Novembre ci regala nuove storie e prospettive sul passato: romanzi appassionanti, saggi illuminanti e riedizioni da riscoprire per chi ama la Storia in tutte le sue sfumature. Questa prima parte del nostro appuntamento mensile è dedicata alle novità del genere storico, tra grandi ritorni e nuove voci da scoprire.

Notti nere. Un’avventura del commissario Bordelli
Marco Vichi
Guanda
In libreria il 4 novembre
Giugno 1970. Tutta l’Italia è seduta davanti al televisore per seguire le partite della Nazionale di calcio ai Mondiali in Messico, mentre i ragazzi, e soprattutto le ragazze, scendono in piazza per rivendicare i propri diritti, nel clima di protesta di quegli anni. Il mondo sta cambiando in fretta, pensa l’ex commissario Franco Bordelli, e ogni cambiamento si tira dietro un bel po’ di confusione. Adesso che è in pensione il tempo per pensare al passato – a sua madre, alla guerra, ai vecchi casi non risolti – non gli manca, ma fa anche tanti progetti per il futuro con la fidanzata Eleonora. Almeno finché il crimine non torna a bussare alla sua porta… Piras infatti, ormai prossimo a diventare commissario, lo coinvolge sempre nelle indagini, e adesso ci si mette pure il nuovo questore, che sembra proprio non poter fare a meno di lui. È come stare sospeso in un limbo tra il passato e il presente… il lavoro da sbirro e la pensione, i colpevoli da acciuffare e le passeggiate all’Impruneta. Ma il destino ha in serbo la più imprevedibile delle sorprese, e Bordelli non potrà tirarsi indietro.

Ragazze che scrivono poesie
Alba Donati
Einaudi
In libreria il 4 novembre
Passionali o timide, introverse o tempestose, desideranti o appartate, coraggiose, vitali, piene di slanci… Sono le ragazze che scrivono poesie: Emily Dickinson, Anna Achmatova, Antonia Pozzi, Wislawa Szymborska, Sylvia Plath, e tutte le altre. Alba Donati sa trascinarci nella loro giovinezza, nel magnifico scompiglio di intere esistenze votate alla parola, negli amori furiosi così come nelle pulsioni più nere. Soprattutto, in queste pagine fa risuonare ancora una volta le loro voci così uniche. Dopo “La libreria sulla collina”, Alba Donati ci regala un altro libro pieno di meraviglia. La prima si chiama Emily Dickinson, l’ultima Sylvia Plath. Le ragazze che scrivono poesie scelte da Alba Donati sono unite idealmente da un talento naturale nel mettere le parole una in fila all’altra, dall’amore disinteressato per la letteratura, dal fuoco del cambiamento che brucia forte dentro di loro. E molto spesso, purtroppo, accomunate dall’assillo di uomini che non ne capiscono la grandezza e sentono il bisogno di spiegare continuamente come si sta al mondo. Ritratto dopo ritratto, questo almanacco singolare illumina quelli che Virginia Woolf – che aleggia in queste pagine – chiamava «momenti di essere». Gli erbari di Dickinson e il complicato scacchiere famigliare nel piccolo paradiso di Amherst; il genio di Achmatova nell’aggirare la censura di stato e le gelosie dei suoi mariti; l’irrequietezza di Antonia Pozzi tra le aule universitarie e la sua felicità nelle montagne di casa; le strategie con cui Szymborska combatteva le pressioni e le incombenze sociali dopo il Nobel; gli abiti alla moda che una giovanissima Sylvia Plath lancia da un grattacielo di New York come pura performance… Vite diverse e lontane nel tempo, ma tenute insieme da una visione del mondo più forte di ogni cronologia: la poesia come vita, e la vita come poesia. Delle sue ragazze, Alba Donati ci dice il modo di ridere, di camminare, di vestirsi, di salutare il giorno e la notte, e ci conferma quanto tutte queste cose abbiano indissolubilmente a che fare con la poesia, e con la giovinezza, e con gli occhi puri della bambina che si nasconde in ogni verso, in ogni a capo, in ogni metafora.

L’eredità dei gattopardi
Marcello Simoni
Newton Compton Editori
In libreria il 4 novembre
Anno Domini 1130, giorno di Natale. Sotto le volte dorate della cattedrale di Palermo, il granconte Ruggero II di Altavilla viene incoronato re di Sicilia dall’antipapa Anacleto II. Presente alla cerimonia, tra i vari signori normanni e longobardi del Meridione, c’è anche Folco di Évreux. È proprio in questo contesto che il giovane Ferracutus apprende una notizia sconcertante: se vorrà che sua moglie Altruda e suo figlio appena nato vengano liberati dal principe di Bari, che li tiene in ostaggio, dovrà assassinare il monarca. Animato tuttavia da ben altri propositi, Folco tenterà di diventare padrone del proprio destino mentre i complotti del suocero, il barone Galgano Drengot, metteranno a dura prova la vita di sua madre e di sua sorella, senza escludere nemmeno il fratellino Abelardo, che ancora in tenera età verrà allontanato dal castello di Sagitta per essere educato alla vita monastica. Ma nubi assai più cupe si profilano all’orizzonte. La guerra di Ruggero II di Altavilla contro il Meridione ribelle incombe: un’autentica marcia di conquista alla quale Folco non potrà sottrarsi, pur trovandosi con il cuore spezzato in due. Una metà, infatti, arde per l’amore tormentato nei confronti di sua moglie Altruda; l’altra metà, per una giovane sconosciuta che Folco incontrerà proprio a Palermo. Nel frattempo, approfittando dell’inasprirsi del contrasto tra i Ferracutus e i Drengot, nel castello di Sagitta inizia a uscire dall’ombra una figura del tutto inaspettata. Un uomo deforme dal temperamento sinistro. Il discendente di Galgano da tutti creduto morto.

Per sempre tua. Il mondo infinito di Jane Austen
Carolina Capria
Gribaudo
In libreria il 4 novembre
Come è stato possibile che una giovane donna nata in un villaggio del New Hampshire sul finire del Settecento sia diventata un’eroina senza tempo della letteratura mondiale? Con passione, gratitudine e sconfinato affetto, Carolina Capria ricostruisce fin nei minimi dettagli – lo scrittoio portatile, il pozzo della canonica, le croci di topazio donatele dal fratello – la straordinaria e irripetibile vicenda di Jane Austen. Salotti, campagne, corrispondenze, teatri domestici, beghe familiari, amicizie, sorellanze, e personaggi, incipit, dialoghi, descrizioni e digressioni che hanno cambiato per sempre il modo in cui leggiamo e scriviamo: come in un magnifico diorama, l’universo di Jane Austen prende vita, pagina dopo pagina, per restituirci, più viva che mai, la sua inesauribile lezione.

