Narrativa recensioni

I Santi Mostri – Ade Zeno

Recensione a cura di Mara Altomare

“Ogni sera, nella sua stanza, Gebke passava ore davanti allo specchio. Finalmente solo, poteva sfilarsi i guanti e osservare da ogni angolazione le dodici dita che per troppi anni gli avevano reso la vita insopportabile. Gli specchi sono confidenti maldestri. Provano a dirti la verità. Ma il più delle volte non sanno di sbagliare.”


Poco meno di 200 pagine che si leggono in un giorno o due, “I Santi Mostri” è un piccolo gioiello che rimane nel cuore per la sua grande intensità, e lascia un monito sui molteplici significati che può assumere la parola “mostro”. In ogni epoca.


“Mostri” sono i protagonisti che aprono il romanzo e che impariamo a conoscere man mano che si scorrono le pagine. E se pensiamo all’origine latina di questa parola, il suo significato non ha un’accezione del tutto negativa, perché “monstrum” si traduce come “segno divino”, “prodigio” … è così che mi piace ripensare a questi protagonisti: personaggi prodigiosi.

“Tu non sei brutto. Il tuo problema è che amministri male una bellezza fraintesa.”

Questa è la compagnia dei “Santi Mostri”, che dal 1924 e per il ventennio successivo incanta la Germania con i suoi spettacoli itineranti in un circo, il Circo Vogt.

“Stimati Signori, gentili signore, a tutti loro, degni ambasciatori di arti tanto nobili e antiche, vorrei che dedicaste il più gioioso fra gli applausi…”


Gebke Bauer, l’uomo con 12 dita, due pollici sulla mano sinistra, un mignolo in più sulla destra.
Jörg Brandt, “l’uomo scimmia”, pelle completamente coperta da un lungo manto scuro.
Balthasar, “l’uomo piovra”, 4 glutei, 3 gambe.
Benno, il gigante, o “uomo cammello”, due metri di altezza, ginocchia sempre piegate.
Hilla, una bocca e due facce: una ride, l’altra no. Mangiatrice di coltelli, la donna dal doppio sorriso.
Erlwin, il nano bavarese, un metro e 22, albino.
Leila
, bella come un miracolo, cieca dalla nascita e prima trapezista non vedente della storia del circo.

I gemelli di Stoccarda.
Andris, “Polifemo”
, un solo occhio, amante dei libri e coinvolgente lettore di poesie in pubblico.

Prodigiosi, perché affetti da deformità che diventano una grande risorsa, artefice dei loro momenti di gloria, all’interno di spettacoli sotto il tendone del loro Circo.

A bordo di un veicolo non troppo affidabile, che ha anche un nome, Geraldine, viaggiano in lungo e largo per la Germania e fanno parlare di sé ovunque, conquistando il pubblico di città importanti come Lipsia, Stoccarda, Jena, Brema, Dortmund, Amburgo, Bonn. Si esibiscono e sono forti di fronte al mondo proprio per essere “diversi”.

Sono gli anni del circo “freak”, in cui si cavalca la moda dei fenomeni da baraccone; non solo in Germania, ma in generale anche in altri paesi europei e in America, questi spettacoli erranti riscuotono successo e fanno la storia del circo.

“Quelli come noi non sono intoccabili, ma invincibili sì, perché per sopravvivere dovranno sempre essere più bravi degli altri”


Va detto però che i tanti anni di gloria non annullano il vissuto doloroso di queste persone, uomini e donne che fin dalla nascita hanno fatto i conti con la loro immagine allo specchio, che hanno conosciuto le esperienze difficili dell’abbandono, del rifiuto, dell’orfanotrofio, delle dipendenze. Ed è qui che si coglie la profondità del romanzo, nel leggere la meravigliosa complicità e quel senso quasi di famiglia che cresce in questa piccola comunità. Nelle loro diversità i Santi Mostri si riconoscono, si consolano, si amano, e soprattutto trovano nell’arte la loro forza, in un’arena in cui non vengono solo guardati, ma dove possono anche esprimersi ed emergere, ognuno con le proprie identità. Un romanzo storico che si avvolge nella poesia e lascia una scia di amarezza e dolcezza, con uno stile affascinante, grazie alla capacità dell’autore di raccontare l’orrore con parole di tenerezza e garbata ironia.


