Novità in libreria

TSD consiglia le novità in libreria dal 16 al 31 gennaio

Continua il viaggio tra le novità storiche di gennaio: nella seconda parte dell’articolo esploriamo nuovi titoli che raccontano il passato con approcci, temi e prospettive diverse.

Il mito della Belle Époque. Società e politica nell’Italia giolittiana
Fiamma Lussana
Carocci
In libreria il 16 gennaio

La sera del 4 ottobre 1883 il viaggio inaugurale dell’Orient Express segnò nell’immaginario collettivo l’inizio di un’epoca di felicità e modernità, la Belle Époque, e il passaggio tra il “lungo Ottocento” e la nascente società di massa. Fu un periodo di progresso e di sviluppo che trovarono dovunque un riscontro sfolgorante, nell’arte, nella scienza, nel cinema degli albori. Come racconta il volume, però, sia in Italia che altrove, gli anni scintillanti dell’operetta, del café chantant e dei primi viaggi di piacere furono contrassegnati anche da brucianti contraddizioni e dolenti riforme mancate. Nell’Italia giolittiana, lo squilibrio fra Nord e Sud divenne una frattura, l’esodo dei migranti verso le Americhe fu un’inarrestabile piaga sociale e la contagiosa febbre imperialistica fece da sfondo a una pace illusoria, che tutti credevano non dovesse finire mai. E invece finì: il 15 aprile 1912, il tragico naufragio del Titanic, la nave più bella, più tecnologica e allora considerata inaffondabile, infranse l’ignara fiducia nel progresso interminabile mentre intanto il primo conflitto mondiale, la guerra più luttuosa e dolorosa di quelle mai combattute, era già all’orizzonte.

Quattro donne
Emilio Jona
Neri Pozza
In libreria il 16 gennaio

È il 1943 quando i membri della famiglia Jona comprendono che la parvenza di normalità che hanno finora cercato di mantenere rischia di metterli in pericolo. Decidono di entrare in clandestinità; ma non possono farcela da soli, anche perché la madre è gravemente malata. Fidarsi può risultare fatale e gli Jona non possono contare che su di un manipolo di persone. Saranno quattro donne a dimostrare loro una fedeltà e un coraggio tali da renderne imperituro il ricordo. Cecilia è arrivata dal Veneto per occuparsi del più piccolo di casa, Cianino; con sé aveva solo una valigia di cartone e un unico abito, continuamente rammendato. Quel lavoro per lei è vita, ma al putel, come usa chiamarlo, si è affezionata come fosse suo figlio. E da madre si comporta, mentendo e dissimulando pur di metterlo in salvo. Teresa, casalinga, e il marito Fiorenzo, professore di lettere, sono invece i salvatori di Giulio, che nascondono nella loro casa modesta ma allegra. Per il bambino quelli trascorsi con loro sono giorni lieti in un tempo di drammatici abbandoni, finché un delatore rovinerà ogni cosa. Marì, sguardo schietto, voce ferma, dal canto suo si prende cura di Emilio. Lo nasconde in montagna, raccontando poco di sé, della sua infanzia in Brasile proseguita in quella valle ruvida e remota a cui lei tanto somiglia. L’ultima, ma non per importanza, è Delfina, l’impiegata dello studio dell’avvocato Jona che, caricatasi sulle giovani spalle il peso di quella famiglia dispersa, tesse i fili di affetti lontani e li lega saldamente alla propria esistenza. In questo inno polifonico all’eroismo gentile, etico e lirico insieme, Emilio Jona ci mostra, con una scrittura sorvegliatissima, le vite di donne dal coraggio silenzioso e spontaneo, protagoniste di una vicenda privata che si fa racconto universale.

Titanic
Benjamin Fondane
Castelvecchi
In libreria il 16 gennaio

Composto negli anni Trenta e pubblicato nella sua versione definitiva nel 1937, Titanic è uno dei vertici della poesia di Benjamin Fondane. Il naufragio del grande transatlantico diventa la metafora di una civiltà in rovina: la nave è la Terra stessa che cola a picco «fuori dello sguardo dell’essere», trascinando con sé l’illusione del progresso e le certezze della ragione. Fondane trasforma la catastrofe in un viaggio metafisico attraverso la Storia, l’esilio e la solitudine dell’uomo moderno. Il poeta-viaggiatore attraversa città, oceani e memorie per interrogare la perdita di senso, la violenza della modernità, il destino degli erranti e dei perseguitati. La parola poetica, contaminata e visionaria, diviene l’unico strumento di resistenza contro la disumanizzazione e l’oblio. Nel ritmo vertiginoso dei versi, la voce di Fondane si leva come un canto d’insurrezione e di pietà, un «grido perfezionato via via che lo si emette». Il suo Titanic non è soltanto il poema di un naufragio, ma la testimonianza estrema di una fede nella poesia come ultimo spazio di verità e di salvezza. Con uno scritto di Monique Jutrin.

