Narrativa recensioni

La regina dei due mondi – Lisa Laffi

Recensione a cura di Raffaelina Di Palma

“La regina dei due mondi” è un soprannome letterario e storico riferito a Isabella di Castiglia, protagonista dell’omonimo romanzo di Lisa Laffi. Il titolo si riferisce al suo ruolo cruciale nell’unire il Vecchio Mondo (Europa-Spagna), con il Nuovo Mondo (le Americhe), grazie al sostegno dato ai viaggi di Cristoforo Colombo.

Isabella di Castiglia, l’ultima grande sovrana medievale e la prima dell’età moderna, madre di quattro regine, le cui vicissitudini sono intrecciate con quelle della scoperta dell’America e l’era dell’Inquisizione.

“Io non riuscivo a staccare gli occhi da quella carne. Mi sembrava che il re stesse facendo lo stesso con il mio corpo e con la mia mente. Avevo capito che mi aveva venduto in cambio della pace, ma volevo sentirlo dire da lui e soprattutto volevo che mi rivelasse chi sarebbe stato il mio sposo. […] «Chi dovrò sposare?»  «Pedro Girón, fratello minore di Juan Pacheco, nipote di Carrillo e Maestro dell’ordine di Calatrava». […] Pedro Girón era l’uomo che dieci anni prima aveva cercato di stuprare mia madre. Il suo nome prese a rimbombare furiosamente nella mia testa, sino a quando riuscii a concentrarmi anche sulle altre parole che Enrico aveva pronunciato.” 

Spagna,1461. A dieci anni Isabella, nelle cui vene scorreva il sangue nobile dei Trastámara, venne chiamata a corte insieme con il fratello Alfonso, dal fratellastro Enrico IV, re di Castiglia: non per affetto li chiamò a sé, ma per la mancanza di un erede. All’epoca era impensabile che la corona andasse a una donna, ma nei progetti di Enrico Isabella poteva, comunque, diventare una pedina importante per le alleanze matrimoniali. Invece, a breve distanza di tempo, il destino tolse dalla scacchiera dinastica tutti gli uomini e Isabella salì al trono.      

Benché il loro matrimonio fosse nato da calcoli politici per unificare i regni iberici, Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, furono legati da un grande amore, (anche se lei dovette sorvolare sulle numerose scappatelle del marito), fu caratterizzato da intesa, affetto e scenate di gelosia.

Fin dalle prime pagine si denota la grande capacità di Lisa Laffi di trasportare i lettori nella storia e la narrazione in prima persona la rende ancora più viva. Nelle pagine scritte si intuisce la ricerca certosina con precise date storiche e reali.

Ne “La regina dei due mondi” edito da TRE60, mostra una Isabella, all’inizio bambina e poi adulta, rivelando una panoramica di sfumature della sua personalità, che la storia ha sempre celato. L’autrice, iniziando a raccontare la vita di questa giovane ragazza, dall’infanzia, ha messo in evidenza anche le varie tappe della sua crescita e la sua maturità. Come tutte la donne del suo rango, inizialmente, il suo è un ruolo da pedina, un oggetto, sfruttata come e dove più conviene. Ma lei, si rivelerà poi, una regina di tutto rispetto.

Avrà una vita difficile, costellata da dolori e sconfitte, ma la sua indole la stimolerà a non arrendersi mai e diventerà fonte di ispirazione per molte generazioni di donne. La fede sarà la luce che illuminerà il buio delle sue vulnerabilità.

Quando i suoi genitori si unirono in matrimonio, il 17 agosto del 1447 a Madrigal de las Altas Torres, suo padre Giovanni II era vedovo di Maria d’Aragona, figlia del re Ferdinando I, dalla quale aveva avuto un figlio, Enrico, nato nel 1425.

Alla morte improvvisa di suo fratello Alfonso, il 5 luglio del 1468 per cause dubbie, Isabella venne eletta erede al trono di Castiglia da Enrico IV in un trattato (Tratado de los Toros de Guisando) nel quale lei accettò la clausola che avrebbe sposato il re del Portogallo Alfonso V, mentre il re, di fatto, riconosceva l’illegittimità della figlia Giovanna. 

Isabella non era designata a diventare regina ma, quando si dice il destino, la morte prematura del fratellastro Enrico la portò al trono.

Nel 1492, con la presa di Granada, Isabella raggiunse la definitiva contesa contro i Mori (la “Reconquista”), da secoli presenti sul territorio iberico ai quali venne chiesto di convertirsi al cristianesimo oppure di andare via.

La riconquista dei territori spagnoli fu il pilastro su cui si fondò la formazione della Spagna moderna. Questo grande successo diede la spinta a nuove opere. La più famosa, la conquista del Nuovo Mondo, l’America, a nome dello “scopritore” per eccellenza, Cristoforo Colombo, la cui leggendaria impresa venne finanziata proprio da Isabella.

“Apparentemente non aveva nulla di diverso dai quattro che l’avevano preceduto, forse era soltanto un po’ più alto e la sua pelle era bruciata dal sole. I suoi occhi, pero’ mi colpirono. Sembrava non riuscire a contenere la passione che lo bruciava dentro. […] «Sono un genovese, Maestà, e vengo alla vostra corte a offrire i miei servizi. Sono un cartografo e un marinaio esperto. Mi chiamo Cristoforo Colombo e so come allargare gli orizzonti della Castiglia e dell’Aragona.” 

