La seconda parte delle novità storiche di febbraio ci porta in un viaggio tra epoche e protagonisti indimenticabili…dai grandi eventi alle storie personali, tra misteri, passioni e battaglie che hanno segnato il tempo. Letture che fanno rivivere il passato e accendono la curiosità sul presente.

Il primo fascista. Storia e leggenda di un precursore
Sergio Luzzatto
Einaudi
In libreria il 16 febbraio
Certi personaggi del passato – anche quelli oggi più dimenticati – sembrano fatti apposta per essere riscoperti, e per invadere la scena del nostro presente. Nel picaresco racconto di Sergio Luzzatto, a rivivere è un avventuriero francese del tardo Ottocento. Risoluto e infido, carismatico e violento, il marchese di Morès percorre le strade della modernità, dall’Europa all’America, dall’Asia all’Africa, con la baldanzosa energia e l’insidioso bagaglio di un crociato medievale. A conti fatti, la sua breve esistenza si rivelerà quella di un fallito seriale: le visionarie sue iniziative di imprenditore capitalista e di esploratore colonialista, di agitatore antisemita e di leader populista verranno tutte accomunate dal destino dell’insuccesso. Ma morire da perdenti è spesso la sorte dei pionieri. Nel caso di Morès, un pioniere del fascismo. Storia inquietante di una vita inquieta, “Il primo fascista” illustra di quante tessere sia composto il mosaico delle pulsioni reazionarie che a tutt’oggi ci circondano. Le radici teoriche e pratiche del fascismo affondano nella Francia di fine Ottocento. Senza attendere il Novecento, né l’Italia di Benito Mussolini, già nella Parigi fin de siècle gli uomini della «destra rivoluzionaria» perseguirono l’obiettivo di compiere una rivoluzione politica, intellettuale, morale, ma non sociale ed economica; di conservare il liberismo, l’economia di mercato, rigettando il liberalismo, i valori della democrazia. Risalendo lungo queste radici, Sergio Luzzatto incontra il marchese di Morès e riconosce in lui – sotto le vesti ora pittoresche, ora grottesche di un eroe da cappa e spada – colui che per primo provò a maneggiare la peculiare miscela di odio razziale, di presunta solidarietà interclassista, e di violenza paramilitare organizzata, cui Mussolini avrebbe dato il nome di «fascismo». Morès si fece le ossa da suprematista bianco lontano dalla Francia, nelle praterie del Far West e nella giungla d’Indocina, inseguendo il mito moderno e muscolare della ferrovia. Poi, come uno strano «marchese socialista » si impose sulla ribalta politica di Parigi con l’arte del circuire e dell’intimidire, del prevaricare e del falsificare, sino a divenire l’anima occulta della macchinazione antisemita passata alla storia come l’«affaire Dreyfus». La sua avventura si concluse nelle sabbie del Sahara: massacrato dai tuareg, che aveva sperato di coinvolgere in un’alleanza cristiano-islamica contro i perfidi giudei. Allora prese corpo la leggenda di Morès, fino alla sua rivincita postuma nella Francia dell’occupazione nazista.

Venetians. Il segreto dell’Arsenale
Josi & Scattaglia
Sonzogno
In libreria il 17 febbraio
Alla vigilia di un’elezione resa imminente dalla malattia del doge, Marcantonio Bragadin, l’irrequieto figlio minore di una delle famiglie fondatrici di Venezia, viene richiamato in città con una missiva urgente. Per lui sono in serbo progetti ambiziosi, destinati a escludere il primogenito Giovanni. Ma quando il potere è in gioco, l’ordine naturale delle cose può essere sovvertito. In ballo non c’è soltanto il destino dei Bragadin, ma il futuro stesso della Repubblica. Lo scontro tra le forze in campo si fa sempre più serrato: da un lato la fazione guidata da Pietro Loredan; dall’altro quella dello spietato Sebastiano Venier. Le loro manovre si intrecciano alle trame filopapali, alle mire espansionistiche di Francia e impero e all’avanzata ottomana nel Mediterraneo. L’unica speranza di preservare l’indipendenza sembra affidata a una misteriosa invenzione, che gli ingegneri dell’Arsenale stanno mettendo a punto tra le sue mura. Un segreto decisivo e pericoloso che ha attirato a Venezia le più abili spie straniere, infiltrate nel tessuto cittadino pur di impossessarsene. Chiamato a un compito più grande di lui, Marcantonio sarà costretto a destreggiarsi fra intrighi politici, rivalità familiari, minacce e sotterfugi per scoprire chi tiene davvero le redini dell’inganno. Al suo fianco, gli amici di sempre – il novelliere Niccolò e Matteo, pittore nella bottega di Tiziano – e figure elusive, come la cortigiana Margherita, lo speziale Ludovico, l’ambigua e potente Julietta da Montefeltro e Livia, la sua protetta.

