Narrativa recensioni

L’indomabile e misteriosissima Miles Franklyn – Alexandra Lapierre

Recensione a cura di Valeria Lorusso

In queste 460 pagine si trova tutto ciò che rende un romanzo indimenticabile — e volendo, anche un grande film epico: una scrittura impeccabile, una protagonista fuori dal comune, avventure, scenari sconfinati, contesto storico e molto altro ancora. 

Il nome dell’autrice è già una garanzia: Alexandra Lapierre, figlia del celebre Dominique Lapierre (autore de La città della gioia), è specializzata in biografie che riportano alla luce figure femminili straordinarie, spesso dimenticate dalla storia ufficiale, ma protagoniste di vite fuori dal comune e conquiste eccezionali.

Questo libro è il risultato di quattro anni di ricerche approfondite. Alexandra ha consultato archivi disseminati in varie parti del mondo e ha seguito le tracce della protagonista, recandosi personalmente nei luoghi dove visse e lasciò il segno.

Miles Franklin

Stella Franklin, conosciuta come Miles, riceve questo nome maschile in onore di un antenato — un nome che, con il tempo, diventerà la sua firma distintiva. Primogenita di sette figli, nasce nel cuore selvaggio dell’Australia, in una fattoria chiamata Stillwater, in un contesto agricolo difficile e segnato dalla crisi.

Il padre, uomo gentile e sensibile, è però disastroso negli affari. La madre, invece, proveniente da una famiglia colta e benestante, è una donna brillante ed energica, ma rassegnata al suo ruolo di moglie e madre, lo stesso destino che vorrebbe per Stella.

Ma Stella è diversa: ama la libertà, gli spazi sconfinati del Nuovo Galles del Sud, cavalcare senza freni, sfidare i limiti imposti alle donne. Con i giovani che si lasciano incantare dalla sua determinazione è spesso brusca e distante. Rifiuta apertamente l’idea del matrimonio e della sottomissione domestica. Il suo futuro non ha confini.

“Le ragazze beneducate fondano una famiglia e crescono i figli, è il ruolo che Nostro Signore ha affidato a noi donne, è lui che ha voluto così. Invece di riconoscere e accettare l’evidenza, Stella abbaia che  mantenere in schiavitù la metà del genere umano non è la volontà del Signore o, se lo è, che il Signore è un poveraccio come gli altri tipi del bush! Con quelle bestemmie dà scandalo ovunque e fornisce un deplorevole esempio di volgarità ai fratelli e alle sorelle”

Dotata di grande talento per la scrittura, viene incoraggiata dalla sua insegnante, che ne riconosce subito il potenziale. Inizia così il percorso che la porterà a diventare una figura di spicco del Novecento: scrittrice, femminista, volontaria, attivista, e donna straordinaria.

Di bassa statura (appena 1 metro e 53), ma di grande carisma, occhi chiari a mandorla e lunghi ricci castani raccolti in una treccia, Stella non conosce la paura.

La sua prima sfida è la pubblicazione di La mia brillante carriera, un romanzo ispirato alla sua vita e alla comunità che la circonda, descritto con acume e durezza, senza sconti per nessuno. Il libro viene pubblicato a Edimburgo e ottiene un successo immediato in tutto l’Impero Britannico.

Tuttavia, avendo firmato un contratto svantaggioso, Stella non guadagna nulla dall’opera.

“Se almeno fosse diventata ricca, come credevano i vicini! Se almeno avesse potuto alleggerire Pa’ e Ma’ portando soldi a Stillwater! Ma Pinker, della Pinker Agency, pur avendole trovato un editore in Scozia non si era preoccupato delle condizioni economiche del contratto. Risultato: dopo varie ristampe i suoi diritti d’autore per l’anno 1902 ammontavano  a sedici sterline e sei penny, una miseria, meno di quanto avrebbe guadagnato lavorando come operaia da una sartina di Goulbum.”

Inizialmente viene criticata da chi si riconosce nei personaggi e si sente offeso dalle sue descrizioni taglienti. Ma il giudizio cambia quando la critica la consacra, e il romanzo diventa il primo grande capolavoro a dare voce alla narrativa australiana a livello internazionale.

