Novità in libreria

TSD consiglia le novità in libreria dal 15 al 30 novembre

Proseguiamo il nostro viaggio tra i titoli appena arrivati sugli scaffali: nuove storie, nuove prospettive e nuove idee che meritano di essere scoperte. Ecco la seconda parte delle novità in libreria.

Viaggio di piacere
Gecchi Ventura
Giazira Scritture
In libreria il 15 novembre

Nord Africa, 1942. Mentre il fronte di El Alamein crolla, un giovane tenente riceve un incarico tanto assurdo quanto possibile solo in guerra: riportare a Tripoli le prostitute del bordello da campo. Comincia così un viaggio grottesco e disperato attraverso il deserto, dove la retorica dell’eroismo si sgretola tra paura, desiderio e sarcasmo. Viaggio di piacere è un romanzo sulla fine di ogni illusione, un ritratto impietoso e lucidissimo dell’uomo quando la guerra rivela la sua natura più oscena e tragicamente umana.

La lettera di Beatrice d’Este
Maria Cristina Flumiani
Manni
In libreria il 17 novembre

In questa biografia romanzata Beatrice d’Este, duchessa di Milano, si racconta ai posteri in prima persona. Dalla nascita a Ferrara nel 1475 fino alla morte, durante il parto del terzo figlio, avvenuta al Castello Sforzesco nel 1535, procedono le vicende personali e gli eventi storici, i costumi e la politica. Dai giochi dell’infanzia fino al primo innamoramento per un giovane paggio, dai progetti di potere fino al matrimonio con Ludovico il Moro, scorre un’esistenza ricca e fortunata, fra feste, incontri con le grandi personalità del tempo, ma anche intrighi, delitti e suicidi. La storia di una donna ambiziosa e intelligente, sensibile e potente, capace di guardare nel profondo di sé e di un’epoca.

Fuga da Budapest
Anna Foa
Judith Saly
Crisalide
In libreria il 17 novembre

Il diario di Judith Saly è una testimonianza personale intensa e straordinariamente viva, che ci riporta nella Budapest degli anni Quaranta, quando la città era travolta dalle persecuzioni naziste e dalle violenze delle Croci Frecciate. Attraverso le sue pagine, Judith racconta con sincerità e lucidità la vita quotidiana di una giovane ebrea costretta a vivere nell’ombra: i documenti falsi, le fughe improvvise, i rifugi segreti, la paura costante dei rastrellamenti e la tensione di un assedio che sembrava non finire mai. Eppure questo diario non è solo cronaca del terrore. Tra le righe emergono anche i gesti di solidarietà, gli incontri che cambiarono il destino, l’amore e la forza che permisero a Judith di sopravvivere e, infine, di ricominciare lontano, a New York. È il racconto autentico di una giovane donna che, nel pieno della Shoah, seppe trasformare la fragilità in coraggio e la disperazione in speranza. Arricchito dalla prefazione di Anna Foa, vincitrice del Premio Strega 2025, questo libro non è soltanto un documento storico, ma un’opera quanto mai attuale: ci ricorda l’importanza di non dimenticare, di ascoltare le voci di chi ha vissuto l’orrore e di riconoscere in esse un insegnamento per il presente. Un testo capace di emozionare, di incuriosire e di restare impresso, che parla non solo al cuore ma anche alla coscienza dei lettori di oggi.

Violino stonato
Daniele La Corte
Fusta Editore
In libreria il 17 novembre

Nel cuore del deserto africano, sotto un sole implacabile e con un equipaggiamento inadeguato, i soldati italiani combattono una guerra che sono destinati a perdere: la Campagna d’Africa. Un piccolo drappello di militari viene catturato dagli inglesi. Tra loro c’è il maresciallo Otello Botti che, pur fedelissimo al fascismo, conquista la stima dei nemici grazie ad abilità e rigore e riesce a tenere unito il gruppo durante quattro anni di prigionia nel campo britannico. Il suo compagno più fidato è un violino costruito con i resti di una cassetta per munizioni. Il violino è lo strumento prediletto del Duce, quindi anche di Otello. Ma quando un giro di prostituzione coinvolge gli ufficiali inglesi e sfocia nell’omicidio di una giovane donna, il comandante del campo affida proprio a Otello le indagini, ed è l’inizio di un lento, inesorabile risveglio. Al suo ritorno, l’Italia è cambiata. Senza più gradi, sottoposti o responsabilità, Otello si muove nei vicoli animati di Genova, tra camalli del porto, un prete partigiano e le ferite ancora aperte della guerra e della Resistenza. E proprio quando riesce a lasciarsi alle spalle l’arma, ecco che il figlio rinnega il futuro da violinista confezionato per lui e sceglie di arruolarsi. Mentre il Paese cerca di rialzarsi, tra lotte operaie e manganelli in piazza, Otello assiste e partecipa alla smilitarizzazione della Pubblica Sicurezza e la nascita della Polizia di Stato, finalmente al servizio del cittadino. La Corte racconta l’Italia violenta, in cui ogni forma di bellezza nasce distorta come un violino che non si accorda.

Tornare al Cairo
Denise Pardo
Neri Pozza
In libreria il 18 novembre

Millenovecentoquaranta. A Kate Lambert bastano pochi giorni al Cairo per innamorarsene perdutamente. Si è lasciata alle spalle una Londra plumbea su cui già soffiano i venti della nuova guerra. La capitale egiziana è luminosa, rifulge perfino di notte del chiarore del deserto, una babele di odori, cibi, lingue, religioni che non conosce barriere né diffidenza, solo accoglienza e curiosità. A un primo sguardo, Kate è come molte donne inglesi, gli occhi azzurri, i capelli dorati, i lineamenti fini. La sua fame di vita però la rende diversa. I luoghi prediletti dalla comunità cosmopolita, come il Shepheard’s Hotel e la Pasticceria Groppi, sono magnifici, ma lei preferisce perdersi nei vicoli polverosi, respirare il profumo di gelsomino e di legno di Agar, camminare lungo la Corniche del Nilo. Crede nella libertà dei suoi vent’anni che si spalancano davanti a lei come una promessa. Fino all’incontro con Hafez. Di lui non sa nulla se non ciò che vede, gli abiti occidentali, l’accento di Oxford, anche se percepisce qualcosa di sfuggente e misterioso. Non sa ancora che Hafez ha un profondo legame con Gamal Abd el-Nasser, quel Nasser che trama insieme a un gruppo di ufficiali per rovesciare re Farouk e restituire l’Egitto agli egiziani. Che fomenta il sentimento antibriannico e l’antisemitismo dilaganti per sancire la fine del colonialismo e il nuovo corso del Levante. L’amore tra Kate e Hafez è un terremoto che li trova impreparati e li distoglie dal loro destino. Da Londra al Cairo, da Alessandria a Beirut, arriverà il tempo della scelta fra la loro unione o l’Idea più grande che potrebbe distruggerla. Tornare al Cairo è un romanzo che dice della nostalgia per il dialogo fra civiltà, per il luogo e il tempo in cui la magica alchimia è stata possibile.

