Articolo a cura di Concetta Di Lorenzo
La luna di miele per i novelli sposi è sempre il periodo più intenso e più bello, perché la coppia si conosce e si scopre intimamente, accettandosi reciprocamente come partners. Ma da dove viene quest’espressione così zuccherosa? Dal miele chiaramente, ma dietro c’è una storia che arriva davvero da molto lontano, diciamo dai Babilonesi.
I Babilonesi furono i primi a regalare miele alle nuove coppie come simbolo di dolcezza e prosperità, ma solo nel medioevo si delineò l’esatto significato di questa espressione linguistica. Sempre a Babilonia, il codice di Hammurabi tutelava gli apicoltori che si occupavano di produrre questo prodotto ritenuto sacro. Ma saliamo i gradini della storia con attenta curiosità.

Il miele fu uno dei prodotti naturali più usati da tutti i popoli che hanno abitato e abitano la Terra. Anche in Egitto, come a Babilonia, esso era considerato sacro e riservato solo alle classi più benestanti e ai faraoni, non solo perché serviva per realizzare dolci e addolcire bevande, ma anche perché veniva usato nelle pratiche di mummificazione e in quelle magiche per garantire l’immortalità.
Nella Bibbia Giacobbe consiglia ai suoi figli di usare il miele come dono da regalare, Gionata, figlio di Saul, riacquistò le forze dopo aver mangiato miele e Giovanni Battista si nutriva di miele selvatico tutti i giorni.
In Europa, grazie alla testimonianza di una pittura rupestre ritrovata nei pressi di Valencia (Spagna) in cui un uomo è arrampicato su un albero per prendere un favo, sappiamo che l’uso del miele risale a circa 10000 anni fa e forse più.
Nell’antica Grecia il miele era il cibo degli dei che si nutrivano di ambrosia e bevevano nettare, mentre a Roma lo usavano per dolcificare sia dolci che bevande, tra cui il vino.
Con l’esperienza empirica quotidiana, i popoli più antichi capirono e tramandarono che il miele ha moltissime qualità benefiche per il corpo umano ed è un’ottima fonte di energia. E fu così che nacque la prima bevanda energetica della storia: l’idromele.

L’idromele è infatti una delle più antiche bevande alcoliche prodotte dall’uomo tramite fermentazione del miele ed era diffusa in tutti i popoli con nomi diversi. Ma furono i popoli nordici a fare dell’idromele un simbolo di forza e prestigio, bevendolo nei loro banchetti dopo una vittoria. Il miele puro e l’idromele divennero così doni perfetti da regalare ai novelli sposi per le loro nozze fin dall’antichità.
Nel medio evo si diffuse l’usanza di regalare agli sposi la fornitura di idromele per un mese lunare in modo che gli sposi potessero avere a disposizione sempre la dolcezza e l’energia sufficiente per affrontare la nuova vita sessuale di coppia. Ed è da questa usanza medievale che nasce l’espressione luna di miele, ancora oggi in uso.
Oggi, molte frasi popolari celebrano l’ unicità del miele, ma una delle frasi più belle ce lo regala il napoletano.
Sott’â lengua ce sta ‘o mmèle: chello ca chiamme, chello te vene.
Sotto la lingua c’è il miele: quello che attiri quello ti viene. Ossia, sii sempre gentile e usa buone parole con tutti, perché ciò che dai ti ritorna; un invito al rispetto e alla gentilezza verso gli altri.