La biblioteca perduta
James Rollins
Nord
In libreria il 4 novembre
Arcipelago delle Svalbard, 1764. Nove cadaveri congelati in un’angusta caverna. È questo il macabro spettacolo che si presenta davanti al comandante Vasilij Čičagov. Tuttavia, la sua attenzione non è concentrata sui corpi, bensì su ciò che li circonda: la zanna di un mammut su cui sono scolpite misteriose piramidi; e un monito inciso su una roccia: Non varcate quella soglia, non destate ciò che vi riposa…
Mosca, oggi. Monsignor Alessio Borrelli, membro della Pontificia commissione di archeologia sacra del Vaticano, non crede ai suoi occhi: in quella cripta appena riaperta sono state rinvenute alcune casse che contengono libri rarissimi ed esemplari unici. In lui sorge il sospetto che siano addirittura parte della Biblioteca d’Oro, l’immensa collezione di volumi andata perduta dopo la morte di Ivan il Terribile, che si dice contenesse testi introvabili… e pericolosi. Ma non c’è tempo per accertarsene, perché scatta una trappola e Borrelli cade vittima di un’imboscata. Prima di morire, però, riesce a mandare una richiesta di aiuto alla Sigma Force. Toccherà quindi a Gray Pierce e ai suoi compagni scoprire chi si cela dietro quell’attentato e districare la matassa di indizi che legano il mito della Biblioteca d’Oro a quello di una misteriosa spedizione artica partita nel 1764 per ordine di Caterina la Grande. Un mito che adesso rischia di distruggere il mondo.

I rimedi del dottor Aiace Debouché
Andrea Vitali
Garzanti
In libreria il 4 novembre
Chiuso nel retrobottega della farmacia che ha da poco acquistato a Bellano, il dottor Aiace Debouché sta facendo i suoi conti e le sue valutazioni. È una sera di febbraio del 1920, ovattata dalla neve copiosa che ha imbiancato le rive del lago e coperto il paese di una coltre immacolata. Il risultato delle analisi del dottore appare quanto mai eloquente, ma la causa un po’ meno. Forse bisognerebbe indagare sulla scarsa varietà dell’alimentazione dei suoi nuovi concittadini, oppure verificare la presenza di una tara genetica che si tramanda di generazione in generazione; sta di fatto che data la frequenza con cui vengono richiesti alcuni tipi di farmaci è evidente che il malessere più diffuso in paese è la stitichezza. E lui, uomo di scienza dalle robuste ambizioni, si sente perciò investito del compito di trovare un rimedio potente e infallibile. Ma per il dottor Debouché l’arrivo a Bellano non riserva solo peculiarità di tipo sanitario. Vi trova una comunità con le proprie gerarchie, i propri riti e una spiccata tendenza al pettegolezzo. E anche la squisita mostarda del droghiere Vespro Bordonera, che oltre a vendere prelibatezze ha una figlia in età da marito che è un vero gioiello. Vuoi perché Virginia è davvero una bellezza, educata in Svizzera e con velleità di un matrimonio di livello, vuoi perché il Debouché è un ottimo partito e il migliore sulla piazza, l’incontro tra i due sembra già scritto dal destino. Solo che stavolta il farmacista scienziato i conti non li ha fatti con la dovuta accuratezza, soprattutto con sé stesso e con certi problemi che si trascina fin dalla giovinezza. Con I rimedi del dottor Aiace Debouché Andrea Vitali ci reimmerge nel cuore del suo mondo letterario, popolato da personaggi inimitabili e involontariamente comici. L’intreccio delle vicende mette in scena l’imprevedibilità della vita, le sue impensabili coincidenze e le inaspettate vie di fuga che gli abitanti di quella sponda del lago sanno inventarsi per fronteggiare gli eventi. Un godimento per i lettori, che ritrovano ogni volta il sorriso.

L’ultimo omicidio dell’anno. Un nuovo caso per Hercule Poirot
Sophie Hannah
Agatha Christie
Mondadori
In libreria il 4 novembre
Vigilia di Capodanno, 1932. Hercule Poirot e il suo fidato amico e compagno d’indagini, l’ispettore Edward Catchpool, arrivano sulla piccola isola greca di Lamperos per festeggiare la fine dell’anno. La location scelta per l’evento è la Spitty, “la Casa dell’eterno benvenuto”, uno storico edificio vista mare, solido e imponente nonostante il suo aspetto un po’ bizzarro. Catchpool, però, inizia presto a sospettare che Poirot lo abbia portato lì per una ragione ben diversa, qualcosa che non vuole rivelare. E quando, durante un gioco incentrato sui propositi per l’anno nuovo, su uno dei biglietti si legge quello di mettere a punto “l’ultima e la prima morte dell’anno”, i presentimenti dell’ispettore sono confermati. Qualche ora dopo, infatti, uno degli ospiti viene trovato morto sulla terrazza. Di fronte a questo evento sconvolgente, Poirot deve confessare a Catchpool il vero motivo per cui lo ha invitato su quell’isola paradisiaca: la vita di un’altra persona del gruppo è a rischio. Mentre le lancette corrono inesorabilmente verso la mezzanotte, i due investigatori dovranno trovare l’assassino e fare in modo che il primo omicidio resti anche l’ultimo della serata. Riusciranno a fermarlo in tempo? O il 1933 si aprirà nel sangue? Un nuovo, avvincente capitolo della serie bestseller che ha conquistato i lettori di tutto il mondo. Sophie Hannah, con la sua penna elegante e acuta, regala un altro imperdibile caso al leggendario Hercule Poirot.