Gli dèi e la legge
Aglaia McClintock
Il Mulino
In libreria il 16 gennaio

Nel mondo antico, Roma rappresenta un’eccezione: gli dèi abitano la stessa città degli uomini e paiono sottoporsi alle stesse regole giuridiche. Le divinità straniere, ad esempio, possono essere accolte solo tramite un decreto del senato, poiché il ius, così come il rito, vincola tanto gli uomini quanto gli dèi. Tuttavia, in ambiti cruciali come la guerra o il dominio sui corpi umani, l’equilibrio apparente si incrina e il rapporto torna gerarchico. Gli dèi devono essere ingraziati e placati affinché il nemico venga sconfitto, e la stessa pax deorum, se compromessa, minaccia la sopravvivenza dell’intera comunità. Neppure il sangue può essere versato senza un’adeguata espiazione. Il libro affronta questi nodi da una prospettiva comparativa, mostrando come diritto e religione si intreccino in profondità. E, attraverso l’analisi dell’antico, apre uno sguardo sul presente, rivelando quanto il peso dell’ideologia religiosa continui a farsi sentire nelle guerre, nelle questioni bioetiche e nelle dinamiche biopolitiche.

In Inghilterra con Agatha Christie. Una vita da romanzo
Melania Guarda Ceccoli 
Perrone
In libreria il 16 gennaio

Questo libro racconta la donna dietro la leggenda, andando oltre l’immagine stereotipata della signora inglese dai modi austeri. Agatha fu molto di più: una viaggiatrice instancabile, una scrittrice geniale, una donna indipendente e appassionata, spesso in anticipo sui tempi. Attraverso ricordi autobiografici, episodi poco noti e itinerari nei luoghi a lei legati, il lettore scopre la sua infanzia felice nel Devon, i grandi amori, l’inattesa passione per l’archeologia, l’invenzione di personaggi iconici come Hercule Poirot e Miss Marple. Ma anche episodi affascinanti come il suo misterioso periodo di sparizione o le avventure in Oriente. Un ritratto intimo e coinvolgente che unisce biografia, letteratura e racconto di viaggio, per restituire la voce di una donna straordinaria che, pur rifuggendo la fama, ha conquistato generazioni con il suo talento unico per l’enigma.

Il capolavoro rubato
Daniel Silva
HarperCollins Italia
In libreria il 20 gennaio

Gabriel Allon ha da poco iniziato a lavorare al restauro di un prezioso Tiziano conservato a Venezia, quando scopre il corpo di una donna misteriosa che galleggia nelle acque della Laguna… e si ritrova coinvolto in una disperata corsa per recuperare un capolavoro perduto che potrebbe essere nientemeno che di Leonardo da Vinci. Il dipinto, il ritratto di una bellissima fanciulla attribuito erroneamente a un artista sconosciuto e nascosto sotto un quadro insignificante, si trovava in un deposito dei Musei Vaticani da oltre un secolo, e quando una notte è scomparso durante una strana interruzione di corrente, nessuno se ne è accorto. Gli unici a saperlo sono gli spietati mafiosi e i finanzieri che hanno commissionato il furto… e la misteriosa donna morta a Venezia. Una donna senza nome. Una donna senza volto. Chiamato a risolvere questo crimine apparentemente perfetto, Gabriel Allon segue le tracce del dipinto rubato, in una corsa all’ultimo respiro che lo porta dalle gallerie d’arte e dalle case d’asta di Londra fino a un’enclave di inimmaginabile ricchezza sulla Costa Azzurra, per poi concludersi con un crescendo sconvolgente in Piazza San Pietro, dove un papa è in bilico tra la vita e la morte.

Gli ultimi della lista
Grégory Cingal
Mondadori
In libreria il 20 gennaio

Agosto 1944. Parigi è ormai vicina alla Liberazione, ma dalla Gare de l’Est continuano a partire treni carichi di deportati, tra cui un convoglio composto da trentasette ufficiali dei servizi segreti alleati. Tra loro, il comandante Forest Yeo-Thomas, inviato speciale di Churchill; il capitano Harry Peulevé, membro dello Special Operations Executive; e il tenente Stéphane Hessel, agente dei servizi segreti della Francia libera. Destinazione: il Block 17 del campo di concentramento di Buchenwald. A tre settimane dall’arrivo, i loro nomi appaiono in una lista di uomini da giustiziare. Cercando la complicità della resistenza clandestina del campo, i tre ufficiali riescono infine a mettere a punto un piano tanto incerto quanto rischioso: darsi alla fuga assumendo l’identità di alcuni prigionieri del vicino Block 46, il “blocco delle cavie”, rimasti vittime degli esperimenti condotti dalle squadre mediche naziste per formulare un vaccino contro il tifo. Gli ultimi della lista ritrae tutte le forze in gioco a Buchenwald, triangoli verdi e rossi (i prigionieri comuni e quelli politici), guardie SS e Gestapo, esplorando gli equilibri alla base di quella che Primo Levi chiamò “la zona grigia”: un’area di compromesso tra persecutori e vittime, dove le possibilità di sopravvivenza dipendevano anche dal grado di complicità, resistenza e doppio gioco nei confronti dell’ordine imposto dai nazisti. Conciliando magistralmente una minuziosa ricerca storica e gli espedienti drammatici del romanzo, Grégory Cingal cattura tutta la tensione emotiva di questa vicenda che ha dell’incredibile, trasponendola in una corsa mozzafiato contro il tempo.

