Ecco le novità storiche in libreria nella prima parte di febbraio: romanzi e saggi che attraversano epoche e luoghi diversi, tra guerra, potere, memoria e ribellione. Storie in cui il passato torna a farsi vivo e necessario, offrendo nuove chiavi per leggere il presente. Una prima selezione per orientarsi tra le uscite più interessanti del mese.

Le donne che sfidarono gli dei. L’eredità di Artemide
Hannah Lynn
Newton Compton Editori
In libreria il 3 febbraio
Quando si è sposata per la prima volta, a dodici anni, Otrera sognava un’unione fatta d’amore. Un vero legame. Anni dopo, ridotta in miseria accanto a un marito violento, ha capito che con un uomo un rapporto del genere non può esistere. Per una donna, non resta che accettare il destino che le è stato imposto. Ma lei decide di ribellarsi. Radunando le donne intorno a sé, Otrera reagisce. Senza pietà. Perché le è chiaro che, quando il potere è nelle mani degli uomini, la libertà non viene concessa: si conquista con il sangue. Ed è un prezzo che è più che disposta a pagare se significa costruire una nuova vita per tutte, lontana dai loro aguzzini. Ma una comunità di donne – un esercito di donne – non può che attirare l’odio degli dèi e degli uomini. Questa è la storia di Otrera e delle prime Amazzoni.

I delitti di rue du Louvre
Michaela Watteaux
Nord
In libreria il 3 febbraio
Parigi, 1925. Tra i locali di lusso, le danze disinibite nei cabaret e i cenacoli fumosi dei poeti surrealisti, la città sembra essere proiettata in una nuova era di cambiamento e benessere. Simbolo di questo rinnovato progresso è la Centrale Gutenberg in rue du Louvre, il più grande centralino telefonico di Parigi, che dà lavoro a decine di ragazze finalmente libere di esprimersi fuori dalle mura domestiche. Ma questo sogno rischia d’infrangersi quando due di loro vengono trovate brutalmente assassinate, con il volto sfigurato e coperto da una maschera simile a quelle usate dai soldati rimasti sfregiati durante la Prima guerra mondiale. Un dettaglio che induce a concentrare i sospetti sull’indiziato più ovvio: Mangrin, un reduce ferito nel corpo e nell’anima, che si guadagna da vivere come custode della Gutenberg.
Tuttavia la teoria non regge allo scrutinio di Paul Varenne, un ispettore di polizia che ha provato sulla propria pelle gli orrori delle trincee e si è inimicato i superiori a causa del suo anticonformismo e della sua testardaggine. Convinto che Mangrin non sia altro che un capro espiatorio, Varenne inizia a indagare, rendendosi presto conto che quegli omicidi non sono che la punta dell’iceberg. Aiutato da Mathilde de Villedieu, una giovane e brillante psicoanalista legata a una delle vittime, Varenne si farà strada tra le pieghe più oscure della società parigina, inseguendo una verità tanto tragica quanto pericolosa, che coinvolge persino i vertici del potere. E tra loro c’è chi è disposto a uccidere pur di mantenere il segreto.

Il bambino che perse la guerra
Julia Navarro Fernández
Salani
In libreria il 3 febbraio
Madrid, inverno 1938. È tempo di Guerra civile e la caduta della Repubblica è vicina. Clotilde disegna caricature per riviste satiriche, non ha ancora perso la speranza. Ma nel fronte comunista c’è chi, come suo marito Agustín, pensa che il tempo per salvare il paese sia scaduto. Per lui, c’è una sola cosa da fare: mettere in salvo il futuro, suo figlio. Il piccolo Pablo viene strappato da sua madre Clotilde che si dispera vedendo il bambino partire per l’Unione Sovietica. A Mosca, Pablo cresce nei circoli letterari clandestini, accompagnato da Anja, sua madre d’adozione, che lotta per la libertà nel fronte degli artisti, fra chi si rifiuta di credere che una poesia possa davvero spaventare un Partito. Ma l’ombra del regime è destinata ad allungarsi sulle loro vite: i poeti, la musica, perfino l’amore sono ormai sospetti. E ad accogliere chi ancora crede nel potere della letteratura e delle arti c’è la minaccia del gulag, il campo di lavoro in cui sopravvivere è questione di fortuna, e di legami che si è ancora capaci di far nascere. Il bambino, ormai ragazzo, vive come figlio di due paesi antagonisti, imparando sia l’alto tributo implicito nelle guerre e nel totalitarismo sia la conquista della libertà e dell’amore. Un romanzo figlio di una tradizione letteraria che sa come trasformare l’emozione in parola, e farla arrivare dritta al cuore di chi legge. Julia Navarro Fernández, testimone diretta del Novecento spagnolo, rimane un modello per la capacità di intrecciare i movimenti dell’animo a quelli della Storia, costruendo un racconto intimo dal respiro epico.