Senza mezzi ma con grandi speranze, si trasferisce a Sydney per cercare nuovi editori. È ormai una figura celebre, invitata nei salotti più esclusivi. Ma i contratti che sperava non arrivano. In compenso, entra in contatto con l’ambiente femminista: incontri che cambieranno il corso della sua vita.

Con il sostegno della madre — che le offre le opportunità che lei stessa non ha potuto cogliere — Stella parte per l’America. Inizia così una vita avventurosa, schierandosi al fianco delle suffragette come Vida Goldstein, con cui condivide battaglie e ideali.

Partecipa agli scioperi delle operaie a Chicago, lavora in un circo in Colorado come cavallerizza, arriva a San Francisco nel 1907 poco dopo il devastante terremoto. Racconta queste esperienze in articoli e reportage pubblicati sotto pseudonimo.

Le difficoltà economiche sono una costante, ma non si arrende mai. Durante la Prima guerra mondiale si offre come volontaria in un ospedale da campo nei Balcani.

“Fece la fattorina, quella che portava biancheria, lenzuola e bende. In missione per la capoinfermiera, galoppava attraverso tutto il campo appagando con l’occasione la sua sete di rapporti umani. A quei ritmi conobbe ben presto tutte le volontaarie e la  maggior parte dei pazienti, che la sera andava a distrarre con piccoli giochi di società. Si rivelò di una tale efficienza che la notarono perfino i medici, pur avendo ben altre preoccupazioni.”

Terminato il conflitto, torna in Europa, ma la nostalgia per la sua terra è troppo forte. Decide di tornare a casa e ricominciare lì, nella semplicità e con pochissimi mezzi.

Dal 1929 pubblica nuovi romanzi di ambientazione storica, firmandosi con il nome fittizio Brent of Bin Bin. Ancora una volta, il successo è enorme.

Pur animata da un amore profondo per la scrittura, mantiene il totale anonimato. Al mondo, Miles Franklin risulta scomparsa da 35 anni.

Nel 1936, una svolta importante: vince l’S.H. Prior Memorial Prize, che la consacra definitivamente come gloria nazionale della letteratura australiana, ma la fama non la cambia.

La sua vita continua all’insegna dell’integrità e dell’impegno, fino al 19 settembre 1954, quando muore a causa delle complicazioni di una pleurite, pochi giorni prima di compiere 75 anni.

Mesi dopo con l’apertura del suo testamento sii scopre che aveva accumulato una fortuna da destinare alla creazione di un premio letterario annuale, intitolato a suo nome: il Miles Franklin Literary Award, oggi uno dei riconoscimenti letterari più importanti al mondo.

Pro: Narrazione interessante e coinvolgente

Contro: Sarebbe stata preferibile la biografia al romanzo.

Trama

Australia, primi anni del Novecento. Stella Miles Franklin è la maggiore di sette tra fratelli e sorelle, vive in una fattoria dell’entroterra. Adora i panorami mozzafiato australiani e i grandi spazi, è un’eccellente cavallerizza, ma le va stretta la morale vittoriana di cui è ancora impregnata l’immensa colonia britannica. Miles non vede se stessa come moglie e madre, sottomessa al marito. Si vede libera, padrona del suo destino. Nel 1901, a vent’anni, scrive un romanzo, La mia brillante carriera, che inaspettatamente diventa un bestseller proiettandola agli onori della cronaca. Il successo del libro non le frutterà un centesimo, Miles vivrà in maniera semplice, ma con la certezza che la sua passione sia scrivere. È l’inizio di una vita avventurosa in cui Miles abbraccerà la nascente causa femminista, partirà per l’America, lavorerà come cavallerizza in un circo del Colorado, sosterrà il grande sciopero delle operaie a Chicago, partirà per l’Europa allo scoppio della Prima guerra mondiale e si arruolerà volontaria per prestare servizio in un ospedale da campo sulle montagne dei Balcani. Il tutto senza mai smettere di scrivere, ma celandosi sotto pseudonimi che le faranno vivere vite parallele, fino al meritato successo.

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