Recensione a cura di Raffaelina Di Palma
Torino 1905. Valle della Stura di Demonte.
La bionda, delicata, nostalgica, contessa Norma, dopo dieci anni di matrimonio con un marito che le hanno imposto e quattro figli si innamora, ricambiata, dalla giovanissima, scontrosa Madlin, detta Medusa, con alle spalle un passato crudele, violento, fatto di miseria e di fame. Medusa è a servizio nella casa dei conti Argentero.
La storia ruota intorno alle due protagoniste: Norma e Madlin. Una storia d’amore tra due donne, così diverse, ma con gli stessi desideri e le stesse aspirazioni: una storia che si svolge nella Valle della Stura, nei primi del Novecento. Tra sentimenti negati e taciuti.

Questa narrazione è la ricostruzione di una vicenda di cronaca giudiziaria datata, da cui la scrittrice, Melania Mazzucco ha preso spunto, sviluppandola e aggiungendo componenti di fantasia: traendone figure femminili forti, che rimangono impresse.
“Fortunata colei che riunirà ciò che è diviso. Il cielo è lontano, ma ruota, e nulla è fisso. Forse anche i corpi delle persone si attraggono reciprocamente come i corpi delle stelle e un filo invisibile, ma tenace li tiene insieme.”
Attraverso la storia di due donne si dipana un viaggio che resta indelebile nel raggiungimento di un obiettivo femminile, in balia di un secolare maschilismo.
Norma si sente sbagliata in tutto. Non riesce ad essere figlia, sempre in conflitto con la madre, sottomessa al padre, non si sente una sorella, poiché data in sposa ad un vedovo viene poi strumentalizzata dal fratello, non riesce ad essere compagna avendo sposato un uomo freddo e calcolatore il cui sentimento più positivo è il paternalismo oppressivo. Non riesce a sentirsi madre, rimpiazzata perfino nell’amore filiale dalla balia.
Potrà esprimere il suo amore soltanto quando le nascerà una figlia gravemente malata, considerata dal marito e dalla rispettiva famiglia un peso: soltanto a questo prezzo sentirà quella figlia soltanto sua della quale si occuperà da sola.

Medusa è una vittima, in balia di una vita violenta, venduta da bambina ad un profittatore pedofilo, che le ruba l’identità e l’infanzia.
“Non voleva la loro pietà né la loro comprensione e neanche il loro affetto. Riteneva di aver perso il senso della misura e della realtà: unica persona al mondo cui fosse capitata una cosa simile, coltivava pensieri sconvenienti.”
Le due protagoniste si credono in salvo nel momento in cui vivono il loro amore: chiuse nel loro mondo cercano di proteggerlo, nel quale all’uomo non è concesso l’ingresso e con lui restano fuori violenze e abusi, fisici e morali.
Nel romanzo viene inasprito il divario tra il mondo maschile e quello femminile, che si contraddicono ferocemente, ma è sempre il primo a vincere.
“Quel “Norma” che aveva la voce di Medusa, i suoi gesti e perfino la sua aggressività le comunicava ogni volta una lancinante voglia di vivere. Nessuno l’aveva mai chiamata così, o almeno non ricordava che qualcuno lo avesse fatto. Quando Medusa aveva detto il suo nome aveva avuto, per la prima volta, l’impressione di esistere. Di esistere per qualcuno, per lei, Medusa. Di esistere.”
Due donne che si ameranno. Due mondi, destini opposti e poi riuniti: Norma in preda alla follia di avere e mai perdere l’altra; Medusa col suo fare autentico, arrendevole al fuoco pungente che la sospinge a non rifugiarsi più nella solitudine.
Melania Mazzucco, ci accompagna tra continue antinomie e confronti tra epoche, condizioni sociali, aspirazioni e passioni. L’importante è solo quell’esistere, ma tutto ciò che rimane di quell’universo è amministrato dall’uomo impassibile e distaccato che Norma ha sposato e che è fin troppo ovvio che il lettore immagina di opposta inclinazione a quella del suo nome delicato: Felice.
Politico serio, padre distratto comunque padrone assoluto, è la figura dell’uomo-mostro attuale.
L’aspetto è quello di un gentiluomo, ma in ultima analisi è un animale feroce.
E al gioco reale, esteriore, si intreccia il gioco della strage: scorci di due vite che feriscono profondamente, con una rigidità e un’ anomalia difficile da tollerare. Nel libro il tema viene ampliato al punto che alcuni dettagli potrebbero non avere gran senso di essere, ma la loro dissonanza, il loro continuo gravitare intorno alla vicenda primaria dove, in questo passaggio, c’è l’esposizione femminile della donna, raccontata attraverso la donna stessa. Intrisa d’amore la trama dà a “Il bacio della medusa” un intreccio toccante e coinvolgente.
“C’è un prima e un dopo e poi c’è Medusa sempre in agguato, sospesa nel tempo, come la strana creatura di cui porta il nome. Come Medusa, ella è impalpabile e forte, omaggiata da un nero veleno, quella bellezza fiera ed ombrosa, ancor più travolgente perché cresciuta addosso negli anni sporchi della sua inconfessabile vita. È giovane, Madlin, giovanissima e per la terza volta incrocia il suo sguardo con Norma.”
Il mito descrive Medusa come un mostro: invece è una vittima. Dopo essere stata violentata da Poseidone implora la dea Atena di darle il perdono e una guida, ma viene punita per aver tradito il suo voto di castità. Nonostante la violenza subita viene punita e condannata all’emarginazione e alla solitudine. Viviamo in un mondo costituito su valori patriarcali, dove vengono celebrati le capacità e l’audacia degli uomini: dove il ruolo delle donne è secondario, se non nullo. E la mitologia greca non fa eccezione. Un raffronto, Madlin-Medusa: un racconto in grado di mantenersi neutrale lasciando all’appassionata creatività del lettore ciò che sulla pagina risulterebbe immorale, mentre nella mente di ciascuno di noi è istintivo.

