Dopo il Rinascimento, che aveva messo l’uomo e la ragione al centro del mondo, l’Europa entrò in quella che gli storici chiamano Età moderna, un periodo che va grosso modo dal Cinquecento avanzato fino alla fine del Settecento. È un’epoca spesso associata alla nascita della scienza, al progresso e all’Illuminismo, ma nella vita quotidiana razionalità e superstizione continuarono a convivere in modo sorprendente. Accanto a telescopi, microscopi e nuove teorie scientifiche, persistevano credenze antiche, paure irrazionali e pratiche che oggi appaiono decisamente bizzarre.
Nel Seicento e nel Settecento, ad esempio, i tribunali non giudicavano solo gli esseri umani. In diverse parti d’Europa si celebrarono veri e propri processi agli animali: maiali accusati di aver ucciso bambini, topi e cavallette portati davanti a un giudice per aver devastato i raccolti, persino insetti formalmente “scomunicati” dalle autorità religiose. Questi procedimenti seguivano rituali precisi, con avvocati, sentenze e condanne, segno che l’idea di giustizia si estendeva ben oltre il mondo umano.

La medicina compì progressi importanti, ma rimase a lungo legata a teorie discutibili. Sangue, mercurio, arsenico ed escrementi erano ingredienti comuni nei rimedi prescritti dai medici, convinti che il corpo dovesse essere “riequilibrato” attraverso sostanze forti o repellenti. Il salasso continuava a essere una pratica diffusissima, tanto che molti pazienti finivano per peggiorare invece di guarire. Allo stesso tempo, nelle città si diffondeva la paura dei cadaveri e dei miasmi: si credeva che l’aria corrotta trasmettesse le malattie, e questo rafforzò l’ossessione per profumi intensi, incensi e acque aromatiche.
L’igiene personale rimaneva ambigua. Lavarsi troppo era considerato pericoloso, soprattutto tra le élite, perché si pensava che l’acqua aprisse i pori del corpo lasciando entrare le infezioni. Re e nobili cambiavano spesso biancheria e abiti, ma evitavano bagni completi, compensando con ciprie profumate e nuvole di essenze. Le parrucche, enormi e rigidamente incipriate, non erano solo un simbolo di status sociale: servivano anche a nascondere problemi di calvizie, parassiti e malattie della pelle.

La moda dell’Età moderna fu un terreno di autentica eccentricità. Vestiti imbottiti, corsetti estremi, gonne enormi sostenute da strutture rigide e tacchi altissimi trasformavano il corpo in una costruzione artificiale. Molti cosmetici contenevano sostanze tossiche, come il piombo, usato per rendere la pelle più chiara secondo i canoni dell’epoca, con conseguenze spesso devastanti sulla salute. Nonostante ciò, l’apparenza restava fondamentale, e numerose città tentarono invano di limitare questi eccessi con leggi suntuarie.
Anche la religione e la scienza si intrecciavano in modo contraddittorio. Mentre filosofi e scienziati parlavano di ragione e metodo sperimentale, le cacce alle streghe continuarono ancora per decenni, colpendo soprattutto donne accusate di malefici, guarigioni sospette o comportamenti considerati devianti. Allo stesso tempo, l’astrologia non scomparve: sovrani e generali consultavano ancora gli astri prima di decisioni cruciali, convinti che il cielo potesse influenzare il destino umano.

Il tempo libero non era da meno. Fiere, feste pubbliche e spettacoli avevano spesso un carattere violento o macabro: esecuzioni capitali e punizioni corporali erano eventi pubblici, seguiti da folle curiose come veri e propri spettacoli. Nei salotti più raffinati, invece, si diffondevano giochi intellettuali, illusionismo e sedute spiritiche ante litteram, che alimentavano la fascinazione per l’invisibile e l’ignoto.
L’Età moderna, dunque, fu tutt’altro che un’epoca lineare e razionale. Dietro l’immagine del progresso e della nascita del pensiero moderno si nascondeva un mondo ancora dominato da paure, simboli e credenze irrazionali, in cui scienza e superstizione camminavano fianco a fianco. Un periodo di transizione affascinante e contraddittorio, in cui la modernità stava nascendo, ma non aveva ancora abbandonato le sue strane, inquietanti e spesso sorprendenti abitudini.


