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La ragazza delle meraviglie. L’incredibile storia di Joséphine D’Yquem – Christel De Lassus 

Recensione a cura di Donatella Palli

La collina di Yquem è ricoperta da un suolo ghiaioso che conserva una certa freschezza nelle calde giornate estive e trattiene il calore accumulato per la sera e la notte. Non potrebbero esserci condizioni più favorevoli alla maturazione delle uve prima delle vendemmie e allo sviluppo della muffa nobile”

La zona denominata Sauternes si trova nel sud-ovest della Francia, nella regione di Bordeaux. Situata nei pressi della Garonna, attraversata da un piccolo fiume, il Ciron; quest’area è famosa per la produzione di vini bianchi dolci e liquorosi resi unici dall’azione della “muffa nobile” originata da un fungo, il Botrytis cinerea.

Ed è qui che nasce Françoise Joséphine de Sauvage d’Yquem l’11 agosto 1768 sotto il regno di Luigi XV

La sua famiglia vive lì da sei generazioni e il suo avo Jacques de Sauvage, ricco commerciante, nobilitato, aveva fatto costruire un castello alla fine del sedicesimo secolo.

Il lavoro della De Lassus è fedele ai documenti e alle lettere ritrovate tanto da fornire una cronaca veritiera della vita privata di Joséphine e degli eventi pubblici che contraddistinsero il periodo in cui è vissuta : dall’Ancièn  Régime  alla Rivoluzione francese al periodo napoleonico e oltre. 

Diceva Talleyrand, parlando di come vivevano gli aristocratici sotto l’Ancien Régime :

“Chi non ha conosciuto la vita prima della Rivoluzione, non ha conosciuto la dolce vita”

E in effetti Joséphine cresce nel lusso, coccolata dai genitori, unica figlia, tra Yquem e i soggiorni invernali a Bordeaux. La sua fortuna è quella di avere un padre, Laurent che attribuisce una grande importanza all’educazione dei figli e al tempo da dedicare loro, contrariamente alla mentalità dell’epoca che affidava i figli a balie e istitutori.

Laurent non ha figli maschi a cui insegnare il mestiere di viticoltori e si occupa di educare la figlia che  segue il padre nei campi, fin da piccola, e partecipa a tutte le fasi della vendemmia.

“Sarà proprio questa precoce formazione a far sì che Joséphine verrà più in là considerata – specialmente durante la rivoluzione – una proprietaria terriera a tutti gli effetti, e non un’oziosa aristocratica avente come unico cruccio quello di trarre profitti dai suoi possedimenti”

Sarebbe sbagliato considerare facile la vita di questa ragazza, al contrario dovrà affrontaremolti dispiaceri e lutti ma è dalle tante difficoltà che emergerà la sua forza.

Nel 1782 a 14 anni Joséphine contrae il vaiolo, nessuna classe sociale viene risparmiata da questa malattia endemica.

Era stata Lady Montagu ad intuire la cura ma solo nel 1796 il britannico Edward Jenner realizza il vaccino. Molte coetanee della giovane, colpite dalla stessa malattia, si rifugiano in convento ma non Joséphine che, dopo un periodo d’isolamento, il padre riesce a riportarla nelle vigne dove dalle barrique il vino è adesso versato in bottiglie di vetro che hanno sostituito l vasi di stagno.

Dal porto di Bordeaux due terzi delle esportazioni vanno in Inghilterra, Fiandre e Paesi Bassi.

Presto per Joséphine inizia un periodo molto difficile per le morti ,a pochi mesi di distanza, della madre  e del padre. La giovane che ha solo 17 anni si trova ad ereditare tutte le proprietà, benché suo padre, previdente, le avesse già trovato un marito:

Louis Amédée, conte de Lur Saluces,  di una famiglia di proprietari terrieri e produttori di vini. Un matrimonio combinato ma perfettamente riuscito.

“A Joséphine spetterà la parte  di viticoltura e vinificazione, con l’aiuto degli intendenti, dei maestri di cantina e dei responsabili dei vigneti a Amédée la parte di commercio e vendita dei vini”

Il marito è militare di carriera e deve vivere a corte , così la famiglia si trasferisce a Parigi ma il mondo di Versailles non è adatto alla giovane , benché faccia amicizia con Rose Berin, creatrice di moda e Elizabeth Vigée Le Brun, famosa pittrice di Maria Antonietta.

“Versailles è un mondo chiuso, soffocante: Per essere felice. Joséphine ha al contrario bisogno di spazio di campagna, di libertà e soprattutto delle sue care viti di Yquem”

Josephine dovrà imporsi come interlocutrice di riferimento in una società poco abituata a lavorare con le donne. Gli anni che seguiranno metteranno a dura prova la sua forza di volontà: ha assunto un nuovo intendente Jean Garros che le sarà di grande sostegno per la sperimentazione di tecniche innovative.