Sull’antisemitismo
Mark Mazower
Einaudi
In libreria il 20 gennaio

Di cosa parliamo, storicamente, quando parliamo di antisemitismo? Si può difendere l’idea di uno Stato palestinese o attaccare le politiche israeliane senza essere etichettati come antisemiti? Essere critici verso il sionismo rende automaticamente antisemiti? È consentito paragonare Israele al Sudafrica o, se vogliamo, al Terzo Reich? Gli ebrei possono dire cose che i non ebrei non possono dire? Chi può parlare a nome degli ebrei e chi no? Viviamo in una tempesta perfetta di incomprensione che soffoca il dibattito e inibisce una discussione ragionevole – oltre a impedire qualsivoglia autentico progresso. Mark Mazower ci mostra in modo chiaro e accurato come siamo arrivati a questo punto, cercando di fare luce piuttosto che attribuire colpe e responsabilità. Nel 1879 il giornalista tedesco Wilhelm Marr annunciò la nascita di una Lega degli antisemiti che si proponeva di impedire che agli ebrei fosse concessa una piena uguaglianza giuridica. Fu coniato così un sostantivo astratto: «antisemitismo». Il termine si è poi tristemente diffuso a livello globale con l’ascesa di Adolf Hitler e con il piano di sterminio del popolo ebraico portato avanti dai nazisti. Oggi decine di Paesi sono impegnati a combattere l’antisemitismo, ed esistono specifiche task force internazionali il cui compito è quello di sradicarlo. Nello stesso tempo, tuttavia, il consenso sul significato del termine tocca il suo minimo storico e vengono accusate di antisemitismo persone delle più svariate tendenze, dai seguaci del suprematismo bianco al segretario generale dell’Onu. Un tempo le cose erano meno complicate. In passato il nemico era senza dubbio l’estrema destra, da cui provenivano gli stereotipi razzisti, le teorie della cospirazione e il negazionismo dell’Olocausto. Adesso però la situazione è molto cambiata. Più di quattro quinti degli ebrei vivono in due Paesi, Israele e gli Stati Uniti, e questi ultimi garantiscono la supremazia militare del primo. Gli ebrei sono a tutti gli effetti considerati «bianchi» e per i movimenti anticoloniali la questione palestinese è sempre più rilevante. E le accuse di antisemitismo colpiscono la sinistra più che la destra. Eppure fino a mezzo secolo fa nessuno si sarebbe sognato di associare all’antisemitismo le critiche mosse allo Stato di Israele, mentre oggi le due cose vengono di continuo sovrapposte, a volte strumentalmente, a volte no. La stessa parola ha assunto un nuovo significato, con il rischio di diventare un’accusa generica usata per delegittimare posizioni legittime, delegittimandosi a sua volta. Mark Mazower, uno dei maggiori storici mondiali, ci offre una guida chiara e imparziale che mette in prospettiva la confusione del presente per dipanare una delle questioni più urgenti del contemporaneo.

Le donne di piazza del Fico
Margherita Pelaja
Piemme
In libreria il 20 gennaio

Roma, 1864. Luisa Stecca aiuta le donne dei rioni in una città ancora governata dal potere papale, tra vicoli polverosi, conventi, botteghe e un’umanità che sopravvive come può. Assiste gravidanze spesso clandestine e accoglie ragazze e madri di famiglia a casa sua, in piazza del Fico. Tra queste donne c’è Angela Carbone. Nata da una famiglia sfortunata, è una ragazza decisa a uscire dalla povertà che la soffoca. Con l’aiuto della sorella, Gertrude, e di una non convinta Luisa, ordisce un inganno perfetto: finge una gravidanza per legarsi al ricco cavaliere Armando Bachino, e quando nasce il figlio di Amalia, una giovane abbandonata a sé stessa, lo fa passare come suo. Ma la verità è una forza che scava e chiede di essere ascoltata. Attorno al piccolo Armando si creano tensioni, affetti, recriminazioni: la madre naturale lo rivuole, la madre adottiva lo difende, il cavaliere si scopre tradito ma incapace di rinunciare a quel bambino. E mentre Roma si avvicina alla caduta del potere temporale del Papa, anche le illusioni di Angela iniziano a sgretolarsi. Tra confessioni, rivelazioni e un vero processo, si dipana una storia di donne ferite ma ostinate, di maternità negate e inventate. Attraverso la combinazione brillante di avvenimenti realmente accaduti e documentati negli archivi ecclesiastici, Margherita Pelaja pone domande attuali sul significato di parole come famiglia, amore, appartenenza. “Le donne di piazza del Fico” racconta un passato lontano e riesce nel miracolo di costruire una voce urgente, elegante e attuale.