Costanza di Svevia. La guerra della regina
Chiara Curione
Edizioni EEE
In libreria il 17 febbraio
Rimasta vedova di Pietro III d’Aragona, Costanza si ritrova a lottare per la stabilità di una Sicilia dilaniata dalle Guerre del Vespro. Il suo antico desiderio di vendetta per lo sterminio della propria stirpe vacilla di fronte alle responsabilità della corona e all’instabilità politica. A complicare il quadro è il giovane figlio Giacomo, re di Sicilia: sordo ai consigli materni, il sovrano ordina l’esecuzione di Alaimo da Lentini, eroe di Messina, scatenando lo sdegno del popolo.
Nonostante la prigionia, la nemica giurata di Costanza, la baronessa Macalda, continua a tramare nell’ombra, corrompendo carcerieri e manipolando i potenti per orchestrare la sua rivalsa. In questo clima di sospetto, il ritorno a corte di Imelda, donna medico, riaccende una passione mai spenta con Corrado Lancia, ambasciatore del primogenito di Costanza, Alfonso d’Aragona.
L’unità della famiglia reale, però, è un miraggio. Per dissidi fraterni, Alfonso e Giacomo si scontrano sulla gestione di Carlo lo Zoppo, il nemico angioino prigioniero in Aragona. Per intrighi papali, tra spie e tradimenti, la Regina cerca disperatamente, tramite l’aiuto di una potente badessa, di revocare la scomunica che grava sulla sua stirpe e tormenta la sua fede. Per tradimenti ereditari: la morte improvvisa di Alfonso rompe ogni equilibrio. Giacomo, reclamando per sé sia l’Aragona che la Sicilia, tradisce le volontà testamentarie del padre e scavalca il fratello minore Federico.
Davanti alla ribellione di Federico e al collasso del suo mondo, Costanza compie l’ultima metamorfosi: abbandona definitivamente i sogni di gloria e vendetta per farsi architetto di una pace necessaria, tentando di porre fine a una guerra che lei stessa aveva alimentato.

Freud. Ritratto di un rivoluzionario del pensiero moderno
Stefan Zweig
Diarkos
In libreria il 18 febbraio
In questo saggio biografico, Stefan Zweig – maestro del Novecento del racconto psicologico e fine interprete dell’animo umano – traccia un ritratto intenso e profondo di Sigmund Freud, il fondatore della psicoanalisi e una delle figure più influenti del XX secolo. Zweig, che conobbe personalmente lo scienziato, scrive con la chiarezza dello storico, la sensibilità del romanziere e l’empatia dell’amico. Il risultato è un testo limpido e vibrante, che riesce a comunicare la grandezza di Freud senza mitizzarla, svelandone la forza e le fragilità con rispetto e sincerità. Non si limita a raccontarne le rivoluzionarie teorie – l’inconscio, il sogno, la libido, il transfert – ma ne esplora la germinazione nell’epoca tumultuosa e tragica, le lacerazioni interiori, il rigore etico e il coraggio nel sostenere le proprie idee contro ogni ostilità. Freud è molto più di una biografia: è l’omaggio commosso di uno scrittore a un pensatore che ha aperto nuove, cruciali vie nella comprensione dell’uomo. È anche un documento prezioso sulla Vienna fin de siècle, sul tramonto della Mitteleuropa austro-ungarica e sull’inquietudine di un tempo attraversato da crisi, guerre e rivoluzioni culturali. Un’opera imprescindibile per chi vuole comprendere Freud non solo come pensatore, ma come uomo del suo tempo.

Le ragazze di Tunisi
Luca Bianchini
Mondadori
In libreria il 19 febbraio
Tunisi, 1959-1961. I Brancata sono una delle tante famiglie di origine siciliana che in Tunisia hanno cercato l’America, e non sempre l’hanno trovata. In compenso hanno convissuto pacificamente con i francesi, che fino ad allora comandavano, insieme a tunisini, ebrei e maltesi. In questa cornice cosmopolita, Maria – una bella trentottenne fiera e determinata – vede le sue tre figlie adolescenti diventare grandi. È lei che si occupa di loro perché suo marito lavora in campagna ed è quasi sempre sola. Per far fronte alle difficoltà economiche si dedica a piccoli lavori di sartoria in casa, nel quartiere di Borgel, al pianterreno di una palazzina che si affaccia su un cortile dove tutti conoscono tutti. Al piano di sopra, un vedovo silenzioso la corteggia con discrezione, ma lei è troppo occupata a tener d’occhio le sue ragazze, innanzitutto Anna, la primogenita. Sedici anni, Anna ama leggere e guardare le navi all’orizzonte e frequenta una delle migliori scuole di Tunisi grazie allo zio Jojo, il mascalzone latino di famiglia, che le paga gli studi. Per lei l’amore è ancora qualcosa di irraggiungibile, ma per fortuna ha Marinette, l’amica francese che le apre le porte di un mondo fatto di cinema, bei vestiti e passeggiate in Avenue de France. Sempre tra i piedi, ci sono le sue sorelle: Vitina che in apparenza pensa solo a cantare e a fare ginnastica, e Pupetta, il grillo parlante della famiglia. Tutto intorno, una città vivace in cui i nostri protagonisti si muovono in un tempo sospeso tra malinconia e incertezza: con l’indipendenza della Tunisia per molti si avvicina la stagione degli addii. Ma è proprio la paura del cambiamento ad accendere i cuori, far nascere nuove storie e svelare segreti, in un microcosmo fatto di zii rancorosi, vicini curiosi, couscous a volontà e serate trepidanti davanti alla tv. Le ragazze di Tunisi è un romanzo coloratissimo che emoziona e sorprende. Luca Bianchini mescola ricordi familiari ad aneddoti esilaranti in una storia comune a molti italiani. Sarebbe stato un peccato non raccontarla.