Il punto focale del racconto è la donna: raccontata nelle più brutte sventure in cui la vita la scaraventa, il supplizio dell’abuso sessuale a scapito di bambine atrocemente cedute dalle famiglie nelle mani di mostri. Lo scandalo infamante scoppiato dall’amore tra due donne, all’apatica (ma avevano scelta?) rassegnazione di matrimoni fatti esclusivamente per vantaggi politici ed economici con uomini designati a restare per tutta la vita indifferenti a livello sentimentale.
In questo romanzo la distanza tra uomini e donne viene esacerbata: anche se sappiamo che è ambientato agli inizi del ‘900, anche se la cronaca contemporanea ci dice che tanta strada è stata fatta, ma tanta ne resta ancora da fare.
Nel corso del romanzo, Melania Mazzucco, in alcuni punti sospende improvvisamente il racconto, per riprenderlo in un altro luogo lasciando una sorta di vuoto, che il lettore può riempire liberamente anche se a prima vista sembra estraneo alla storia stessa. Senza nulla togliere a Norma né a Madlin: pur senza intaccare la loro personalità si riscoprono tratti sempre inediti e inaspettati.
L’autrice lancia una sfida al lettore, esortandolo a considerare gli amori impossibili con spontaneità, senza condannarli. La trama impregnata di sentimenti, descrizioni, passioni, è forte, come forte è lo stile di scrittura.
La Gorgone è esattamente lei, Madlin Belmondo, la Medusa: non è il suo sguardo mortale a incutere paura, ma la chimerica, aspra, spirituale bellezza, in grado di annientare, travolgere e sconfiggere i suoi nemici.
Pro
Lo stile molto accurato è vigoroso, è disposto a carpire le sfumature della ragione e dell’animo, prorompendo, parola per parola, nelle sensazioni interiori, raggiungendo picchi che superano la narrazione e si uniscono alla poesia.
Contro
Lo scorrere troppo frequente da un punto all’altro della storia ne fa una lettura molto particolare, ma fa perdere facilmente il filo.

Il bacio della Medusa – Edizione ebook
Trama
1905. Nel giorno delle sue nozze con il conte Felice Argentero, la giovane Norma Boncompagni, figlia di un professore universitario fiorentino, incontra per la prima volta lo sguardo lontano di Medusa, bambina selvatica e scontrosa. Sono diverse per educazione, ambiente sociale, esperienze. Eppure sono destinate a incrociarsi di nuovo e a lasciarsi travolgere da un amore vitale e scandaloso che sovverte tutte le convenzioni e cambia per sempre le loro esistenze. Con uno stile che possiede profondità, eleganza, grazia, Melania Mazzucco ci trascina dentro una storia feroce e appassionata, che conquista con i suoi personaggi indimenticabili – così fragili e complessi.


