Amantine Aurore Lucile Dupin, figura centrale della letteratura ottocentesca. Nell’immaginario collettivo appare come una donna minuta, dai capelli corti, spesso vestita con abiti maschili e con un sigaro tra le dita.

Scelse questo pseudonimo, con il quale sarebbe passata alla storia, per ragioni editoriali ma anche per aggirare i pregiudizi che nell’Ottocento colpivano le donne che scrivevano. Pubblicare con un nome maschile significava essere prese più sul serio in un ambiente dominato quasi esclusivamente dagli uomini.

Le origini

Nasce nel 1804 in una famiglia segnata da forti contrasti sociali. La nonna paterna, legata all’aristocrazia francese, appartiene a quella generazione di nobildonne settecentesche influenzate dal pensiero illuminista di Voltaire, Rousseau, Diderot e d’Alembert. Il padre, ufficiale dell’esercito, muore prematuramente in seguito a una caduta da cavallo, mentre la madre proviene da un ambiente popolare.

L’infanzia di Aurore è complessa. Il rapporto con la madre è discontinuo, anche se resterà sempre molto forte sul piano affettivo. Viene mandata in convento e durante l’adolescenza arriva persino a pensare di prendere i voti. È la nonna, fortemente anticlericale, a opporsi con decisione e a riportarla nella grande casa di Nohant, destinata a diventare il centro della sua vita.

A diciotto anni si innamora di un coetaneo, l’avvenente Casimir Dudevant, giovane aristocratico senza grandi mezzi. Il matrimonio, contrastato dalla famiglia, si rivela presto infelice. I due hanno poco in comune: lui beve, è infedele e il rapporto si deteriora rapidamente. Nascono comunque due figli, Maurice e Solange, anche se attorno alla paternità della seconda non mancheranno dubbi e ipotesi.

Nel 1832 la situazione precipita quando Casimir, ubriaco, arriva a minacciarla con un coltello davanti ad alcuni ospiti. Aurore decide di lasciarlo, gesto che all’epoca rappresenta uno scandalo sociale rilevante.

Nonostante la rottura, continua a occuparsi dei figli con grande attenzione, lasciando al marito gran parte del patrimonio familiare e trattenendo per sé solo quanto necessario per vivere. Riesce inoltre a ottenere una forma di custodia condivisa, soluzione piuttosto insolita per il tempo.

Parigi e la scrittura

Dopo la separazione, si trasferisce a Parigi e inizia a collaborare con il giornale Le Figaro. L’esperienza però non la soddisfa: mal sopporta l’idea di dover sottostare alle decisioni di un direttore o di un editore. Vuole poter scegliere autonomamente cosa scrivere e come farlo.

Aurore sa bene quanto il mondo letterario sia ostile alle donne. La scrittura femminile viene considerata secondaria e molte autrici scelgono pseudonimi maschili: le sorelle Brontë pubblicano come Currer, Ellis e Acton Bell; Louisa May Alcott firma alcuni racconti con il nome A. M. Barnard e

Anche Mary Shelley, la famosissima autrice di Frankenstein, è dovuta ricorrere allo stratagemma dello pseudonimo, pubblicando col nome del marito.

A Parigi si lega al giovane giornalista Jules Sandeau. I due diventano amanti e convivono in una soffitta parigina, alimentando ulteriormente i pettegolezzi attorno alla scrittrice. Insieme pubblicano Rose et Blanche, firmandolo “Jules Sand”. Ma quando Aurore completa da sola Indiana, nasce definitivamente lo pseudonimo George Sand – l’abbreviazione del cognome di Sandeau e il nome maschile con l’elisione dell’ultima “s” destinato a diventare celebre in tutta Europa.

Nel frattempo, George continua a sfidare apertamente le convenzioni sociali. Indossa abiti maschili non solo per provocazione, ma anche per praticità: molti teatri, locali e ambienti pubblici sono più accessibili agli uomini che alle donne. Fuma sigarette e talvolta il sigaro, gesto allora considerato inaccettabile per una donna.