Gino va alla guerra. Le rocambolesche avventure del giovane Guerrino Milani
Rolando Milani
Pathos Edizioni
In libreria il 18 novembre

Attraverso la penna del figlio, Gino rivive la sua storia di giovane ragazzo prima, soldato poi e, ancora, uomo e marito. Vista così, sembra una storia come tante, ma è ricca di avventure. La storia si sviluppa fra gli anni ’30 e ’40. Un racconto dinamico che scivola leggero fra le giornate, le gioie e le esperienze di Gino e delle persone che lo hanno incontrato. Una storia dove la guerra non è la protagonista, anche se inevitabilmente è sullo sfondo: la famigerata Cartolina Rosa di Richiamo alle Armi, la pericolosa missione del convoglio, la malaria, ma anche gli amici del “Bar del Centro” di Aosta con i loro soprannomi “il filosofo”, “il camaforo” e le ragazze che facevano battere il cuore. Sono quindi protagonisti gli uomini e le loro storie, i loro sentimenti e, in primis, la storia di Gino con le sue piccole, grandi avventure, la sua crescita biologica, personale ed emotiva.

Brevi lezioni di storia italiana (e non solo)
Ernesto Galli Della Loggia
Paolo Mieli
Solferino
In libreria il 18 novembre

Non si può comprendere l’Italia di oggi senza conoscerne il passato e indagare gli snodi storici che hanno costruito, nei secoli, la sua identità. È con questa convinzione che Ernesto Galli della Loggia e Paolo Mieli tracciano in queste pagine un articolato disegno della storia italiana ed europea degli ultimi duecento anni, in una sintesi essenziale quanto rigorosa.
Qual è stato il ruolo di Cavour nel processo di unificazione nazionale? Come si è affermato il comunismo in Russia durante la Prima guerra mondiale? Quali condizioni hanno favorito l’ascesa di Mussolini e Hitler?
Come si è potuta compiere la tragedia della Shoah e perché la Guerra fredda ha dominato il secondo Dopoguerra? Queste Brevi lezioni partono dai moti carbonari e dalle guerre d’indipendenza contro l’Impero austriaco per arrivare alla Seconda Repubblica, attraversando le grandi cesure del Novecento: le ideologie dominanti, i conflitti mondiali. Fino al secolo americano, alle sfide della globalizzazione e alla crescita del ruolo internazionale cinese. Il frutto di questa cavalcata è un racconto dei grandi eventi, dei personaggi centrali e delle tensioni irrisolte tra le aspirazioni dell’età moderna e le sue inevitabili contraddizioni.
Con l’intento di offrire una chiave di lettura del passato, utile per orientarsi tra le incertezze del nostro presente.

Cesare. La conquista dell’eternità
Alberto Angela
Mondadori
In libreria il 18 novembre

Immaginate di partire assieme a Giulio Cesare e alle sue legioni. È il 58 a.C., la Gallia è una terra lontana, abitata da popolazioni bellicose, mai dome, che hanno già inflitto dolorose sconfitte ai Romani. Ma è anche una terra ricca e prospera. Giulio Cesare vuole conquistarla, per sé e per Roma, e per farlo è disposto ad affrontare ogni avversità: estenuanti marce nella neve e battaglie sanguinose, intrighi di palazzo e tradimenti, ponti da costruire e flotte da creare da zero, foreste che si dicono stregate e santuari con scheletri decapitati. Sarà un viaggio avventuroso e pieno di scoperte, che Cesare guiderà con il coraggio e la curiosità di Ulisse. Ma sarà anche un viaggio interiore, a fianco di un uomo implacabile e geniale, carismatico e instancabile, eppure non privo di dubbi e paure recondite. Un condottiero con i suoi lati oscuri e violenti, ma anche un fine pensatore e un grande scrittore, che ama con passione, tradisce ed è tradito, che è fidanzato, marito, padre, amante, vedovo, eterosessuale, bisessuale… E sullo sfondo del racconto, a completare il vasto affresco di quell’epoca cruciale per il destino di Roma e dell’Europa, ecco comparire Cicerone e Catullo, Cleopatra e Marco Antonio, Crasso e Pompeo, Calpurnia, la dolce moglie di Cesare, e Giulia, la sua amata figlia. Alberto Angela torna in libreria con un’opera unica e grandiosa, che prende spunto dal De bello Gallico per trascinarci in un’avventura senza pari. Le pagine si susseguono con il ritmo e le atmosfere dei film e delle serie tv più avvincenti, e al tempo stesso arricchiscono il lettore di scoperte, curiosità e riflessioni sul mondo romano. Le ricostruzioni dei volti, delle scene di battaglia e di vita quotidiana, realizzate grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, consentono inoltre di rivedere, come fossero attuali, fotogrammi di vita andati perduti. Tutto concorre a farci immergere nella Storia come raramente un libro era riuscito prima, permettendoci di sentirla così vicina e così viva.

Assassinio sotto il vischio
Richard Coles
Einaudi
In libreria il 18 novembre

Una festa. Una ricetta segreta. Un delitto. A Natale siamo tutti più… diabolici. È il venticinque dicembre e nella nevosa cornice del villaggio di St Mary Champton il reverendo Daniel Clement, parroco anglicano e uomo riflessivo, ha organizzato un pranzo natalizio per amici e parenti nella casa in cui vive con la madre. Tra gli ospiti figurano Jane Cabot, aristocratica sofisticata ed egocentrica, e suo marito Victor, enigmatico e silenzioso, con origini ebraiche che tiene discretamente nascoste. Tutto sembra procedere secondo la tradizione finché Victor, durante una partita di sciarada mimata, non cade a terra stringendosi la gola e muore. Un terribile omicidio è stato, forse, commesso nella cittadina di Champton e Daniel e il detective sergente Neil Vanloo dovranno risolvere il crimine e catturare l’assassino del giorno di Natale.