Vero. Il romanzo di Marco Aurelio, l’imperatore filosofo
Franco Forte
Mondadori
In libreria il 20 gennaio

Qual è il prezzo di rimanere fedeli a se stessi? È poco più di un bambino, Marco Vero, che poi diventerà Marco Aurelio, quando intuisce il grande attrito a cui lo costringe il destino: il ritratto di uomo buono che i suoi amati filosofi greci insegnano mal si adatta alla spietatezza richiesta a chi è destinato a comandare un impero. Eppure, proprio questo si ripromette di fare: sposare l’inconciliabile, unire la rettitudine alla fermezza, la bontà d’animo alle esigenze di Stato. Essere imperatore e filosofo insieme, come auspicava Seneca. Quello che ancora non sa è che la vita gli chiederà il conto di questa promessa, perché dedicare se stessi alla ragione e alla verità significherà per lui scendere a compromessi difficili, e rinunciare alle proprie passioni e ai suoi grandi amori, consegnandosi a un percorso di sofferenza e amarezza che lo logoreranno fino alla morte… facendolo diventare una leggenda. Non c’è nessun altro sovrano, nella storia di Roma e dell’umanità intera, che come Marco Aurelio abbia immolato la vita all’amore per la bontà universale, per il proprio popolo e per la verità a scapito di qualsiasi strategia di potere, caricandosi sulle spalle il peso di decisioni difficili che hanno regalato a Roma alcune delle pagine più luminose della sua storia secolare. Franco Forte racconta la parabola affascinante e complessa della vita, le conquiste e i pensieri del più moderno degli imperatori romani, un sovrano illuminato e tormentato che riassume in sé tutte le contraddizioni del mondo antico, un uomo la cui propensione alla verità era così forte da essere soprannominato Verissimo, in omaggio anche al suo cognomen, che lo rendeva… “più vero di Vero”.

Un pugno di radici
Maria Turtschaninoff
Bompiani
In libreria il 21 gennaio

Finlandia, Seicento. Nel cuore della foresta, tra acque torbide e boschi impenetrabili, c’è il fazzoletto di terra che Matts ha conquistato come ricompensa per il suo coraggio in guerra. In quel luogo remoto decide di mettere radici, sfidando l’ambiente, la solitudine e la forza arcana che si sprigiona dalla torbiera vicina. È una terra viva, attraversata da una magia antica che osserva, punisce, protegge. Generazione dopo generazione, la famiglia di Matts intreccia il proprio destino a quello del luogo: amori, guerre, sogni e disillusioni si succedono secondo il ritmo della natura e delle stagioni fino ai giorni nostri. Un uomo che paga il prezzo della propria infedeltà, una ragazza che con il matrimonio spera di cambiare vita, un padre che piange per un ritorno impossibile – ognuno di loro lascia un’impronta effimera e insieme eterna, come fanno le gru che danzano sulla torbiera all’arrivo di ogni primavera. Il romanzo corale Un pugno di radici è la storia di un luogo e delle persone che lo abitano, e ci ricorda con i suoi incanti che nessuna vita è mai del tutto separata dalla terra che la genera, e che ogni istante appartiene a una narrazione più grande.

L’opera delle streghe
Francesca Thellung Di Courtelary
Giunti
In libreria il 21 gennaio

Francia, 1536. Michel Dieudonnè è cresciuto senza genitori. L’unica sua amica all’orfanotrofio di Saint Suplice è la coetanea Jeanne: ma le violenze e gli abusi nell’istituto sono all’ordine del giorno. Entrambi trovano una via d’uscita dalle loro misere vite quando incontrano il geniale Andrea Vesalio, anatomista che li prende sotto la sua protezione e decide di aiutarli: Michel vuole diventare medico, Jeanne è un’abile disegnatrice. Ma l’ombra dell’Inquisizione costringe i tre a trasferirsi in Italia. Incroceranno le loro esistenze con artisti immortali, potenti sovrani e un inquisitore tormentato da una maledizione lanciatagli anni prima da una strega.

