Narrativa recensioni

La collezionista di farfalle – Tea Cooper

Recensione a cura di Donatella Palli

Questa storia ha come protagonista, oltre agli umani, una splendida farfalla La Danaus Plexippus , meglio conosciuta come “Monarca“ simbolo di spirito libero e tenace; originaria dell’America settentrionale ed avvistata, la prima volta, da Theodora Breckenridge, nel 1868 nel sud est dell’Australia.

Siamo a Morpeth, un piccolo sobborgo di Maitland sulla sponda meridionale del fiume Hunter. Theodora, amante del disegno naturalistico, spera di poter essere riconosciuta dalla comunità scientifica come la prima ad avere scoperto una Monarca in Australia. A lei non interessano i salotti , le feste e i  bei vestiti come alle altre sue sorelle e insiste per evitare di andare per  la stagione invernale a Sydney , come fanno  le ragazze di buona famiglia per trovare un marito.

Theodora è in contatto epistolare con due naturaliste, illustratrici di fama: Harriet e Helena Scott, che combattono ogni giorno il pregiudizio di essere donne in un ambito lavorativo. 

“Una vera signora non lavora“
Harriet in una sua lettera si vergogna di aver ricevuto un compenso per i suoi ultimi disegni:
“Sarebbe stato più accettabile guadagnare del denaro se fosse stata un uomo, proprio come perseguire la fama“

Due date si alternano nel romanzo il 1868 e il 1922 e questo ci permette di seguire tre generazioni di due famiglie tra Morpeth e Sydney, quando ilfil rouge” della storia è la faticosa affermazione delle donne nella società lavorativa del tempo.

 Morpeth 1868. Due giovani innamorati, Sid e Clarrie, sono in attesa di un bambino e devono trovare un posto dove stare per Clarrie dopo che il suo datore di lavoro, il curato, l’ha cacciata di casa alla notizia della gravidanza. La ragazza va a vivere da una levatrice un po’ equivoca che le terrà il bambino, a pagamento, per permetterle di lavorare.

Sydney 1922. Verity Binks la nipote di Clarrie e Sid,rimasta orfana, cerca di affermarsi come giornalista ma la situazione di povertà alla fine della prima guerra mondiale induce il suo direttore a licenziarla

“C’erano così tanti uomini, senza una casa , feriti, che chiedevano l’elemosina agli angoli delle strade o dormivano  rannicchiati negli androni (…) il suo posto dovrà andare a uno dei soldati tornati in patria“

Nel 1894, in Australia le donne avevano ottenuto il diritto di voto , ma questo non aveva fatto chissà quale differenza nel mondo reale, soprattutto da quando era finita la guerra. La giovane aspirante giornalista è al settimo cielo quando le viene offerta la possibilità di scrivere la storia della fondazione benefica: la Treadwell  Foundation – una forma di pubblicità per incrementare le donazioni.

Tale iniziativa era sorta per aiutare le donne lasciate in condizione di indigenza dalla scomparsa del marito in guerra , offrendo loro asilo. Verity si mette al lavoro e decide di recarsi a Morpeth per indagare sulla nascita della fondazione e rivedere i luoghi dove hanno vissuto i suoi nonni prima di trasferirsi a Sydney.

La giovane fa la conoscenza di Arlo Kendall, figlio di Theodora e attuale direttore del Sydney Arrow ed ottiene il permesso di condurre una ricerca nell’archivio del giornale.

Arlo sarebbe più incline a continuare gli studi naturalistici di sua madre ma ha ereditato la direzione del giornale.

Rovistando tra i vecchi numeri, Verity viene a sapere che una sorella di Theodora, Florence aveva sposato Edward Treadwell e con lui aveva fondato questa associazione umanitaria.

A poco a poco Verity scoprirà cosa si nasconde dietro la Treadwell Foundation…Un vero e proprio traffico di esseri umani!!