Carlo VIII e la campagna d’Italia
Philippe de Commynes
Einaudi
In libreria il 18 novembre

Philippe de Commynes è stato il primo consigliere di Luigi XI per la gran parte del suo regno. Caduto in disgrazia alla sua morte, fu ripescato per la sua esperienza e i suoi contatti italiani quando Carlo VIII cominciò a pensare a un intervento militare in Italia. E così i due ultimi libri dei suoi famosi “Mémoires” sono dedicati proprio alla preparazione e alla conduzione della campagna d’Italia. Attraverso la penna di Commynes possiamo vedere tratteggiate le figure di Ludovico il Moro, di Piero de’ Medici, di Savonarola e di tutti gli altri personaggi in gioco in quel momento cruciale della storia italiana. Con un punto di vista ben diverso da quelli, Guicciardini in primis, a cui siamo abituati. Acutezza dello sguardo, stile veloce e diretto, riflessioni politiche profonde (spesso erroneamente accostate a quelle di Machiavelli): sono le caratteristiche dei “Mémoires” che ne hanno fatto uno dei capolavori del genere autobiografico e un classico della storiografia apprezzato da Montaigne, Michelet e Sainte-Beuve. L’Einaudi li aveva pubblicati integralmente nel 1960, per l’intuizione di un grande storico come Federico Chabod. Ora ne riproponiamo i due libri dedicati all’Italia con la medesima traduzione di Maria Clotilde Daviso di Charvensod e con un ampio e aggiornato saggio di Gabriele Pedullà.

L’invenzione della preistoria. L’ossessione per l’origine dell’uomo e della civiltà
Stefanos Geroulanos
Einaudi
In libreria il 18 novembre

Non c’è forse storia più grandiosa di quella del modo in cui l’umanità è emersa dalla confusione della natura. Non è un caso che tanti libri ne parlino. Spesso però ne parlano in maniera superficiale e insieme altisonante; e spesso lo fanno nascondendo dei secondi fini. A molti piace infatti pensare che essere umani, oggi, significhi partecipare a una grande avventura che accomuna tutti fin dalle nostre umili origini e che punta verso un futuro radioso. È una prospettiva rassicurante, certo, ma, purtroppo o per fortuna, le cose non stanno così. Diamo per scontato che la preistoria, che l’idea di preistoria, sia sempre esistita. Invece è un’invenzione relativamente recente. E lungi dall’essere un neutro settore della scienza, è invece una narrazione sempre mutevole in cui la scoperta si mescola con la rappresentazione. Fino a una trentina di anni fa, per esempio, quando a scuola si parlava degli uomini di Neanderthal venivano descritti come dei bruti: esseri ingobbiti, violenti e dai tratti scimmieschi, troppo stupidi per sopravvivere all’irresistibile ascesa dell’“Homo sapiens”. Oggi invece hanno cambiato aspetto, si sottolinea la loro enorme scatola cranica, più grande di quella di un “Sapiens”, e sono spesso mostrati con tratti somatici più gentili: hanno i capelli rossicci tendenti al biondo e gli occhi chiari. Ciò è dovuto certo a nuove scoperte, almeno in parte. Ma il fatto che somiglino così tanto a chi queste scoperte le ha fatte non è un caso, e ci dice molto su quanto le nostre origini siano un campo di battaglia che riguarda più il presente del passato. Questo discorso può valere per ogni periodo storico, ma vale molto di più per un periodo di cui ci sono poche testimonianze, nessuna delle quali è in grado di parlarci senza essere interpretata. Ma le origini umane non sono una mera astrazione, né un semplice spunto per condurre degli esperimenti di pensiero o un’indagine scientifica pura. E nel nome di queste origini, dal XIX secolo ai giorni nostri, sono state formulate teorie della razza, si sono consolidati imperi fondati sulla violenza e sulla sopraffazione e sono stati compiuti orribili massacri.

Natale con Jane Austen: Un delitto sotto il vischio un ballo interrotto un’astuta investigatrice
Jessica Bull
Piemme
In libreria il 18 novembre

Hampshire, inverno del 1798. Il Natale è alle porte, ma alla canonica di Steventon l’allegria sembra rimasta intrappolata nel gelo. Con i fratelli lontani e troppe serate davanti al camino, Jane Austen teme che le feste si riducano a un infinito susseguirsi di tè, sbadigli e canti stonati. Finché non inciampa in uno scheletro ben nascosto in cantina. Altro che tombola di famiglia: finalmente qualcosa di davvero interessante! Nel villaggio si diffonde la voce che possa trattarsi di Mary Ellen, giovane scomparsa misteriosamente subito dopo il matrimonio, il cui fantasma si dice abiti i boschi circostanti. Dicerie, certo, ma Jane sa bene che dietro ogni pettegolezzo si nasconde un granello di verità, e forse anche un delitto. Tra balli a lume di candela, tazze di punch bollente e gentiluomini che sanno corteggiare (ma non sempre essere onesti), Jane si ritrova invischiata in un intrigo degno dei suoi futuri romanzi. E mentre la neve cade silenziosa, la mente più acuta dell’Hampshire è pronta a dimostrare che non c’è niente di più festivo di un mistero da risolvere sotto il vischio. Un giallo regency arguto e deliziosamente natalizio, dove la brillante Jane Austen unisce logica, ironia e un pizzico di romanticismo per un’indagine tutta da gustare, come una fetta di pudding appena servito.

Una foresta di scimmie
Andrea Pennacchi
Marsilio
In libreria il 18 novembre

Will un ebreo non l’ha mai visto, in Inghilterra sono spauracchi per bambini, avvelenatori di pozzi cristiani, nasi mostruosi e barboni rossi, ma quando si è trovato a conoscere Shylock e Tubal del Ghetto di Venezia, li ha trovati umani in tutto e per tutto, persino simpatici, almeno uno di loro. Certo, il fatto che abbiano iniziato a blaterare di «una libbra di carne» poco prima che Antonio giacesse a terra privo del cuore non aiuta molto a fargli cambiare idea. Se fino a oggi ci siamo domandati da dove nascesse la storia di Shylock, del prestito a Bassanio, del pagamento della libbra di carne richiesta ad Antonio – in caso di mancata restituzione –, se insomma, com’è ovvio e lecito da secoli, non sapevamo come, dove e quando Shakespeare abbia scritto Il mercante di Venezia, be’, oggi possiamo conoscere tutto, perché Andrea Pennacchi ci porta con Will e la sua banda di compari, come aveva già fatto con Giulietta e Romeo in “Se la rosa non avesse il suo nome”, alle radici della letteratura, della fantasia e del thriller di William Shakespeare. Perché Pennacchi non racconta solo con la testa, ma con tutto il corpo: proprio come il Bardo, è drammaturgo e attore.