La riparazione. Donne che rammendano il mondo
Marcella Filippa
Lindau
In libreria il 23 gennaio

Quando la cura diventa resistenza: storie vere che insegnano a ricominciare. I venti profili raccontati in questo libro sono quelli di donne che in tempi di conflitto, violenza e persecuzione, hanno praticato l’arte della riparazione, attraverso il canto, la musica, l’arte, la scrittura, la poesia, la filosofia e l’impegno politico. Venti donne che, con le loro azioni e le loro scelte – che in alcuni casi sono costate loro la vita – hanno mantenuto accesa la speranza nei momenti più difficili della storia recente. Venti storie da cui possiamo trarre ispirazione per agire con compassione in un momento come quello attuale, in cui si moltiplicano i focolai di guerra e lo scontro violento sembra troppo spesso sostituirsi al confronto democratico.

Eva. Un divano per l’eternità
Helga Schneider
Oligo
In libreria il 23 gennaio

A trent’anni dall’uscita de Il rogo di Berlino, e dopo aver ripercorso gli ultimi mesi del Führer in Hitler. Mai prima di mezzogiorno, Helga Schneider torna nell’oscurità della Germania nazista per mettere sotto la lente d’ingrandimento della sua scrittura l’amore malato tra Adolf ed Eva Braun. Una narrazione a metà strada tra il romanzo psicologico e il saggio narrato svela una storia senza innocenti: conosceremo una ragazza giovanissima con tanta voglia di indipendenza scontrarsi con la famiglia e infatuarsi di un leader destinato a sconvolgere il mondo, per poi vivere nella sua ombra fino al più tragico degli epigoni. Una relazione tossica che divorerà Eva, fin dal primo incontro su un divano rosso come il sangue che verrà.

Grazia
Federica Seneghini
Solferino
In libreria il 23 gennaio

Una bambina che ama scivolare sul pavimento liscio del corridoio: Grazia Barcellona ha nove anni quando scopre che si può volare sui pattini. Nel 1938, in un Paese che vuole corpi obbedienti e perfetti, impara a cercare la sua «linea giusta» al Palazzo del Ghiaccio, guidata dallo zio Ettore – scultore, antifascista – e da un talento che cresce senza che nessuno l’avesse previsto. Tra gli allenamenti severi del maestro Burghardt e l’amicizia complicata con Carlo Fassi, suo compagno nella gara a coppie, Grazia comincia a gareggiare nell’Italia del Ventennio, una piccola campionessa perfetta nella sua divisa, impettita nel saluto romano. Poi, quando la guerra inghiotte l’Italia e le bombe colpiscono il Palazzo, deve affrontare una vita sospesa, da sfollata, e infine un rientro a Milano traumatico: la città è devastata, il suo fisico debilitato, il morale a terra. E sua madre, impegnata in politica, sembra non avere più tempo per lei: Giovanna Boccalini, pioniera dello sport femminile e partigiana, è diventata una personalità politica nella Milano della rinascita.
Quella donna che ha scelto fin da subito da che parte stare sarà per Grazia modello, protezione e ferita aperta, e infine sostegno nel momento cruciale, quando tornare a vincere appare come un sogno impossibile. St. Moritz 1948 infatti si avvicina: sono le prime Olimpiadi dopo il conflitto e il ghiaccio brilla come una resa dei conti.
Ispirato a una storia vera, questo romanzo intreccia le vicende di un tempo, tra fascismo e prima età repubblicana, in cui lo sport femminile muoveva passi importanti, attraversando difficoltà e aperture, conquiste e barriere patriarcali.
Giovanna e Grazia sono una madre e una figlia che cercano un equilibrio, determinate a restare libere in un mondo in tumulto, dove ci si perde e ci si ritrova su una pista ghiacciata scintillante di futuro.

Jane e il mistero della principessa. Le indagini di Jane Austen
Stephanie Barron
Tre60
In libreria il 23 gennaio

Londra, 1811. Reduce dalla stesura di Ragione e sentimento, Jane Austen raggiunge il fratello Henry, brillante banchiere, e la sua affascinante moglie Eliza nella loro elegante dimora di Sloane Street. Immersa in un mondo di conversazioni argute, abiti scintillanti e ricevimenti, Jane osserva con discrezione e ironia quel microcosmo fatto di ambizioni, segreti e vanità. Ma nemmeno il suo occhio lucido è preparato allo scandalo che esplode quando la corrispondenza privata tra una principessa russa e un influente ministro Tory viene improvvisamente resa pubblica, e ancor meno alla tragedia che segue: la bellissima Evgenia Cholikova viene ritrovata con la gola tagliata proprio davanti alla residenza del ministro, Lord Castlereagh. Mentre l’opinione pubblica sussurra di un suicidio d’amore e i pettegolezzi infangano la reputazione della principessa, Jane non crede alla versione ufficiale. I suoi dubbi diventano però inquietudine quando un intreccio di coincidenze trascina lei ed Eliza al centro dell’inchiesta come principali sospettate. Perché qualcuno ha voluto incastrarle? E chi, dietro le quinte della buona società, aveva interesse a eliminare la principessa? Avendo soltanto sette giorni per dimostrare la propria innocenza, Jane è costretta a inoltrarsi tra i palazzi del potere e i boudoir delle cortigiane più influenti, sulle tracce di un assassino in grado di minacciare non solo la sua vita, ma anche il destino dell’Inghilterra.

