Autori Classici Viaggio nella storia

Assassinio sull’Orient Express – Agatha Christie (L’epopea di un treno)

Articolo a cura di Raffaelina Di Palma

Da sempre l’uomo è stato attratto dai viaggi: perché viaggiare è sinonimo di scoperta, arricchimento, esplorazione, avventura. Anche l’arte di raccontare i viaggi arriva da molto lontano.

Da Gilgamesh l’eroe archetipo che lotta contro la moralità, la natura e il fato, alle peregrinazioni di Omero, agli Argonauti i mitici eroi che, al seguito di Giasone, partirono alla conquista del vello d’oro a Ulisse, re di Itaca famoso per la sua astuzia e coraggio a Goethe, con il suo “Viaggio in Italia” da Marco Polo a Cristoforo Colombo a Charles Darwuin e come non citare l’allegorico viaggio di Dante nella Divina Commedia.

“Erano le cinque di una mattina invernale in Siria. Alla stazione di Aleppo sostava il treno definito dagli orari  ferroviari con il nome altisonante di Taurus Express. Era composto da un vagone ristorante,un vagone letto e due vagoni ordinari. Accanto al predellino del vagone letto un giovane tenente francese conversava con un ometto imbacuccato fino alle orecchie, del quale si vedevano soltanto la punta del naso e le due estremità del baffi arricciati all’insù. Faceva un freddo glaciale, e il compito di accompagnare alla stazione un distinto viaggiatore straniero non era certo da invidiare, ma il tenente Dubosc faceva virilmente la sua parte.”

Nel 1883 La Gare de L’est di Parigi era al centro dell’attenzione della città. Si era formata una folla di persone, dai giornalisti ai diplomatici, tutti accorsi per assistere al primo viaggio dell’Orient Express.

Il viaggio che vi stiamo per raccontare è un pò particolare. C’è… un treno dei sogni che cancella i confini geografici che macina chilometri e rotaie da una parte all’altra dell’Europa. Un viaggio che ha come partenza una vicenda immaginaria: Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie che farà da filo conduttore attraverso le fermate, ops… attraverso i libri, lungo un percorso, che sarà un viaggio nel viaggio. Il mitico treno che diede un’impronta profonda al viaggio per eccellenza, facendo sognare intere generazioni.

L’Orient Express, deve la vita a un imprenditore “visionario,” Georges Nagelmackers, fondatore della compagnia dei “Wagons-Lits”.

Che ne dite se ci imbarcassimo anche noi, insieme con Hercule Poirot, sull’Orient Express e mentre lui indaga sull’assassinio noi facciamo una nostra personale indagine nelle biblioteche che ci sono durante il percorso, per cercare libri aventi temi come: l’aria che si respirava all’epoca.

Par quasi di sentire la voce di un ferroviere camminare lungo il binario e vedere gli sbuffi della locomotiva. Signori, in carrozza!

Prendiamo posto in uno dei lussuosi vagoni e, strano a dirsi, in un ovattato silenzio, ci accingiamo a partire.

Benvenuti a bordo dell’Orient Express!

Il primo libro nel quale ci imbattiamo è  proprio Orient Express di John Dos Passos.

Si rivela un viaggio struggente, quello di Dos Passos, il quale ci descrive il suo viaggio nei Balcani, in Turchia, nel Caucaso e in Medio Oriente. Accompagnato da persistenti interrogativi, cosciente del proprio ostinato distacco a quei luoghi e a quella gente, eppure lo scrittore americano si sente straordinariamente attratto dai ritmi e dal sistema di una vita che avanza con una insopportabile lentezza, con una tendenza sempre uguale da secoli, ma che inaspettatamente si infervora. Scopre il suo senso di estraneità e allo stesso tempo di attrazione per quei popoli con culture così diverse: ponendosi interrogativi sulla sua identità di americano. Le regioni che Dos Passos attraversa nel 1921, vivono un’ epoca di tremendi sconvolgimenti politico-sociali, di conflitti  militari, che cambiano profondamente l’assetto di quei luoghi. Il romanzo è anche un viaggio introspettivo in cui, lo scrittore, riflette sulla propria estraneità pur essendo attratto dalla vita che incontra. Da queste rievocazioni scaturiscono pagine penetranti e provocanti, come quelle sugli effetti della guerra greco-turca o sulla creazione dell’Iraq a opera degli inglesi.

La ragazza dell’Orient Express – Lindsay Jayne Ashford

“Indossava un cappellino da cui sfuggivano ciocche di capelli biondi. Sotto il braccio stringeva una copia del “Daily Express” comprato al volo da uno strillone all’angolo della strada. Non aveva l’abitudine di acquistare il giornale e, di norma, non avrebbe scelto quella testata.”

Lindsay Jayne Ashford mescola elementi della propria fantasia a fatti di vita reale di Agatha Christie. Dopo il divorzio dal marito, l’autrice immagina il viaggio che la scrittrice fece in quel periodo proprio sull’Orient Express: che le servirà per fare un’indagine su se stessa, esplorando i legami di amicizie femminili. Ci sarà qualcosa che annoderà la sua vita e i suoi segreti  ad altre persone, che si fonderanno, creando un legame destinato a non sciogliersi mai più. Sembra quasi una profezia di quello che sta per accadere in Europa.