Lord Jim a casa
Dinah Brooke
Sellerio Editore Palermo
In libreria il 3 febbraio
Giles Trenchard è nato in un ambiente privilegiato ma ostile, in un’atmosfera dominata da violenza emotiva e isolamento. Non amato, Giles lotta invano per essere sempre all’altezza delle aspettative della sua famiglia alto-borghese, viene spedito da un collegio all’altro finché, come gesto disperato, allo scoppio della guerra si arruola nella Regia Marina. Il cameratismo della vita militare gli offre una parvenza di scopo esistenziale, di appagamento. E tuttavia, di ritorno dalla guerra, si ritrova alla deriva e, come l’eroe del Lord Jim di Joseph Conrad, commette un atto così sconvolgente da mettere in discussione il suo passato, il suo carattere e il suo intero mondo di privilegi e di apparenze. E se nel romanzo di Conrad il protagonista tentava di scappare dalla vergogna per le sue azioni, qui la fuga non è un’alternativa.
Pubblicato in Inghilterra nel 1973 e a lungo dimenticato, Lord Jim a casa racconta la caduta dall’Eden di un ragazzo cresciuto nell’ipocrisia della borghesia inglese. È un romanzo crudo, doloroso e appassionante, ricco di scene grottesche, una parodia dell’alta società britannica che diventa parodia di tutte le società occidentali. Con Lord Jim a casa scopriamo una voce nuova, spietata, più che contemporanea – nonostante sia un romanzo scritto (e dimenticato) più di cinquant’anni fa.

Il portaordini della morte. La lunga marcia di Hellion Graimlart
Margherita Lollini
Minerva Edizioni
In libreria il 4 febbraio
Una spiaggia solitaria, un fiume silenzioso, un tempo sospeso. E un incontro. Lui ha il viso solcato da ombre e custodisce ricordi mai svelati. Lei ha il volto della giovinezza, ma un trauma ereditato dal passato la rende inquieta. Il caso li ha fatti incontrare… O forse no. Perché il mistero, a volte, mostra tratti familiari e la traccia del presente si riavvolge nel passato. Quello di una memoria di una guerra di sessant’anni prima, lungo il cammino di sangue della Linea Gotica. Daniela e Hellion si erano già incontrati in un passato che li vedeva divisi? Un enigma fitto, con un finale mozzafiato, che inchioda gli occhi del lettore a ogni pagina, trascinato nella lunga marcia di Hellion Graimlart, il portaordini della morte.

I guerrieri d’inverno
Olivier Norek
Rizzoli
In libreria il 5 febbraio
Finlandia, 1939. L’apparente silenzio della foresta è in realtà un coro di suoni e di voci. Il giovane Simo ha imparato dal padre a non trascurare alcun dettaglio. È un cacciatore esperto e conosce il respiro della volpe, sa adattare il proprio a quello dell’animale, prima di colpire. Sa valutare le distanze e quanta differenza può fare un errore di calcolo. Ciò che ancora non sa è che presto la sua precisione infallibile si misurerà in vite umane, tolte e salvate. Nell’autunno di quell’anno l’Unione Sovietica si appresta ad aggredire la Carelia, un’area apparentemente innocua, ma strategica per la sua posizione di ponte tra il fronte tedesco e quello russo. L’attacco non è immediato, passano mesi di incertezza, e in questo tempo di attesa, mentre l’inverno inizia a stringere la sua morsa, un milione di finlandesi viene reclutato. Sono giovani inesperti della guerra, un popolo pacifico che viene condotto lungo le linee di confine, senza attrezzature adatte, spesso senza preparazione. E così, nel freddo più spietato, nel cuore del conflitto più violento della sua storia, il popolo intero di un piccolo Stato si solleverà contro il nemico e, tra i suoi soldati, nascerà una leggenda: Simo Häyhä, che grazie alle insuperate doti di tiratore diventa la Morte Bianca, il fantasma inespugnabile per la schiacciante Armata rossa, il simbolo di un’incredibile resistenza, fonte d’ispirazione per i compagni in trincea. Con sguardo lucido Norek ci avvicina a Simo, ma anche a Toivo, Viktor, Leena e tanti altri, protagonisti di un destino che non hanno scelto ma di cui sono inevitabilmente gli eroi. “I guerrieri d’inverno” è un romanzo sulla durezza e sull’umanità che si confrontano durante le guerre, uno studio attentissimo a quanto è successo ed è stato dimenticato. Un romanzo che ci parla, ancora oggi, di quei luoghi in cui la Storia irrompe come una tempesta, e dove la lotta per la propria libertà si accende, senza filtri.