Il talismano di Nostradamus
Michele Vigna
La Corte Editore
In libreria il 19 novembre

1561: Il celebre astrologo Nostradamus, inviato in Piemonte dalla regina madre di Francia, giunge a Torino con un incarico impossibile: ridare speranza di eredi a Margherita di Savoia. In ritiro all’abbazia di San Michele, vi depositerà un manoscritto contenente la sua ultima profezia: un documento che cela in realtà gli indizi per rinvenire il suo talismano divinatorio e individuare così il suo successore.
1630: Scoppia la peste e la famiglia ducale abbandona Torino per rifugiarsi a Cherasco, mentre l’Europa brucia di guerre e intrighi. In questo contesto, il cardinale Richelieu vede nel Piemonte la chiave dei suoi piani e nel leggendario talismano di Nostradamus l’arma definitiva per piegare i nemici. Contro di lui si ergono Maria Cristina di Borbone, la Madama Reale, coraggiosa e sottile stratega e il conte Filippo d’Agliè.
Nella città appestata, tra campane funebri e vie deserte, un monatto sopravvissuto al contagio diventa il più insospettabile degli informatori. Conosce vicoli, case, segreti sussurrati ed è lui a guidare la caccia al talismano, attraverso cripte, archivi e stanze di potere.
Tra profezie e politica, veleni di corte e compassione, questo romanzo intreccia la febbre della Storia al respiro dell’avventura. Mentre la peste impone il suo buio, il talismano di Nostradamus diventa la posta in gioco di un’Europa in bilico. E chi lo troverà, riscriverà il futuro.

La stazione del non ritorno
Andrea Ferrara
Edizioni Efesto
In libreria il 20 novembre

Jacek Piotrowski è un ragazzo polacco che studia per diventare macchinista dei treni come il padre, ma lo scoppio della IIª Guerra Mondiale lo porterà a prendere decisioni da cui dipendono molte vite, compresa la sua.

L’alba dei Malatesta
Maria Cristina Grella
Planet Book
In libreria il 20 novembre

È il 1195 e Malatesta ha solo undici anni quando il castello di Pennabilli viene attaccato dai ghibellini Parcitardi che sono alla ricerca di suo padre. A salvare lui e la madre, Alaburga, giunge lo zio Giovanni del quale il giovane diventa il successore politico alla guida della famiglia e dei guelfi riminesi. Per fare ciò Malatesta deve stringere nuovi legami, che includono anche il matrimonio, rinunciando all’amore per Ilde. Ciò nonostante la sua unione con Adalasia, dalla quale nasceranno tre figli, sarà serena. Mediando di continuo tra Comune e Vescovato, che si contendono il dominio sulla città, riesce a conquistare il rispetto dei suoi concittadini. È un guelfo, ma ammira Federico II ed è convinto che per il bene di Rimini sia meglio non osteggiare il sovrano. Malatesta della Penna diventerà così il primo podestà riminese della sua città e alla sua morte lascerà una famiglia ricca e potente, pronta a esercitare per oltre due secoli la propria signoria su Rimini e sui castelli del contado.

Più nero dell’anima
Alessandro Noseda
Lucio Sandon
Bertoni
In libreria il 21 novembre

Leone Polo nasce nell’ombra del fascismo e ne diventa un convinto servitore: dalla scuola di polizia all’OVRA, la famigerata polizia segreta del Duce. La sua carriera sembra inarrestabile, alimentata dalla incondizionata fede nel regime e dalla cieca obbedienza agli ordini. Ma a Trieste, tra la violenza dei nazifascisti e gli orrori della Risiera di San Sabba, qualcosa si incrina. L’amore per Marianna, conterranea antifascista, lo mette di fronte a scelte dicotomiche; si trova così diviso tra dovere e coscienza, amore e fedeltà, sino a mettere in dubbio i propri grandi ideali.

San Francesco d’Assisi
Adrian House
Newton Compton Editori
In libreria il 21 novembre

A ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, questo libro narra la sua vita avventurosa e rivoluzionaria, collegandola alla realtà sociale, economica, politica e militare – oltre che religiosa – del suo tempo. L’autore descrive i rapporti di Francesco con la Chiesa e i potenti dell’epoca, i suoi drammi personali e famigliari ma anche l’impegno condiviso con Santa Chiara, le idee politiche, l’influsso sulla letteratura e la cultura italiana. Adrian House distingue miti e realtà e indaga il pensiero profondo e le azioni più coraggiose e signifi cative di un uomo che ha cambiato la storia. Un libro che si rivolge a tutti, credenti e non, per dimostrare che, anche se l’intera vita di Francesco fu dedicata a Dio, non è necessario condividerne la fede per sentirne il fascino e restare incantati dal suo amore. 

L’artista dei profumi
Kate Hamer
Tre60
In libreria il 21 novembre

Costa Azzurra, 1930. A Grasse, tra i campi di gelsomino, una casa viene misteriosamente distrutta da un incendio. Due giovani fratelli, Luc e Sylvie, si trovano improvvisamente orfani, ma forse non tutto è perduto: grazie alla passione per gli odori e le fragranze trasmessagli dal padre, infatti, Luc è un prodigio nell’arte della profumeria, e un talento innato gli consente di leggere a fondo l’anima delle persone e di racchiudere in un profumo non solo l’essenza di un fiore, ma anche i segreti più intimi di chi lo dovrà indossare.
Quando il suo tutore, interessato solo al denaro e al potere, “vende” Luc a un grande profumiere, il ragazzo viene mandato a Parigi a lavorare in un luogo segreto. Le sue composizioni diventano presto alla moda nell’alta società e la sua fama esplode, ma non tutti vogliono essere “visti”, e il talento di Luc si rivela addirittura pericoloso: alcune persone sono disposte a tutto pur di impossessarsi delle sue creazioni e impedirgli di rivelare i loro segreti.
Mentre sull’Europa si addensano le nubi della guerra, Sylvie scopre che chi ha incendiato la casa, provocando la morte dei genitori, sta cercando anche lei e suo fratello. Decisa a mettere in salvo entrambi, dovrà prima di tutto ritrovare Luc, ma se vorranno sopravvivere, insieme dovranno affrontare anche le ombre del passato e i segreti della loro famiglia…