L’altro Garibaldi. I «Diari» di Caprera
Virman Cusenza
Mondadori
In libreria il 19 febbraio
Il volto inedito di Giuseppe Garibaldi. Dietro l’eroe dei due mondi, dietro la camicia rossa e il mito risorgimentale, si nasconde un uomo sorprendentemente moderno e attuale. Questo libro invita a osservarlo da vicino, spostando lo sguardo dalle imprese epiche alla vita quotidiana, dai campi di battaglia a Caprera, il luogo che Garibaldi scelse non come fuga dal mondo, ma come centro operativo del suo pensiero e della sua azione. Caprera non è un eremo, ma un laboratorio: agricolo, politico, umano. Qui il generale sperimenta, realizza un’azienda agricola modello, importa macchinari all’avanguardia, costruisce un mulino tra i più innovativi dell’epoca, semina, coltiva, impianta quattordicimila viti. Si circonda di un «secondo esercito» di mille capi di bestiame e fonda la Società Reale di Protezione degli Animali. E ancora, studia, scrive, riflette, anticipa modelli di famiglia allargata, accoglie amici, intellettuali e frotte di visitatori. Descrive, essenziale e preciso, le sue giornate. Nei Diari agricoli, documento straordinario, poco noto e fonte preziosa per questa appassionante biografia, la zappa e la spada si alternano, rivelando un Garibaldi contadino, imprenditore, allevatore. Il generale annota puntigliosamente la temperatura, i venti, la pressione atmosferica, la fioritura di stagione. E, in ultima colonna, eventi che segnano la storia: la visita di un emissario di Vittorio Emanuele o lo sbarco dell’anarchico Bakunin. Caprera è il suo buen retiro, uno spazio speciale da cui osservare il mondo e da cui continuare a influenzarlo. Ne emerge una figura lontana dagli stereotipi: non l’icona contesa e spesso strumentalizzata da ideologie opposte, bensì un uomo capace di passioni, errori, desideri e amicizie femminili profonde (d’altronde, la donna per il generale è il motore della trasformazione sociale). Un uomo cosmopolita e visionario, con la testa già rivolta al secolo successivo. Questo libro racconta l’altro Garibaldi, forse il più autentico.

Se mai un giorno torneremo
María Dueñas
Mondadori
In libreria il 19 febbraio
Orano, anni Venti del Novecento. Un dedalo di viuzze malfamate a ridosso del porto, odori forti, grida incomprensibili, un’umanità variegata: qui approda Cecilia Belmonte, una giovane donna spagnola che, in fuga dalla miseria o forse da qualcosa di più oscuro, ha attraversato d’impulso il Mediterraneo lasciandosi tutto alle spalle. Nell’Algeria francese Cecilia segue istintivamente l’ondata dei compatrioti che nell’infuocato Nordafrica cerca un lavoro, una vita migliore, o anche solo qualche soldo per tirare avanti. Analfabeta, vestita di stracci, un nome falso su un documento rubato: non sa nulla del mondo ma ha imparato presto a conoscerne la violenza. L’urgenza di sopravvivere la costringe a lavorare duramente nelle piantagioni di tabacco, nei lavatoi, a servizio presso una famiglia francese. In questa metropoli dalle cento voci e dalle mille anime, nella quale si mescolano origini arabe, influenza spagnola e amministrazione francese, Cecilia riesce a poco a poco a costruirsi un’esistenza, per quanto modesta, finché una notte si lascia coinvolgere in un’impresa azzardata che pagherà a caro prezzo. Eppure, con la sua incrollabile forza d’animo riuscirà a liberarsi e a trovare il coraggio di ricominciare, lottando con le unghie e con i denti contro un destino che nei suoi rovesci sembra riservarle sempre la luce di una possibile ripresa, mentre la Storia corre parallela: la guerra civile in Spagna, il conflitto mondiale, i sanguinosi événements che sfoceranno nell’indipendenza dell’Algeria. Se mai un giorno torneremo è la vicenda di una donna che vive la prosperità e la tragica fine dell’Algeria coloniale, dando voce nella sua traiettoria esistenziale alle storie personali e anonime di tantissimi pieds-noirs che, spinti dalla necessità, in esilio o in cerca di successo, furono i protagonisti di un’epoca.

La dogaressa
Rita Coruzzi
Piemme
In libreria il 19 febbraio
Il salone di Palazzo Grimani è un mare di velluti e ori quando Morosina Morosini, la moglie del doge, avvolta in un mantello di diamanti, prende posto sul trono dorato. Circondata da quattrocento dame, attende il momento in cui il corno ducale le verrà posato sul capo: l’onorificenza più alta, il trionfo di una vita. Eppure, più del peso della corona, Morosina sente l’urgenza di costruire qualcosa che resti. Dopo tre giorni di festeggiamenti, Venezia torna alla vita di sempre. Per le calli riecheggiano le voci dei marinai, dai forni si diffonde il profumo di pagnotte calde, le osterie riaprono i battenti. Sulla soglia di una casa fatiscente, c’è una donna dagli abiti logori e dall’aspetto stanco. È una giovane vedova con due figli, non sa come tirare avanti, ma è molto brava a cucire merletti. L’incontro con Morosina cambierà la sua vita per sempre. Nel sestiere di Cannaregio, infatti, la dogaressa fonderà una scuola di ricamo per oltre cento merlettaie, offrendo loro lavoro, dignità e indipendenza economica. Ma mentre il punto Venezia, inventato proprio nella scuola, conquista le corti d’Europa, il progetto di Morosina attira invidie di palazzo e resistenze maschili. Eppure, davanti a un mondo che la vorrebbe obbediente e silenziosa, Morosina dimostrerà di non aver alcuna intenzione di arretrare. Rita Coruzzi, firma autorevole e appassionata del romanzo storico, restituisce il ritratto di una donna visionaria che, in un’epoca di potere maschile assoluto, trasformò un’arte delicata in uno strumento di emancipazione collettiva.