All’ombra della regina
Elizabeth Fremantle
Mondadori
In libreria il 5 febbraio
Inghilterra, Torre di Londra, 1554. In una gelida mattina di febbraio si consuma la prima di una serie di efferate esecuzioni che caratterizzeranno il regno di Maria I, detta la Sanguinaria. La morte dell’unico figlio maschio di Enrico VIII ha lasciato l’Inghilterra in una situazione di profonda incertezza politica e religiosa, e la corona viene contesa da fazioni opposte di cortigiani. Esclusa dalla successione a favore della cugina Lady Jane Grey, anche lei di sangue Tudor ma di fede protestante, Maria riesce a radunare un gruppo di sostenitori e a soffocare il complotto. La giovane Lady Jane, che passerà alla storia come la “regina dei nove giorni”, va così incontro a una morte sul patibolo, lasciando due sorelle minori che da quel momento vivranno nell’ombra della cospirazione ordita dal loro defunto padre e costantemente tacciate di tradimento. Poco più che bambine, Katherine e Mary devono imparare a sopravvivere a continui giochi di potere, prima sotto il fanatismo cattolico di Maria, poi durante il glorioso regno di Elisabetta. Katherine, bella e passionale, adora la vita di corte e dimostra tutto l’entusiasmo dell’adolescenza. Mary, innaturalmente piccola ma intelligente e arguta, è un’abile osservatrice della realtà che la circonda e non desidera altro che vivere in tranquillità. Il loro sangue reale, però, è un’arma a doppio taglio, e la vita di entrambe è appesa a un filo. Elizabeth Fremantle ci regala un nuovo avvincente romanzo, dando voce a due giovani donne costrette a crescere tra ambizioni e rivalità pericolose. Una storia intensa che riporta alla luce figure storiche realmente esistite ma poco conosciute, scavando nel cuore tormentato dell’Inghilterra Tudor.

Veleni e merletti
Julia Seales
Piemme
In libreria il 5 febbraio
Beatrice Steele ha sempre sognato una vita fatta di indagini geniali e criminali da incastrare, ma la Londra che immaginava non assomiglia affatto a quella in cui è approdata. Nel quartiere di Sweetbriar, tra teatri sfarzosi, giardini impeccabili e una sorprendente presenza di scoiattoli volanti, la sua nuova agenzia investigativa sembra promettere grandi cose… almeno in teoria. In pratica, Beatrice e l’ispettore Vivek Drake, brillante, severo e affascinante, passano più tempo a ritrovare gatti scomparsi che a risolvere delitti. Come se non bastasse, Sir Huxley, il celebre investigatore londinese (e antica cotta di Beatrice), continua a oscurarli accaparrandosi ogni caso degno di nota. E mentre la capitale pullula di crimini su cui Beatrice muore dalla voglia di indagare, sua madre insiste perché si concentri su un obiettivo ben più urgente: trovare un marito ricco e rispettabile, così da salvare la famiglia dall’ennesima catastrofe finanziaria. Ma quando Sweetbriar viene sconvolta da una serie di omicidi misteriosi, tutto cambia. I sospetti serpeggiano tra salotti eleganti e palchi dell’opera, e all’improvviso Beatrice si ritrova proprio dove ha sempre desiderato: al centro di un’indagine pericolosa, piena di segreti e verità scomode. Per salvare la sua agenzia, la sua reputazione e, soprattutto, la fragile alleanza con Drake, dovrà affidarsi al suo intuito… e forse anche al suo cuore, che non sembra affatto intenzionato a restare fuori dall’indagine.

Altrimondi. Lezioni dal passato per sopravvivere alla Storia
Federico Campagna
Einaudi
In libreria il 5 febbraio
La fine del mondo è già avvenuta. Più volte. Ma qualcuno è sempre sopravvissuto. Quando la Storia decreta la fine di una civiltà e tutto ciò che era familiare si disintegra, resta una sola domanda: dove fuggire, se il futuro è ormai alle nostre spalle? Per millenni, i popoli del Mediterraneo hanno custodito una sapienza segreta su come attraversare le apocalissi. Hanno coltivato l’arte di emigrare nello spazio, nell’immaginazione, nel simbolo. Hanno imparato a disertare i mondi in rovina e a cercare luoghi in cui ricominciare. Federico Campagna ricostruisce l’epica di queste rotte invisibili, raccontando un’altra geografia del possibile. Per millenni i popoli del Mediterraneo hanno affrontato guerre, persecuzioni e catastrofi naturali: tante piccole apocalissi. Ma ogni volta che il loro mondo veniva distrutto, sapevano migrare verso un «altrove» dove vivere fosse di nuovo possibile. Si spostavano da costa a costa, come i migranti di oggi alla ricerca di un futuro migliore, ma soprattutto viaggiavano con l’immaginazione al di là dei confini tracciati dalla Storia. Osavano spingersi verso quel luogo invisibile dove non smettono mai di nascere nuove concezioni del mondo e della vita. Questo libro segue i loro viaggi, partendo dalle battaglie cosmiche con cui gli dèi e gli eroi mesopotamici ed egizi diedero avvio alla creazione dell’universo. Supera i confini orientali della Persia, lungo lo strano percorso tracciato dal personaggio di Alessandro Magno nelle storie dei cantori popolari. Attraversa i secoli tumultuosi della Tarda Antichità in compagnia di mistici e visionari, avventurandosi nel tempo dell’ascesa dell’Islam e delle crociate. Solca le onde che furono testimoni delle avventure di migliaia di corsari, pirati e schiavi nella prima Modernità, per poi approdare tra i sogni e le tragedie del XX secolo. E si conclude sulle coste del Mediterraneo dei giorni nostri, dove il resto di questa storia si sta ancora scrivendo.