Fuga in Siberia. Lo zar e lo sciamano
Daniele Cellamare
Les Flâneurs Edizioni
In libreria il 21 novembre

Nei cantieri navali di Zaandam, fra argani e scafi in costruzione lavora in incognito lo zar Pjotr Alekseevič Romanov, deciso a carpire dai maestri olandesi l’arte della carpenteria navale. Mentre a Mosca il trono vacilla tra congiure e rivolte, Pjotr progetta di rifondare l’impero, oscillando tra visioni grandiose e una spietata sete di vendetta. Tornato in patria, abbatte tradizioni secolari, introduce costumi stranieri, reprime nel sangue gli oppositori e non esita a impugnare la scure in prima persona. Accanto a lui, Martin Janssen, un giovane servo olandese, diventa testimone inconsapevole delle sue contraddizioni. Il potere dello zar segna anche il destino di Ivan e Kira, fratelli senza famiglia che sopravvivono tra miseria e fanatismo religioso, in fuga da Mosca per sfuggire all’arresto. Sarà la Siberia, remota e crudele, con le sue lande sterminate e i suoi riti ancestrali a trasformarsi nel crocevia delle loro vite: terra di esilio e di speranza, ultima frontiera di coloro che resistono alla tirannia del potere centrale.

L’esercito di Roma. Armi, soldati e campagne militari dall’età repubblicana alla fine dell’impero
Livio Zerbini
Carocci
In libreria il 21 novembre

L’esercito romano, più di qualsiasi altro del mondo antico, ha interpretato la gloria politica di Roma e ha dato forma ai suoi destini di egemonia militare. Fu uno dei più efficienti e micidiali apparati bellici della storia, una “macchina” complessa, dall’alto livello di organizzazione e specializzazione, ma la sua principale peculiarità era senza dubbio la duttilità e la capacità d’adattamento. Non solo rappresentò il braccio armato di Roma e fu l’artefice di tante conquiste, dilatando in modo straordinario i confini dell’impero, ma risultò fondamentale per la sua longevità, poiché ne garantì per molti secoli la pace e la sicurezza. Se a decidere era la politica, a mettere in pratica quell’ambizioso progetto che fu l’epopea di Roma non poteva però che essere l’esercito, il più potente dell’antichità.

Io sono Cleopatra
Natasha Solomons
Neri Pozza
In libreria il 25 novembre

Il faraone è morto, presto raggiungerà il campo di giunchi dell’oltretomba. Vengono bruciati gli incensi e offerti i sacrifici, ma le sole lacrime sincere sono di Cleopatra. Sguardo fiero, capelli d’ebano e mente lucida come il dorso di uno scarabeo sacro, la figlia prediletta del dio-re vaga silenziosa per la dimora reale. Cresciuta tra le stanze della Grande Biblioteca di Alessandria col sogno di comparire, un giorno, in quei papiri, Cleopatra sa che è giunto il momento di regnare. Potrà farlo, tuttavia, solo se unita in matrimonio al fratello Tolomeo, giovane arrogante e crudele. Il giorno delle nozze le schiave la adornano di favolosi monili e nei corridoi sfilano coccodrilli e aironi. Tolomeo non la sfiora nemmeno con uno sguardo. Cleopatra si punge il dito con uno spillo e pensa soltanto che sarà regina. Lei sola ne è degna; lei che ha studiato il passato dell’Egitto; lei che, unica nella sua stirpe, ha imparato la lingua del popolo. Per la fertile terra di Osiride e Iside è il tempo dei tumulti fra opposte fazioni, mentre Roma, di là dal mare, la guarda come un banchetto a cui non è stata invitata. Ma Cleopatra non si lascia intimorire. Sa che l’Egitto ha bisogno di una guida, non di un tiranno. Una regina che sappia ascoltare, comprendere, parlare con i suoi sudditi e difenderli. E quando sente le grida di gioia del popolo al suo passaggio sul Nilo adorna del disco solare, ne ha la conferma: il destino del Regno è suo. Nulla potranno le trame di Tolomeo, nulla l’arrivo di Cesare, l’uomo forte di Roma che nelle mani della regina sarà solo una pedina del grande gioco di potere. O forse qualcosa di più. È tempo di ascoltare ancora una volta questa voce antica e modernissima, la voce di chi può dire con orgoglio: «Io sono Cleopatra».

Norimberga. Il nazista e lo psichiatra
Jack El-Hai
Solferino
In libreria il 25 novembre

Nel 1945, dopo la cattura alla fine della Seconda guerra mondiale, Hermann Göring arrivò in un centro di detenzione gestito dagli americani nel Lussemburgo devastato dalla guerra, accompagnato da sedici valigie e una cappelliera rossa.
Insieme a Göring nel centro di detenzione c’era l’élite del regime nazista, cinquantadue alti ufficiali, tra cui Wilhelm Keitel e il suo vice Alfred Jodl, Robert Ley, Hans Frank, Julius Streicher. Per garantire che i prigionieri fossero idonei al processo che si sarebbe tenuto a Norimberga, l’esercito americano inviò un ambizioso psichiatra militare, il capitano Douglas M. Kelley, a supervisionare il loro benessere mentale durante la detenzione. Kelley sapeva che l’incarico era l’opportunità professionale di una vita: scoprire il tratto distintivo che accumunava questi criminali e che li distingueva psicologicamente dal resto dell’umanità. Così iniziò una straordinaria relazione tra Kelley e i suoi pazienti. Hermann Göring, il maresciallo del Reich, era «la personalità più interessante del carcere», annotò Kelley sul proprio quaderno, il solo detenuto che avrebbe potuto guidarlo verso quell’abisso dell’animo umano che era impaziente di esplorare.
Le conclusioni della sua indagine furono sorprendenti: i gerarchi nazisti non erano fantocci che «obbedivano agli ordini», ma persone ambiziose, aggressive, intelligenti e spietate. Il germe nazista che aveva sperato di trovare non esisteva: «Sono certo che anche in America ci siano persone disposte a scavalcare i cadaveri di metà della popolazione americana pur di ottenere il controllo dell’altra metà» concluse. Un corpo a corpo psicologico tra due personaggi ambigui e complessi, paradossalmente affini; un viaggio sconcertante al confine tra bene e male.