Edilio
Alessandra Bassignani
Filippo Pezzini
bookabook
In libreria il 19 febbraio
Milano, 1931. In una città attraversata da contraddizioni e presagi, Edilio è un giovane inquieto che si confronta con una verità inattesa sulle proprie origini. Da quella frattura nasce un’urgenza: dare forma a un destino che sente sfuggirgli. Nel suo cammino, accanto all’amico Ludovico, Edilio si muove tra personaggi che hanno segnato la storia di Milano e che si mescolano ad apparizioni enigmatiche, simili agli Arcani dei Tarocchi. Intrecciata alla sua vicenda, riaffiora dal passato un’altra storia: l’incontro tra Annamaria e Gabriele, legati da un amore autentico e ostinato, messo alla prova dal tempo e dalle avversità.

Il segreto trasparente
Tiziana Silvestrin
Scrittura & Scritture
In libreria il 20 febbraio
Il duca Vincenzo Gonzaga, spinto dall’imperatore Rodolfo II d’Asburgo, si prepara alla crociata contro i turchi quando un evento inquietante sconvolge la corte: una guardia ducale viene trovata impiccata a un albero, nuda, come in un macabro avvertimento. Biagio dell’Orso da mesi ha lasciato l’incarico di capitano di giustizia, ma il duca non intende rinunciare al suo acume investigativo: trovare l’assassino è un ordine. Il ritorno in libertà di Timoteo Crotta, antico rivale di Biagio e simbolo di corruzione e arroganza del potere, riapre ferite mai rimarginate, mentre da Venezia giunge un tal Beroviero con un incarico delicatissimo: recuperare un trafugato libro di ricette per il vetro. Quando una seconda guardia viene uccisa con le stesse modalità, l’indagine si fa più oscura: dietro i delitti emergono trame sottili, alleanze segrete e interessi che superano i confini del ducato. Biagio si trova così trascinato in una trama di cui non riesce a venirne a capo, e il destino di Mantova si intreccia al traffico clandestino di opere d’arte di valore inestimabile. Tra inganni e poteri che agiscono nell’ombra, Biagio dell’Orso dovrà scoprire quali spietati interessi si nascondono dietro tutti gli omicidi. Un’indagine intricata, che nessuno potrà affrontare senza pagarne il prezzo.

Stiamo tornando al Medioevo
Giuseppe Sergi
Laterza
In libreria il 20 febbraio
Ogni volta che qualcosa non va, sentiamo ripetere la frase: «Stiamo tornando al Medioevo!». Può essere un sistema scolastico traballante o una crisi economica e sociale, sempre ritorniamo a quei ‘secoli bui’, a quel periodo di transizione e di tabula rasa che tanto ci spaventa e, paradossalmente, tanto ci affascina. Ma il Medioevo che pensiamo di conoscere non è mai esistito. I ‘secoli bui’ popolati da servi della gleba o quello luccicante di cavalieri, corti e tornei, nascondono una verità storica ben più complessa e affascinante. Giuseppe Sergi, uno dei più autorevoli storici italiani del Medioevo, in questo libro demolisce con rigore scientifico i luoghi comuni che da troppo tempo offuscano la comprensione di un millennio cruciale della storia europea: la presunta ‘piramide feudale’, l’economia del baratto, il papa-monarca assoluto, i vescovi-conti, lo ius primae noctis. Di fronte a chi si sforza di trovare nel Medioevo inventate radici di identità nazionali o esalta i vincoli solidaristici delle comunità rurali, è necessario compiere una operazione di verità storica. Il Medioevo reale, liberato dalle incrostazioni leggendarie, rivela sorprese culturalmente più ricche e autentiche di qualsiasi immaginario convenzionale.

Adua del lampionaio
Flora Fusarelli
Arkadia
In libreria il 20 febbraio
Adua Balzo è una bambina come tante. Vive in un piccolo paese dell’entroterra abruzzese con la sua famiglia: la madre Vitina, il padre Biagio (il lampionaio del paese), la sorella maggiore, Nilde, e quattro fratellini più piccoli. Il terremoto del 1915 nella Marsica e i lutti familiari sconvolgeranno la quiete della famiglia di Adua e del paese intero e, come se non bastasse, la guerra aggiungerà patimento al patimento. I costi e i danni di tali eventi si riverseranno tra la gente che perderà ogni cosa, ma non la dignità. Drammi storici e naturali, malattia mentale, omosessualità, colpi di scena, personaggi eccentrici, macchinazioni interiori e forza si fondono in un affresco di vita comune. Le esistenze scorrono, cambiano, si incrociano e finiscono. Ognuno si perde in sé stesso nel tentativo di superare le avversità. Si cerca di sopravvivere con le unghie e con i denti. Adua – diventata donna – resiste, combatte, spera, cade e si rialza, cura le sue ferite e quelle degli altri, impara a farsi forza e a reagire, ma il peso che grava sulle sue spalle diventa sempre più difficile da sollevare e la spinge verso il buio.

La tela del coraggio
Daniele Rosi
Gruppo Albatros Il Filo
In libreria il 20 febbraio
Monaco, fine anni Trenta. In un’epoca in cui il nazionalsocialismo impone dogmi e proibizioni, un giovane pittore di sedici anni, Michael Fuchs, scopre che la sua arte può diventare un atto di resistenza. Tra le strade affollate della città e le mura rassicuranti della libreria di famiglia, Michael si confronta con il divieto di opere “degenerate” e con il crescente controllo del regime sulla creatività. La sua tela, inizialmente spazio di espressione personale, si trasforma presto in un manifesto di coraggio, un mezzo per denunciare l’ingiustizia e affermare la propria libertà. Affiancato da Ingrid, artista e compagna di battaglie, Michael affronta la paura e il rischio, imparando che la vera audacia nasce dall’indomabile desiderio di non piegarsi.
La tela del coraggio di Daniele Rosi è un romanzo intenso e commovente sulla forza dell’arte, sulla resilienza giovanile e sulla capacità dell’animo umano di trovare luce anche nelle tenebre della storia.