La scomparsa di Josef Mengele. Nuova ediz.
Olivier Guez
Beat
In libreria il 23 gennaio

Buenos Aires, giugno 1949. Nella gigantesca sala della dogana argentina una discreta fetta di Europa in esilio attende di passare i controlli. Sono immigrati, trasandati o vestiti con eleganza, appena sbarcati dai bastimenti dopo una traversata di tre settimane. Tra loro, un uomo che tiene ben strette due valigie e scruta con attenzione la lunga fila che lo attende. Al doganiere, mostra un documento di viaggio della Croce Rossa internazionale: Helmut Gregor, altezza 1,74, occhi castano verdi, nato il 6 agosto 1911 a Termeno, Tramin in tedesco, comune altoatesino, cittadino di nazionalità italiana, cattolico, professione meccanico. Il funzionario ispeziona i bagagli, poi si acciglia di fronte al contenuto della valigia più piccola: siringhe, quaderni di appunti e schizzi anatomici, campioni di sangue, vetrini di laboratorio. Strano corredo per un meccanico. Chiama il medico di porto, che si avvicina. Il meccanico si dichiara un biologo dilettante e il medico, che ha fretta di andare a pranzo, fa cenno al doganiere che può lasciarlo passare. E così l’uomo raggiunge la prima meta sudamericana della sua nuova vita, lontanissima da quella passata, perché lui è l’angelo della morte, il dottor Josef Mengele. Romanzo vincitore del Prix Renaudot, La scomparsa di Josef Mengele si immerge fino in fondo al cuore nero del secolo trascorso. Tra vecchi nazisti, agenti del Mossad, dittatori da operetta e attori di un mondo corrotto da fanatismo, Realpolitik e denaro – il coro che accompagna o protegge la fuga del criminale – Guez è riuscito dove la comunità internazionale ha fallito: inseguire Josef Mengele fino al suo ultimo respiro.

Una promessa ad Auschwitz
Renee Salt
Kate Thompson
Newton Compton Editori
In libreria il 23 gennaio

Per molti decenni, Renee ha solo cercato di dimenticare ciò che aveva vissuto tra il settembre del 1939, data dell’invasione nazista della Polonia, e l’aprile del 1945, quando fu liberata dal campo di concentramento di Bergen-Belsen: le persecuzioni, le fughe continue, la deportazione dal ghetto ebraico della sua città, la perdita della sorella, la prigionia ad Auschwitz-Birkenau, i lavori forzati ad Amburgo e le angherie subite in un altro lager. In quei sei anni di torture, paura e lotta per la sopravvivenza, ci fu un’unica costante: la mano di sua madre Sala, sempre stretta alla sua. La forza dell’amore materno diede a entrambe qualcosa di fragile ma bellissimo a cui aggrapparsi in un’epoca infernale. Fu sua madre a nascondere Renee, a proteggerla sempre, a rischiare la vita per lei disobbedendo agli ordini delle SS. Furono liberate entrambe, ma la salute di Sala non resse e morì soltanto dodici giorni dopo. Questo libro, commovente e colmo di gratitudine, è un inno al loro legame speciale e all’amore assoluto che unisce madri e figlie, un amore capace di superare anche le prove più dure.

Le ragazze di Ravensbruck
Lynne Olson 
Newton Compton Editori
In libreria il 23 gennaio

Ravensbrück: ancora oggi il nome del famigerato campo di concentramento femminile voluto da Hitler evoca orrore. Le donne detenute al suo interno, costrette ai lavori forzati e spesso sottoposte ad agghiaccianti esperimenti medici, erano quasi tutte prigioniere politiche. Tra loro, un gruppo di partigiane che avevano militato nella Resistenza contro i nazisti nella Francia occupata, e che unirono le forze per sfidare i carcerieri tedeschi e salvarsi a vicenda. Davanti a brutalità inimmaginabili, le ragazze della “sorellanza” di Ravensbrück riuscirono a sostenersi e affrontarono gli aguzzini delle SS a viso aperto, rifiutandosi di svolgere il lavoro assegnato, denunciando gli orrori del campo e persino diffondendo tra le detenute una rivista satirica. Questa è la loro storia di coraggio, solidarietà e lotta per la libertà e la giustizia: una fonte d’ispirazione ancora oggi, contro ogni fascismo.