L’opera-vita di Antonio Gramsci
Romain Descendre
Jean-Claude Zancarini
Einaudi
In libreria il 25 novembre

Questo libro restituisce, nell’integrità del suo sviluppo, un pensiero politico inseparabile da un agire nel mondo, in altre parole l’opera-vita di Antonio Gramsci. Antonio Gramsci (1891-1937) resta uno dei principali classici del marxismo, e uno dei più citati. Questo volume affronta le differenti fasi della sua azione e del suo pensiero e illumina le relazioni con i grandi avvenimenti del suo tempo: la Rivoluzione russa, le prese di posizione dell’Internazionale comunista, la conquista del potere da parte del fascismo, la situazione europea e mondiale tra le due guerre. Analizzando in dettaglio la corrispondenza, gli articoli militanti e poi i “Quaderni del carcere”, questa biografia intellettuale rende inoltre conto dei processi di elaborazione della riflessione politica e filosofica gramsciana, sottolineandone i leitmotiv e restituendo «il ritmo del pensiero» nel suo divenire. Nel corso della scrittura dei “Quaderni”, Gramsci comprende che «la filosofia della praxis» necessita di nuovi strumenti teorici e li inventa: «egemonia», «guerra di posizione», «rivoluzione passiva», «classi subalterne» e così via. Concetti che si rivelano utili ancora oggi per pensare il nostro «mondo grande e terribile».

La letteratura italiana dal 1895 a oggi. Una storia intermediale
Giuliana Benvenuti
Einaudi
In libreria il 25 novembre

Il percorso proposto in questo volume, che si apre con il 1895, l’anno dell’invenzione del cinematografo, e arriva fino a oggi, ricostruisce la storia della letteratura italiana contemporanea prestando particolare attenzione alle sue intersezioni con le altre arti e i diversi media. È da questa originale angolazione che vengono analizzate le dinamiche e le forme materiali della produzione e fruizione della letteratura in un arco temporale in cui essa ha conosciuto profonde e irreversibili trasformazioni del suo statuto e della sua funzione. E proprio tale prospettiva consente agli autori di riservare un adeguato spazio a voci e generi letterari tradizionalmente espunti o lasciati ai margini. Il volume è suddiviso in sei capitoli, ognuno dei quali copre circa vent’anni di storia letteraria italiana. Completa ogni capitolo una serie di letture dedicate a casi esemplari, che approfondiscono nelle diverse epoche le analogie con altre modalità di espressione, il realizzarsi di forme miste, l’influenza di media extra letterari sulla scrittura, le esperienze di collaborazione tra scrittori e artisti, ovvero le molteplici relazioni e contaminazioni in virtù delle quali la letteratura italiana ha corrisposto al mutare del contesto culturale di un lungo Novecento.

La radura dei papaveri rossi 
Salvatore Di Marco 
Pathos Edizioni
In libreria il 25 novembre

Antonio, pianista con la passione per la pesca, qualche giorno prima dello sbarco degli americani in Sicilia, viene chiamato alle armi per andare a combattere una guerra fratricida. Da Apollonia, suo paese natale, dopo un breve addestramento viene trasferito in Piemonte, a Valletta, città nella quale conosce e s’innamora di Liliana. Dopo l’8 settembre del ’43, con la disgregazione del Regio esercito si ritrova, suo malgrado, arruolato nella nuova Repubblica Sociale Italiana del nord, fondata da Mussolini. È un periodo in cui vive esperienze drammatiche costretto a collaborare con le SS ai rastrellamenti di ebrei. Inorridito per il disumano trattamento che viene loro riservato, disattende gli ordini, assecondato da un miliziano camicia nera, col quale rischia di essere passato per le armi. Un giorno diserta ed entra nella clandestinità aggregandosi ad una formazione partigiana autonoma, costituita da ex soldati, con i quali partecipa alla lotta di liberazione dall’oppressione nazista. Una storia che si apre in Sicilia, si sviluppa in Piemonte e si conclude dove ha avuto origine.

Miss Bee e il giardino avvelenato
Alessia Gazzola
Longanesi
In libreria il 25 novembre

Reduce da un evento inatteso e imprevedibile che le ha certamente stravolto l’esistenza, la giovane Miss Bee, alias Beatrice Bernabò, a poco più di vent’an­ni si trova in una situazione inedita. Una nuova vita le si spalanca davanti agli occhi… Ma guai, enigmi e financo delitti sono sempre all’orizzonte. Miss Bee si ritroverà invischiata in un enigma dai contorni ancor più foschi del solito, così come fosco le appare il suo presente sentimentale, per tacer del futuro… Più che mai, Beatrice dovrà far ricorso a tutta la sua sagacia e a tutta la sua forza d’animo per sciogliere i misteri del mondo e soprattutto quelli del cuore.

I miei anni giovanili
Winston Churchill
Mondadori
In libreria il 25 novembre

In questo celebre memoir, pubblicato per la prima volta nel 1930, Winston Churchill ripercorre con grande verve narrativa i primi trent’anni della sua vita: dall’infanzia privilegiata ma inquieta e solitaria al percorso scolastico irregolare, dalle prime esperienze come ufficiale e come corrispondente di guerra in India, Sudan e Sudafrica fino alle sfide dei suoi esordi parlamentari. Un libro avvincente che mostra la scoperta di una doppia vocazione: quella militare e politica ma anche quella letteraria, con un inesauribile amore per la lingua inglese che fece tra l’altro di Churchill uno dei più notevoli oratori dell’era moderna. I miei anni giovanili è il racconto appassionato di un giovane ambizioso e animato da un senso del destino e da una fiducia incrollabile nella propria missione; queste pagine tuttavia vanno ben oltre l’autobiografia – acuta, ironica e sorprendentemente onesta –, per tracciare un variopinto affresco dell’Impero britannico al suo apice, visto attraverso lo sguardo di uno dei protagonisti del Novecento. Tra memoria personale e documento storico, una testimonianza vivida di un’epoca che sta per svanire, narrata da chi contribuirà a cambiarla per sempre.