I misteri delle cantine
Carolina Invernizio
Margherita Oggero
Capricorno Edizioni
In libreria il 5 febbraio
1872, vigilia dell’Eepifania. Da una bettola torinese situata fra via Barbaroux e via Bertola, esce un uomo con la faccia butterata dal vaiolo, gli occhi iniettati di sangue. Lo segue un fanciullo di otto anni con un visino patito e grandi occhi neri spauriti. Si chiama Carletto e l’uomo che lo maltratta Biante. Il ragazzo si rifugia in una cantina e trova, tra due botti, una buca dove passare la notte. All’improvviso, sente le voci di persone che stanno seppellendo il cadavere di una donna. Carletto capisce che deve stare immobile: se lo scoprissero lo ucciderebbero, seppellendolo nella stessa fossa scavata per la morta.
Poi, in un lungo flashback, si scoprono le vicende che hanno portato Fosca, la donna seppellita, alla morte, in un tortuoso e ritmato accumularsi di amori, tradimenti, ricatti, prostituzione, macabri rituali degni di Henri Landru. Un feuilleton gotico, dove oscurità, misteri e paure costituiscono la cifra di una narrazione in cui l’intreccio stesso crea il piacere della scrittura e della lettur

Le parti rosse. Autobiografia di un processo
Maggie Nelson
Nottetempo
In libreria il 6 febbraio
È il 1969 quando Jane Louise Mixer viene trovata senza vita a Denton, nel Michigan. Trentacinque anni dopo l’omicidio, rimasto irrisolto, è ancora per la famiglia una ferita aperta. A tentare di ricucirla è Maggie Nelson, che si appresta a pubblicare Jane: A Murder, un racconto in versi su quella zia mai conosciuta. Un pomeriggio di novembre, però, una telefonata annuncia che il caso è stato riaperto: una corrispondenza nel DNA ha individuato un sospettato. Nelson assiste all’intero processo, ammantato dell’orrore che ha segnato la sua famiglia e tutta la sua infanzia, e al fianco della madre si trova a riflettere non solo su quella vita spezzata, ma su che diritto abbia lei di raccontarla. Ed è in quell’aula di tribunale – visionate le prove, scrutato il volto dell’imputato – che si risvegliano nell’autrice altre perdite che hanno lasciato un segno, mentre piange una relazione giunta al capolinea e il ricordo della morte del padre torna a farle visita. Al tempo stesso memoir, true crime e saggio che interroga l’ossessione americana per la violenza e la figura della “donna bianca scomparsa”, “Le parti rosse” è una toccante riflessione sul dolore, la giustizia e l’empatia. È una testimonianza, una sfida della scrittura a rendere la pienezza del trauma. “Dettagli che sto riassemblando qui – in presa diretta – per motivi che non mi sono chiari né giustificabili,” scrive Nelson, “e forse non lo saranno mai. Ma alcune cose vale la pena raccontarle semplicemente perché sono accadute”.

Verde oscurità
Anya Seton
Beat
In libreria il 6 febbraio
Tra le verdeggianti colline del Sussex sorge Medfield Place, un castello Tudor che da secoli custodisce la memoria della famiglia Marsdon. È qui che giunge Celia Taylor, giovane e facoltosa americana, divenuta Lady Marsdon dopo il matrimonio con Richard, ultimo erede dell’antica stirpe di baronetti. I primi tempi nella tenuta sono felici per Celia, piena di amore per il marito e orgogliosa di appartenere a una famiglia dalla storia secolare. Durante una gita in auto, Celia e Richard si imbattono in un castello in rovina i cui resti sono anneriti dal fuoco: è Cowdray, un tempo dimora dei nobili, potenti Bohun. Attratti dal luogo spettrale, si avventurano in quel che rimane del maniero diroccato. Ma all’improvviso, qualcosa si incrina: nella sala dei Cervi, Celia è assalita dalla certezza di essere già stata lì, di aver attraversato vestita di sete e velluti quello stesso salone gremito di gente, tra il profumo di fiori, timo e paglia fresca. Da quel momento il passato comincia a insinuarsi nella sua vita sotto forma di visioni e turbamenti, mentre Richard si fa sempre più distante, fino a diventare per lei indecifrabile. Finché l’ombra di una tragedia avvenuta quattro secoli prima costringe Celia a rivivere un’altra esistenza, in cui Richard aveva il volto di Stephen Marsdon, monaco devoto e di singolare bellezza, tormentato dall’amore proibito per la giovane e innocente Celia Bohun.