La maledizione del templare nero. La Compagnia dell’Apocalisse
Roberto Genovesi
Newton Compton Editori
In libreria il 20 febbraio
Alla morte improvvisa di Federico di Svevia, l’ordine costruito dal suo regno illuminato si sgretola. Carestie, guerre e suicidi di massa annunciano il ritorno di un’antica minaccia: le sacre reliquie, nascoste vent’anni prima sotto il Tempio di Gerusalemme, sono di nuovo in pericolo. Un gruppo eterogeneo di impavidi che un tempo aveva affrontato il Male è chiamato a riunirsi. Ma senza il carisma dell’imperatore, l’alleanza tra cristiani, musulmani ed ebrei sembra impossibile. Solo Isaac il Nero, il templare musulmano adottato dai cristiani e rispettato dagli ebrei, potrebbe ricomporre le fila. Ma dopo la battaglia di Gerusalemme è scomparso nel nulla. Intanto, una frattura si apre tra il mondo degli uomini e quello degli inferi. I demoni sono pronti a tornare, certi che i loro avversari non avranno più una guida. Eppure, Federico aveva previsto tutto: aveva lasciato indizi, tracciato percorsi, affidato speranze. Ma il tempo è passato. Troppo. E il tempo, si sa, corrode la memoria, avvelena i corpi, spegne le fiamme. Ora, solo chi ha perso tutto può osare l’impossibile. Perché quando l’inferno si spalanca, l’umanità ha bisogno di eroi imperfetti.

Morte e usignoli
Eugene McCabe
Fazi
In libreria il 20 febbraio
Dall’alba del XXI secolo l’Occidente appare in declino. Guerre, crisi economiche ricorrenti, instabilità politica e l’ascesa di nuove grandi potenze – in particolare la Cina, accanto ad altri attori sempre più assertivi – mettono in discussione l’ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il caos globale. Ma è un’illusione ritenere che l’Occidente detenga il monopolio dell’architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le nazioni. Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya – tra i più autorevoli studiosi di relazioni internazionali – mostra che un ordine mondiale esisteva ben prima dell’ascesa occidentale. Dall’antica Sumer e dall’Egitto all’India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, passando per i califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l’Africa, emergono valori umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati affermatisi in diverse aree del pianeta. La storia rivela che l’ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l’Occidente arretra, l’ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in cui il “Resto” del mondo abbia maggiore voce e responsabilità. Invece di cedere alla paura, Acharya invita l’Occidente a imparare dal passato e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di affrontare sfide comuni – guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze – senza ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi. Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, Storia e futuro dell’ordine mondiale offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il presente e orientarsi nel mondo che viene.

I racconti del maggiore. Le prime indagini di Aldo Morosini nell’Africa Orientale Italiana
Giorgio Ballario
Edizioni del Capricorno
In libreria il 20 febbraio
Massaua, 1938. Morosini è a cena con i vecchi amici Ragazzoni, Morandi e l’avventuriero francese Henry de Monfreid. Sollecitato a raccontare le sue prime esperienze africane, il maggiore torna con la memoria al 1933-34, quando era appena arrivato dall’Italia a Massaua, e racconta le sue prime indagini in terra d’Africa. I quattro racconti Le rondini di Taùlud, Missione Àssab, L’elefante di giada e Il fantasma del porto narrano le prime inchieste di Morosini giovane: fanno la loro prima apparizione i luoghi (in particolare Massaua), i personaggi (Barbagallo, Tesfaghì) e le situazioni dei territori coloniali che poi hanno caratterizzato tutti i romanzi della serie. Gli ultimi due racconti, Tutta colpa del gatto e L’uomo con la valigia, invece, sono ambientati tra il 1935 e 1936, per così dire negli interstizi dei romanzi già pubblicati: un omicidio all’ombra dell’OVRA e un viaggio in treno da Asmara a Massaua, in cui Morosini, Barbagallo e Tesfaghì s’imbattono in un uomo, in fuga da chissà che cosa, che per paura e agitazione commetterà un errore fatale.

L’inverno della levatrice
Ariel Lawhon
Neri Pozza
In libreria il 24 febbraio
Maine, villaggio di Hallowell, una notte d’inverno del 1789. Il fiume Kennebec è quasi completamente ghiacciato, invaso da micidiali lastroni che tagliano come cristallo. Prima di chiudersi nella loro gelida prigione, le acque restituiscono il corpo di Joshua Burgess, con gli abiti che ancora lo avvolgono come petali di un grande tulipano appassito. A esaminare quel cadavere gonfio e martoriato viene convocata Martha Ballard, la levatrice del villaggio, colei che facilita le nascite, che ascolta i corpi dei malati e se ne prende cura. E il corpo di Joshua Burgess parla, e dice che la morte non è arrivata solo per acqua, ma anche per corda: qualcuno potrebbe aver impiccato Burgess, prima di gettarlo nel Kennebec. Anche se poi il dottore, dall’alto della sua competenza, esprime il suo parere contrario e senza appello: è stato un incidente. Burgess, tuttavia, non può essere morto per una banale imprudenza. Oltre a Martha, in tanti pensano che meritasse una punizione, soprattutto dopo l’oltraggiosa violenza ai danni della giovane Rebecca. Martha aveva raccolto per prima quella terribile confidenza e l’aveva trascritta nel suo diario, come sempre fa con i racconti che le vengono affidati: perché non vadano perduti, perché le mura di casa non proteggono le madri, le sorelle, le figlie. Comincia così un’estenuante ricerca della verità per la levatrice Martha Ballard, armata solo delle sue parole contro i pregiudizi di una società che non intende ascoltarle. Con una prosa tesa e delicata, Ariel Lawhon racconta di una donna indomita e della sua instancabile battaglia per la giustizia. Un’eroina misconosciuta, mai finora celebrata, che ebbe l’ardire di levarsi in difesa dei più deboli, cambiando per sempre la storia di un’America che stava ancora muovendo i suoi primi passi.