Zenobia. Il romanzo della regina guerriera
Valerio Massimo Manfredi
Mondadori
In libreria il 4 novembre
III secolo d.C. Odenato, sovrano della fiorente colonia orientale di Palmira, in Siria, viene assassinato vilmente insieme al figlio Erode. Il regno spetta di diritto a Vaballato, ma l’ultimogenito del re è ancora troppo piccolo e così a sedersi sul trono è Zenobia, la giovane vedova. I notabili di Palmira sperano che la sovrana segua le orme del marito, e confermi la politica filoromana che tanti commerci e denari ha portato nelle loro tasche, ma scoprono presto che in Oriente si è alzato un vento ben diverso: colta, ambiziosa e bellissima, abile a cavallo e nella lotta, Zenobia non vuole vivere all’ombra di nessuno, tantomeno di Roma. Perché secondo lei l’Impero è fragile, e i tempi sono maturi per l’impresa più grande mai vagheggiata prima: sconfiggere i Romani e proclamarsi imperatrice. Dal regno di Palmira inizia così una partita complessa, fatta di trame segrete, alleanze inedite e strategie astute, ma anche battaglie fulminee, attentati e sangue innocente versato: Zenobia è presto costretta a guardarsi le spalle, perché le insidie si nascondono dietro ogni volto, nemico e soprattutto amico… Valerio Massimo Manfredi torna a esplorare la storia dell’Impero Romano in terre lontane dalla capitale, ma non per questo meno intimamente legate al suo destino. Zenobia è il ritratto appassionante e appassionato di una figura straordinaria e modernissima.

La via del mare. Sulle rotte dell’impero perduto del Portogallo
Erika Fatland
Marsilio
In libreria il 4 novembre
Nel XV secolo, dalle coste atlantiche del Portogallo prese avvio un’epoca di grandi cambiamenti: l’età delle scoperte geografiche trasformò un piccolo regno periferico in una potenza coloniale globale. Da qui Enrico il Navigatore pose le basi di un’egemonia marittima senza precedenti che, nella fase di massimo splendore, ha toccato quattro continenti e tre oceani. Cosa può rivelarci la sua storia su come nascono e si disgregano gli imperi, sul potere e sul mondo interconnesso in cui viviamo? A bordo di navi mercantili, sulla scia di quei pionieri portoghesi che fecero vela verso sud aprendo le rotte commerciali con l’Oriente, Erika Fatland ripercorre vicende e paesi, seguendo le tracce e le cicatrici di un impero perduto. Da minuscole isolette dell’Atlantico al Capo di Buona Speranza, dall’Angola a Timor Est, passando per le foreste pluviali dell’Amazzonia e le metropoli brasiliane, l’autrice si spinge fino in Giappone, il più orientale degli scali portoghesi. Interrogando luoghi e persone, fieri combattenti per la libertà e individui oppressi dall’occupazione straniera, romantici e nostalgici, riporta alla luce la controversa eredità di quel passato, impressa in maniera indelebile nei geni della discendenza, nella lingua, nella memoria. Il risultato è un racconto vivido e appassionante di una realtà caleidoscopica, per scoprire che, alla fine, ciò che resta del grande dominio di un tempo è una parola, la più portoghese, la più intraducibile, che racchiude tutto il dolore e la nostalgia del mondo: saudade.

1944 finale di partita. Come Stalin vinse la guerra
Jonathan Dimbleby
Feltrinelli
In libreria il 4 novembre
Fu chiamata operazione Bagration, in onore del famoso generale russo che morì per le ferite riportate nel 1812, resistendo agli invasori francesi nella battaglia di Borodino. È passata alla Storia come “il più potente assalto della Seconda guerra mondiale”, l’epico scontro che terminò con la disfatta dell’armata tedesca. Un esito che, secondo Dimbleby e altri illustri storici britannici, mette radicalmente in discussione il mito, radicato nell’immaginario occidentale, che vuole la sconfitta della Germania nazista opera dei pur valorosi soldati angloamericani. Offensiva di cinque “fronti”, quattro armate sovietiche e una polacca, con oltre un milione di uomini che si mossero lungo una linea che andava quasi dal Baltico al Mar Nero, determinò la morte e la cattura di ben 900.000 soldati tedeschi. Con un uso geniale delle risorse, l’Armata Rossa inflisse due sconfitte memorabili all’invasore nazista, la prima con l’eroica difesa di Stalingrado, che comportò la perdita di quasi un milione di russi, la seconda a Kursk, in cui si svolse la più grande battaglia di carri armati della Storia. Dimbleby affianca alla cronaca militare estratti spesso devastanti di diari e lettere private tedesche (“Tutto è perduto! La fine è vicina!” suona un passo della lettera di un soldato della Wehrmacht) e russe (comprese pagine di Vasilij Grossman). Il risultato è l’avvincente narrazione di eventi in cui non soltanto generali, ma anche umili soldati giocarono un ruolo decisivo nella sconfitta del nazismo nel 1944. Un anno epocale che, con il sacrificio di ben 26 milioni di russi, diede a Stalin la possibilità di occupare l’Europa orientale e di dettare i termini dell’accordo postbellico, gettando le basi per la Guerra fredda.

La ribelle di Dio. Le cronache dei Visconti
Livio Gambarini
Piemme
In libreria il 4 novembre
A.D. 1302. Margherita da Arco sogna una fede pura, ma scopre ben presto che la Chiesa di papa Bonifacio VIII è fatta più di catene che di ideali. Il suo incontro con fra Dolcino, predicatore rivoluzionario che tratta le donne proprio come gli uomini e ha il coraggio di puntare il dito contro chi usa Dio solo per giustificare le proprie brame, è destinato a scuotere la Cristianità intera. Mentre gli Apostoli di Margherita e Dolcino guadagnano adepti e potere, l’esiliato Matteo Visconti vaga tra le corti lombarde e gli accampamenti militari, schiacciato dal ricordo del rogo che gli ha strappato l’amore. Ferito e ridotto all’ombra di sé stesso, interrogherà un templare sospettato di praticare arti proibite, alla ricerca di risposte che potrebbero costargli la scomunica. In un intreccio di eresie e passioni, di battaglie e visioni mistiche, La ribelle di Dio porta il lettore nel cuore della Lombardia medievale, dove il destino di un popolo si gioca tra fede e violenza, amori impossibili e rivalità senza tregua. Livio Gambarini torna al romanzo storico e continua la grande narrazione inaugurata con La papessa di Milano. Un progetto ambizioso, animato da un autore capace di unire una strepitosa attenzione allo studio delle fonti a una scrittura di chiarezza e precisione non comuni, che trasporta il lettore nei palazzi di potere del passato tra intrighi, amori brucianti e battaglie.