Un anno nel Medioevo. 12 mesi a tu per tu con personaggi illustri e ordinari dell’Età di mezzo
Luigi Barnaba Frigoli
Newton Compton Editori
In libreria il 6 febbraio
Altro che secoli bui: il Medioevo è una delle epoche storiche più vivaci, e questo entusiasmante viaggio narrativo ne restituisce il volto più affascinante e curioso. Mese dopo mese, Luigi Barnaba Frigoli ci porta nel 1299, nella quotidianità di sei personaggi emblematici. Accompagneremo Bianca nelle fatiche e nei riti comunitari di un’ordinaria famiglia contadina, scoprendo il funzionamento del sistema feudale. Geri, il mercante, ci mostrerà l’ascesa dei commerci e il suo straordinario impatto sulle città. Matilde, anziana monaca e mistica, racconterà la vita in convento e gli splendori e le contraddizioni della fede medievale. Ruggero, soldato, corsaro ed ex templare ci porterà in battaglia con il suo gruppo di pugnaci mercenari, pronti a servire angioini, aragonesi o chiunque prometta oro e bottino. Beatrice, la nobildonna, ci farà entrare nei palazzi dell’aristocrazia tra matrimoni combinati, intrighi e privilegi. Iacopo, cardinale al servizio di Bonifacio VIII, rivelerà le tradizioni e i mutamenti della Chiesa in vista del primo Giubileo. Un affresco ricchissimo e coinvolgente, un capolavoro di storia sociale che svela il grandioso complesso di usanze, credenze, guerre, istituzioni, trame politiche, idee, conflitti, superstizioni e scoperte del Medioevo italiano.

Lidia Poët e le prime avvocate. La vera storia del femminismo forense in Europa
Alberto Nicòtina
Bollati Boringhieri
In libreria il 6 febbraio
Torino, aprile 1884: la Corte di Cassazione nega alla ventottenne valdese Lidia Poët il diritto di esercitare la professione di avvocato perché donna. Sul momento, la vicenda sembra destinata all’oblio, ma il giovane giurista belga Louis Frank si imbatte nel caso e capisce che questa non è solo una storia individuale, ma il riflesso di un’Europa che esclude le donne dal diritto e dai diritti.
Ben presto Frank diventa il fulcro di una rete transnazionale che collega Torino a Bruxelles, Parigi e Bucarest, intrecciando la vita di Lidia Poët con quella di donne altrettanto determinate a entrare nelle aule di tribunale: Marie Popelin, Jeanne Chauvin e Sarmiza Bilcescu. Se in Italia, Belgio e Francia le donne restano a lungo fuori dalle porte del Foro, in Romania Bilcescu riesce a infrangere il tabù, mostrando come quel divieto non fosse una necessità, ma una scelta politica. Le donne, in quell’epoca, «potevano anche dimostrare competenza, eloquenza, intelligenza, ma erano, semplicemente, fuori posto»: trattate come anomalie da una comunità, quella degli avvocati di fine Ottocento, chiusa, maschilista e refrattaria al cambiamento.
Attraverso documenti d’archivio – tra cui un’autobiografia inedita di Lidia Poët – Alberto Nicòtina racconta la sfida organizzata al conservatorismo forense delle prime avvocate d’Europa. Una battaglia che, partendo dai tribunali, ha contribuito in modo decisivo a ridefinire il ruolo delle donne nella società.
Il testo è arricchito dalla ricostruzione degli scambi epistolari tra Louis Frank e le protagoniste di questa vicenda: lettere che restituiscono il carattere umano, più che giudiziario, di un’impresa troppo a lungo dimenticata. A emergere dalla narrazione non è tanto il primato di singole «eroine», ma la fecondità degli scambi intellettuali e delle alleanze che hanno permesso a un piccolo gruppo di donne di assicurare un diritto per tutte. «È solo alla luce di questo cammino collettivo» – ribadisce l’autore –«che ha senso chiedersi chi sia stata la “prima”».

L’opera perfetta. Vita e morte di Masaccio
Alessandro Masi
Neri Pozza
In libreria il 6 febbraio
Masaccio muore a soli ventisei anni e attorno alla sua prematura scomparsa fioriscono subito, in quella primavera del 1428, leggende. Vengono avanzati dubbi e fatte speculazioni. Si parla di avvelenamento. Ma chi trae vantaggio dalla morte di un talento così straordinario? Alessandro Masi esplora tutte le ipotesi, scandaglia la sua breve vita contribuendo, con un’“indagine” accurata, a far emergere ancora più potente la percezione del genio di Masaccio e del suo lascito artistico. L’opera perfetta è anche l’analisi appassionata del lavoro di un grande maestro del Rinascimento, Tommaso di ser Giovanni Cassai che nacque a San Giovanni in Valdarno nel 1401, da tutti conosciuto come Masaccio, nomignolo che Giorgio Vasari giustifica attribuendolo alla sua «tanta straccurataggine». Studiando, scomponendo e ricomponendo i suoi capolavori più celebri, come il Tributo e le Storie di San Pietro nella Cappella Brancacci, definito da Benvenuto Cellini «la scuola del mondo», lo storico dell’arte dimostra come Masaccio abbia rivoluzionato la rappresentazione spaziale e la narrativa visiva, dando vita a un’esperienza emotiva e d’impatto che ha influenzato intere generazioni di artisti. Leonardo da Vinci, nel Codice Atlantico, lo definisce autore «dell’opera perfetta, come quelli che pigliavano per autore altro che la natura, maestra dei maestri».

