Recensione a cura di Mara Altomare
“La puntina si era incagliata tra i solchi del vinile.
Come me, pareva alla ricerca della libertà.”
PACO, acronimo del giornalista Paul Andrew Christopher Owen Cialdini: è lui il protagonista del romanzo “Il Palazzo delle Ombre”, ma chi ha letto “Il mistero di Villa Lamento” ha potuto conoscere in anticipo questo personaggio.
In questo primo romanzo, infatti, tutto italiano e dalle coinvolgenti atmosfere gotiche, Paul Cialdini si è già presentato raccontando molto di lui: uomo coraggioso e carismatico, giornalista appassionato al suo lavoro, si imbatte in casi di cronaca che necessariamente lo trasformano in investigatore…
“La redazione bolognese di ‘Paese Italia’ occupava il piano ammezzato. Varcai la grande sala della redazione, invasa da un fumo di sigaretta perfino più denso che al cinema. Ristagnava a mezz’aria, sopra le scrivanie e le teste dei cronisti intenti a battere i pezzi. Il ticchettio delle macchine da scrivere sovrastava ogni altro suono.”

Un uomo che però ha alle spalle esperienze umanamente difficili… il lutto per la perdita della sua fidanzata, in attesa di una bambina, un miracolo della vita che non potrà mai conoscere; le sue inspiegabili amnesie; traumi descritti in prima persona che trasmettono una realtà dolorosa, in cui la ricerca della verità e della memoria si collocano in atmosfere thriller e in un concatenarsi di segreti e misteri.
“La morte mi inseguiva fin da bambino, arrivava a ondate e si prendeva ciò che avevo di più caro. Per poi lasciarmi solo”
Nel secondo titolo che lo vede protagonista, è forte e recente la memoria del giallo precedente ambientato a Villa Lamento, tanto che, come una sorta di autocitazione dell’autore, come un libro nel libro, Cialdini, reduce dalla dura vicissitudine, ne sta scrivendo un romanzo… la villa è un inquietante monastero riconvertito in hotel, chiamato così per gli spifferi che soffiano dalle finestre e che ricordano gemiti agghiaccianti. Un luogo collegato ad aggressioni e ad un assassino terrificante, quasi disumano.
“Il libro su Villa Lamento? Scrollai le spalle. Quella cronaca conteneva troppi ricordi dolorosi.
– Terminarlo ti aiuterebbe a rimettere piede fuori dal tuo appartamento. Lo stanno aspettando in tanti, Rai compresa. Sei il giornalista più intervistato dai giornalisti”.

Sullo sfondo delle vicende di Paul Cialdini c’è sempre la città di Bologna, non a caso, considerando che si tratta della città Natale dell’autore, Roberto Carboni. Ma ad occupare un posto d’onore nell’architettura del romanzo sono le grandi ville inquietanti e cupe che, come richiamando gli incubi gotici degni della più celebre Hill House, si fanno teatro di delitti e misteri, e soprattutto atmosfere. Villa Lamento, Villa Montelungo, luoghi monumentali e suggestivi che Paul descrive nei particolari più affascinanti…
“In quelle sale la spensieratezza degli anni ‘60 non era mai approdata. Soffitti affrescati, pavimenti in seminato veneziano, tende rigorose come tuniche, un lungo tavolo in marmo champagne con piedi dorati a zampa di leone, e antichi dipinti sacri dallo sfondo annerito. Superfici lucide, non un granello di polvere o un dettaglio fuori posto.
“Villa Montelungo si ergeva in un maestoso stile classico. All’apparenza immacolata come una culla, e perfetta da sembrare finta. In tutta la mia esistenza, solo Villa Lamento era riuscita a trasmettermi altrettanta inquietudine.”
Scenografie macabre e ambientazioni noir che il secondo romanzo ci fa pregustare già dal titolo: “Il Palazzo delle Ombre”.
Accade che il cadavere di un ragazzo terribilmente seviziato viene rinvenuto sulle scalinate della chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna, si tratta di Gioele Montelungo.
“Fischiai. Al nome non c’era bisogno di aggiungere altro. Gioele era il figlio unico del noto avvocato bolognese, scomparso da tre giorni. Avrebbe compiuto ventun anni oggi.”