“Vista da vicino, la sua bocca deforme ricordava un fiore appassito. Ma quando cominciò ad accarezzargli i capelli, che erano tutt’uno con guance, zigomi e collo, a lui sembrò il sorriso più bello del mondo.”

Passa il tempo, la clessidra gira, purtroppo siamo in Germania e purtroppo siamo nel 1939. Arrivano le leggi razziali, scoppia la Seconda guerra mondiale, prende piede il programma Aktion T4: circa due anni prima che i nazisti diano il via allo sterminio sistematico degli ebrei d’Europa, nell’ambito della “Soluzione Finale”, questo programma è una delle tante misure di eugenetica radicale, con l’obiettivo di ripristinare “l’integrità” razziale della nazione tedesca. Eliminare le persone con disabilità mentali e fisiche, al fine di purificare la razza “ariana” da chi è considerato geneticamente difettoso e un peso per la società: un progetto finalizzato allo sterminio delle «vite indegne di essere vissute».

“Non pago dei risultati, il diversamente bello Adolf avrebbe presto insistito affinché venisse loro concessa la possibilità di una morte pietosa”

Il tendone del circo non basta più a proteggerli, non c’è più riparo dalla guerra e dalle nuove mostruosità a cui fa largo la storia. Le esistenze dei santi mostri prenderanno strade diverse, pagando le conseguenze delle loro diversità. Pagine finali in cui sempre meno si fa caso alla loro natura fisica e sempre più i protagonisti parlano tramite il cuore e l’anima, non più mediante il corpo. Risplende adesso la loro struggente umanità, nel bene e nel male, per qualcuno con l’urgenza di fare scelte, anche dolorose; per qualcun altro con la necessità di sperare, scrivendo lettere che non arriveranno mai, consolandosi con la musica, provando a ricostruire o a dimenticare.

Su uno sfondo di follia e bombardamenti ci si chiede e si riflette, oltre la lettura, chi siano davvero i mostri della storia…

“Piuttosto gracile, goffo nei movimenti, dotato di una pera al posto del naso, Hitler non poteva di certo definirsi attraente. I miseri successi in fatto di donne, cui andava aggiunto un vecchio certificato di inidoneità alla leva, lo avevano relegato nella disgraziata condizione di chi contempla a denti stretti il fallimento del proprio potenziale estetico”

Un romanzo che parla di identità, di accettazione, di opportunità e volontà, di riscatto, di mostruosità del corpo e dell’anima, dove il punto di vista è sempre ribaltato ed è il metro della lettura.

“La bestia che cercate, voi ci siete dentro”

I Santi Mostri – Edizione cartacea
I Santi Mostri – Edizione ebook

TRAMA

Tutto ha inizio in una sera estiva del 1924, quando lo scimmiesco Jörg Brandt esce di casa senza dire niente a nessuno portando con sé due grosse valigie e un cuore pieno di formiche rosse. Al suo fianco Gebke Bauer, il «ragazzo dalle dodici dita», fraterno complice nella formidabile impresa dei Santi Mostri, una compagnia di artisti deformi destinata, nel ventennio successivo, a incantare i palcoscenici dell’intera Germania. L’uomo piovra, la donna dal doppio sorriso, l’acromegalico gigante Nikolaus, il giovane Polifemo, sono solo alcuni dei protagonisti che seguiranno Jörg e Gebke in un lungo viaggio fatto di trionfi, cadute, e incontri straordinari. Dai primi spettacoli sotto il fatiscente tendone del Circo Vogt, ai vagabondaggi a bordo di un buffo veicolo chiamato Geraldine, sfileranno insieme, con infantile allegria, ai margini di eventi molto più grandi e spaventosi di loro: l’ascesa al potere di Hitler, le leggi razziali, lo scoppio della Seconda guerra mondiale, ma soprattutto il programma Aktion T4, criminoso piano nazista finalizzato allo sterminio delle «vite indegne di essere vissute». In un mondo sprofondato nelle tenebre e sempre più incapace di riconoscere la bellezza nella diversità, armati della sola arte i Santi Mostri si troveranno così a condividere il tragico destino dei reietti in fuga.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.