La rosa inversa
Maria Attanasio
Sellerio Editore Palermo
In libreria il 24 febbraio
In un vecchio palazzo nobiliare di Calacte, città della Sicilia Orientale, all’inizio del Novecento un uomo scopre una stanza segreta. Qui trova custoditi i classici dell’Illuminismo, le opere dei «malpensanti del secolo ateo e libertino» come Voltaire, Diderot, Montesquieu e d’Alembert, accanto a simboli e insegne della massoneria. Ad attrarre la sua attenzione è un manoscritto, La Rosa Inversa, racconto autobiografico del barone Ruggero Henares, l’antico proprietario del palazzo. La sua è una storia incredibile rimasta a lungo nascosta. Nato nel 1743, educato nel Collegio dei Gesuiti, Henares diventa amico di Giuseppe Balsamo, futuro alchimista ed esoterista col nome di Cagliostro; insieme verranno banditi per ordine del rigido padre Crisafulli, e sarà Henares, quando nel 1767 viene disposta l’espulsione dei Gesuiti dalla Sicilia, a esiliare l’odiato Crisafulli innescando la miccia della rivalsa. Sta per avere inizio un’epoca radicale e libertaria, turbamento di religiosi, conservatori e reazionari; Ruggero fonda la loggia La Rosa Inversa, dove si discute di uguaglianza e libertà, la sua sorte si lega a quella di Amalia, artista e amante libertina, con cui condivide letture e desideri. Nel nucleo di questo vortice di gesta, avventure ed eventi, Maria Attanasio insedia un dispositivo di pensiero storico e filosofico che scruta nel passato e ragiona sul presente, sulla duratura guerra tra rinnovatori e nostalgici, esclusi e privilegiati, pragmatici e sognatori. «Tra i pochi che hanno seguito l’esempio di Sciascia, di narrazioni di storie vere che si fanno romanzo quasi di per sé, per la loro intensità ed esemplarità» come ha scritto di lei Goffredo Fofi, Attanasio ha il gusto per la ricerca erudita e divertita, la sensibilità inventiva, uno sguardo pungente e beffardo; in questo romanzo che percorre il Sette-cento in Sicilia e non solo, l’immaginaria Calacte, nella realtà Caltagirone, diviene uno spazio di creazione letteraria e poetica, teatro di personaggi reali e di finzione: donne e uomini con le loro passioni e intelligenze, figure che emozionano mentre si ribellano alla loro epoca in una sfida che guarda al futuro.

Meglio così
Amélie Nothomb
Voland
In libreria il 24 febbraio
Estate 1942. Per allontanarla dai bombardamenti che minacciano Bruxelles la piccola Adrienne, di quattro anni, viene mandata per due mesi nella cupa e semidiroccata casa della sua bisbetica nonna di Gand, che le dà il benvenuto offrendole caffellatte e aringhe per colazione e si diverte da subito a tormentarla. La ripugnante ma spassosa vecchina odia tutti, comprese le proprie figlie, e adora un solo essere: Pneu, il gatto obeso e sprezzante che troneggia in una stanza-santuario. La bambina sopravvive a quest’atmosfera soffocante grazie alla sua intelligenza, all’immaginazione e soprattutto a una formula magica: “Meglio così.” Un mantra che diventa l’arma per affrontare quanto la ferisce o spaventa, uno strumento di resistenza e, paradossalmente, di speranza… Dopo aver raccontato la storia del padre in “Primo sangue” – col quale si è aggiudicata il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022 – l’autrice belga dedica il nuovo romanzo alla madre, finora quasi sempre assente dai suoi libri.

Taccuino con letture
Andrea Camilleri
Henry Beyle
In libreria il 25 febbraio
Questo prodotto è disponibile con sei copertine differenti, assegnate in modo casuale al momento dell’acquisto. Non è possibile scegliere una variante specifica. Questo quaderno, cucito a mano e realizzato in tiratura limitata, è un omaggio ad Andrea Camilleri. Riunisce vari rimandi. Riproduce l’elenco dei libri letti dallo scrittore nel 1942: suggerisce di cercarli, di misurarsi con loro, di farli propri. È nel contempo un taccuino, unico in ogni esemplare, ciascuno con un succedersi di fogli diversi per colore e manifattura. Si apre con un’opera grafica – la A di Andrea – e costituisce un invito al piacere di scrivere, di conservare memoria, di confrontarsi con le ragioni che Camilleri fissa nell’ultimo punto di un suo celeberrimo elenco: «Scrivo per restituire qualcosa di tutto quello che ho letto».

