Antichi misteri Viaggio nella storia

Accadde oggi, 7 maggio 1915: l’affondamento del Lusitania

Il 7 maggio 1915, al largo delle coste irlandesi, non è affondata solo una nave. È colato a picco un intero sistema di regole cavalleresche, lasciando spazio alla guerra totale e a uno dei più grandi enigmi del XX secolo. Il naufragio del Lusitania non è solo una tragedia marittima da 1.198 vittime; è un thriller politico internazionale che, a distanza di oltre cent’anni, presenta ancora zone d’ombra degne di un’indagine di intelligence.

Ecco la ricostruzione dettagliata di quei 18 minuti che cambiarono il corso della Grande Guerra.


L’ultimo viaggio: una trappola annunciata

Il Lusitania era il gioiello della Cunard Line: veloce, lussuoso e considerato inaffondabile grazie ai suoi compartimenti stagni. Ma nel maggio 1915, l’Atlantico era diventato una scacchiera mortale. Il governo tedesco aveva pubblicato avvisi sui giornali americani sconsigliando ai passeggeri di imbarcarsi su navi battenti bandiera britannica: la zona intorno alle isole britanniche era dichiarata zona di guerra.

Nonostante gli avvertimenti, il 1° maggio il Lusitania salpò da New York. A bordo c’erano civili, milionari (come Alfred Vanderbilt) e, ufficialmente, solo provviste. Ma il sospetto che nelle stive si nascondesse altro era già nell’aria.

Mentre il transatlantico si avvicinava al vecchio capo di Kinsale, in Irlanda, il sommergibile tedesco U-20, comandato da Walther Schwieger, lo intercettò. Schwieger diede l’ordine e un solo siluro colpì la fiancata di dritta. Ciò che accadde dopo è l’inizio del mistero: pochi secondi dopo l’impatto del siluro, una seconda esplosione, molto più potente e violenta, squarciò lo scafo dall’interno.

Perché una nave di quelle dimensioni, progettata per resistere a colpi multipli, affondò in soli 18 minuti? Per fare un paragone, il Titanic — colpito molto più duramente — impiegò quasi tre ore. La rapidità del naufragio impedì di calare correttamente le scialuppe, trasformando il ponte in un inferno di panico e disperazione.

Il Giallo della stiva: cosa trasportava davvero il Lusitania?

La tesi ufficiale tedesca fu immediata: il Lusitania trasportava contrabbando di guerra. Gli inglesi negarono sdegnosamente per decenni, ma le indagini subacquee moderne e il rilascio di documenti segreti hanno confermato che la nave trasportava circa 4 milioni di cartucce per fucili Remington e tonnellate di proiettili per artiglieria prodotti negli Stati Uniti.

La seconda esplosione, quella fatale, fu causata dall’innesco di questo materiale bellico o, come sostengono altri esperti, dallo scoppio delle caldaie a contatto con l’acqua gelida? Il fatto che il relitto oggi sia circondato da proiettili inesplosi suggerisce che il Lusitania fosse, a tutti gli effetti, una nave d’arsenale travestita da transatlantico.

Ma il vero “noir” storiografico riguarda l’ammiragliato britannico. Winston Churchill, allora Primo Lord dell’Ammiragliato, sapeva che la Germania stava cercando un pretesto per colpire. È possibile che il Lusitania sia stato lasciato deliberatamente senza scorta, a velocità ridotta e su una rotta pericolosa, per provocare un incidente che spingesse gli Stati Uniti (all’epoca neutrali) a entrare in guerra a fianco dell’Intesa?

Le comunicazioni criptate dell’epoca dimostrano che Londra sapeva dove si trovasse l’U-20. Eppure, al capitano del Lusitania, William Turner, non vennero fornite istruzioni chiare né una scorta di cacciatorpediniere. Una celebre frase di Churchill di quei giorni risuona ancora oggi come una macabra profezia: “È importantissimo attirare navi neutrali sulle nostre coste, soprattutto nella speranza di coinvolgere gli Stati Uniti contro la Germania”.

Un crimine senza colpevoli

Il naufragio del Lusitania segnò la fine dell’innocenza. La morte di 128 cittadini americani scosse l’opinione pubblica degli Stati Uniti, ponendo le basi per il loro intervento nel 1917. Se fu un cinico sacrificio umano orchestrato dall’intelligence britannica o una spietata esecuzione tedesca, resta un dibattito aperto.

Quel che è certo è che il relitto, adagiato a circa 90 metri di profondità, custodisce ancora il segreto di quella seconda esplosione. Per i lettori di TSD, il Lusitania rimane il simbolo di come, in guerra, la verità sia sempre la prima vittima, seguita a ruota da migliaia di innocenti che credevano di essere su una nave inaffondabile.

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