Le due personalità: Aurore e George

Non è nei salotti parigini che si comprende davvero George Sand ma a Nohant, nella sua casa di campagna, dove emerge il suo lato meno visibile.

Nohant non è un rifugio romantico ma un luogo di lavoro stabile, dove la  scrittura si intreccia con la routine. Di giorno gestisce la casa, segue i figli, organizza la quotidianità; di notte scrive per ore, con una disciplina rigorosa, alla luce delle lampade a petrolio.

Un’immagine molto diversa da quella parigina, dove George attira l’attenzione e il giudizio della società del tempo più per la sua vita privata che per la sua opera.

Ed è proprio questo contrasto uno degli aspetti più interessanti della sua figura. Da una parte la scrittrice metodica, capace di sostenere per anni un lavoro continuo e organizzato, grazie al quale nasce la vastità della sua produzione; dall’altra la donna che sfida apertamente le convenzioni dell’Ottocento. Sembra quasi che Aurore Dupin e George Sand convivano come due aspetti della stessa persona. Alla prima appartengono le inquietudini, la sensibilità, il bisogno affettivo; alla seconda la forza pubblica, la determinazione, la libertà ostentata attraverso gli abiti maschili e il sigaro fumato senza preoccuparsi dello scandalo.

Le opere

I primi testi nascono dalla collaborazione con Jules Sandeau. Il primo romanzo, Rose et Blanche (1831), viene firmato insieme “Jules Sand”, ma è con Indiana (1832) che George Sand afferma la propria identità letteraria. Il successo è immediato e straordinario. A soli ventisette anni è già tra le scrittrici più lette d’Europa e, in Inghilterra, la sua popolarità supera quella di Victor Hugo e Honoré de Balzac. Le sue opere vengono ristampate più volte già in vita e continuano a circolare dopo la sua morte.

Molti dei suoi romanzi nascono dai ricordi della campagna e dalla vita a Nohant, come “La palude del diavolo”,“François le Champi”e“La piccola Fadette”. Altri, come “Lélia”, “Mauprat” o “Consuelo”, affrontano invece temi sentimentali, sociali e politici. Accanto alla narrativa scrive opere autobiografiche, “Lei e lui” e la sua autobiografia, “Storia della mia vita”, testi teatrali, articoli e una vastissima corrispondenza. Gli ultimissimi romanzi della sua vita sono stati invece caratterizzati dal tema della natura, tra i quali si trovano “Il marchese di Villemer” e “Jean de la Roche”.

Elogi e ostilità

Con il nome di George Sand, Aurore Dupin entra stabilmente nel panorama letterario europeo, suscitando insieme ammirazione e opposizione. Nel corso della sua carriera stringe rapporti con alcune delle figure più importanti della cultura ottocentesca: Honoré de Balzac, che le chiede di scrivere la prefazione alla sua “ Comédie humaine”, Gustave Flaubert e Charles Augustin Sainte-Beuve, mentre Victor Hugo e Fyodor Dostoevsky la considerano una delle grandi voci della letteratura contemporanea.

Accanto agli elogi non mancano però attacchi durissimi. Friedrich Nietzsche la liquida con sarcasmo definendola una “vacca da scrittura”, mentre Émile Zola deride i suoi romanzi sociali e Baudelaire si rivolge a lei e al suo lavoro con parole spesso sprezzanti.

Le contestazioni non riguardano solo la letteratura. Scrittrice vicina agli ideali socialisti, sostenitrice della libertà femminile e del libero amore, diventa presto, per gli ambienti più conservatori, un bersaglio anche sul piano personale. In Francia viene spesso attaccata più per la sua vita privata che per i suoi libri, nonostante il grande successo editoriale. Nasce persino il termine “georgesandismo”, usato in senso dispregiativo per indicare una donna ribelle e fuori dagli schemi, diffuso in Francia ma anche in altri paesi europei.

In Italia la sua opera circola a lungo con difficoltà: diversi libri vengono osteggiati dagli ambienti cattolici e pubblicati con notevole ritardo.