Con quel viaggio non si scoprì soltanto una via marittima per le Indie: i frutti di quell’esperienza andarono oltre ogni previsione: le colonie americane avrebbero finanziato con i loro capitali, per oltre un secolo, la politica di espansione della Spagna. Isabella ordinò a Colombo di non fare schiavi, anticipando di 35 anni i calorosi sermoni del domenicano Francisco de Vitoria, filosofo spagnolo, che insieme con il vescovo Bartolomé de Las Casas viene considerato a tutt’oggi, uno dei padri fondatori del diritto internazionale, poiché formulò ed esplicitò i diritti degli indios tra i quali: la nativa libertà, la loro dignità umana, la capacità giuridica.

Nel 1469 il destino dei regni di Aragona e di Castiglia si unì attraverso il matrimonio di Isabella e di Ferdinando, che passeranno alla storia come i Re Cattolici. Eppure, quelle nozze furono avversate dal papa e dal re di Castiglia e poterono essere celebrate solo grazie a documenti e date falsi: per due anni la validità delle loro nozze fu messa in discussione.

Le nozze non si sarebbero potute celebrare per la consanguineità degli sposi: entrambi bisnipoti  di Giovanni I di Castiglia ed Eleonora di Aragona, erano dunque cugini, seppure alla lontana.

Il matrimonio doveva essere autorizzato da una bolla papale, ma papa Paolo II rifiutò di concederla per non intromettersi nella lotta di successione alla Corona di Castiglia. Difatti, il re Enrico IV, fratellastro di Isabella da parte di padre, l’aveva nominata sua erede solo a patto di poter scegliere lui lo sposo.  

Farlo raccontare dalla stessa voce di Isabella, narratrice in prima persona, dà al romanzo una forte carica; emozionale e coinvolgente. È la voce di Isabella, a guidare il lettore, con una lucidità sorprendente, attraverso le incoerenze del suo destino: prima la bambina, obbligata a crescere velocemente, poi la regina, schiava di un bisogno ossessivo di adempiere a regole, spesso estreme, sacrificando anche il proprio benessere e una donna divisa tra una fede, vissuta come esperienza personale e fanatismo, che cerca di imporre la propria visione come una verità assoluta. Da questa angolazione particolare e intima, Lisa Laffi riesce a dare umanità a un personaggio troppo irrigidito dalla storia, facendolo emergere in tutta la sua fragilità, la sua passione, la sua femminilità: una donna, che si rivelerà poi una regina di tutto rispetto.

Isabella si contendeva il diritto alla Corona con Giovanna, figlia di Enrico. Il conflitto che ne derivò si concluse dopo due anni, con una guerra di successione al trono di Castiglia, in favore di Isabella.

Quando il fato eliminò tutti gli uomini, che dominavano la scena politica, fu lei a salire al trono: cercando di levarsi di dosso quella patina di indifferenza secolare dando prova di essere una delle più grandi sovrane  d’Europa. Accanto a Ferdinando d’Aragona, Isabella, plasmerà un regno che diventerà la Spagna come la conosciamo oggi: unita, potente, ma anche segnata da profonde contraddizioni. 

Pro

L’autrice, attraverso gli eventi storici e politici, ci accompagna negli angoli più nascosti del cuore di di Isabella, raccontando la regina e la donna, la sovrana e la madre, la santa e la peccatrice.

Contro

In alcuni capitoli, però, si riduce la tensione narrativa, complice lo spessore delle informazioni storiche che, seppur meticolose, appesantiscono la lettura nei punti più nevralgici. Ma in un romanzo storico ci può stare.

La regina dei due mondi – Edizione cartacea
La regina dei due mondi – Edizione ebook

Trama

Spagna, 1461. A dieci anni Isabella, nelle cui vene scorre il sangue aristocratico e maledetto de Trastámara, viene convocata a corte dal fratello Enrico, re di Castiglia. Non è tanto l’affetto a indurlo ad avvicinarsi a lei e al fratellastro Alfonso, quanto la mancanza di un erede. Nessuno pensa che la corona possa veramente andare a una donna, ma nella mente di Enrico la giovane può diventare un’importante pedina per le alleanze matrimoniali. Di lì a poco, invece, il destino, toglie  dalla scacchiera tutti gli uomini e Isabella sale al trono. Presto diventa una delle figure più significative del secolo: artefice del Regno di Spagna, protettrice di Cristoforo Colombo, madre di quattro regine, sarà considerata da alcuni una santa e da altri una sovrana sanguinaria, perché il suo regno sarà fondato sulla fede ma anche sul sacrificio degli Ebrei e dei Mori cacciati dall’Andalusia. Quando la morte piomba sul suo popolo e sui suoi figli, Isabella combatte per salvare il regno dalle mire dei suoi rivali con il sostegno del marito Ferdinando d’Aragona ma anche di molte donne, di cui saprà comprendere il grande valore. Dallo splendore dell’Alhambra ai campi di battaglia insanguinati e ai meandri oscuri del palazzo di Segovia, questa è la storia di Isabella, raccontata dalla sua stessa voce.

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