Narrativa recensioni

Il teorema di Fibonacci. Un giallo medievale – Giorgio Ventura

Recensione a cura di Roberto Orsi

“Stringo al petto il Liber Abbaci. Io, Leonardo Fibonacci, dieci anni dopo averlo scritto, finalmente coronerò il mio sogno di divulgazione: i numeri arabi si diffonderanno a Pisa. Devo solo convincere l’uomo più potente della città.”

Giorgio Ventura con Il teorema di Fibonacci ci porta nel cuore della Pisa medievale, tra intrighi di corte, misteri matematici e tensioni tra fede e conoscenza. Il romanzo intreccia abilmente storia, scienza e politica, proponendo un’indagine che è al tempo stesso intellettuale e avvincente.

Al centro della vicenda c’è Leonardo Pisano, detto Bigollo, protagonista storico realmente esistito, che qui viene ritratto come matematico brillante e astuto investigatore. Attraverso i suoi occhi, il lettore viene guidato nel mondo dei numeri arabi, che Bigollo porta a Pisa e che rappresentano una rivoluzione culturale rispetto ai numeri romani allora predominanti. Ventura rende con maestria la complessità delle teorie matematiche, ma le inserisce in una trama ricca di colpi di scena, senza appesantire il lettore con eccessivi dettagli tecnici.

“Io sono il solito Leonardo Fibonacci, ma ho più di quarant’anni, sono un uomo con le sue delusioni e i suoi turbamenti. Un uomo che sta cercando con ogni mezzo di difendere le persone cui vuole bene. Ho la bocca asciutta e la sensazione di essere il centro di un triangolo con tre fuochi ai vertici pronti a bruciarmi. Visconti, Stefano e Ivo sono la perfetta rappresentazione di Pisa stretta tra nobili, popolo e saraceni.”

Federico II, l’Imperatore Svevo, è una figura fondamentale: un sovrano illuminato, curioso della cultura saracena e desideroso di avvicinarsi alla conoscenza scientifica e filosofica del mondo. La sua corte diventa così il teatro ideale per i misteri e le congiure che Ventura intreccia con precisione. La politica, le rivalità tra cortigiani e le pressioni religiose creano un ambiente teso e realistico, che arricchisce il romanzo di uno spessore storico credibile.


“Dove finiscono i numeri? Sono infiniti come Dio? La matematica è una scienza certa che mi permette di avere tutto sotto controllo?”

I numeri, e in particolare il ruolo rivoluzionario dei numeri arabi introdotti da Bigollo, sono parte integrante della narrazione. Ventura mostra non solo le applicazioni pratiche del calcolo e della teoria numerica, ma anche il simbolismo e i misteri legati alle sequenze e agli schemi matematici. La serie di Fibonacci diventa metafora di ordine e caos, di logica e ingegno, guidando il protagonista attraverso enigmi e rivelazioni che sono tanto intellettuali quanto narrative.

Ventura non si limita alla matematica: il romanzo esplora la complessità delle correnti religiose dell’epoca, i conflitti tra autorità papale e potere imperiale, e le dinamiche interne alla città di Pisa. La tensione tra innovazione e tradizione, tra scienza e superstizione, permea ogni scena, mostrando un Medioevo vivo, stratificato e reale. L’interazione tra Bigollo e figure storiche come Federico II enfatizza il contrasto tra la razionalità matematica e il mondo delle convenzioni sociali e religiose.

Bigollo è un protagonista multidimensionale: brillante, curioso e riflessivo, ma anche umano nelle sue ossessioni e nei suoi affetti. Le sue relazioni con amici, alleati e rivali aggiungono profondità alla narrazione e permettono al lettore di immergersi nelle tensioni personali oltre che negli enigmi storici. Ventura riesce a creare un equilibrio tra azione, dialogo e introspezione, senza mai perdere ritmo.

Giorgio Ventura

Il teorema di Fibonacci non è solo un romanzo storico, ma un’esperienza che mescola cultura, scienza e mistero. Ventura dimostra di saper intrecciare accuratamente realtà storica e invenzione narrativa, con un linguaggio accessibile ma ricco di sfumature. La matematica diventa chiave di lettura del potere, della società e dei conflitti umani, mentre la storia di Pisa e Federico II offre un contesto vibrante e realistico.

Il romanzo è consigliato a chi ama i thriller storici con un forte contenuto culturale, enigmi intellettuali e personaggi complessi. Anche se talvolta i moventi dei personaggi possono risultare intricati, il fascino della storia e della matematica, unito alla tensione narrativa, rende la lettura avvincente e memorabile.

Il teorema di Fibonacci – Edizione cartacea

Trama

Pisa, 1223. Leonardo Fibonacci fatica a diffondere i numeri arabi in Occidente e vive tormentato dall’ossessione dei propri fallimenti. L’arrivo in città dell’imperatore Federico II porta con sé un’ombra inquietante: un cortigiano viene assassinato e accanto al suo corpo viene ritrovato un enigma matematico. Trascinato nell’indagine, in un gioco di specchi tra logica e inganno, Fibonacci si trova coinvolto in una spirale di segreti, intrighi di corte e ricordi che tornano a fargli visita. Alla fine, ogni indizio sembra condurre a un’unica, spaventosa verità. Riuscirà il suo genio matematico a trovare la chiave per catturare l’assassino? Saranno i numeri a fare la differenza, o la sua umanità?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.