Recensione a cura di Ivana Tomasetti
Un’opera che si addentra nei particolari della vita di Isabella di Francia, moglie di Edoardo II d’Inghilterra, un punto di vista che ci fa entrare nella corte, nelle trame dei favoriti, nella schiera di dame e damigelle che la circondano. Una moltitudine di personaggi che non lasciano spazio alle decisioni personali, che influenzano e tengono per le redini la vita di un re e di una regina.
Un romanzo che descrive le particolarità della storia, le battaglie, gli eroi, lasciando poco spazio all’immaginario, un vero e proprio romanzo “storico” nel puro significato del termine, che però non ci risparmia qualche colpo di scena.

Il titolo accenna al nomignolo con cui la regina era denominata dal popolo inglese per la sua determinazione spietata nel deporre il marito, Edoardo II, una francese mal vista in terra anglosassone.
La trama scorre attraverso la distinzione di due periodi storici differenti: la regina Isabella giovane e la regina madre che ormai pensa alla morte e predispone per la sua tomba. Le parti raccontate non sempre riscuotono l’interesse del lettore come quelle fittamente dialogate. Conosciamo il finale storico, ma resta la curiosità di sapere come gli avvenimenti si evolveranno nel dettaglio.
La voce della giovane scalpellina Agnes riappare tra gli avvenimenti della vita di Isabella e infine chiuderà il romanzo, sottolineando l’ampiezza dell’opera.
I capitoli si susseguono velocemente, mettendo in risalto date, luoghi e personaggi: ci fanno comprendere come la corte si sposti spesso tra i vari castelli in giro per l’Inghilterra.
La regina Isabella costituisce naturalmente il personaggio principale: dalla ragazza che si ribella alla limitazione delle spese della corte (mentre il popolo muore di fame), alla donna matura che forma una coalizione contro il marito.
Una figura controversa e per questo moderna e coinvolgente che ci fa vivere le emozioni verso il marito, un tempo amato, e più tardi, verso il nuovo amante. Una donna segnata dall’indifferenza e dai soprusi di un marito debole e manipolabile, circondato da figure ambiziose pronte a sfruttare la sua fragilità per ottenere potere. L’autrice riesce a trasmettere la tensione emotiva, la dignità ferita e la resilienza di Isabella. Parallelamente, Agnes affronta le proprie battaglie contro i pregiudizi di genere, cercando di realizzare la sua aspirazione all’indipendenza.
In questo romanzo corale, potrei dire che un altro personaggio particolare è la corte nel suo insieme: uomini e donne che si schierano per questo o quel partito, che desiderano la guerra contro il nemico, che passano giornate al telaio o al ricamo organizzando la caccia per cacciare la noia e che tramano contro la regina. Un ambiente lontano dalla realtà quotidiana del popolo che passa attraverso la carestia e la peste, ma altrettanto pericoloso. Fanno parte di questa schiera “i favoriti” del re. Si tratta di veri e propri amanti, nonostante i rapporti che Edoardo mantiene con la moglie; essi influenzano le decisioni reali e scardinano il legame tra il marito e la moglie.
“Edoardo la osservò, corrugando di nuovo la fronte. Stavolta alzò la voce, e Isabella capì che affrontandolo aveva scatenato la sua collera. «Tra amici è normale baciarsi e abbracciarsi, Isabella.» Non in segreto, nascosti tra gli alberi, pensò lei.”

