Recensione a cura di Concetta Di Lorenzo
La Storia la fanno gli uomini, è vero, ma essa poi comincia a camminare da sola, a correre, a travolgere vite ed esistenze e le trascina dove esse non hanno intenzione di andare; spesso nella direzione opposta a quella che stavano seguendo, costringendole a scelte coraggiose e dolorose. O forse vorrebbero andare proprio là, dove la Storia le porta. Chissà.
È la sensazione che si prova leggendo L’ultima guaritrice di Giulia Dal Mas per tre60 edizioni.
L’autrice ci consegna una delicata, ma intensa storia di donne, tre per l’esattezza, le cui esistenze si incontrano, si studiano con diffidenza, poi maturano un’amicizia che si trascinerà negli anni, fino al presente, forgiando l’ultima di loro.
Saltando continuamente dal passato al presente, dal 1938 al 2021, l’autrice crea per il lettore un’atmosfera di attesa molto coinvolgente per cui è difficile mettere da parte questo libro, anche se l’uso esagerato dei punti esclamativi interrompe un po’ il ritmo pacato della narrazione.
Facciamo così la conoscenza della giovane Ada, figlia di un’algida nobildonna fiorentina e di un generale tedesco, nata e vissuta nell’aristocratico palazzo Abati di Firenze e destinata a sposare un amico d’infanzia che non ama. Suo padre, uomo ambizioso e disincantato, la porta con sé in Austria per darle modo di assaporare una parvenza di libertà prima di accettare definitivamente il suo destino di futura sposa.

Siamo nel 1938 e proprio in un momento in cui le leggi razziali cominciano a prendere forma, Ada si innamora di Karl, un architetto ebreo al servizio di suo padre, la cui vita sarà improvvisamente dirottata verso una tragica conclusione. Grazie a Karl, Ada comincia a vedere chiaro cosa possa essere il partito nazista e perché lo stesso Karl sia preso di mira. Questo contribuisce a inquietarla non poco perché la sua anima si trova contesa tra due visioni esistenziali diametralmente opposte: quella del padre che ritiene il partito la via necessaria verso l’acquisizione di un suo sempre maggior potere personale e quella dell’uomo che ama che tende invece verso il rispetto e la difesa delle persone al di là del credo religioso e dell’orientamento sessuale. Ada sa benissimo dove la porta sua sensibilità e il suo spirito libero, ma l’Austria, in cui ella attualmente si trova, sta per essere annessa alla Germania e la ragazza assiste con timore all’avanzare del partito e soprattutto non le piace che suo padre ne faccia parte.
L’ascesa del partito nazista, così come di quello fascista in Italia e in Austria, passava per una ricerca spasmodica del controllo; non c’era spazio per chi non la pensava come loro, e la scelta, scellerata, di emanare le leggi razziali non era che l’ultimo tassello di quelli che apparivano a tutti gli effetti dei regimi. Eppure, in mezzo a tutto quel marciume c’era suo padre! Il babbo gentile e premuroso che amava la natura, che sin da piccola l’aveva protetta e che mai l’avrebbe abbandonata.

Lo scontro ideologico tra padre e figlia è inevitabile così come è inevitabile la dura conclusione della vicenda.
Conosciamo poi Marlena, una maestra che conduce la sua solitaria esistenza tra i monti del Trentino, in Val di Fiemme. Marlena custodisce dentro di sé i suoi tormenti senza compiangersi, perché è una donna con i piedi ben piantati per terra e che non dà spazio a inutili sogni. È anche “l’ultima guaritrice”, come tutti la chiamano; colei che conoscendo bene le erbe e le loro proprietà officinali, riesce a guarire le persone da tanti mali, proprio come il vecchio medico che l’ha richiesta come sua assistente quando i malati sono diventati troppi per lui. La vita di Marlena ha un cambio di marcia quando Karl, Ada, Annarosa e il piccolo Mika, in fuga dall’Austria ormai annessa, si presentano nel piccolo paese dove lei vive. Diffidente per natura, Marlena non vuole essere coinvolta con dei fuggiaschi per non trovarsi nei guai, ma viene convinta dall’amica Margherita a visitare il piccolo Mika, molto malato.
«Margherita, che cosa direbbe tuo marito se sapesse che metti in pericolo te stessa e la vita che porti in grembo? Che amica sarei se te lo lasciassi fare?» «Sto bene, non corro pericoli! Quel bambino, invece, non ha che noi, un’unica chance di cavarsela. Non conosco la storia di sua madre o delle persone che l’accompagnano, ma so che lui non ha colpe, se non quella di sperare di poter crescere in un Paese più giusto! Ed è questo il mondo che voglio per mio figlio, Marlena, non un luogo oscuro in cui la vita e la dignità non hanno più alcun peso!…”
Marlena capisce subito che il piccolo è seriamente malato e probabilmente avrebbe poche ore di vita se ella non intervenisse con le sue conoscenze mediche ed erboristiche. Marlena riesce a strappare Mika alla morte e a stabilire con i nuovi arrivati un rapporto di fiducia e di vera amicizia. Riesce persino a innamorarsi segretamente di Karl, ma sa rimanere al suo posto nel silenzio e nell’ equilibrio che la distinguono. Sarà lei la destinataria di lettere mai spedite e che cambieranno la vita dell’ultima delle tre donne.
Infine conosciamo l’ultima delle tre, Ester, locandiera non più giovanissima, che viene improvvisamente “aspirata” indietro nel tempo, là dove tutto era iniziato, grazie alle lettere mai spedite e ritrovate a palazzo Abati dal nuovo proprietario, l’avvocato Giulio Contini. Contattata da Giulio, Ester si reca a Firenze e ha modo di leggere le lettere. Può infine conoscere una verità sconosciuta e inaspettata che la mette di fronte a sé stessa. Ester può rendersi conto di quanto il passato sia radicato nel suo presente e di quanto il suo futuro abbia già un nome e una direzione tracciata.
[Ester] Non sapeva se le persone che entrambi avevano perduto fossero state un mezzo per giungere l’uno dall’altra, come non poteva sapere se le lettere di Ada, mai inviate, fossero state nascoste o semplicemente dimenticate. Sapeva però che la vita poteva essere sorprendente e che se non avesse dato una chance a sé stessa di essere di nuovo amata, non avrebbe mai potuto perdonarselo.
Ma è meglio non raccontare troppo…

Trama
Austria, 1938. Ada Meyer, figlia di una nobildonna fiorentina e di un generale tedesco, sta trascorrendo un periodo nella villa di famiglia sulle sponde del lago di Costanza. A breve dovrà tornare a Firenze per sposare un uomo che non ha scelto ma, quando incontra Karl Berger, un architetto che lavora per suo padre, se ne innamora: è un uomo brillante e con un profondo senso della giustizia. Karl tuttavia è ebreo, e l’Austria sta per essere annessa alla Germania di Hitler…
Cavalese, 1938. Marlena è una giovane maestra di scuola ma tutti la chiamano guaritrice per la sua grande conoscenza delle erbe e del corpo umano. Quando Ada e Karl, in arrivo dall’Austria con un gruppo di fuggiaschi, chiedono il suo aiuto per curare un bambino ammalato, Marlena capisce che il suo intervento sarà cruciale per salvarlo. Ma il breve passaggio di Ada e Karl in Val di Fiemme lascerà per sempre un segno nella sua vita…