El hombre. Le origini della frontiera americana
Guillermo Arriaga
Bompiani
In libreria il 25 febbraio
Henry Lloyd è uno di quegli uomini: non ha più una famiglia, ma ha una mente sveglia, mani forti, e soprattutto è privo di scrupoli. Vuole vendetta? La ottiene. Vuole un posto di lavoro nella più grande piantagione della Virginia? Se lo prende. Vuole una moglie? Si prende anche quella, più di una, in realtà. Vuole un esercito per conquistare la sua parte di mondo? Lo costruisce, un uomo alla volta. Questo romanzo polifonico, narrato da sei voci in momenti diversi, svela la vita di Lloyd strato per strato: lealtà feroci, amori trasgressivi, esseri selvaggi in tempi selvaggi. Guillermo Arriaga va al cuore della brutalità umana, con lucidità e rigore letterario esplora le origini del capitalismo, la formazione degli Stati Uniti, la devastante perdita di oltre metà del territorio messicano, e tutto questo ponendo al centro la figura colossale e contraddittoria di Henry Lloyd.

La carità carnale
Monica Acito
Bompiani
In libreria il 25 febbraio
Marianeve ha i capelli bianchissimi ma trascorre le sue giornate nella penombra del retrobottega di suo padre Sarchiapone, che gestisce una pizzicheria nel cuore del Cilento. Marianeve è disprezzata dalle compagne per via del mestiere di suo padre, ma lo ama di un amore purissimo che lui ricambia come se quella figlia speciale fosse un dono del cielo. Marianeve cresce tra la luce e l’ombra, fino al momento di trasferirsi per l’università: sarà Napoli, meravigliosa e fatiscente, a metterla di fronte a sé stessa come uno specchio rivelatore. Proprio qui, infatti, si consumò l’esistenza terrena di suor Giulia Di Marco, protagonista di un grande scandalo all’inizio Seicento. E come suor Giulia predicava “in lode della carità carnale”, così Marianeve scoprirà le virtù segrete del proprio stesso corpo e dovrà decidere cosa fare del suo immenso, impudico potere…La carità carnale è la storia del legame tra un padre e una figlia, più forte di ogni peccato e di ogni silenzio; è il romanzo di formazione di una ragazza di provincia che diventa donna in una città grandiosa e conturbante.

Il diavolo nel piatto
Laurent Saulnier
Clichy
In libreria il 25 febbraio
Un esemplare esempio di fiction non-fiction, un profondo e attento apologo sui temi della colpa, della responsabilità, dell’ineluttabilità del destino e del libero arbitrio. Un «romanzo storico» dallo stile limpido, che si sviluppa come un lungo monologo interiore, e che offre al lettore appassionato delle vicende legate al Terzo Reich e della Shoah una lettura nuova, originale e indimenticabile. Heinrich Uffen, la voce narrante, ha 108 anni ed è stato, dal 1943 al 1945, il cuoco personale di Hitler, sia nel «Nido dell’Aquila» di Berchtesgaden che a Berlino. Trascina ormai il suo corpo tra ospedali a case di riposo, dove i suoi ricordi lo tormentano. Il suo monologo, che si sviluppa lungo tutto il libro, mostra il rapporto complicato ma talora anche compiacente di Uffen con il suo passato, il suo rapporto di estraneità con la Germania contemporanea e il suo legame sempre più labile con la realtà. Nel corso di questa affascinante «confessione», Uffen moltiplica contraddizioni e ambiguità: se ha servito Hitler, che definisce un mostro o un diavolo, riconosce anche di averlo amato. Ritiene di non essere più colpevole, ad esempio, delle nefandezze compiute dai quadri subalterni del Partito. Confessa infine di aver salvato la vita a Hitler il 20 luglio 1944 e di ritenersi responsabile del prolungamento della guerra, prima di rammaricarsi che Churchill abbia scelto di allearsi con l’URSS piuttosto che con il Reich… Un groviglio di contraddizioni che raccontano in modo luminoso quanto mai l’impossibilità di individuare il bene e il male, la colpa e la responsabilità. Scritto al termine di sei anni di lavoro, è il secondo romanzo di Laurent Saulnier.

La mano mozza
Blaise Cendrars
Einaudi
In libreria il 26 febbraio
«Leggendo un capolavoro come “La mano mozza” di Blaise Cendrars è impossibile non sentirvi la continuità con opere di Céline come “Casse-Pipe”» (Michele Mari). Cronaca picaresca, a tinte forti, in parte autobiografica, “La mano mozza” racconta la vita e la morte di una lurida truppa della Legione straniera durante la Prima guerra mondiale sul fronte della Somme: un manipolo di poveri diavoli pronti a morire per una patria non loro, ma capaci di qualunque bravata e stratagemma pur di sopravvivere in quelle fangose trincee. Tra questi, lo stesso Cendrars, brutale e coraggioso, finché nel settembre del 1915 una raffica di mitragliatrice tedesca gli porta via parte del braccio destro. Cendrars scrive pagine indimenticabili, di impassibile realismo e segreta tenerezza; attraversate, nonostante le atroci sofferenze, da gradi di humour e ironia. Su tutto, il disgusto per una civiltà che stava sabotando i suoi valori trasformandosi in macchina da guerra. Nella versione di Giorgio Caproni, uno dei romanzi più potenti ed estremi sulla Grande guerra, da accostare ai capolavori di Hemingway, Céline, Comisso e Remarque.