L’inverno delle stelle
Nicoletta Verna
Rizzoli
In libreria il 25 novembre

Fiesole, 1943. Sirio è una ragazzina con un nome da maschio e un talento innato per le bugie. Con la sua banda di amici attraversa boschi, cave e rovine, in un mondo dove la guerra sembra ancora lontana. L’armistizio dell’8 settembre, però, cambia tutto. In un castello fra le colline trovano un soldato ferito, incapace di parlare e senza memoria. È un nemico o un essere umano da salvare? Il gruppo si divide: qualcuno vuole aiutarlo, qualcun altro lasciarlo morire. Sirio sceglie la compassione e inizia una corsa sfrenata contro la paura, il tempo, la logica feroce della guerra. Mentre il mistero attorno all’uomo si infittisce, Sirio scopre che crescere vuol dire anche perdersi, sbagliare, mettersi in pericolo. E decidere, alla fine, da che parte stare. Dall’autrice de I giorni di Vetro, un’avventura appassionante che è anche un romanzo di formazione. Un libro coraggioso, un inno alle scelte individuali che hanno il potere di determinare il corso della Storia. L’esordio nella letteratura per ragazze e ragazzi di un’autrice amatissima. 

Polissena Das. In viaggio verso il Golem
Anna Lina Molteni
Ronzani Editore
In libreria il 26 novembre

Nell’agosto del 1915, la giovane farmacista triestina Polissena Das viene internata in un centro piemontese per trentini evacuati dalle valli a nord del Lago di Garda. La vita scorre lenta, tra le voci degli internati e i racconti di Leon, un vecchio dal passato misterioso che si improvvisa cantastorie per alleviare le pene dei bambini. Allo scoppio del conflitto, nell’estate del 1914, la sorella di Polissena muore dando alla luce una bambina, mentre il padre della piccola viene arruolato nei Kaiserjäger. Polissena lascia Trieste per trasferirsi in Trentino e prendersi cura della nipote. Ma le vicende caotiche della guerra la costringono a separarsene: la bambina viene affidata a una balia in territorio austriaco e di lei si perdono presto le tracce.
Quando Polissena viene internata in Piemonte, non ha più notizie della nipotina. Finché non scopre che la piccola, ormai di dieci mesi, si trova in un campo di internamento per trentini in Austria. Con l’aiuto di Leon e di un ex professore di filosofia di Rovereto riesce a fuggire dal centro. Dopo varie peripezie e grazie all’appoggio di una banda di contrabbandieri, riesce a ridiscendere in Trentino, tentando di raggiungere la famiglia che ha in custodia la bambina. I mesi passano. È la primavera del 1916, tempo della Strafexpedition: il fronte è vicino, l’aria è piena di sospetto e paura. Attraverso un ufficiale austriaco, Polissena scopre che durante l’evacuazione del campo la nipote è stata “dimenticata” sulla panchina della stazione di Rovereto, e da allora se ne sono perse le tracce. A guerra finita, Polissena torna a Trieste e riprende il lavoro nella farmacia di famiglia. Il caso vuole che le giungano notizie su dove si trova la nipote e su cosa le sia successo dopo l’evacuazione, ma il ricongiungimento con la sua famiglia non sarà per niente facile.
Una storia sulle fragilità degli uomini travolti dalla Storia; non ci sono eroi e nemmeno grandi ideali da difendere, c’è solo la vita, la voglia di sopravvivere e la ricerca disperata della propria famiglia.

Pirateria
Alberto Massaiu
Diarkos
In libreria il 26 novembre

La pirateria è nata nel momento stesso in cui l’uomo ha imparato ad andare per mare: l’equivalente sui flutti delle incursioni dei popoli nomadi contro le più prospere civiltà stanziali. Si è saputa adattare con il passare dei millenni e con l’avvicendarsi di regni e imperi, sfruttando ogni varco lasciato dalla mancanza di autorità statale. Ogni tanto un popolo forte fu capace di sopprimerla fin quasi a farla sparire, come fece Roma con i pirati della Cilicia, contro cui mobilitò imponenti eserciti e flotte, mentre altre volte la civiltà sembro sull’orlo di collassare contro la sua forza distruttrice, come accadde per l’Europa cristiana a cavallo del IX e X secolo, violata più e più volte dalle incursioni di vichinghi e saraceni. All’alba dell’Era moderna le potenze europee dovettero vedersela contro l’ascesa delle città-Stato barbaresche di Algeri, Tunisi e Tripoli, lungo braccio armato dell’Impero ottomano, che ridussero in cenere città e porti, schiavizzandone gli abitanti, attraverso tutto il Mediterraneo. Sempre nella stessa epoca, per circa due secoli, i Caraibi videro sorgere la versione più iconica della pirateria. Corsari, avventurieri, bucanieri di ogni tipologia sfruttarono il caos dei conflitti tra le potenze coloniali di Spagna, Inghilterra, Francia, Olanda e Portogallo per arricchirsi, trasformando le acque dell’Atlantico in un immenso campo di battaglia che vide emergere figure leggendarie. La pirateria, però, non fu un’esclusiva mediterranea o europea. Le immense ricchezze dell’Asia, dal Celeste impero agli stretti di Malacca, fino all’India, attirarono predatori del mare di ogni sorta, fino a che le potenti marine militari di britannici, francesi e americani non annientarono quasi del tutto il fenomeno nel XIX secolo. Ancora oggi, dove un Paese collassa, come accaduto in Somalia, il fenomeno torna ad acuirsi in forme più complesse e moderne. Insomma, una storia che segue l’intero scorrere delle civiltà umana in ogni angolo del globo, e che ha saputo spesso esercitare un fascino romantico e avventuroso che ha colpito l’immaginazione di tante generazioni con romanzi, fumetti, film e serie tv.

La saga degli Asburgo. Potenza, drammi e segreti sul trono d’Europ
Antonio Parisi
Eugenio Parisi
Diarkos
In libreria il 26 novembre

