Recensione a cura di Luigia Amico
“Nella vita ci sono segreti che si mettono per iscritto nei libri, altri che si tramandano e altri ancora che muoiono con noi”
Quando ho iniziato questo romanzo, le aspettative erano alte: il prologo prometteva un mistero profondo e carico di tensione, e mi aspettavo un crescendo di suspense fin dalle battute iniziali. Tuttavia, pur apprezzando molti elementi della storia, la tensione non esplode subito come speravo, si costruisce lentamente, quasi in sordina, lasciando spazio prima alla ricca caratterizzazione dei personaggi e all’ambientazione storica.
La storia si svolge nella Roma del 1659, poco dopo la fine della terribile peste. L’autrice ci porta in una città ancora segnata dalla paura, dove un’insolita serie di morti con cadaveri che non si decompongono fa sorgere sospetti e dicerie. A questo punto entra in scena il giovane magistrato Stefano Bracchi, incaricato di risolvere l’enigma e con lui il lettore si inoltra nei meandri di un caso tanto inquietante quanto simbolico.
“-…il cadavere non si decompone come dovrebbe – Alza le sopracciglia. – Si vocifera che l’uomo abbia mantenuto un colorito sano per giorni dopo il decesso, e che anche quando è stato sepolto non ci fosse odore di decomposizione. -“

Accanto a Stefano, incontriamo Anna, giovane e incinta, vittima di un matrimonio violento e alla ricerca di una via d’uscita. La sua parabola si intreccia con quella di un gruppo di donne fuori dagli schemi, guidate da Girolama, figura ambigua e affascinante: guaritrice per chi la vede con rispetto, strega per chi le teme. Attraverso questi personaggi, Mazzola conferisce alla vicenda una profondità emotiva significativa, offrendo spaccati di vita che vanno oltre il semplice intreccio investigativo.
È proprio la descrizione delle relazioni umane e delle dinamiche interne alla società del tempo a costituire uno dei punti di forza del romanzo. La scrittura non è mai fredda o puramente funzionale alla trama: c’è un’attenzione autentica ai dubbi, alle paure e alle speranze dei personaggi, e questo rende facile affezionarsi a loro e sentirsi coinvolti nei loro destini.

Se nella prima parte la suspense appare più “latente” che esplicita, con il proseguire della lettura emerge un ritmo più coinvolgente, in cui storia sociale e mistero si alimentano a vicenda. Il racconto dell’indagine si intreccia così con spunti di riflessione più ampi sulla condizione femminile in un’epoca in cui le donne avevano pochi strumenti per proteggersi, e spesso dovevano affidarsi alla solidarietà reciproca per sopravvivere.
“Ora il prete parla velocemente, più per rassicurare sé stesso che lei: – È parte del ruolo della moglie soccombere alla volontà del marito. Se lui vi picchia è perché avete peccato, perché lo avete contrariato. Dovete placarlo, attendere ai suoi bisogni. Dovete pregare, pregare in ginocchio, per l’armonia tra voi e vostro marito. Questo dovete fare. -“
In conclusione, Il libro dei segreti è un romanzo che premia la pazienza: se la costruzione della tensione non è immediata, ciò che emerge è però una narrazione stratificata, capace di tenere viva la curiosità non solo per il “giallo” in sé, ma anche per le storie personali che lo abitano.
Trama
Roma, 1659. Mesi dopo la fine della peste, gli uomini continuano a morire, ma si vocifera in giro che i loro cadaveri non si decompongano come dovrebbero. Hanno le guance rosee e un aspetto a volte migliore di quando erano in vita. Mormorii infondati o un’inquietante verità? Le autorità papali incaricano il magistrato Stefano Bracchi di indagare e condurre un’inquisitio. Nelle sue ricerche incappa in Anna, una giovane ragazza incinta, che cerca il modo per sfuggire al marito violento. Quando nessuno sembra darle ascolto si rivolge a un gruppo di donne a ovest del Tevere, capitanate da una specie di strega di nome Girolama. Sono conosciute per aiutare chi ha bisogno con le loro pozioni: erbe per prevenire o favorire le gravidanze, cataplasmi per alleviare i dolori, divinazioni del futuro. È una speciale Aqua incolore e insapore che è in grado di avvelenare in modo tanto subdolo quanto letale. A Stefano basterà trovare chi produce questo diabolico composto per risolvere il caso? L’indagine nel carcere di Tor di Nona gli farà conoscere l’orrore più profondo, la disperazione, la magia e il grande potere della solidarietà femminile. In una città fatta dagli uomini per gli uomini, non ci sono vie d’uscita facili e solo i più coraggiosi possono sperare di sopravvivere.