Da questo momento in poi l’inizia un inferno che induce Paul Cialdini, nel suo ruolo di giornalista investigativo, a imbattersi in ricerche che lo spingono indietro nel tempo. Attraversando biblioteche storiche alla ricerca di simboli cristiani, approdando in luoghi nascosti nel buio di una Bologna ormai dimenticata, Paul conduce un’indagine avvincente e rischiosa, cupa e sotterranea.
Di riflesso le luci della città e della cronaca permettono di leggere e vivere il thriller in maniera credibile, in un contesto storico che è quello dell’Italia degli anni ’60, fatto dell’attualità di quel periodo e dei dettagli della vita quotidiana.
“L’omicidio lascia già presupporre risvolti macabri senza precedenti e ha monopolizzato a mani basse televisione, radio e carta stampata.”
Questo accostamento tra simbologie antiche e contesto moderno fa da tessuto alla trama di un giallo che, man mano che si legge, non fa che accrescere i dubbi e le domande. Cialdini studia la situazione e coglie dettagli che ai più sfuggono, si pone e ci pone interrogativi, è in continua ricerca… ma si tratta di una ricerca inquieta, che l’autore sa trasmettere con forza, grazie alla narrazione logica e coinvolgente e il racconto in prima persona.
“Ero tormentato dalle domande, le analogie erano evidenti: la loro amicizia, il rapimento, i luoghi collegati alla storia cristiana, ma anche a quella eretica… una morte ascrivibile a un rituale. Così avevano rinvenuto il corpo, circondato da candele ormai consumate, dodici ceri bianchi e uno nero…”
Il romanzo scorre in maniera avvincente e l’ingrediente thriller lo sostiene con efficacia per tutta la lettura. Viene naturale un confronto… se nel mistero di Villa Lamento particolare spessore hanno avuto le pagine dedicate alle ambientazioni, la villa, la personalità del protagonista, in questo secondo episodio si nota come Paul sia ormai lanciato nella nostra zona di confidenza, a beneficio della trama che ne emerge più appassionante e sensazionale.
L’ingresso poi di un interessante personaggio femminile, Beatrice, è un valore aggiunto: collega, giornalista e amica di Paul, entra in sordina nel romanzo, per poi diventare via via sempre più protagonista, a sua volta coinvolta negli avvenimenti torbidi che Paul sta seguendo.
Ecco allora che la conclusione, che è sicuramente definita e definitiva, lascia comunque pensare alla pubblicazione di un ulteriore seguito, in cui ritrovare i punti cardinali già conosciuti e magari nuovi prossimi sviluppi, rimanendo ancora un po’ in compagnia di Paul, dentro agli affascinanti colori e suoni dell’Italia di fine anni ’60…
“Ti va di intervistare quel Lucio Dalla?
È stravagante, ti andrà a genio!”
Ero giusto al telefono con lui.
Ha detto qualcosa tipo sciubidh, bibudah…”

Il palazzo delle ombre – Edizione ebook
TRAMA
Il cadavere di un ragazzo orrendamente seviziato viene rinvenuto sulle scalinate della chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna. Questo è solo l’inizio di un incubo. Il sangue di martiri innocenti comincia a scorrere sempre più copioso in un crescendo di diabolica follia. Il giornalista investigativo Paul Cialdini decide di vederci chiaro e inizia così un’indagine che lo catapulterà in un dedalo di simbologie cristiane tra ricerche in polverose biblioteche e a ritroso nei secoli. Dai Flagellanti, all’Arciconfraternita di Santa Maria della Morte e a una loro magione: il Palazzo della Morte. E infine alla Madre dei dimenticati, un antro sprofondato nel ventre del centro storico della città, dove per secoli sono stati nascosti i condannati a morte dal tribunale ecclesiastico, ora teatro di efferati delitti.