Fino al 1918 la dinastia degli Asburgo regnava su buona parte dell’Europa centro-orientale. Poi, dopo la sconfitta della Prima guerra mondiale, tutto si sgretolò in un batter d’occhio. La casata aveva mosso i primi passi una decina di secoli fa da un piccolo castello oggi situato in Svizzera, per arrivare poi a dominare territori così vasti tra Vecchio continente e Nuovo mondo che Carlo V poté affermare, senza tema di smentita, come sul suo impero non tramontasse mai il sole. Aveva infine affrontato e fermato le orde del sultano di Istanbul che mirava a sottomettere prima Vienna e poi l’Europa, mettendo fine all’espansione ottomana. Oggi il ricordo della dinastia, a poco più di cento anni dalla sua fine, suscita certamente sentimenti e giudizi contrastanti nei popoli dell’antico impero, ma anche tanta nostalgia e interesse. Tante sono le vicende e i protagonisti che, tra storie di potere, drammi e segreti, nessuno ha ancora raccontato per intero. Le vite del penultimo imperatore Francesco Giuseppe e di sua moglie Elisabetta, l’imperatrice Sissi. La morte misteriosa del loro erede, Rodolfo, scomparso misteriosamente con la sua amante a Mayerling. La persecuzione dell’ultimo imperatore Carlo I e di sua moglie, l’italiana Zita, ridotto letteralmente alla fame sull’isola di Madeira dove morì in esilio nel 1922, e la sua beatificazione da parte di Giovanni Paolo II. I misteri che si nascondono dietro l’attentato di Sarajevo, scintilla che scatenò il primo conflitto mondiale. Il ruolo dell’ex imperatrice Zita nel mitigare le condizioni alleate verso l’Austria dopo la Seconda guerra mondiale. E poi la parte che ebbe il primogenito di Carlo e Zita, Otto d’Asburgo, nella battaglia contro Hitler, divenendo successivamente protagonista nella nascita del Parlamento e dello sviluppo della Comunità europea. E in ultimo, chi sono oggi gli Asburgo, cosa fanno e quali progetti hanno per il futuro. Un libro intrigante con aspetti e documenti poco conosciuti di questa grande dinastia che ha segnato indelebilmente la storia d’Europa.

I mostri nella storia. Creature «impossibili» tra mito, storia e scienza
Massimo Centini
Diarkos
In libreria il 26 novembre

Che cos’è un mostro? Antagonista per antonomasia in favole, romanzi, fumetti, videogiochi, film moderni, l’archetipo del mostro accompagna il racconto dell’umanità fin dai tempi della sua perigliosa giovinezza. Creatura che con il suo essere sovverte la norma, provocando stupore, inquietudine, orrore, è l’incarnazione stessa delle paure ancestrali, infantili, dove notte e fantasia, realtà e ombra si impastano in un tutt’uno. Miti, religioni, fiabe e folklore hanno contribuito a disseminare di mostri l’immaginario occidentale attraverso le epoche, fino a essere indagata la loro esistenza – o addirittura creata – dalle scienze naturali, storiche e antropologiche. Massimo Centini, come un indagatore degli incubi e delle proiezioni fantastiche dell’inconscio sociale, ci conduce in esplorazione nel tempo e nello spazio mostruoso, alla ricerca dell’origine, dei tratti particolari e dei significati dei mostri che, reali o arcani, spaventosi o banali, ma spesso identici a noi, da sempre e ancora ci parlano dell’esperienza umana, e della sua dimensione più perturbante.

Il bastone di Dio
Giovanni Pasotto
Bookabook
In libreria il 27 novembre

Un esule dall’Egitto del faraone, braccato dal suo stesso popolo e in fuga oltre i limiti del mondo conosciuto. Due giovani sopravvissuti alla più grande catastrofe dell’Età del Bronzo, in viaggio verso la promessa di una visione. Un cavaliere Templare in missione speciale, inseguito senza tregua dai suoi demoni. A intrecciare in modo indissolubile le loro vite, come una linea sottile, la millenaria e affannosa ricerca di un mistero mortale in grado di cambiare le sorti del pianeta. Un viaggio geografico, intellettuale e spirituale, in cui ogni protagonista deve confrontarsi con la parte più oscura di sé per raggiungere la liberazione e salvare il mondo.


Case morte
Miguel Otero Silva
Argolibri
In libreria il 28 novembre

Pubblicato nel 1955, Case morte racconta un Venezuela stremato dalla miseria dove la resistenza è un giardino da coltivare tra le case abbandonate. È la storia di una piccola comunità devastata da febbri e carestia, prigioniera di un immobilismo paludato, in cui le zanzare e i loro morbi – mirabilmente narrati nel romanzo – sciamano sulle sorti della città di Ortiz. Qui la parabola d’amore di Carmen Rosa e Sebastián si intreccia alla vicenda di alcuni giovani studenti deportati politici, che spingeranno quel piccolo mondo ad aprirsi alle correnti – tanto devastatrici quanto rigeneratrici – della storia, tra pericolo e speranza di una palingenesi, slanci ed esitazioni, morte e rivolta. Miguel Otero Silva mette in scena un paese che tenta di rialzarsi dopo lo sfruttamento e le dittature, ma resta prigioniero delle stesse logiche economiche e sociali. Riletto oggi, Case morte è una chiave per capire l’attualità: la lunga storia di una nazione che, tra bolivarismo, embargo, sanzioni e nuovi accordi sul petrolio, continua a oscillare tra dipendenza e autodeterminazione. Un romanzo sulla fragilità dei popoli e sulla resistenza della loro memoria.

Maria Waldman Massari. Una camelia d’inverno
Anna Chiara Venturini
Giovane Holden Edizioni
In libreria il 28 novembre

Vienna, Ferrara, Milano, il Cairo, Venezia. Palcoscenici, salotti, teatri e giardini si intrecciano nella vita straordinaria di Maria Waldmann, una delle più grandi interpreti verdiane dell’Ottocento. Voce di contralto intensa e vibrante, talento precoce e sensibilità rara, Maria attraversa la scena lirica europea fino alla decisione radicale di abbandonare la carriera per amore. A soli trentun anni, dopo aver conquistato Verdi con la sua Amneris nell’Aida, lascia i riflettori per diventare duchessa Massari nella raffinata Ferrara. Il racconto, che si svolge tra memoria e presente, restituisce l’eleganza discreta di una donna divisa tra arte e affetti, protagonista di un’esistenza fatta di scelte ponderate e rinunce sublimi. In un’atmosfera rarefatta e malinconica, nei giorni successivi alle festività natalizie, Maria riordina i ricordi nella quiete di palazzo Massari. Il parco, i suoni, il velluto degli arredi, l’affetto del marito e del figlio si fondono con la nostalgia per la musica, per Verdi, per un mondo che si è lasciata alle spalle, ma che resta inciso nell’anima. Il suo legame con Giuseppe Verdi – affettuoso, rispettoso, profondamente intimo – emerge attraverso le lettere, le dediche, i consigli artistici e le emozioni condivise. Un’amicizia nutrita di stima e passione musicale, destinata a durare ben oltre la scena. Quando giunge la notizia della morte del Maestro, Maria sente di aver perso una parte di sé. Ma, come una camelia d’inverno, il ricordo di quell’affetto sboccia nel gelo della perdita, eterno e silenzioso. Un viaggio delicato e potente nel cuore di una donna che ha vissuto tra arte, coraggio e malinconia.

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