Sicuramente è una delle immagini più riprodotte su Parigi (oggi in possesso del museo d’Orsay), una foto vera di Léopold Mercier e non un fotomontaggio come potrebbe sembrare. Non presenta sul retro alcun timbro professionale quindi, senza ombra di dubbio, Mercier era solo uno dei tanti fotografi amatoriali presente nel luogo dell’incidente ferroviario più spettacolare nella storia della ferrovia francese avvenuto il 22 ottobre 1895.
L’Illustration del 26 ottobre riporta così l’avvenimento :
“Il treno n°56 proveniente da Grandville arrivava in stazione ad una velocità vertiginosa compresa tra i 40 e i 60 chilometri e, senza che fosse possibile fermarlo, il convoglio fendeva i fermacarri, oltrepassava l’estremità del binario sfondando così, con la locomotiva, il muro della facciata […] esso piombava infine sulla place de Rennes. […]
Ma come è potuto accadere un simile incidente?
Il treno in questione trasportava 131 passeggeri in 10 carrozze, oltre a tre vagoni per i bagagli e uno postale. Pur essendo partito da Granville in orario alle 8.45, era già in ritardo di 7 minuti sull’arrivo a Versailles. Il macchinista e il direttore delle macchine cercarono di recuperare il ritardo, il che contribuì sicuramente al disastro. Quando la locomotiva arrivò alla Gare Montparnasse viaggiava a circa 60 km/h e non riuscì a fermarsi. Dopo aver rotto il paraurti in legno, il treno piombava nella stazione fuori dai binari, distruggeva il pavimento dell’atrio, continuava la sua folle corsa sfondando la facciata della stazione precipitando nel vuoto per poi essere frenata dalla caduta in strada.

Nel 1895, quando l’incidente si verificò, il problema della frenatura dei treni era secondario a quello della potenza e della velocità che erano gli unici argomenti di discussione. Quando si trattava di rallentare o fermare un treno, il buon vecchio sistema delle diligenze, costituito da un freno a manovella e da un sistema di collegamento a vite che agiva su zoccoli di legno, era considerato perfettamente adeguato almeno che il treno non si avvicinasse alla stazione a velocità eccessiva rendendoli inefficaci. Come è successo quel 22 ottobre 1895.
Una venditrice di giornali che stazionava sulla piazza fu l’unica vittima dell’incidente: muore sul colpo non travolta dal treno ma a causa di un blocco di pietra che le cadde addosso. Tra i passeggeri si contarono solo 5 feriti grazie alla presenza dei vagoni bagagli e del postale che svolsero un ruolo di sicurezza proteggendo le carrozze dei passeggeri.
Per almeno quattro giorni, il treno non venne rimosso attirando numerosi curiosi e fotografi, professionisti e non che, nel luogo dell’incidente, ebbero la rara occasione di dimostrare che talvolta la realtà oltrepassa la finzione.
Il macchinista e il direttore di macchina furono ritenuti responsabili dell’incidente nonostante le circostanze attenuanti come il non corretto funzionamento dei freni della locomotiva. Furono condannati a due mesi di reclusione con sospensione della pena e a multe rispettivamente di 50 e 25 franchi.
La Compagnia ferroviaria diede al marito della vittima un indennizzo e si prese carico del costo degli studi per i due figli rimasti orfani.
La locomotiva, rotolando e poi cadendo molto lentamente, non ebbe gravi danni, fu prontamente riportata alla stazione, riposta sui binari e rimessa in servizio!