Non rinnegare il cuore. Storie di scrittori senza tempo e di sogni che non si spengono
Guendalina Middei
Feltrinelli
In libreria il 10 febbraio
Possiamo ritrovare la voglia di rincorrere i nostri sogni seguendo le orme di Hemingway? Imparare ad andare contro corrente grazie a Emily Dickinson? E riscoprire il desiderio di volare liberi in un mondo di uomini-macchina? Guendalina Middei torna a farci innamorare della letteratura, stavolta accompagnandoci nei segreti degli autori più amati di sempre. Dickinson, Hemingway, Calvino, ma anche Van Gogh, Bulgakov, Darwish e Deledda, sono i protagonisti di sette originalissimi racconti con cui Middei ci accompagna alla scoperta delle loro vite. Non semplici biografie, ma viaggi alla ricerca dell’anima di donne e uomini che con le loro esistenze, alle volte sofferte, gioiose, tristi, avventurose, ma sempre profondamente appassionate, hanno sfidato la società e cambiato la storia. E continuano a cambiarla tuttora. Chi meglio di Grazia Deledda, nata in un’epoca in cui nascere femmina era una disgrazia, può parlarci del coraggio e della tenacia dell’essere donna? Qual era il segreto di Emily Dickinson? Come fece Bulgakov a resistere alla censura spietata e al controllo oppressivo dal regime sovietico? Quante volte, poi, come Van Gogh, ci siamo sentiti schiacciati dalla timidezza, e vorremmo trovare come fece lui la forza per dire ciò che agita il nostro cuore? «Non rinnegare il cuore» non è soltanto un libro sui classici e i loro autori, ma è un invito a ritrovare la carica attraverso le storie di coloro che scelsero di non omologarsi e di sovvertire le regole. E riuscirono a trasformare il fallimento in coraggio, la sconfitta in forza, e il disprezzo del mondo in bellezza. Perché non per subire, ma per brillare, siamo nati. E per fare rumore.

L’enigma del principe scarlatto
Davide Cossu
Newton Compton Editori
In libreria il 10 febbraio
Venezia, febbraio 1445. Mentre impazza il carnevale e la Serenissima resiste in un fragile equilibrio fra le guerre combattute in Italia e la tregua col sultano turco, Leon Battista Alberti indaga sull’attentato all’inquisitore Almorò Donà, membro del potente consiglio dei Dieci. Del delitto è accusato il suo compagno, l’avventuriero Niccolò de’ Conti, invischiato suo malgrado in un’antica faida che divide le famiglie rivali dei Foscari e dei Loredan e che minaccia di distruggere la Repubblica dalle fondamenta. Nel tentativo di liberare il compagno dalla prigionia col prezioso aiuto dell’amico Tommaso Parentucelli, asceso al rango di principe della Chiesa, e della coraggiosa Margherita, fiamma d’amore che continua a tormentarlo, Leon Battista dovrà tener testa alla sfida più temibile mai affrontata in un mondo feroce, seducente e diviso, come l’anima di Venezia, fra terra e acqua. Un intrigo che ruota intorno al figlio del doge, Jacopo Foscari, il principe scarlatto ammirato dal popolo e schiacciato dal suo stesso destino, al quale i suoi nemici vorrebbero precludere, una volta per tutte, il trono del padre.

Io dico l’universo. La rivoluzione scientifica e Galileo: lo sconosciuto che sconvolse il mondo
Roberto Mercadini
Rizzoli
in libreria il 10 febbraio
Galileo Galilei è il simbolo della scienza moderna, ma quanto sappiamo davvero della sua vita? E quanto è vera l’immagine che ne abbiamo? Dietro al genio che sfidò la Chiesa si nasconde un uomo dalle mille sfaccettature, con una biografia romanzesca, piena di contraddizioni e colpi di scena. Matematico, inventore, imprenditore e persino autore di oroscopi: Galileo è stato molte cose, spesso tutte insieme. Non è solo lo scienziato del cannocchiale, ma anche il giovane che a vent’anni scrive trattati sulle dimensioni dell’Inferno dantesco o il professore che cerca di sbarcare il lunario vendendo strumenti militari. Siamo del resto in un’epoca in bilico: da una parte le superstizioni medievali; dall’altra la nascita faticosa del metodo scientifico. E se la scienza comincia il suo cammino con un piede nell’ombra e uno nella luce, Galileo è il perfetto interprete di questi anni: cauto e rivoluzionario, porta sulle sue spalle il pensiero di chi lo ha preceduto – compagni di viaggio illustri come Nicolò Copernico, Andrea Vesalio, Ulisse Aldrovandi – e solo dopo una lunga vita in cui ha tentato di farsi ascoltare, quasi da un giorno all’altro gli si apre una gloria e una celebrità clamorosa, conquistata a fatica, e pagata a caro prezzo. Con la sua voce inconfondibile, ironica, colta, teatrale, Roberto Mercadini ci regala un viaggio affascinante nella vita e nel tempo di Galileo. Una narrazione travolgente che ci ricorda ancora una volta come la storia della scienza sia, prima di tutto, una straordinaria avventura umana.

