Narrativa recensioni

La figlia del cartografo – Clare Marchant

Recensione a cura di Matilde Titone

Amsterdam 1569

Freida si raggomitolò in posizione fetale, la fronte premuta contro le ginocchia, gli occhi ben chiusi… L’aria nella credenza sapeva di chiuso, ma mamma le aveva detto che era fondamentale che non facesse alcun rumore, perciò trattenne il fiato e sperò di non starnutire. Di fuori per la strada giungevano urla ovattate e gli schiamazzi dei soldati che stavano razziando altre case. Solo quelle degli ugonotti, però, che avevano scelto di abbracciare la fede protestante seguendo la dottrina di Giovanni Calvino, non dei cattolici.

Il libro si apre con la descrizione di una razzia dei soldati spagnoli nelle case degli olandesi seguaci di Calvino. Siamo nel 1569.  Il conflitto in corso tra Spagna e Paesi Bassi non era una guerra a sé stante, ma era parte della Guerra degli ottant’anni (1568-1648), una lunga ribellione delle province olandesi contro il dominio spagnolo, caratterizzato dalla repressione sotto il Duca d’Alba e dalla crescente organizzazione dei ribelli guidati da Guglielmo d’Orange. Freida è una bambina sopravvissuta al massacro dei suoi genitori e di tanti Ugonotti che vivono ad Amsterdam. Mi ha colpito una frase: “noi avevamo scelto la fede sbagliata”. Sembra che la Storia non ci abbia insegnato proprio nulla a tutt’oggi. La vita di questa bambina poi donna, madre e cartografa si svolgerà a Londra, lontana dal suo Paese . Freida anche se profondamente segnata dagli eventi è una donna caparbia, volitiva e indipendente., pronta sempre ad affrontare le difficoltà dell’esistenza accanto ad un marito molto comprensivo e affettuoso.

Hay on Wye, Galles, giugno 2022

Robyn spalancò la porta del negozio e ci spinse sotto il cuneo di gomma per tenerla aperta…Il negozio aveva l’aria di una sala museale ormai abbandonata. Tuttavia, gli oggetti che aveva esposto con cura accanto alla vetrina attiravano potenziali acquirenti, ammaliati dall’assortimento di vecchie mappe, disegnate ancor prima che il mondo fosse stato compreso fino in fondo.

Cambia il contesto e siamo in Inghilterra ai nostri giorni, Robyn, una giovane giornalista che ha abbandonato Londra e la sua professione, vive ora nel Galles e aiuta suo padre nella conduzione di una libreria dove si vendono antiche carte topografiche. Robyn ha una vita quasi congelata per un evento luttuoso accaduto sette anni prima della scoperta della carta disegnata da Freida intorno al 1580. Anche Robyn è in cerca di una sua stabilità psicologica e anche lei ha volontà e determinazione nel percorrere anni difficili.

Due donne alla ricerca del proprio posto nel mondo, una carta topografica che idealmente segna loro il cammino per arrivare alla meta. Il filo rosso che unisce le due storie è l’amore per la Cartografia, per le mappe antiche che disegnano il mondo ancora non definito mettendo in evidenza ogni particolare utile ai naviganti o ai viaggiatori. Freida, figlia e nipote di cartografi, ne ha incisa una talmente bella, raffinata, minuziosa da aver attirato l’attenzione della Regina Elisabetta I e del famoso corsaro Francis Drake. Passati oltre 400 anni Robyn la ritrova, si incanta davanti a tanta bellezza e quasi ne ripercorre la genesi.

 Il personaggio di Freida è di fantasia, ma le donne nella cartografia esistevano realmente fin dall’antichità.

Aveva osservato con attenzione le infaticabili donne che coloravano le mappe incise dagli uomini, stando in piedi per ore …Freida aveva cominciato a cimentarsi con la colorazione all’età di  dodici anni, ma la sua attenzione era continuamente attirata dal processo di incisione

 “Spesso il mondo delle cartografe sembra essere nascosto, qualcosa di simile al cosiddetto lato oscuro della luna, dice Will C. Van Den Hoonaard nel suo “Map Worlds, a History of Women in Cartography”, libro dal quale l’autrice ha ricavato molte informazioni. Le donne erano incisore, pittrici e incollavano i fogli di una mappa in un libro. Le mappe olandesi del ‘500 e del ‘600  erano rinomate per la loro precisione e l’attenzione ai dettagli, frutto di strumenti innovativi e tecniche di rilevazione avanzate. Erano spesso decorate con elaborate incisioni e illustrazioni, che le rendevano non solo strumenti pratici, ma anche opere d’arte di grande valore.

Diviso tra romanzo storico e psicologico, impiantato su due piani temporali, intriso di notizie interessanti su diversi argomenti, dalla cartografia, un’arte che diede vita a veri capolavori, alla navigazione a vela, alla campagna del Galles dalle tinte meravigliose. Non manca una punta di “giallo” visto che la mappa è macchiata di sangue, tra avventure di corsari e scorrerie piratesche, desiderio di liberare il proprio Paese,  il libro si lascia leggere con facilità.

PRO

Una lettura scorrevole che lascia spazio a tante riflessioni sulle guerre di religione, antiche e ancora oggi attuali. Belle le descrizioni della Londra del ‘500, abitata da comunità di artigiani come quelle della Lime street, povera gente che si arrabatta per vivere e il contrasto con i lauti banchetti reali. A pari merito direi con le descrizioni dell’attuale Galles con i suoi piccoli paesini e una campagna da cartolina illustrata.

  CONTRO

Il giallo a me è sembrato un po’ tirato per la coda, improbabili ricerche e improbabili ritrovamenti.

La figlia del cartografo – Edizione cartacea
La figlia del cartografo – Edizione ebook

Trama

1569. Costretta a fuggire dall’Olanda per sottrarsi alla persecuzione spagnola, Freida Ortelius è decisa a ricominciare da capo a Londra e a tenere al sicuro la sua famiglia a qualunque costo. Figlia e nipote di rinomati cartografi, crea mappe che sono vere e proprie opere d’arte e presto il suo raro talento cattura l’attenzione della regina Elisabetta, che chiede il suo aiuto e quello del marito, capitano della Windfly, una nave pirata olandese, nella lotta contro la minaccia spagnola. Freida si imbarca così in una ricerca pericolosa le cui conseguenze riecheggeranno nel tempo. 2022. Dopo un tragico evento che ha congelato la sua vita per sette anni, Robyn sta cercando di ricostruirsi aiutando il padre nel suo negozio di carte geografiche antiche. Quando si imbatte in un’elaborata mappa di epoca Tudor macchiata di sangue, inizia a indagare, mossa come da un’urgenza che la catapulta in un mistero antico di secoli. Si ritrova così a Londra e poi ad Amsterdam, alla ricerca della verità. Una verità che potrebbe cambiare la sua vita per sempre. Dopo il successo di “Il profumo dei fiori di zafferano” e “La spia della regina”, Clare Marchant ci regala un nuovo irrinunciabile romanzo, una storia commovente che parla di donne e di coraggio, di seconde opportunità e del prezzo delle scelte che facciamo. E lo fa con una scrittura avvincente e due protagoniste indimenticabili.

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