Narrativa recensioni

La mappa della ossa – Kate Mosse

Recensione a cura di Claudia Babudri


Con “La mappa delle ossa” (Newton Compton Editore, 2025), Kate Mosse firma un thriller storico avvincente, confermando la maestria di autrice internazionale. Il romanzo intreccia due epoche – il 1688 e il 1862 – seguendo le vicende delle donne della famiglia Joubert, tra coraggio, mistero e scoperte che travalicano i secoli. Nel 1688, Suzanne Joubert fugge dalla Francia dilaniata dalle guerre di religione.

Suzanne non aveva mai provato tanta rabbia, tanta paura, quanto in quell’ultima settimana. I dragons erano passati per rue des Gentilshommes svariate volte al giorno, con il pretesto di cercare “quei criminali degli ugonotti”, come li definivano loro. Poi, cinque giorni prima, i soldati si erano trasferiti in casa sua, comportandosi come se fosse una zona di adunata sul campo di battaglia: sfasciando ritratti con le spade; mandando in frantumi calici veneziani appartenenti alla famiglia Joubert da generazioni; insozzando il giardino sul retro della casa, rendendo l’aria maleodorante. Bevendo, bevendo, bevendo.

Dopo un’orribile violenza subita tra le mura della sua stessa casa, Suzanne, insieme all’amata nonna, parte per Capo di Buona Speranza, consacrando la sua vita alla ricerca della cugina Louise Reydon-Joubert, piratessa leggendaria della Old Moon, scomparsa misteriosamente decenni prima, ricordata nelle memorie scritte in un diario segreto. La scelta narrativa di partire da un diario è particolarmente efficace: in un tempo in cui le donne avevano pochi strumenti per raccontarsi, il diario, memoriale dell’esistenza di Louise, diventa uno strumento universale dei pensieri, dei sentimenti e dei piccoli grandi eventi che hanno segnato la vita di donne come la piratessa Joubert.

La ricerca della parente, inizialmente motivata dal desiderio di renderle giustizia, si trasforma per Suzanne in un’avventura che mette a dura prova il suo coraggio e la sua determinazione. Quasi due secoli dopo, nel 1862, Isabelle Joubert Lepard, scrittrice e giornalista, ripercorre gli stessi passi di Suzanne per ricostruire la storia delle donne della famiglia. La sua ricerca si tinge presto di pericolo e suspense, dimostrando che l’eco delle tragedie e dei crimini del passato può attraversare il tempo. Kate Mosse costruisce un romanzo che è al tempo stesso avventura e storia, immerso in paesaggi intensi e suggestivi: la natura selvaggia delle foreste sudafricane è descritta con un realismo palpabile, così come le tensioni tra coloni e popolazioni indigene. Attraverso le protagoniste, l’autrice restituisce il ritratto di un’epoca in cui le donne erano considerate merce, isolate, sfruttate e costrette a confrontarsi con un mondo spietato che non chiedeva permesso. Donne oggetto di malintenzionati che ne abusano:

Suzanne fece un balzo in avanti, ma lui fu più rapido. Le avvolse le braccia attorno alla vita e l’attirò a sé. Lei lo prese a pugni, colpendogli il petto nel frenetico tentativo di liberarsi. «Su, su, voglio solo un bacio». Suzanne si ritrasse, puntando i piedi scalzi. Il suo assalitore perse momentaneamente l’equilibrio. Lei colse l’occasione per liberarsi, attraversando di corsa il pianerottolo verso la sua stanza. Lui scoppiò a ridere, afferrandole le gonne e trascinandola indietro verso di sé. «Non c’è nulla di male in un bacio», sibilò, e si rese conto che la sua resistenza non faceva che incendiargli ulteriormente il sangue.

Donne merce in balia di crudeli esseri come Driek Holsteen:

Ragazze. Giovani, sole, pure come il giorno in cui sono nate. Otto, mature al punto giusto. E so dove alloggiano.

Ho apprezzato il voler raccontare i momenti critici e brutali che hanno segnato la storia delle protagoniste che, come tante, troppe altre donne nella storia, hanno subito durante la loro esistenza. Se da una parte l’autrice crea un percorso di luce e di crescita personale attraverso la ricerca dell’identità e dell’autonomia femminile scoperta nelle peripezie delle sue protagoniste, dall’altra rende giustizia ai torti subiti dalle donne nel corso dei secoli, ricordandoli e narrandoli. Le sue protagoniste sono donne intelligenti, estremamente forti anche dopo il dolore più grande nel corpo e nell’anima, donne desiderose di scoperta e di costruzione attraverso la ricerca di sé stesse e delle proprie origini. Al di là del buio del periodo che vivono o delle vicissitudini che le colpiscono, restano dinamiche e moderne.

Kate Mosse

Se la parte centrale del romanzo dedicata a Suzanne può apparire a tratti frettolosa, soprattutto nella conclusione del suo viaggio, e se alcune parti possono sembrare un po’ macchinose, la lettura rimane comunque avvincente e coinvolgente. Il ritmo è sostenuto, le atmosfere suggestive e la ricostruzione storica fanno di questo romanzo una lettura intensa, capace di farci viaggiare nel tempo e nello spazio. Mirabile la cura dell’autrice nell’esplicitare tra note e ringraziamenti il suo processo creativo e le fonti da cui ha preso ispirazione, distinguendo la realtà storica dalla pura fantasia. In sintesi: “La mappa delle ossa” è un romanzo che unisce suspense, avventura e storia, portando il lettore a seguire le vicende di donne coraggiose attraverso secoli e continenti. Un libro che conquista per il fascino dei luoghi, la profondità dei personaggi e la capacità di far rivivere il passato con intensità.

La mappa delle ossa – Edizione cartacea
La mappa delle ossa – Edizione ebook

SINOSSI

Sudafrica, 1688. Suzanne Joubert, un’ugonotta in fuga dalla Francia dilaniata dalla guerra, viaggia fino al Capo di Buona Speranza sulle tracce di una sua parente, la famosa capitana pirata Louise Reydon-Joubert, misteriosamente scomparsa oltre mezzo secolo prima. L’intenzione di Suzanne è quella di scoprire cosa ne è stato di Louise, in modo da poterle rendere il giusto onore. Ma nella sua ricerca, scoprirà che la storia della piratessa nasconde più di quanto credesse… 1862. Sei generazioni dopo, la giornalista e scrittrice Isabelle Joubert Lepard ripercorre i passi di Suzanne in una ricerca volta a ricostruire la storia delle donne della sua famiglia. Ma l’eco delle tragedie e dei crimini può attraversare anche i secoli, e la ricerca di Isabelle si tinge presto di pericolo…  



L’AUTORE

Giornalista e scrittrice, Kate Mosse ha lavorato in editoria e ha condotto un programma dedicato ai libri sulla BBC. Da sempre appassionata di storia, esoterismo e letteratura, ha dedicato dieci anni alle ricerche necessarie per scrivere il suo primo romanzo, I codici del labirinto (edito da Piemme nel 2005, seguito poi da L’ottavo arcano del 2010 e La notte degli innocenti del 2011), un caso editoriale di straordinario successo, tradotto in quaranta paesi e vincitore di numerosi premi. Co-fondatrice e direttrice onoraria dell’Orange Broadband Prize for Fiction, vive tra il Sussex, in Inghilterra, e Carcassonne, nel sud della Francia.



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