Eppure, al di là delle polemiche, la sua influenza letteraria e culturale resta una delle più forti dell’Ottocento europeo.

Impegno politico

George Sand non si limita alla scrittura. Fin da giovane mostra attenzione per le condizioni sociali e sostiene i diritti delle donne.

Durante la Rivoluzione del 1848 aderisce agli ideali repubblicani, fonda un giornale e partecipa attivamente alla vita politica. Collabora anche con il governo provvisorio scrivendo testi e manifesti.

Dopo il colpo di Stato di Napoleone III del 1851, sceglie di restare in Francia e interviene per ottenere attenuazioni di pena e provvedimenti di grazia per amici e conoscenti.

Più complessa la sua posizione durante la Comune di Parigi del 1871, quando si schiera contro i comunardi e a favore dell’Assemblea di Versailles, posizione che le attira nuove critiche.

Gli amori

Nella Francia dell’Ottocento, la vita sentimentale di George Sand contribuì quasi quanto i suoi libri alla costruzione della sua immagine pubblica.

Tra i legami più discussi vi fu quello con la celebre attrice Marie Dorval. Il loro intenso carteggio lascia intravedere un rapporto profondo, fatto di affetto e grande complicità. George Sand la chiamava “angelo del mattino”, mentre il poeta Alfred de Vigny, compagno dell’attrice, la insultò pubblicamente. Dopo la sua morte, George Sand continuò a sostenere i figli.

Molto tormentata fu anche la relazione con Alfred de Musset, esperienza che ispirò il romanzo autobiografico “Elle et Lui”. Il loro rapporto, breve ma intenso, fu segnato da una forte instabilità emotiva.

Ancora più lunga e complessa fu la storia con Frédéric Chopin, iniziata nel 1838. La relazione durò quasi dieci anni e fu condizionata dalla salute fragile del compositore e dalle tensioni familiari, in particolare con il figlio Maurice. La separazione avvenne poco prima della morte di Chopin, nel 1849, e George Sand non partecipò al funerale.

Negli ultimi anni della sua vita si legò all’incisore Alexandre Manceau, che rimase accanto a lei per circa quindici anni, fino alla sua morte.

L’eredità

Nel corso degli ultimi anni George Sand si ritira sempre più spesso nella tenuta di Nohant, senza però smettere di scrivere. Una delle sue ultime opere, “Contes d’une grand-mère”, è dedicata alle nipoti.

Il suo successo è ormai consolidato: ha pubblicato oltre settanta romanzi ed è considerata una delle figure centrali della cultura europea dell’Ottocento. Stringe amicizia con Alexandre Dumas figlio e soprattutto con Gustave Flaubert, che alla sua morte la piangerà “come si piange una madre”.

George Sand muore l’8 giugno 1876 nella sua casa di Nohant e sepolta nel piccolo cimitero di famiglia vicino alla sua residenza, come da lei desiderato. Nonostante la sua fama di donna anticonformista e laica, per volere della figlia Solange e con il permesso dell’arcivescovo di Bourges, le furono tributati funerali religiosi.

Al funerale, Victor Hugo la saluta definendola immortale: “Je pleure une morte, je salue une immortelle”.

La sua eredità non riguarda soltanto la letteratura. George Sand fu una delle prime donne a costruire consapevolmente la propria identità di scrittrice, fondendo esperienza personale e narrazione. Attraverso quello pseudonimo che non era del tutto maschile né del tutto femminile, Aurore Dupin riuscì a reinventarsi e a conquistare uno spazio che la letteratura dell’Ottocento aveva riservato quasi esclusivamente agli uomini.

Fu una donna di straordinaria energia: scrisse oltre settanta romanzi, numerose opere teatrali, migliaia di lettere e una quantità impressionante di articoli e testi autobiografici. Ma la sua eredità più importante resta forse il tentativo di immaginare, per le donne del suo tempo, una forma diversa di libertà e di indipendenza.

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