Qualcuno da odiare
Ilaria Rossetti
Guanda
In libreria il 10 febbraio
Nel 1937 Abele ha diciott’anni ed è un soldato nell’impresa coloniale fascista: il regime per lui rappresenta la speranza di poter aprire un suo forno e diventare panettiere come suo padre. L’Etiopia è la terra dell’avventura e della conquista, e quando tutto finisce e si ritorna a casa, sconfitti, Abele si scontra con la realtà: il Novecento corre e bisogna stare al passo, è una freccia lanciata verso il boom economico, i supermercati che arrivano anche in provincia, la legge sul divorzio e le donne che reclamano la parità dei diritti. Il tempo passa e Abele invecchia coltivando un astio profondo verso un mondo che non ha mantenuto nessuna delle sue promesse: la rabbia è il suo modo per sopravvivere, l’ideologia l’unica lettura della realtà in grado di spiegargli di chi è la colpa. Così è anche per Ludovica, trentenne che si trascina in un presente faticoso, sentendosi invisibile e tradita dalle generazioni precedenti. Finché non incontra Abele, ormai centenario, grazie a Idea Sociale, un gruppo neofascista che sembra prendersi cura di coloro che stanno ai margini, che sa comprendere e indirizzare il rancore, la solitudine. Ma è proprio in questo inaspettato legame che si apre una possibilità per fare i conti con sé stessi, con la propria memoria e le proprie paure, e forse per mettere finalmente tutto in discussione.

Quando la nonna ballava sotto la pioggia
Trude Teige
Fazi
In libreria il 10 febbraio
La giovane Juni, in fuga da un marito violento, si rifugia nella casa dei nonni su un’isola norvegese, un luogo ormai quasi disabitato che in lei evoca ricordi felici: è qui che è cresciuta insieme agli amati nonni, che ora non ci sono più. Rovistando tra i loro cimeli, Juni trova una fotografia che ritrae la nonna Tekla da giovane insieme a un uomo che non è il nonno; l’immagine è datata giugno 1945, l’uomo è un soldato e i due hanno tutta l’aria di essere innamorati. Chi è quello sconosciuto? Ormai non c’è più nessuno a cui chiederlo. Juni decide così di intraprendere un viaggio che la porterà fino in Germania in cerca della verità. Si renderà conto che in gioco c’è molto più di una relazione segreta: quella che scoprirà, mettendo insieme un tassello per volta come in un puzzle, è la tormentata storia di una coppia clandestina in un paese devastato dalla guerra. Ma è anche la storia di una donna sola contro tutti: sua nonna. Tekla ha sempre taciuto la sua tragica esperienza, e la realtà che viene a galla minaccia di avere conseguenze sul presente.

L’anno delle mille vite
Heddi Goodrich
Bompiani
In libreria l’11 febbraio
Il 69 dopo Cristo è chiamato dagli storici “l’anno dei quattro imperatori”. In un brevissimo volgere di tempo, alla morte di Nerone, si avvicendano Galba, Otone, Vitellio e, alla fine, Vespasiano, che reggerà l’impero per dieci anni. Non è un periodo tormentato solo per la storia, perché è come se l’inquietudine si estendesse alla terra stessa che, a Ercolano, nel cuore della Campania felix, si agita, squassata da tremori, tempeste, un’insonne attività che evoca oscuri presagi. In questo luogo mai così vitale proprio mentre si trova sull’orlo della catastrofe, in questa ricca città in cui i commerci si mescolano con il fervore delle scuole filosofiche, una donna romana, Turia, sposata con il mercante Felice, una famiglia da gestire con l’aiuto di servi, precettori e della schiava egizia Anù, che mentre scioglie i nodi della sua chioma le narra le leggende degli dèi che abitano la favolosa valle del Nilo, affida la sua vita interiore a un lungo monologo. Parole che hanno un destinatario, un uomo che non è suo marito: il centurione Marco Gavio Firmo, ufficiale della leggendaria XXI legione Rapax. Ferito e momentaneamente ritirato dal fronte, Firmo viene assunto da Felice per occuparsi della formazione militare del figlio maschio. È un uomo riservato, di poche parole, abituato alla disciplina rigida dell’esercito, ma sotto i suoi silenzi e nei laconici insegnamenti che impartisce al figlio Turia intuisce un animo sensibile, una trattenuta dolcezza. A questo ignaro confidente, lontano eppure incredibilmente vicino, una donna romana trova il coraggio di raccontare la sua ricchissima attività immaginativa che, per quanto reclusa tra le pareti della domus, spazia tra paure, sogni e turbamenti raccontati con una stupefacente sensibilità nella loro aderenza a un’epoca remota eppure attualissima, specchio dell’anima di ogni donna, immutabile, senza tempo.

Ballo a Versailles
Danielle Steel
Sperling & Kupfer
In libreria il 12 febbraio
È l’estate del 1959 e il Palazzo di Versailles si prepara a ospitare un esclusivo ballo durante il quale un gruppo di debuttanti americane e francesi sarà presentato all’alta società e alla nobiltà internazionale. Per quattro giovani donne, tutte con qualcosa da dimostrare, sarà una notte indimenticabile. Amelia Alexander, figlia di una madre single che lavora instancabilmente per offrirle una vita migliore, sogna di iscriversi alla facoltà di Legge. Caroline Taylor, bellissima e ingenua figlia di due leggende di Hollywood, ha una relazione con un’emergente star del cinema più grande di lei, ma non sa se il sentimento sia autentico o dettato da un secondo fine. Felicity Smith, studentessa di Fisica nucleare, non è attratta dai ricevimenti mondani, ma accetta l’invito per compiacere i genitori e affrancarsi dall’ombra della sorella. Samantha Walker è la figlia iperprotetta di un ricco uomo d’affari, ma il suo entusiasmo è offuscato da una tragedia passata che ancora la tormenta. Un invito esclusivo e una notte capace di trascendere ogni aspettativa cambieranno per sempre la vita di queste giovani donne.