Il fango e la neve. Viaggio nei luoghi della Grande Guerra
Paolo Rumiz
Bottega Errante Edizioni
In libreria il 5 novembre
Dal Monte Grappa all’Altopiano di Asiago, dall’Isonzo a Redipuglia, da Trieste al Passo del Tonale: tappa per tappa, Rumiz viaggia, pianta la tenda, calpesta la terra dei luoghi della Prima guerra mondiale. Un libro che è un canto poetico e crudo, di rabbia e speranza, di meraviglie e sconforti. Un reportage che ha al centro l’assurdità della guerra, di tutte le guerre passate e contemporanee, e che racconta la storia di ragazzi, di soldati, di famiglie. Con la sua straordinaria penna, ci fa entrare nel cuore dei luoghi “sacri” di un conflitto che ha aperto il Secolo breve e ha segnato l’Europa per sempre. “Ne avrei di storie da raccontare, ma temo che il mio diario diventi altra cosa, una delle città invisibili di Calvino, un porto sepolto di Ungaretti. Ora tutto cambia. Il treno va, sferraglia sul mare. Presto è prima linea”.

Il talismano di Nostradamus
Michele Vigna
La Corte Editore
In libreria il 5 novembre
1561. Malato e prossimo alla fine, Michel de Nostredame accetta l’ultima missione affidatagli da Caterina de’ Medici: recarsi alla corte di Savoia, nel castello di Rivoli. Lì, dopo giorni di preghiera all’abbazia di San Michele, lascia un manoscritto sigillato: l’ultima profezia. In quelle pagine c’è il sentiero per ritrovare il suo talismano divinatorio — e per indicare chi sarà il suo erede. La peste devasta il Piemonte. La corte fugge da Torino verso Cherasco mentre il cardinale Richelieu muove i suoi pezzi per strappare ai Savoia terre, alleanze… e il prodigioso talismano di Nostradamus. A contrastarlo è la giovane e determinata Madama Reale, Maria Cristina di Borbone, che difende il Ducato fra intrighi di palazzo, tradimenti e guerra. Quando un delitto sacrilego sconvolge l’abbazia e riemerge la traccia del manoscritto perduto, si scatena una caccia senza respiro: tra chiostri e cripte, gallerie segrete di Torino e saloni di corte, spie e prelati, soldati francesi e uomini del Duca si contendono un oggetto capace di cambiare i destini. Mentre il contagio dilaga e l’assedio politico si stringe, un abile agente sabaudo e un custode dell’abbazia, legati da un giuramento e da una colpa, dovranno decifrare l’enigma prima che cada nelle mani sbagliate. Ma ogni profezia ha un prezzo: per salvare un popolo potrebbe essere necessario sacrificare ciò che si ama di più.

Il problema finale
Arturo Pérez-Reverte
Edizioni Settecolori
In libreria il 5 novembre
Giugno 1960. In un piccolo, elegante hôtel dell’isola di Utakos, davanti a Corfù, il maltempo ha trasformato i suoi nove ospiti in prigionieri, ma nulla lascia prevedere ciò che sta per avvenire: uno di loro, una riservata turista inglese di mezza età, Edith Mander, viene infatti trovata morta nel capanno che dà sulla spiaggia. All’apparenza sembra un suicidio, però per Hopalong Basil, un anziano attore ormai al tramonto che negli anni Trenta e Quaranta fu sullo schermo il più celebre investigatore di tutti i tempi, qualcosa non quadra. Nessuno se non lui, abituato ad applicare al cinema la logica deduttiva di Sherlock Holmes, può svelare quale verità si nasconde dietro al più classico dei rompicapi: la porta chiusa dall’interno della stanza dove è stato ritrovato il cadavere… In un’isola da dove non si può partire e dove non si può arrivare, giorno dopo giorno tutti vanno convertendosi in possibili sospetti, in un susseguirsi di colpi di scena in cui il poliziesco si mescola con la vita vera, il delitto può assumere l’aspetto di un’opera d’arte e la vera sfida, alla fine, non è fra l’investigatore e l’assassino, ma fra il lettore e l’autore di questo romanzo tanto stupefacente quanto seducente.

Cristina Campo. L’ambasciatrice mondana di regni non mondani
Aldo Marroni
Mimesis
In libreria il 7 novembre
Scrittrice e pensatrice dalla personalità anomala, immune da ogni ambizione di successo, refrattaria allo scrivere purché si scriva, tormentata da una religiosità tendente all’eresia, autrice di un cospicuo numero di lettere ove non manca mai di manifestare un amaro senso di inappartenenza al mondo – non avere lettori era un point d’honneur di cui vantarsi – questa era Cristina Campo (1923-1977). Nelle poche opere pubblicate appare pervasa da una curiosità sempre alla scoperta dell’inaspettato e dell’impossibile, soprattutto nelle fiabe, considerate lo specchio dei nostri celati destini. Ammirava quei poeti “imperdonabili” ossessionati, come lei, dall’idea di perfezione e dalla ricerca del “sapore massimo di ogni parola”. Il libro qui proposto, attingendo soprattutto alla corrispondenza, ripercorre i momenti esistenziali e creativi che più la rappresentano: la malattia come linguaggio divino, la scrittura quale rito pari alla liturgia sacerdotale, il mito della perfezione come accesso alla “parola piena” spinta fino all’indicibile, il fatale incontro tra mistero della fiaba e segretezza del destino, la riscrittura della sua giovanile iniziazione alla vita sotto le insegne di una magica e fiabesca imprevedibilità.