De oratore. Testo latino a fronte. Ediz. bilingue
Marco Tullio Cicerone
Rusconi
In libreria il 27 febbraio
Il de oratore simula il resoconto di una discussione sulla figura dell’oratore tenutasi nella villa di Crasso a Tusculum tra il padrone di casa e i suoi ospiti durante i Ludi Romani del 91 a.C. alla vigilia della guerra sociale: vi partecipano Marco Antonio, Scevola l’Augure e i due giovani Sulpicio e Cotta, ai quali si aggiungeranno Lutazio Catulo e Cesare Strabone in apertura del II libro. Distinto in due momenti, il dibattito mette a fuoco nel I libro il profilo dell’oratore e la natura dell’eloquenza rispetto al sistema dei saperi e alla funzione sociale. Si oppongono due visioni incarnate dai due protagonisti: l’una più idealistica, incline ad assegnare all’oratore una conoscenza universale e a intendere l’eloquenza come la scienza del parlare bene di ogni argomento (Crasso), l’altra più pragmatica, sensibile agli aspetti tecnici e a considerare l’oratoria come una mera arte della persuasione (Antonio). Sotto l’incalzare delle domande dei più giovani, Crasso e Antonio illustrano la dottrina retorica dopo essersi ripartiti i ruoli in base alle proprie attitudini e ai compiti dell’oratore.

Civiltà medievale. La grande luce dei secoli bui
Franco Cardini
Jaca Book
In libreria il 27 febbraio
Fino a non molto tempo fa, l’epiteto del Medioevo era “i secoli bui”, ma oggi questo periodo è diventato oggetto di enorme interesse. Come introdurci in un mondo complesso e sfaccettato che ha ancora molto da dirci? In questo volume, arricchito da numerose immagini a colori, Franco Cardini, famoso medievista che con i suoi studi e il suo lavoro ha contribuito a svelarci l’importanza dei secoli medievali, svolge una mirabile sintesi che ci introduce nella civiltà medievale, nel suo mutare lungo mille anni di storia variegata. Nel Medioevo è nato molto di ciò che oggi diamo per acquisito: le università e l’interculturalità, nonostante le guerre; la democrazia, nonostante regni e imperi; il pensiero filosofico e la logica, per non parlare dell’immensa produzione artistica. Le radici della nostra cultura sono nel Medioevo, e tramite le traduzioni medievali abbiamo riacquisito il patrimonio dell’antichità. Il Medioevo ha stagioni differenti: da quella in cui i monasteri ricostruirono l’Europa, si passa a quella cittadina con i nuovi problemi sociali.

Cuori di tenebra. 1918-1922. Gli anni dei regni effimeri
Eugenio Di Rienzo
Neri Pozza
In libreria il 27 febbraio
Con la Grande Guerra e la Rivoluzione russa scompaiono quattro grandi imperi: quello austro-ungarico, quello tedesco, quello russo e quello ottomano. Tra il 1918 e il 1922 molti di quei territori diventano il campo di azione di Signori della guerra che li trasformano in un dilaniato conglomerato
di «terre di sangue». Di questi avventurieri, eroi, sognatori e carnefici, tra i quali anche Gabriele d’Annunzio, protagonista dell’avventura di Fiume, questo libro narra la disperata, a volte nobile, a volte infamante epopea.

Il canto del corvo
Paolo Lanzotti
Tre60
In libreria il 27 febbraio
Venezia, 1754. Alla vigilia della celebre festa del Redentore, una serie di strani eventi fa credere ad Alvise Geminiani e agli Angeli Neri, il corpo di agenti segreti dell’Inquisizione, che qualcuno stia tramando un colpo di Stato. Marco Leon, ancora convalescente dopo una grave ferita subita mesi prima, vorrebbe rientrare in servizio per indagare ma Geminiani, preoccupato per il suo stato di salute, gli affida un caso minore: un giovane patrizio, Guido Manfrè Veniero, ha ucciso un valletto di casa e la sua colpevolezza è certa. Tuttavia la fidanzata del nobile, Cecilia Todesco, implora l’intervento di Geminiani nella speranza di poter discolpare l’amato. Marco, pur di uscire dall’inerzia di quei mesi passati in casa, accetta l’incarico. Le due indagini, inizialmente separate, si intrecciano gradualmente, rivelando connessioni inaspettate. Guido Manfrè sembrerebbe implicato nelle vicende che porterebbero al colpo di Stato, ma gli interessi in gioco sono molteplici e la vicenda sembra inestricabile. Nulla a Venezia è come appare: sotto la superficie dei canali si nasconde un intrigo di segreti oscuri che minacciano gli equilibri delicati del potere. Quando Marco unisce i fili delle due indagini, si trova di fronte a un mistero sempre più complesso: riuscirà a scoprire la verità sull’omicidio, affrontare l’assassino e fermare il complotto per salvare, ancora una volta, la Serenissima?

Il tramonto della «libertà d’Italia». Carlo V, Clemente VII e la fine della Repubblica fiorentina (1529-1530)
Marco Pellegrini
Carocci
In libreria il 28 febbraio
Sullo sfondo di un’Italia piegata dall’egemonia del potere imperiale, Firenze non arretrò. Determinata a difendere una “libertà” che affondava le radici nei secoli più luminosi della storia cittadina, la Repubblica diede tutta sé stessa nella lotta di resistenza contro l’aggressione congiunta del papato di Clemente VII de’ Medici e dell’impero di Carlo V d’Asburgo. Il volume ci narra di come, tra 1529 e 1530, due opposte visioni del mondo, ma anche due differenti modelli di organizzazione sociopolitica e due formazioni militari diversamente concepite, si affrontarono in un duello in cui entrarono in gioco i destini dell’Italia intera.



