Recensione a cura di Anna Cancellieri
In questo romanzo piacevolissimo, che ricorda le atmosfere alla Jane Austin, a rompere con la tradizione è proprio la protagonista: non una fanciulla candida e romantica oggetto di amori contrastati, ma un’attempata zitella di quarantadue anni che del matrimonio non sa che farsene e mette al primo posto la propria libertà.

“Dopo aver appreso le regole della tutela maritale, grazie alle mie letture, ero diventata sempre meno incline a consegnare a mio marito il patrimonio che avevo ereditato, nonché tutti i miei diritti legali e di proprietà, inclusi i diritti del mio stesso corpo.”
Tutto il romanzo gira attorno alla realtà femminile del tempo. Le donne erano proprietà esclusiva degli uomini, di volta in volta padri, fratelli e soprattutto mariti, che diventavano padroni dei loro beni e del loro corpo, fino a segregarle o rinchiuderle in manicomio, se faceva loro comodo, senza che nessuno potesse opporsi.
Donna colta e dallo spirito pungente e avventuroso, qualità che mal si addicono a chi cerca marito, Lady Augusta è titolare di una cospicua eredità che le ha permesso di rifiutare i noiosi corteggiatori di un tempo. È una condizione privilegiata che divide con l’adorata sorella, benché quest’ultima si ritrovi zitella non per scelta, ma perché un tragico incidente l’ha privata dell’innamorato, di cui conserva eterna e dolente memoria.

Per essendo gemelle, le due sono diversissime, non solo per indole ma anche per aspetto. Mentre Augusta è fin troppo alta e dai modi imperiosi, Julia incarna lo stile e le maniere della perfetta gentildonna: piccola, elegante, gentile, ha una memoria prodigiosa per tutte le relazioni sociali e familiari dell’ambiente altolocato in cui vivono. La condizione di non-nonne, non-madri, non-mogli non impedisce loro di essere invitate alle immancabili feste che animano la Stagione, durante le quali può anche capitare di intrecciare amabili conversazioni con George “Beau” Brummel, il sommo arbiter elegantiarum.
Ma il vero sodalizio nasce fra donne nel segreto dei salotti, dove si creano alleanze, si scambiano favori, vengono alla luce drammatiche confidenze. Sono donne che hanno i mezzi, e soprattutto il coraggio, di aiutare altre donne in difficoltà.
“«Sono convinta che Caroline venga tenuta prigioniera da suo marito»
«Msr Defray, temo che per legge sia un diritto di suo marito farlo, se lo desidera» dissi.
«Ma non è suo diritto ucciderla, vi pare?»
«Farla finita con Caroline e passare ad altro?»”
A chi si stesse chiedendo come mai, in una società che ammette il divorzio, si potesse arrivare a far morire una moglie sterile per poter convolare a nuove nozze, l’autrice non risparmia l’inesorabile spiegazione.

“A livello legale, il divorzio era una faccenda lunga e dispendiosa, che richiedeva un’apposita pronuncia che il Parlamento emetteva di rado e che inevitabilmente portava alla rovina della coppia a livello sociale e finanziario. Solo i più disperati e i più facoltosi potevano permettersi di prenderlo in considerazione. La sfortunata dipartita di un coniuge era molto più economica e socialmente accettabile.”
Ed ecco le due sorelle buttarsi a capofitto in un’impresa coraggiosa quanto insensata, che però sarà mandata all’aria in modo drammatico dalla comparsa di un misterioso e affascinante brigante. Si tratta in realtà di un gentiluomo condannato per omicidio e deportato in una colonia penale, da cui è evaso dopo vent’anni per darsi alla clandestinità. Il modo in cui le sorelle lo ricordano da giovane è anche un simpatico pretesto per ricordarci quanto la moda e lo stile siano cambiati in così poco tempo al volgere del secolo.
“Era stata un’epoca in cui gli uomini indossavano marsine ricamate e parrucche incipriate, mentre noi donne portavamo enormi abiti di seta sostenuti da pesati armature e strizzati da rigidi corpetti.
Se ben ricordavo, Lord Evan era abbastanza attraente in seta ricamata… Era stato un compagno di danza perfetto, spiritoso, aggraziato e premuroso. E, cosa più importante, di quindici centimetri abbondanti più alto di me.”
Sono le premesse di un tardivo innamoramento? Lord Evan mantiene le distanze per non compromettere l’onore e la posizione sociale delle gemelle, Augusta prova sentimenti “disdicevoli” che la sconvolgono oltremodo. Sta di fatto che il burrascoso incontro sarà solo il prologo di un’eccitante e pericolosa collaborazione in cui la stessa Julia, nonostante il suo carattere mite e riservato, avrà modo di esprimere doti insospettate di creatività e improvvisazione. Seguono pagine in cui la suspense fa tenere gli occhi incollati al libro.
Il finale è aperto, il che lascia supporre (e sperare) che vi sarà un seguito… Non vedo l’ora di leggerlo!
Pro
Lo stile è ironico e raffinato, deliziosi e ben delineati i personaggi positivi, pur con le loro ombre. Su quelli negativi c’è a volte un tocco di surreale che dona alla narrazione la necessaria elettricità. Alcune scene possono sembrare di fantasia, nel loro orrore, ma l’autrice riporta in appendice note documentate in cui vengono raccontati inconcepibili eventi realmente accaduti.
Contro
Il libro lascia una lieve crisi di astinenza…

Il circolo delle dame ribelli – Edizione ebook
TRAMA
Londra, 1812. È una verità universalmente riconosciuta che una dama dell’alta società debba essere alla ricerca di un marito. Lady Augusta Colebrook, detta Gus, ha invece raggiunto l’età di quarantadue anni senza nemmeno pensarci, al matrimonio; come la gemella Julia, in lutto per la recente perdita del fidanzato, in quanto “zitella” è praticamente invisibile agli occhi della società. Ma Gus e Julia rifiutano di isolarsi nel loro mondo dorato e, quando la giovane Caroline chiede il loro aiuto per sottrarsi a un marito violento, raccolgono ben volentieri l’invito. Lungo la strada per la residenza di Caroline, però, il destino fa loro incontrare una vecchia conoscenza: lord Evan Belford, un nobile deportato in Australia vent’anni prima per un’accusa di omicidio. Infondata, almeno secondo Gus e Julia, che decidono quindi di provare l’innocenza di lord Evan, diventando così, una buona azione dopo l’altra, le paladine di coloro che la società ha ingiustamente messo da parte.
Amore, azione, ironia e un’affascinante ambientazione Regency sono gli ingredienti di questo irresistibile romanzo storico, con due eroine decisamente fuori dal comune che sfidano le convenzioni dell’epoca e ci ricordano che il prezzo da pagare per fare la cosa giusta non è mai troppo alto.