Il loto d’oro. E le tre piramidi del faraone Snefru
Christian Jacq
TRE60
In libreria il 7 novembre
2600 a.C. Il faraone Huni, ormai anziano e malato, sta per morire senza lasciare un erede. Quando Rek, il giovane e ambizioso figlio di una facoltosa famiglia di Menfi, tenta la scalata al regno, promette a Snefru, suo amico d’infanzia, la carica di Primo ministro. Tuttavia, grazie all’abilità dimostrata all’Alta scuola degli scribi, è proprio Snefru a essere designato faraone d’Egitto dal Gran Consiglio. Furioso, Rek lo sfida a duello, ma il dio Seth concede la vittoria a Snefru. Comincia, così, lo straordinario regno del sovrano egizio, ritenuto il più grande costruttore di piramidi, da quella di Meidum, destinata ad accogliere le spoglie di Huni, alle due piramidi giganti di Dahshur. Snefru sa, però, che la sua grandiosa impresa dovrà essere coronata dal ritrovamento del loto d’oro, il fiore sacro che emerge dalle acque primordiali. Solo così potrà garantire stabilità e prosperità all’Egitto ed essere all’altezza del proprio nome: «colui che raggiunge la perfezione». Tra stregoni malevoli, dignitari corrotti e spie a corte, Snefru dovrà fare il possibile per difendere il suo glorioso regno, ma soprattutto arginare l’odio di Rek, disposto a tutto pur di farlo soccombere. Riuscirà in questa missione straordinaria? Forza, coraggio e determinazione non gli mancano, ma soprattutto potrà contare sull’aiuto della sua fedele sposa Hetepheres, sulla saggezza del Vecchio e sulla scaltrezza di Vento del Nord…

Il destino di Sofonisba
Chiara Montani
Neri Pozza
In libreria il 7 novembre
Cremona, 1546. È poco più di una bambina Sofonisba Anguissola quando riconosce l’unica cosa che possa renderla davvero felice: dipingere. La sua non è solo un’inclinazione, è una passione dirompente; lei non vuole riempirsi gli occhi con l’arte, vuole crearla. Sebbene la sua epoca non sia affatto generosa con le donne intraprendenti, il nobile Amilcare Anguissola decide di non frustrare le aspirazioni della figlia consentendole di prendere lezioni private, a patto che non vada a bottega, non venga a contatto con gli altri apprendisti, e che le vengano precluse geometria, prospettiva e anatomia. Sofonisba può dunque spingere l’ambizione oltre ciò che mai avrebbe creduto possibile. Nonostante le molte limitazioni, fin da subito dimostra di riuscire a fermare sulla tela le emozioni e i moti dell’anima più profondi di coloro che ritrae. È qualcosa che non si può insegnare, un talento naturale che si unisce al dominio quasi assoluto del mondo inafferrabile di pigmenti, oli, resine. Il suo dono straordinario la porta lontano dalla sua Cremona, a Milano e poi fino alla Spagna degli Asburgo, dove diventa, per quanto non ufficialmente, pittrice di corte. Ma ogni successo lascia un segno, come lo lascia ogni battaglia combattuta per vedere riconosciuto un ruolo appannaggio dei soli uomini. Una sorte avversa costringe Sofonisba a rinunciare al grande amore della vita e il monarca spagnolo Filippo II la obbliga a un matrimonio di convenienza. Nulla invece, nella sua lunga esistenza, la distoglierà mai dalla sua più grande opera d’arte: la costruzione del suo destino di artista libera, che lo scorrere dei secoli non ha scalfito.

L’anatomista delle ombre
Giulio Leoni
Nord
In libreria il 7 novembre
Roma, 1822. Marzio è un uomo tormentato dai rimorsi e dai rimpianti. Dopo gli orrori della campagna di Russia, vissuti da giovane chirurgo al seguito dell’armata napoleonica, deve ora nascondere i suoi trascorsi e le sue simpatie politiche in una città oscurantista in cui brulicano le spie pontificie. Membro della confraternita dei Sacconi Rossi, che si fa carico di raccogliere e seppellire sull’isola Tiberina le vittime del Tevere, vi assolve con discrezione il compito di anatomista, stendendo anonime relazioni sulla causa delle morti. Oltre a dargli da vivere, quel lavoro gli permette di portare avanti in segreto gli studi sull’elettricità animale. Nel periodo al seguito di Napoleone, infatti, Marzio è stato introdotto alle controverse teorie di Galvani e Aldini, e ha intravisto un enigmatico papiro egizio che sembrava anticipare di millenni le scoperte scientifiche più recenti. Da allora, la speranza di poter davvero riportare le anime dall’aldilà non ha mai lasciato i suoi pensieri. Perciò il suo sconcerto è massimo quando, tra i corpi rigurgitati dal fiume in piena per le incessanti piogge autunnali, trova quello di una donna che, invece dei segni di annegamento, reca chiare tracce di folgorazione, proprio mentre in città circolano voci su un carro dei morti che si aggira di notte in prossimità dei cimiteri e lungo le sponde del Tevere. Qualcuno sta forse sfidando la morte eseguendo esperimenti non sui cadaveri, bensì sui vivi? Aiutato da Martina, orfana ribelle, amante e complice, Marzio si lancia in una ricerca frenetica nel mondo sommerso di Roma, dove tra palazzi signorili e vicoli invasi dal fango, resti di templi e bordelli, convegni di carbonari e retate degli agenti del papa, qualcosa di oscuro e pericoloso, che viene da un passato lontano, sta per compiersi…

La legge e il rogo. Fra’ Modesto Scrofeo e la caccia alle streghe di Sondrio (1523)
Giulia Lovison
Carocci
In libreria il 7 novembre
Nel 1523, l’inquisitore domenicano Modesto Scrofeo condusse a Sondrio una delle più cruente cacce alle streghe in Italia, istruendo quaranta processi in poco più di tre mesi. A interrompere la spirale persecutoria fu la stessa comunità borghigiana, unitasi per allontanare il frate. Attraverso l’analisi comparata del corpus dottrinale redatto dallo stesso Scrofeo e di un’ampia documentazione archivistica, il volume ricostruisce per la prima volta l’intera vicenda, delineando il profilo biografico e intellettuale dell’inquisitore, le norme processuali da lui sostenute e la prassi giudiziaria realmente adottata. L’indagine assume anche una prospettiva microstorica, capace di restituire le dinamiche comunitarie, il rapporto fra tribunali ecclesiastici e giustizia secolare, e il ruolo degli attori storici nella gestione della questione stregonica. Particolare rilievo ha il processo di Violanta Pestalozzi, un raro caso di una strega incinta che richiese una perizia medico-legale. Il racconto di questo episodio così cruciale rivela tutta la fragilità del potere inquisitoriale quando privo di un solido sostegno da parte della popolazione locale.