Figure femminili, col principale scopo di procreare, compaiono di contorno ai loro mariti o agli amanti, molte di loro agiscono a sostegno delle idee dei loro uomini, venendo travolte dal loro stesso destino. Siamo in un’atmosfera di fine XIV secolo e siamo investiti anche dalla crudezza delle morti dei nemici dell’una e dell’altra parte. Una serie di personaggi secondari dà colore alla narrazione. Possono essere ricordati attraverso un elenco che compare nelle prime pagine, hanno tutti una ragion d’essere bene agganciata alla trama, sono la testimonianza di una ricerca storica approfondita dell’autrice.
“Quando rallentarono, lui le si avvicinò di nuovo. Stavano cavalcando in testa alla loro guardia. A Isabella piacevano sempre quei momenti privati, ma non era pronta per ciò che Mortimer le confidò quando si furono fermati sotto una quercia. «Isabella, temo che la mia vita sia in pericolo. Ci sono amici di vostro figlio che vogliono farmi del male.»”
Lo sviluppo logico è mantenuto dalla figura di Agnes che apre e chiude la vicenda: essendo una donna che ha ereditato dal padre la bravura nell’arte dello scolpire la pietra, è una figura indipendente, una personalità forte, sicura di se stessa e competente, nonostante la diffidenza degli uomini che incontra (non tutti a dire il vero…).
Un personaggio che conosciamo di riflesso è Edoardo, intento a coltivare attività manuali che la moglie deplora, piuttosto che preoccuparsi della vita del regno. Ciò diventa sempre più insostenibile agli occhi di Isabella che vede il marito soggiogato dall’amante maschile.
L’ambientazione ci fa vivere nella corte, scoprendo le abitudini dei nobili, le loro colazioni (per esempio la birra annacquata che vi assicuro è ottima…), i loro abiti ingioiellati e le livree dei paggi e delle damigelle i cui colori sono cambiati ogni anno, in uno spreco assai evidente, a parer mio.
“«Le mie sarte cuciranno abiti nuove per tutte», promise loro Isabella. «Voglio sopravvesti aperte sui fianchi. Ho sentito che a Parigi sono di moda così. Se dovesse fare caldo, avrò bisogno di seta e raso, e di veli leggeri e svolazzanti.» Emise un mugolio di piacere. «Edoardo ha detto che possiamo spendere a piene mani e che ciascuna di voi avrà due nuovi abiti e mantelle.»”

Passeggiate tra la natura spesso sono il pretesto per descrivere il passare del tempo e il cambio di dame intorno alla regina.
Novità e originalità del romanzo stanno nell’analisi della vita di una donna che fu una regina che riuscì a scardinarsi da un legame opprimente anche se suo marito era il re d’Inghilterra.
Le sue battaglie e le sue lotte la fanno un personaggio in primo piano che vale la pena di conoscere e approfondire.
Un linguaggio scorrevole e ben integrato nel tempo descritto e una attenta ricostruzione storica guidano il lettore nelle diverse situazioni e rendono interessante la lettura.
Il messaggio che ci arriva da questo romanzo è la riflessione sulla forza di donne di qualsiasi ceto sociale, che desiderano emanciparsi dagli stereotipi di genere che la storia ci ha tramandato e che spesso persistono ancora oggi.
Carol McGrath è una scrittrice irlandese di romanzi storici a soggetto femminile. Oggi abita nell’Oxfordshire.
PRO
Un romanzo storico che approfondisce le qualità e le contraddizioni di una donna, le sue vicissitudini e il suo coraggio.
CONTRO
Molteplici personaggi costringono il lettore a far uso delle tabelle esplicative messe con ragione a inizio libro. Qualche parte più lenta per la scelta di raccontare i fatti.

La lupa di Francia – Edizione cartacea
TRAMA
Londra, 1350. Agnes de Ramsey, figlia del capomastro di corte, lotta per portare avanti l’attività paterna di tagliapietre in una città decimata dalla peste. È donna e i pregiudizi nei suoi confronti sono innumerevoli. Quando viene convocata al castello di Rising dalla regina Isabella, vedova di Edoardo II d’Inghilterra, comprende che soltanto lei può assolvere al compito che la sovrana le affida: raccontare, quando non ci sarà più, tutta la verità sulla sua vita. Perché Isabella, l’incantevole e seducente figlia del re di Francia, Filippo il Bello, non ha avuto un’esistenza felice. Costretta dal padre a lasciare la sua terra, per convolare a nozze con re Edoardo, a corte è guardata con sospetto. Troppo determinata e altera per non essere temuta, troppo bella e intelligente per non attirarsi invidie e gelosie, lei, in quel regno che le è ostile, sarà per sempre una straniera, chiamata con irriverenza la “lupa di Francia”. A mano a mano che Isabella si confida con Agnes emerge il ritratto di una donna profondamente sola e tormentata, che ha subìto per anni l’indifferenza, i soprusi e l’umiliazione di un marito plagiato da personaggi capaci soltanto di far leva sulle sue debolezze, per ottenere favori e ruoli di potere. Attraverso Agnes, riuscirà Isabella a far conoscere al mondo il suo volto più autentico di donna, sposa e madre? E Agnes, dal canto suo, potrà, grazie al suo coraggio e alla sua determinazione, vincere i pregiudizi e coronare il suo sogno d’indipendenza e di emancipazione.