La Francia è scossa dalla Rivoluzione , gli eventi tragici si susseguono con l’esecuzione del re (1793) tra il maggio 1793 e il giugno 1794 migliaia di francesi vengono ghigliottinati, tra i quali anche il suocero Claude de Lur Saluces.

La Francia è in guerra e l’arruolamento di massa determina la  scomparsa definitiva di buona parte della manodopera. Anche Joséphine viene arrestata benché riesca a provare che la  sua proprietà non è legata a privilegi nobiliari.Viene arrestata più volte , deve sopportare condizioni di vita durissime e la figlia più piccola muore.Joséphine non si arrende mai e continua a presentare petizioni perché le riconoscano le sue proprietà e le permettano di continuare a lavorare.

Con l’arrivo di Napoleone la situazione in Francia non migliora per le continue guerre e il figlio Antoine, sposato e padre di due figli ,intende seguire le orme del padre e si arruola per essere poi spedito in Russia dove viene fatto prigioniero. (1812)

Il blocco continentale imposto da Napoleone è una catastrofe per la regione di Bordeaux che ha sempre commerciato con l’Inghilterra. Pare che Joséphine faccia ricorso a navi corsare per passare il blocco e continuare le esportazioni.

Antoine ritorna dalla prigionia  ma muore all’improvviso nel 1823. Joséphine ha 55 anni ed è di nuovo sola., deve affidarsi al giovanissimo nipote Romain : spende i suoi ultimi anni di vita ad istruire il suo erede nella gestione della proprietà.

Yquem è diventato negli anni il grande cru del Sauternais.

Dopo la sua morte avvenuta nel 1851, nel 1855 Napoleone III decide di organizzare la prima esposizione universale che testimonierà il genio francese in materia industriale e commerciale. Tra i vini bianchi del Sauternais solo uno riceve il titolo di premier cru superieur : Le château d’Yquem

PRO

Non si può scindere la vita privata e di imprenditrice di questa grande donna dagli eventi tragici della sua epoca E’ come un ripasso di storia ben documentato.

CONTRO

Niente di specifico: alcune descrizioni molto tecniche con termini da addetti ai lavori come allegagione, invaiatura, agostamento non inficiano la comprensione del testo.

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Trama

Nel 1768 a Bordeaux nasce Françoise- Joséphine de Sauvage, da una famiglia di nobili di spada e di proprietari terrieri, con possedimenti intorno al Château d’Yquem, dove risiedono. L’infanzia di Joséphine trascorre tra le vigne e i profumi del territorio. La bambina accompagna i viticoltori e affianca il padre, desideroso di trasmetterle le sue conoscenze in materia di viticoltura e vinificazione. A diciassette anni Joséphine resta orfana di entrambi i genitori e diventa unica proprietaria dei suoi possedimenti. Lo stesso anno, il matrimonio con Louis-Amédée de Lur Saluces permette un ulteriore ampliamento di questi, secondo una classica strategia nobiliare. Amédée vive con la famiglia a Parigi e frequenta spesso la corte reale. Dopo tre anni di matrimonio, Joséphine passa dalle luci naturali del Sauternais alle abbaglianti luci di Versailles. Pur non amando i fasti di corte, il frequentarla è decisivo per le sorti del suo vino che diventa noto presso le cerchie che contano. Dopo qualche mese, la giovane nobildonna torna a Yquem dove nascono i suoi due figli, Antoine e Marie-Louise Anne Mathilde. A vent’anni, Joséphine rimane vedova e, a capo dell’azienda, viene chiamata a difendere i suoi terreni negli anni della Rivoluzione. Il sangue scorre nella Francia del Terrore, minacciando anche la regione di Bordeaux. Joséphine viene arrestata più volte ma, rilasciata, riesce a pagare i debiti dei familiari. Salva molti ma non riesce a salvare tutti: il suocero finisce infatti alla ghigliottina. Davanti alle avversità e ai numerosi lutti, dal 1799 si dedica anima e corpo al suo vino. La sorpresa la coglie, quando si accorge che quello rimasto nelle barrique durante gli anni della Rivoluzione ha assunto profumi fruttati più intensi. Il suo talento le fa intuire il ruolo della muffa nobile nel cambiare il vino e punta su questa caratteristica e sulle selezioni accurate dei singoli grappoli per elevarlo a un vino liquoroso d’eccezione. Da qui in avanti, si parlerà di Château d’Yquem e non più di un semplice vino di Sauternes. Nel frattempo Antoine sceglie una giovinezza sregolata che culmina nella carriera militare. Prigioniero in Russia, il primogenito ha comunque il merito di far conoscere lì il loro prodotto. Perde infine anche Antoine, e la triste notizia la porta a riporre tutte le sue speranze sul nipote Roman Bertrand che si occuperà dell’impresa familiare fino alla morte della nonna, nel 1851.

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