A Merry victorian Christmas. Racconti gotici per un Natale da brivido
Benedetta Tavani
Mondadori
In libreria l’11 novembre
«Dev’esserci qualcosa di spettrale nell’aria a Natale ― qualcosa in quell’atmosfera chiusa, soffocante, che attira i fantasmi, come l’umidità delle piogge estive fa uscire le rane e le lumache.» Dickens è stato il primo, con il Canto di Natale, a unire fantasmi e buoni sentimenti. Ma non il solo: da Louisa May Alcott a Robert Stevenson, da Thomas Hardy a J.M. Barrie, molti autori vittoriani si sono cimentati con la ghost story natalizia. In questo volume, 38 dei racconti più belli e una raccolta di carole illustrate, da leggere e cantare rigorosamente a lume di candela. Per rabbrividire di paura, di freddo e d’emozione nella notte più lunga e sorprendente dell’anno.

Fortezza assediata
Zhongshu Qian
Mondadori
In libreria l’11 novembre
Sul finire degli anni Trenta Fang Hongjian, giovane di buona famiglia, colto e intelligente ma incapace di prendere in mano il timone della propria vita, rientra nella Cina occupata dai giapponesi dopo un lungo “soggiorno di studi” in Occidente. In realtà ha bighellonato per l’Europa e tutto quello che è riuscito a procurarsi è un falso diploma di dottorato, acquistato per corrispondenza per soddisfare le aspettative di chi lo ha finanziato e della famiglia. Dal momento in cui sbarca dal transatlantico nel porto di Shanghai la sua vita è un susseguirsi di avventure professionali e sentimentali dalla tonalità tragicomica, in una perenne fuga da situazioni in buona parte create da lui stesso e dalla sua inettitudine. Capolavoro di narrativa parodistica e di finezza psicologica, Fortezza assediata (1947) gioca con le tradizioni letterarie e la filosofia sia orientali sia occidentali, satireggiando la classe media e gli intellettuali cinesi in un periodo di profonda trasformazione. Irriverente e coltissimo, dietro l’andamento picaresco nasconde una riflessione universale sulla condizione dell’uomo, sospeso tra idealismo e realismo, dentro e fuori la “fortezza assediata” della propria esistenza e delle relazioni sociali. Tutto ciò in una lingua brillante e dai molteplici registri, che alterna acute metafore, citazioni erudite e giochi di parole, efficacemente resa da Maria Gottardo e Monica Morzenti in questa prima versione italiana di un testo fondamentale della letteratura cinese del Novecento.

Il processo di Tokyo. La seconda guerra mondiale a giudizio
Gary Bass
Mondadori
In libreria l’11 novembre
Tra l’aprile 1946 e il novembre 1948, Tokyo fu teatro del più importante processo per crimini di guerra, insieme a quello di Norimberga. Il tribunale internazionale che portò a giudizio ventotto tra le più alte cariche della leadership giapponese rappresentò per le potenze alleate e vincitrici una duplice opportunità: non solo di giudicare i nemici sconfitti, ma anche di stabilire un quadro giuridico che consentisse di perseguire i crimini di guerra e proibire il ricorso alla guerra d’aggressione. Come per la negoziazione delle condizioni di pace per la Germania, la questione non riguardava però soltanto la punizione dei criminali di guerra, ma anche la creazione di un nuovo ordine postbellico. «Nella sua nascita, nel suo decorso e nelle sue conseguenze, il processo di Tokyo fu una sorta di rappresentazione degli enormi mutamenti militari e politici che hanno plasmato l’Asia moderna, oggi la regione strategicamente più importante del mondo.» Per oltre due anni, avvocati di entrambe le parti dibatterono di fronte a un collegio di giudici provenienti non solo da Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna, Francia, Canada e Paesi Bassi, ma anche dalle nazioni dell’Asia-Pacifico, come Australia, India, Cina, Nuova Zelanda e Filippine. Eppure, nonostante le montagne di documenti prodotti, anziché chiarezza e unanimità il processo portò divisioni e dilemmi. Nel suo dettagliato resoconto, sempre vivace e critico, il già finalista al Premio Pulitzer Gary J. Bass restituisce con grande precisione l’atmosfera di quei giorni e tratteggia i profili psicologici dei tanti protagonisti, mettendone in luce fragilità e contraddizioni. In un’opera ambiziosa e magistrale, frutto di un decennio di scrupolose ricerche che hanno interessato diciotto archivi in oltre sette paesi, Bass fonde con maestria il rigore accademico e una narrazione avvincente, suggerendo fondamentali spunti di riflessione per i dibattiti attuali e futuri sull’approccio della comunità internazionale ai crimini di guerra e al diritto internazionale.

Atene in scena. Mito e attualità nella tragedia greca
Giorgio Ieranò
Einaudi
In libreria l’11 novembre
Qual è il rapporto tra Atene e il suo teatro? E cosa comunica una tragedia greca alla collettività e agli individui? Sulla scena teatrale gli eroi parlano spesso con il linguaggio degli ateniesi contemporanei e si dividono su problemi che rispecchiano l’esperienza quotidiana dei cittadini. È quel meccanismo che già gli antichi definivano «anacronismo»: il cortocircuito tra mito e realtà, passato eroico e attualità politica, leggenda poetica e vita di ogni giorno. L’anacronismo è il nodo chiave dell’espressione tragica. Non può essere ridotto a un banale rispecchiamento della cronaca né inquadrato in una generica relazione con l’ideologia della “polis” democratica. È invece un gioco drammaturgico complesso che crea sulla scena un tempo sospeso e irrisolto; è una lente deformante che trasforma sia il mito sia la realtà in dimensioni inquietanti e inafferrabili. La tragedia del V secolo a.C. parla sempre di Atene. Ma ne parla in un modo paradossale che trascende la dimensione politica: il teatro diventa il luogo di una trasfigurazione del reale che apre squarci sulle dimensioni più oscure ed enigmatiche dell’esistenza. Il raffinato gioco di contrappunti tra mito e attualità richiede di essere decifrato mediante un’analisi ravvicinata dei testi. Questo libro segue anno dopo anno la messinscena di dieci capolavori di Eschilo, Sofocle ed Euripide, sullo sfondo degli eventi storici dell’Atene del v secolo a.C. Per decostruire gli ingranaggi della prodigiosa macchina della tragedia che da millenni affascina spettatori e lettori.