“Giovani donne che, per un motivo  o per un altro, si sono ritrovate in una situazione complicata incappano spesso in levatrici che offrono loro una via d’uscita e si propongono di adottare i bambini o di accettare pagamenti settimanali per prendersi cura di loro, solo per  poi dichiarare che i piccoli non ce l’hanno fatta e sono morti (…)
In realtà basta il passaggio di una discreta somma di denaro perché  il bambino scompaia  e  la sua nascita venga registrata a nome dei genitori adottivi.(…) Sono solo trafficanti di bambini.”

Sembra che in quel periodo con la depressione del 1890 il traffico di neonati fosse un fenomeno diffuso in tutto il paese, un giro illecito che è andato avanti per 70 anni. Solo all’inizio del XX  secolo in Australia  con L’ Infant Life Protection Act la tutela dei minori è stata  garantita e poi alla fine della prima guerra mondiale sarà promulgato  il Maintenance Children Act in cui vengono concessi aiuti economici alle madri che non hanno altri mezzi di sostentamento.

La pubblicazione dell’articolo di Verity sulla Treadwell Foundation, sarà ripreso da tutti i quotidiani  australiani e le riconoscerà il credito che merita. Il grande scalpore suscitato dal suo articolo favorirà la promulgazione nel 1923 del Child Welfare Act in cui si ripristinavano i diritti dei genitori biologici :

“È altresì necessario che i genitori biologici del bambino, siano essi entrambi in vita, o solo il genitore rimasto oppure la madre nel caso si tratti di un figlio illegittimo, diano il loro consenso all’adozione del bambino”

Un’ immersione nella natura del suo giardino rende Verity ottimista sul futuro e le fa dimenticare le tante difficoltà affrontate :

“Tutto a un tratto Verity scorse un’ombra  al limitare del suo campo visivo (..) una farfalla sospesa  a mezz’aria , che distendeva e piegava le ali, (..) e non era una farfalla qualunque : era arancione e nera, con tanti puntini bianchi. Era una Monarca. “

Il sogno di Theodora era diventato realtà…

PRO

Uno spaccato di vita della colonia inglese in Australia, una grande attenzione alla natura incontaminata e al difficile affermarsi personale e lavorativo delle donne

CONTRO

Un racconto un po’ farraginoso in cui talvolta è difficile orientarsi tra i tanti personaggi citati e le rispettive parentele. Solo un ringraziamento nelle note dell’autrice ai nativi australiani.

La collezionista di farfalle – Edizione cartacea
La collezionista di farfalle – Edizione ebook

Trama

1868, Morpeth.
La nebbia si dirada sotto i primi raggi di sole quando Theodora Breckenridge esce in giardino per completare la sua tela. Da quando ha incontrato le sorelle Scott, naturaliste di fama, Theodora ha dipinto farfalle di ogni tipo. L’esemplare che vede quella mattina, però, è di una specie sconosciuta, e le ali nere e arancioni punteggiate di bianco la ipnotizzano. Pare, infatti, che quella farfalla non sia mai stata vista prima in Australia, così il sogno di una scoperta scientifica che porta il suo nome le sembra realizzabile. Dopo il trasferimento delle sue sorelle a Sydney, Theodora, rimasta sola con Clarrie, che ha perso il lavoro e vive a casa sua come domestica, si era dedicata solo all’arte. Un giorno, però, Charlie, il figlio appena nato di Clarrie, scompare e niente tornerà come prima.
1922, Sydney.
Lo stesso giorno in cui perde il lavoro al The Arrow, l’aspirante giornalista Verity Binks riceve un misterioso pacco anonimo. All’interno ci sono un costume – nero, arancione e bianco – e un invito al ballo in maschera degli artisti di Sydney. Verity è confusa, ma anche decisa a partecipare. Al ballo, infatti, ottiene il prezioso incarico di scrivere un articolo sulla Fondazione Treadwell, che sostiene giovani madri e bambini in difficoltà. Quando inizia a scavare, però, le ricerche la conducono rapidamente nel dedalo di un mistero che si fa via via più oscuro e intricato, un segreto che risale a cinquant’anni prima, ma che non è mai stato troppo distante da lei.

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