Curiosità

Quale è l’origine dei venti e dei loro nomi?

Sfuggito al Ciclope, Ulisse raggiunse l’isola di Eolo, il re dei venti, che lo accolse ospitalmente e gli diede un otre di pelle di bue, contenente tutti i venti, fuorché una brezza favorevole, che doveva riportarlo direttamente a Itaca.

E già si potevano scorgere i fuochi accesi dai pastori nell’isola, allorché l’eroe si addormentò; i compagni, credendo che l’otre di Eolo contenesse oro, l’aprirono e i venti ne scapparono via provocando un uragano che sospinse le navi nella direzione opposta.

ODISSEA – LIBRO X

Quando parliamo dei venti, ci riferiamo di base all’origine storica dei loro nomi, anche se poi ogni vento ha le sue caratteristiche riconoscibili che cambiano a seconda del luogo, oltre alla loro direzione, impetuosità e temperatura.

Si parte dalle crociate, dai cavalieri templari, dalle loro navigazioni e dal dominio di Venezia sul Mediterraneo, e questo spiega perché i nomi dei venti vadano interpretati posizionandosi al centro del Mediterraneo: sull’isola di Malta, come era prassi fare nelle prime rappresentazioni cartografiche, durante gli anni in cui i templari scorrazzavano per il Mediterraneo portando i pellegrini in Terra Santa e merci un po’ ovunque; o sull’isola di Zante, come si cominciò a fare verso la fine del Medioevo, quando Venezia dominava gli scambi per mare con l’oriente.

Immaginiamoci quindi di essere posizionati nel Mediterraneo centrale, che diviene il punto di riferimento per indicare la direzione di provenienza del vento, ossia delle navi che anticamente erano spinte dai venti che provenivano dalla loro poppa.

I principali sono otto e questi nomi vengono utilizzati ancora oggi in campo meteorologico.

Partendo da nord e andando in senso orario troviamo:

Tramontana: dalla locuzione latina trans montes, letteralmente “attraverso i monti”, perché spira tra i monti, che siano le Alpi o i Balcani. Arriva da nord, è il vento di terra, freddo e secco.

Grecale: Facendo sempre riferimento al nostro punto base, Mediterraneo centrale, è il vento che arriva dalla Grecia che si trova a nord-est. Vento di terra, freddo e secco.

Levante: il vento che viene da est dove sorge, “si leva”, il Sole. Vento fresco e umido.

Scirocco: dall’arabo shulūq, è il vento caldo e spesso umido che arriva da sud-est da cui giungevano le navi provenienti dalla Siria, da cui il nome.

Ostro o Mezzogiorno: dal latino auster ,“sud” e “bruciante”, viene dall’emisfero Australe cioè a sud rispetto al nostro punto base. Un vento flebile tanto da risultare quasi impercettibile.

Libeccio: il vento che soffia dalla Libia. Che sarebbe esattamente a sud ma per gli antichi navigare in Libia significava soprattutto puntare Tripoli quindi sud-ovest. Un vento energico e umido.

Ponente: il vento che proviene da ovest, direzione in cui tramonta, “si pone” il Sole. Si manifesta come una brezza marina estiva che porta frescura e umidità sulle coste, o come vento più intenso in autunno e inverno, che segna la fine delle perturbazioni e l’arrivo del bel tempo

Maestrale: è il vento che soffia da nord-ovest, quello che per i Veneziani nel Mediterraneo arrivava da Roma, Magistra: la via “maestra”, infatti, fin dall’epoca romana, era la via da e per Roma.

Questi i nomi classici degli otto venti principali del Mediterraneo, rappresentati nelle più classiche rose dei venti a otto punte. Oggi sono stati sostituiti nel linguaggio marino internazionale dalle ben meno poetiche, ma molto pratiche, abbreviazioni, N, NNE, NE, ENE …,  che indicano i cosiddetti mezzi venti nella rosa a 16 punte.

Anticamente invece le cose erano ben più particolareggiate, e le bussole nautiche riportavano rose dei venti a 32 punte, a ogni punta  è associato il nome di un vento. E qui troviamo dei nomi utilizzati soprattutto in quei luoghi dove sono frequenti, come la Bora in alto Adriatico, lo Zefiro in Tirreno, il Garbino nel medio Adriatico e Tirreno.

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