La croce di fuoco. Outlander. Vol. 5
Diana Gabaldon
Mondadori
In libreria l’11 novembre
«Mi avete raccontato ciò che è successo qui, Sassenach. Tu e Brianna e MacKenzie, tutti e tre. Ribellione, e guerra, e stavolta… la vittoria.» Vittoria. Annuii stordita, ricordando ciò che sapevo delle guerre e del prezzo della vittoria. Nuovo Mondo, 1770: dopo aver attraversato oceani e secoli, Claire e Jamie sono riusciti a costruire il loro sogno d’amore nella colonia del North Carolina. Antiche e nuove tensioni, però, minacciano la loro felicità, e quella di tutto il clan, a partire dalla figlia Brianna, suo marito Roger, e il loro bambino Jemmy. Il governatore della colonia, infatti, ha incaricato Jamie di guidare una milizia contro la rivolta dei Regolatori, coloni ribelli che protestano per l’esosa tassazione della madrepatria. È l’inizio della Rivoluzione americana, e Claire sa bene a cosa stanno andando incontro: per Jamie rompere il giuramento fatto alla Corona vorrà dire essere considerato un traditore, rispettarlo significherà schierarsi dalla parte sbagliata della storia. Claire è combattuta tra la vita in un tempo al quale ormai sente di appartenere e la sua provenienza dal mondo moderno: la sua conoscenza degli eventi futuri potrebbe infatti essere una torcia in grado di illuminare il cammino di tutti coloro che ama, o di innescare un incendio che ridurrà le loro vite in cenere.

Una storia sbagliata
Giancarlo De Cataldo
Einaudi
In libreria l’11 novembre
Roma, anni Settanta, l’eroina infuria come un morbo fra la gioventù. Mentre i ragazzi muoiono, e la Banda della Magliana si prepara a prendere il controllo del mercato della droga, un poliziotto troppo intelligente per accontentarsi delle verità ufficiali comincia a porsi domande scomode. Il boom economico ha perso slancio e le conseguenze della crisi sono sempre più evidenti. La criminalità si organizza, lo scontro politico cresce. In Italia si apre una stagione carica di tensioni, ma anche ricca di entusiasmo e creatività. Le strade sono colorate da una generazione che vuole cambiare il mondo accordandolo al ritmo del rock. Per chi detiene il potere, una provocazione. Una sfida. Soprattutto un’occasione da sfruttare. Quando gli chiedono di occuparsi, in modo non ufficiale, della morte per overdose di una ventenne, il vicecommissario Paco Durante capisce che dietro la diffusione dell’eroina c’è qualcosa di più del semplice interesse economico. Ma ogni volta che si trova a un passo dalla verità, la vede svanire sotto il naso. A ostacolarlo sono mani invisibili che cancellano prove, mettono a tacere voci scomode e riscrivono la Storia. Così, tra inseguimenti, false piste e serate mondane – in cui si incrociano personaggi dello spettacolo, spie, sbirri e intellettuali di sinistra –, la sua indagine andrà avanti per anni. Fino a giungere a un inatteso, drammatico epilogo.

Le operazioni della Seconda Guerra mondiale in 100 mappe
Jean Lopez
L’Ippocampo
In libreria il 12 novembre
Questo libro presenta e commenta per la prima volta le 100 principali operazioni militari della Seconda guerra mondiale. Mappe chiare e dettagliate con linee del fronte, conquiste, rotte e strategie accompagnano esaurienti descrizioni dello svolgimento di battaglie avvenute in tutti i teatri di guerra – dall’Europa all’Asia, dall’Africa agli oceani – tra il 1937 e il 1945. Per ogni operazione si presentano inoltre comandanti, obiettivi, forze in campo, contromisure, bilanci e conseguenze. Un’opera innovativa che, accanto all’Infografica della Seconda guerra mondiale, offre uno strumento indispensabile per osservare da vicino lo svolgimento del maggiore conflitto del Novecento, del cui termine si commemora quest’anno l’ottantesimo anniversario.

Subsidia, i servizi dell’esercito romano
Giuseppe Cascarino
Il Cerchio
In libreria il 14 novembre
Nessun esercito può operare senza disporre di un’organizzazione che lo metta in grado di alimentarsi, di sopravvivere e di muoversi in sicurezza, a prescindere dalle qualità tecniche e combattive dei suoi soldati sul campo. Mentre una singola battaglia può essere decisa dalla fortuna, una guerra non può mai essere vinta senza un impiego attento e professionale della logistica, dei trasporti, delle costruzioni, delle informazioni e di tanti altri servizi che solo apparentemente possono apparire di secondaria importanza. Gli storici e gli studiosi del mondo classico si sono quasi sempre soffermati sull’analisi delle battaglie, sulle strategie e più in generale sulle operazioni strettamente militari dell’esercito romano, spesso trascurando questo fondamentale aspetto della macchina militare romana, poco conosciuto ma così determinante per il raggiungimento dei suoi obiettivi. Il testo, arricchito da centinaia di disegni, immagini, tabelle e utili appendici, delinea la storia, l’organizzazione e i dettagli dei “servizi” tecnici dell’esercito romano, analizzandone il ruolo in rapporto al conseguimento dei risultati.

Lo sterminio degli ebrei di Varsavia e altri testi sull’antisemitismo
Victor Serge
Lindau
In libreria il 14 novembre
Quando il maresciallo Pétain si recò in visita a Marsiglia nel dicembre 1940, la polizia effettuò numerose perquisizioni, arresti e rastrellamenti, soprattutto tra I rifugiati politici in attesa di visto. Si decise anche di trasferirne un gran numero su un transatlantico, il Sinaïa, dove furono tenuti lontano dalla città. Victor Serge fu uno di loro. In quell’occasione, a un ufficiale di polizia che gli chiedeva se fosse ebreo, con calma rispose: “Non ho quest’onore!”. Pur consapevole dei rischi che correva, voleva dimostrare la sua solidarietà verso quel popolo perseguitato. Del resto da diversi anni – come il lettore scoprirà dai testi contenuti in questo volume – informava il pubblico sulla sorte disumana inflitta agli ebrei di tutto il mondo e denunciava le ideologie e le politiche xenofobe e antisemite.