I complici di Hitler. Gli aiutanti e i carnefici del Terzo Reich
Richard J. Evans
Mondadori
In libreria il 27 gennaio

Chi erano i nazisti? Da chi era composto l’entourage di Hitler? Erano dei criminali e degli psicopatici coloro che negli anni Trenta salirono ai vertici del – le istituzioni della società tedesca? Fu la loro innata malvagità o piuttosto l’ambizione, l’opportunismo, la brama di potere a fare di loro gli artefici di un regime sanguinario? Sono queste le domande al centro del nuovo libro di Richard J. Evans, tra i maggiori storici della Germania nazista. Domande alle quali Evans risponde attingendo alle più recenti evidenze storiografiche, in un’accurata ana – lisi che ricostruisce i profili di leader, funzionari, propagandisti e collaboratori comuni che aiutarono il Führer in molteplici modi. Tra quanti resero possibile la dittatura, la guerra, la persecuzione delle minoranze e il genocidio degli ebrei, molti infatti provenivano da ambienti borghesi, condividevano la cultura e i valori di un mondo segnato dal nazionalismo e dal conservatorismo, e quasi tutti avevano in comune l’esperienza scioccante di una brusca perdita di status e di riconoscimento sociale. Hitler offrì loro una via d’uscita dalla frustrazione e dall’insignificanza, attraverso l’appartenenza alla Volksgemeinschaft, la comunità nazionale basata sulla razza e sull’etnia. Tanto bastò per tacitare il loro senso morale e per trasformarli in pianificatori ed esecutori di crimini spaventosi. Una parabola, del resto, non troppo diversa da quella della maggior parte della popolazione tedesca, che tra propaganda e coercizione, tra consenso e violenza, per quasi un decennio non fece mancare la propria adesione al regime, il più delle volte distogliendo lo sguardo dalle atrocità che venivano commesse sotto i suoi occhi. Da Hermann Göring a Joseph Goebbels, da Heinrich Himmler ad Albert Speer, da Adolf Eichmann a Leni Riefenstahl, Evans ricostruisce poi le vicende e le personalità degli uomini più vicini al Führer, gettando una luce nuova sulle motivazioni che li spinsero a servire il regime. I complici di Hitler è un’opera inquietante e magistrale, che rivela le reali dinamiche del consenso al Terzo Reich, e acquista una nuova urgenza e importanza se messa in dialogo con l’ascesa di uomini forti e aspiranti dittatori che dall’inizio del XXI secolo minacciano le istituzioni democratiche in molti Paesi del mondo, spesso con un notevole sostegno popolare.

Una spia alla corte di Elisabetta
Susan Elia MacNeal
Mondadori
In libreria il 27 gennaio

Mentre la Seconda guerra mondiale infiamma l’Europa, Maggie, la determinata ex segretaria del Primo ministro Winston Churchill, completa l’addestramento per diventare una spia dell’MI5, l’ente per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito. Forte della sua specializzazione in matematica e decrittazione, spera di essere inviata in missione all’estero con il compito di raccogliere informazioni utili per il fronte interno. Con sua enorme delusione, però, viene mandata al castello di Windsor per insegnare matematica alla principessa Elisabetta, lavorando sotto copertura per garantire la sicurezza della giovane erede al trono. Quando un raccapricciante omicidio turba la vita all’apparenza dorata del castello, mettendo a rischio il futuro dell’intera Corona inglese, Maggie si rende conto che la sua mente acuta è la migliore difesa contro insidie potenzialmente letali, e che anche i più insignificanti indizi possono svelare terribili segreti che si annidano ovunque, perfino all’interno della famiglia. Dopo l’acclamato debutto con il romanzo La segretaria di Churchill, Susan Elia MacNeal ci regala una nuova avventura che vede protagonista l’eccezionale Maggie Hope, la brillante matematica dall’inconfondibile chioma rossa, di ritorno per proteggere la famiglia reale britannica da un complotto internazionale che potrebbe cambiare il corso della storia.

Le figlie del pittore
Emily Howes
Neri Pozza
In libreria il 26 gennaio

Peggy e Molly Gainsborough, figlie del celebre ritrattista inglese del Settecento Thomas Gainsborough e frequenti protagoniste dei suoi dipinti, sono inseparabili. Ma il legame che le unisce va oltre la complicità: fin da bambina, Molly è soggetta a crisi di confusione mentale, durante le quali arriva persino a dimenticare chi è. Peggy, pur essendo la più giovane, ha preso su di sé l’onere di proteggerla e di mantenere nascosta la sua condizione. Quando la famiglia si trasferisce a Bath, celare la fragilità di Molly diventa sempre più difficile. Le sorelle vengono catapultate nello spietato mondo dell’alta società, dove ogni passo falso può costare caro e dove la malattia mentale rischia di condurre Molly dritta in un manicomio