Il treno per IstanbulGraham Greene

“Coral Musker, una ballerina, figlia della povertà in viaggio in seconda classe da Londra a Costantinopoli per una scrittura in un tabarin, nessuno ha per lei il minimo rispetto, neanche se stessa, solo Myatt sembrerebbe, l’uomo d’affari, che la porta in prima classe nel lusso e nella comodità, una gentilezza apparentemente disinteressata che invece vuole qualcosa in cambio, come sempre, è la solita storia vecchia quanto il mondo.”

Il treno per Istanbul, precede di un anno il giallo ambientato sullo stesso treno da Agatha Christie con Hercule Poirot. Ma quanto diversi, dagli eleganti signori vendicativi della scrittrice sono i passeggeri del treno di Greene: “un’umanità spaventata” – scrive Antonio Manzini nella Nota aquesto volume – “insicura, dubbiosa, tragica e dolente.”

Si intrecciano vite e destini di passeggeri, di incontri fugaci, anime che si lacerano sui quei binari, che viaggiano alla stessa velocità dell’Orient Express. 

Graham Greene lo scrittore, rievoca il fascino luccicante dell’Oriente Express mettendo in azione un ricco campionario di esseri umani e tutto ciò che si lasciano alle spalle.

L’ultimo treno per Istanbul –  Ayşe Kulin

“Il giorno seguente a quella lunga notte, il primo ministro invitò l’ambasciatore britannico al ministero per spiegare la difficile situazione della Turchia. Il paese stava andando incontro ai giorni  più spaventosi della seconda guerra mondiale. La guerra era come un incendio in un bosco che si propagava in tutte le direzioni, ed entrambe le parti avevano delle aspettative sulla Turchia.”

È, in realtà, una storia dai molti spunti questa di Ayşe Kulin. La tolleranza ufficiale che l’Islam dichiara verso i non islamici, l’intolleranza concreta verso una propria figlia, la persecuzione degli ebrei in Europa. I personaggi sono ben caratterizzati e diversi tra di loro, tutto questo sfocia nella naturale, ineluttabile crudeltà  delle persone, nel crescente antisemitismo incontrastato, esibito dai tradizionalisti contro ogni solidarietà di sostegno. Ma in quei vagoni potrebbe viaggiare anche un estratto di quella disorientata, caotica umanità di oggi.

I libri scelti per questo breve viaggio, in realtà, non sono l’uno la continuazione dell’altro, ma ci indicano il clima che si respirava in quell’epoca. Infatti, gli scrittori esprimono, ognuno a proprio modo e stile, le loro emozioni.

Paesi, popoli, tradizioni

Grazie ai grandi viaggiatori che sono riusciti a restituircene l’effige, senza rinunciare a un resoconto affascinante, ricco non solo di descrizioni, ma anche di emozioni e vicende appassionanti. Così dai poemi antichi ai contenuti dei contemporanei travel blogger, il genere attira sempre una gran quantità di “destinatari” incuriositi e desiderosi di lasciarsi trasportare, anche solo per un momento, dall’altra parte del mondo; tra i leoni della savana o su un’isola sperduta, tra le strade di Mumbai o fra i ghiacci dell’Islanda.

Il mito dell’Orient Express

I suoi ospiti erano figure di spicco come re e imperatori, artisti come Maria Callas e Marlene Dietrich, personaggi leggendari come Lawrence d’Arabia e Mata Hari.

Simbolo della Belle Époque, L’Orient Express, rappresentò il culmine della sicurezza e del progresso che insieme al fascino dell’Oriente gli davano un’aura di incantesimo e di leggenda.

Quella percorsa da Poirot sull’Orient Express era una tratta che denotava il segno dei tempi. Un treno che attraversava un continente non ancora diviso nelle sue parti della Germania post bellica, dove una Jugoslavia ancora intera era sovente scenario per avvenimenti come furti, ma anche incidenti, bombe o delitti passionali. Con la sua unicità, con il fascino di un treno speciale, l’Orient Express varcava i confini europei superando differenze geopolitiche e riunendo a bordo variegati mondi socio culturali. Può, dunque, tutto questo, non accendere la fantasia di una scrittrice?

Ogni libro, immaginario o reale, è un viaggio: esso ci trasporta in altri tempi e in altri luoghi, facendoci conoscere la storia attraverso gli occhi degli altri. La passione profonda per la lettura è proprio questa.

Con lo scoppio della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, con il mutare delle condizioni politiche, l’Orient Express perse gradualmente il suo fascino e il servizio originale terminò nel 1977.

Lasciamo con un pò di nostalgia l’investigatore Hercule Poirot che, siamo sicuri, proseguirà con molto zelo le sue indagini. Che dite, riuscirà a scoprire l’assassino che si nasconde sull’Orient Express?

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