L’abisso e il Dio
Alberto Solia
Albatros
In libreria il 14 novembre
Istoreo, principe e medico di Eliopoli, diventa confidente e consigliere del suo amico Anaton, legittimo erede al trono d’Egitto, che però, dopo la misteriosa morte di suo padre, Ramesse, è stato scalzato dallo zio, Pepi-Ra, divenuto faraone. Il regno di Pepi-Ra è debole e corrotto, e porta l’Egitto verso la carestia e l’invasione straniera. Solo un uomo investito da un potere divino potrà tentare di mutare radicalmente il corso degli eventi. Ma tutto nella vita ha sempre una contropartita, che, talvolta, può essere tremenda. L’Abisso e il Dio è, insieme, un romanzo storico e un’acuta riflessione sul potere, sulla sua legittimità e sul rapporto tra il Divino e l’Umano.

L’atelier delle sorelle Shelton
Julia Kelly
Newton Compton Editori
In libreria il 14 novembre
Isabelle Shelton ha sempre trovato rifugio nel mondo ordinato dell’atelier di sua madre, lo Shelton Moda, mentre sua sorella Sylvia ha voltato le spalle alla famiglia anni prima, sposando un ricco medico che Izzie non ha mai sopportato. Alla morte improvvisa della madre, le due sorelle apprendono con stupore di aver ereditato insieme la boutique di famiglia. Izzie vorrebbe rilevare la parte di Sylvia, ma quando viene arruolata nelle waaf, è costretta a chiederle aiuto per tenere aperto il negozio. Sylvia, vedendo in questa occasione una possibilità di riconciliazione, decide di lottare per salvare l’attività e il legame con sua sorella. Attraverso lettere, ricordi e nuove scoperte, le due donne affrontano ferite del passato, nuovi amori e il peso dell’eredità familiare.

Gli Hamilton
Catherine Gore
Elliot
In libreria il 14 novembre
Quando la giovane e bella Susan accetta la proposta di matrimonio di Augustus Hamilton, un aristocratico affascinante e ambito, tutto sembra condurla verso una vita perfetta. Ben presto, però, Susan si rende conto che lo scenario roseo che aveva sognato è molto lontano dalla realtà. Augustus è un arrivista e un fedifrago, che con superficialità dedica le giornate ai vizi mondani. Inoltre suo padre, Lord Laxington, è un politico di primo piano, e così Susan si ritrova catapultata in un mondo che non desiderava, in giro per l’Europa e al centro della vita di corte durante il tramonto del regno di Giorgio IV. Se vorrà raggiungere la felicità, Susan dovrà superare molte delusioni e sofferenze e soprattutto scoprire quanta forza ci sia nel suo animo.

I taccuini di Norimberga. Uno psichiatra a colloquio con i criminali nazisti
Leon Goldensohn
Neri Pozza
In libreria il 14 novembre
Non sapevano niente; sapevano ma non parteciparono; si erano limitati a passare gli ordini; erano contrari alla Soluzione finale, ma come opporsi? Il 20 novembre 1945 si apre il processo che sarà considerato da molti pietra miliare del diritto internazionale e verrà celebrato nella città-simbolo del Reich millenario, Norimberga, che vide i raduni del Partito nazista e diede nome alle leggi razziali. La città rasa al suolo dalle bombe alleate, che per un capriccio della sorte avevano risparmiato il palazzo di giustizia e la prigione. Alla sbarra, i massimi gerarchi nazisti chiamati a rispondere di crimini immani per i quali non c’è nome né esatta contezza; a giudicare, otto membri per le quattro potenze vincitrici. Il mondo intero, dunque, guarda all’Aula 600 quando Leon Goldensohn, psichiatra militare ebreo americano, varca le porte del carcere di Norimberga. Per la scienza, è un’occasione irripetibile: il suo compito è individuare col dovuto distacco professionale la patologia che – dev’essere così – accomuna quella manciata di uomini spiegando le loro aberrazioni. Per sette mesi, quasi ogni giorno, si reca nelle celle, annotando con precisione conversazioni, visite mediche, test psicodiagnostici e sedute terapeutiche. I suoi incontri ravvicinati con Göring, Dönitz, Hess, von Ribbentrop, Rosenberg, Streicher, von Schirach, tra gli altri, sono una testimonianza dal valore unico documentale e umano. Mentre il medico ascolta in presa diretta menzogne e reticenze, deliri egotici e ossessioni degli imputati, non smetterà mai di cercare il germe del male, il peso della colpa.

Le opere di Dio
Giuseppe Berto
Neri Pozza
In libreria il 14 novembre
L’esordio di Giuseppe Berto sulla scena letteraria avviene nel dopoguerra: “Il cielo è rosso”, uscito nel 1947, narra la crudeltà del conflitto e la degenerazione morale e materiale che ne deriva. Ma il primo vero romanzo dello scrittore risale ad alcuni anni prima, a guerra ancora in corso: è nel campo di prigionia americano di Hereford, Texas, che Berto compone “Le opere di Dio”, pubblicato poi soltanto nel 1948. È un romanzo breve scritto all’insegna di un «inconsapevole approccio neorealistico», come spiega lo stesso Berto nel testo che, a partire dalla seconda edizione, sempre lo precederà. Se ne “Il cielo è rosso” si narrava di un gruppo di ragazzi che si arrangia a vivere fra le rovine di una città distrutta, ne “Le opere di Dio” sono le vicende di una famiglia di sfollati a occupare la scena. Poche le figure, ed essenziali: il capo famiglia Filippo Mangano, sua moglie, la figlia Effa, il figlio Nino, una nuora – la Rossa – e un nipote, il piccolo Filippo. La loro cascina è minacciata dalle bombe, dall’avanzare degli Alleati da sud, quando decidono di partire. Caricate le loro povere cose su un carretto, atteso il sorgere della luna, vanno. È l’inizio di una «corsa – a casaccio, a perdifiato – contro la morte», come la definisce Giulia Caminito nella sua prefazione: un viaggio che ha lo spazio di una notte nel corso della quale la famiglia si disgrega, senza ragione, improvvisamente. Mentre tutt’attorno si fa silenzio, le donne, con la loro forza, con la loro pietà, si assume – ranno il fardello della vita che deve continuare. Quella disperazione, quella compassione rendono ancora oggi “Le opere di Dio” un apologo senza tempo: testimonianza dell’orrore che colpisce le vittime di ogni guerra, ma anche racconto dolente di un desiderio – insopprimibile, seppure vano – di pace.