Milady
Adélaïde de Clermont-Tonnere
E/O
In libreria il 28 gennaio

In una notte gelida padre Lamandre accoglie una bambina venuta a bussare con insistenza alla sua porta. La piccola ha gli occhi sgranati per il freddo e la fame, ha i piedi insanguinati in scarpe dalla fibbia d’argento, e si rifiuta di rispondere alle domande che le vengono rivolte. Il vecchio prete riuscirà solo a sapere che si chiama Anne. Vent’anni dopo Anne è diventata Milady, cambiando molti nomi nel frattempo. Ricchissima e corteggiata, viene ascoltata dai grandi del mondo e il cardinale Richelieu stravede per lei. Eppure nell’ombra alcuni uomini conoscono il suo segreto e sono pronti a tutto per punirla dei suoi misfatti. Manipolatrice senza scrupoli, intrigante, traditrice e avvelenatrice, quella criminale ha attraversato i secoli e la letteratura. Ma cosa si cela oltre la leggenda? Anche un personaggio letterario ha diritto di pretendere giustizia. Questo romanzo indimenticabile, scritto con voce potentemente contemporanea, riporta in vita Milady e ci regala la sua storia, quella di cui Dumas ha seminato gli indizi nei Tre moschettieri. Magnifico ritratto di una donna libera che per sopravvivere fa un gioco pericoloso. In un’epoca in cui troppi uomini vorrebbero piegarla e possederla, questa donna lotta fino alla trasgressione finale per il suo paese, per il suo ideale e per la sua libertà.

La luna e il bambù
Ann J. K. Choi
Giunti
In libreria il 28 gennaio

1924. In Corea le donne hanno bisogno di altre donne per sopravvivere. Lo sanno bene Na-Young e Yeon-Soo, amiche fin dall’infanzia che decidono di scappare da un destino che non le rappresenta. Na-Young da un matrimonio combinato che la allontanerà dalla sua famiglia e dal suo villaggio, Yeon-Soo dalla tragica morte prima del marito e poi del figlio. Ma sul loro cammino, oltre alla luna che sorge e tramonta sulle montagne, incontreranno il nemico, l’invasore giapponese, e da quel momento una linea separerà la vita che avevano conosciuto fino ad allora dal mondo assai più grande e più duro nel quale sono state costrette a entrare. Dalla provincia alle strade affollate della capitale, dove l’educazione e l’alfabetizzazione non sono più un privilegio riservato solo agli uomini e la resistenza passa attraverso le stanze delle case da tè, Ann Y. K. Choi tesse la magistrale avventura di una ragazza che prenderà il comando non solo della propria identità ma anche del proprio futuro. Un viaggio attraverso la Corea di inizio XX secolo, il ritratto avvincente di una protagonista straordinaria, un tributo ai sacrifici che le donne fanno l’una per l’altra. Perché proprio come in una foresta di bambù, la riuscita del singolo passa attraverso la forza e la resilienza di un’intera comunità.

L’assedio di Tiro. 332 a.C. L’impresa epica di Alessandro Magno
Omar Coloru 
Carocci
In libreria il 30 gennaio

L’assedio di Tiro del 332 a.C. da parte di Alessandro Magno fu un evento bellico destinato a diventare un modello militare. Con un colpo d’ingegno degno di un’epopea, Alessandro Magno riuscì a domare il mare, trasformandolo in terraferma: fece costruire un molo per raggiungere l’isola di Tiro, la ricca città fenicia che fino ad allora nessun esercito era riuscito a conquistare. Tra genio ingegneristico, ferocia militare, spirito di vendetta e propaganda religiosa, questo volume ci guida attraverso l’assedio che ha scolpito nella storia – e nella memoria militare – il modello stesso della guerra perfetta.

Guerre giuste e ingiuste. Una discussione morale con esempi storici
Michael Walzer Professor Emeritus
Garzanti
In libreria il 30 gennaio

«A volte è giusto combattere, e a volte i soldati combattono in modo giusto. Nessuno che sia cresciuto durante la Seconda guerra mondiale può dubitare dell’esistenza di guerre giuste, oltre che ingiuste. Ma è altrettanto vero che a volte è sbagliato combattere, e a volte i soldati combattono in modi sbagliati.» Su tali premesse si basa Guerre giuste e ingiuste, «libro di moralità pratica» in cui il filosofo e politologo Michael Walzer mira a formulare insegnamenti universalmente validi attraverso l’analisi di fatti storici. Con l’obiettivo di stabilire se e quando è possibile giustificare una guerra, e quali limiti debba porsi chi la intraprende, Walzer disamina le questioni morali che sorgono prima, durante e dopo un periodo più o meno lungo di aperta ostilità tra cittadini, popoli o paesi – dall’assedio di Melo durante la guerra del Peloponneso alla successione spagnola, dalla guerra in Vietnam al conflitto, dolorosamente attuale, nella striscia di Gaza. Promuovendo il valore della pace senza mai perdere di vista la complessità del reale, Guerre giuste e ingiuste ha modificato irreversibilmente il modo in cui la nostra società guarda all’etica dello scontro, al punto da essere oggi considerato un vero e proprio classico del pensiero moderno.

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