Sentieri partigiani
Paolo Malaguti
Einaudi
In libreria il 12 febbraio
Cosa significa ricordare la Resistenza? Paolo Malaguti prende le mosse da una salita in bicicletta sul Monte Grappa per avviare un viaggio intimo e lucido nei luoghi, nelle tracce, nei silenzi della memoria resistenziale italiana. Ma ben presto il racconto si allarga, intrecciando la riflessione sulla storia con quella, attualissima, sulla memoria e sulla scuola: perché la Resistenza non è (solo) un capitolo da manuale, ma un laboratorio civile e pedagogico in cui misurare il valore della democrazia, della parola, del dissenso. Con l’ironia di chi conosce bene i corridoi di un liceo e la voce solida di chi ha letto i grandi testimoni del Novecento, Malaguti esplora una geografia della memoria che include i monumenti partigiani del Grappa, i cippi dimenticati della Pedemontana veneta, i viali delle impiccagioni a Bassano del Grappa, compiendo un tragitto che dalla montagna scende in pianura, fino a Milano e Piazzale Loreto. E mentre racconta i monumenti invisibili, le lapidi dimenticate, le contraddizioni dei simboli e dei linguaggi pubblici legati alla Resistenza, si interroga, senza sconti, sulla difficoltà di formare oggi cittadini critici e consapevoli. Un libro che è insieme cammino, diario civile e domanda aperta: «Cosa avremmo fatto noi?»

Pecora nera
Georgette Heyer
Astoria
In libreria il 13 febbraio
L’arrivo di Miles Calverleigh a Bath è l’evento della stagione. Tornato dall’India immensamente ricco, Miles è infatti un’autentica “pecora nera”: un uomo che la buona società condanna a causa dei suoi scandali giovanili e della sua sfacciata indifferenza al bon ton, ma non può fare a meno di considerare (e di temere). A differenza di lui, Abigail Wendover, energica, schietta e felicemente zitella a ventotto anni, è una donna dalla reputazione inattaccabile, ma soprattutto è insofferente alle sciocchezze romantiche che invece riempiono la testa di Fanny, sua nipote, perdutamente innamorata di un affascinante e squattrinato cacciatore di dote… che poi è proprio il nipote di Miles, Stacy. Per salvare la famiglia dalla rovina, Abigail sarà costretta a stringere un’improbabile alleanza con Miles, ma scoprirà ben presto che la “pecora nera” è molto più onesta, coraggiosa e pericolosamente attraente degli integerrimi, prevedibili, impettiti gentiluomini che la circondano. E le conseguenze saranno del tutto inattese… Con la sua abituale maestria, Georgett Heyer ci conduce in una danza scandita da rivelazioni e pettegolezzi, dialoghi scintillanti e colpi di scena e ci indica, con suprema eleganza, come la strada maestra per raggiungere il vero amore sia spesso quella più imprevedibile.

L’assedio di Milano. 1162. Il trionfo del Barbarossa
Paolo Grillo
Carocci
In libreria il 13 febbraio
Nel 1176, a Legnano, la Lega dei Comuni lombardi arrestò definitivamente le aggressioni militari con cui l’imperatore Federico I Barbarossa cercava di assoggettare l’Italia settentrionale. Nella memoria dei vincitori, però, era ancora vivo il ricordo di quando, nel 1162, le truppe imperiali assediarono Milano, la rasero al suolo e deportarono la popolazione, colpendo così la città nelle sue fiorenti attività e nell’orgoglio della propria libertà comunale. L’autore ricostruisce gli eventi politici e militari di quell’effimero trionfo del Barbarossa ponendo particolare attenzione alle vicende della popolazione civile, ad un tempo protagonista e vittima di una guerra spietata.

David Hume filosofo europeo. Una vita di ricerca
Eugenio Lecaldano
Carocci
In libreria il 13 febbraio
Una biografia intellettuale completa e rigorosa di David Hume, il massimo rappresentante dell’Illuminismo scozzese. Seguendo il filo della sua vita – dagli anni della formazione a Edimburgo ai soggiorni in Francia e ai contatti con Diderot, d’Alembert, Rousseau – Eugenio Lecaldano ricostruisce nel dettaglio l’evoluzione della scienza della natura umana di Hume, dal Trattato ai rifacimenti che ne fornì nelle due Ricerche, fino ai saggi politici, economici e letterari. Ampio spazio è dedicato inoltre alla Storia d’Inghilterra, letta nel contesto delle trasformazioni europee, e alle riflessioni critiche sulla religione. Un’opera fondamentale per comprendere l’attualità di Hume nel dibattito filosofico moderno.



