Ve lo siete mai chiesto? Gesti che chiunque associa all’Italia e che solo per noi italiani hanno un significato: “mano a borsa” o “mano a pigna”, per esprimere scetticismo o un qualche tipo di interrogativo; lisciarsi il mento col dorso della mano per dire “non me ne importa nulla”; formare una forbice con l’indice e col medio per suggerire all’interlocutore di “tagliare corto”; darsi una manata in fronte per significare che “ci si è dimenticati qualcosa”; il gesto dell’“aumma aumma”, quello in cui la mano traccia dei cerchi con le dita rivolte verso il basso, per indicare una situazione che appare un po’ losca, e così via.
Pensate gli italiani utilizzano nelle loro conversazioni quotidiane circa 250 gesti, che sorprendentemente sono conosciuti dalla stragrande maggioranza degli abitanti della penisola, nonostante le differenze dialettali e culturali che distinguono le varie regioni. Gli stranieri rimangono sempre un po’ perplessi, forse pure affascinati, da questa abilità tutta nostrana di coordinare, mentre parliamo, “lingua e mani con invidiabile eleganza”.

Molti pensano che sia solo un’abitudine colorita, un modo per dare enfasi alle parole, e in parte è vero. Ma la verità è molto più interessante, ha radici storiche anche se non è chiaro quando l’abitudine di gesticolare sia diventata così diffusa, distinguendo la comunicazione italiana da quella del resto del mondo.
Secondo alcuni storici era una forma alternativa di comunicazione tra il XIV e il XIX secolo, durante le occupazioni straniere da parte di Austria, Francia e Spagna: usando solo gesti era più difficile far capire agli invasori il contenuto delle loro conversazioni.
Secondo altre congetture si era reso necessario vivendo in luoghi affollati, chiassosi per farsi capire e attirare l’attenzione anche a distanza.

In realtà la causa è stata determinata dal fatto che fino all’Unità d’Italia, la particolarità del nostro territorio, diviso in tanti staterelli ognuno con il proprio dialetto, a volte così diverso da sembrare un’altra lingua, aveva reso difficile la comunicazione tra persone di regioni diverse, per cui il gesto aveva preso il posto della lingua comune. Un sistema di segni, movimenti e mimica che scavalcava le parole e arrivava dritto al significato.
Col tempo questa gestualità diventa parte integrante della lingua, radicandosi così profondamente nella cultura italiana da diventare parte della nostra identità. Perché in fondo, gesticolare è un’arte antica, un ponte che ci unisce e che ci rende inequivocabilmente italiani.



