Articolo a cura di Matilde Titone
A Roma c’è un detto: fare il giro delle Sette Chiese. È un detto veritiero che trae spunto da un percorso ideato da uno sconosciuto sacerdote fiorentino che nel maggio del 1551 prese dimora presso la Chiesa di San Girolamo della Carità a Roma, il suo nome è Filippo Neri. Spesso i fedeli si fermavano a chiacchierare con lui dopo la messa e poi tutti insieme facevano visita ai luoghi santi della memoria cristiana di Roma, in un percorso di circa 20 km che si snodava dalla Basilica di San Pietro sino a Santa Croce in Gerusalemme.

Nacque così il pellegrinaggio più famoso di Roma che abbracciava le chiese giubilari, appunto, le Sette Chiese: in origine erano quattro, San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, in seguito furono aggiunte S. Lorenzo fuori le mura, Santa Croce in Gerusalemme e San Sebastiano fuori le mura.
Papa Francesco per il Giubileo del 2025 ha aperto altre 13 chiese ai pellegrini di certo meno note delle precedenti ma non meno interessanti, così avrei pensato di portarvici, di farvi fare una passeggiata o più passeggiate con me per i Rioni romani che sono 22, ma noi ne vedremo 4 o 5; si estendono su una superficie di circa 16 kmq e indicano le zone del centro storico di Roma. A eccezione del Rione Prati, si trovano tutti all’interno cinta muraria di Roma, che comprende le Mura Aureliane, le Mura Gianicolensi e le Mura Leonine. Ogni Rione è identificato da una targa in marmo con su scritto il nome in base a un’idea di papa Benedetto XIV Lambertini (1748).
Iniziamo la nostra gita dal primo rione chiamato Monti perché nato su 3 dei sette colli su cui fu costruita Roma, Esquilino, Viminale e parte del Quirinale, il suo stemma è composto da 3 monti verdi su sfondo argentato. È un rione che incorpora zone diverse, dal foro di Augusto con la colonna Traiana che celebra la conquista della Dacia da parte di Traiano ai mercati di Traiano alla Domus aurea, alla Suburra alle grandi Basiliche romane, Santa Maria Maggiore, e S. Giovanni in Laterano.

Santi Silvestro e Martino ai Monti
Fondata nel IV secolo da Papa Silvestro I in via di Monte Oppio, ospita una cripta con le reliquie di martiri provenienti dalle Catacombe di Priscilla. L’annesso monastero, invece, fondato da Leone IV, fu inizialmente affidato ai Benedettini, poi al clero secolare, e infine, dal 1299, all’Ordine dei Carmelitani, già titolare della basilica. Non è certo la più bella del rione Monti, dove allocano altre Chiese di una bellezza straordinaria come S. Clemente, Santa Prassede, Santa Pudenziana, S. Agata dei Goti, oltre alle due maggiori basiliche romane, S. Maria Maggiore e S. Giovanni in Laterano. Volendo, qualora fosse aperta si potrebbe visitare la chiesa di S. Gioacchino e Anna ai Monti, di rito ortodosso.
Dal rione Monti percorrendo tutta la via dei Fori imperiali, arriviamo a S. Andrea delle Fratte, nel rione Colonna, il III rione romano, il cuore pulsante della città. Qui si trova la Camera dei Deputati e Palazzo Chigi, sede del Governo. Il nome del rione deriva dalla colonna di Marco Aurelio detta per errore Antonina. Qui si trova la chiesa giubilare di S. Andrea delle Fratte: nominata nel sec. XII “S. Andrea de hortis” perché era fuori dalla città, è un esempio di architettura “borrominiana”. Una volta entrati nell’unica navata, con una volta a botte, il consiglio è andare ai lati del presbiterio per ammirare gli angeli marmorei di Gian Lorenzo Bernini (1668-69) che lasciano gli occhi inondati da una bellezza struggente.
Una piccola curiosità: in questo rione ha vissuto Nikolaj Gogol e lo scrittore di fiabe Christian Andersen.
E dal III rione passiamo al rione Ponte, il V di Roma. Il nome deriva dal ponte che porta a Castel S. Angelo dalla parte opposta del Tevere. È il rione dove si trova la casa di Fiammetta, una delle cortigiane più famose di Roma, che ebbe per amante anche il Duca Valentino alias Cesare Borgia. Camminando si può ammirare la Fontana della Terrina a forma di zuppiera, per poi passare da via dei Coronari dove oltre alla casa di Fiammetta fanno bella mostra di sé mobili d’antiquariato di valore. Ma il rione nei secoli fu a vocazione turistica, infatti vi si trovavano tante locande che pare abbiano ospitato da Dante a Gogol e Goethe. Inoltre, abitarono qui artisti come Benvenuto Cellini, Francesco Borromini e Carlo Maderno.
In questo rione troviamo tre chiese giubilari:

S. Salvatore in Lauro
Dal 1600 rappresenta il Santuario della Madonna di Loreto a Roma e conserva una delle più antiche icone lauretane. Dal 2007 è diventato un luogo dedicato alla figura di Padre Pio da Pietrelcina. Questa chiesa fu eretta dalla confraternita omonima nel 1573 insieme all’oratorio annesso. Poiché era troppo angusta, fu riedificata nel 1737 dall’architetto Ferdinando Fuga e consacrata sotto i titoli del SS. Crocifisso e della Beata Vergine da Cristoforo d’Almeida, arcivescovo di Perge, il 20 ottobre 1738.
S. Maria del Suffragio
Fu realizzata grazie alla Confraternita del Suffragio, e creata con lo scopo di rivolgere preghiere in suffragio delle anime dei defunti. La facciata presenta due ordini di quattro lesene, che inquadrano in basso tre portali e in alto un finestrone centrale. L’interno è ad un’unica navata con cappelle laterali, coperta da una volta a botte lunettata, sono presenti due tele raffiguranti Daniele nella fossa dei leoni e la Resurrezione di Lazzaro (entrambe nell’oratorio) e gli affreschi con il Padre Eterno in gloria e l’Assunta nel coro opere del pittore barocco Giovanni Battista Benaschi.

San Giovanni Battista dei Fiorentini
Edificata nel XVI secolo, nel tempo è divenuta punto di riferimento per la comunità di fiorentini presenti nella città di Roma, soprattutto perché il primo parroco che venne chiamato a servizio di questa comunità, fu Filippo Neri, sacerdote fiorentino. La struttura per essere terminata vide l’importante contributo di molti dei più importanti artisti della storia italiana come: Donato Bramante, Raffaello Sanzio, Giuliano da Sangallo, Giacomo della Porta, oltre a Carlo Maderno con Francesco Borromini, a cui sono state riservate due sepolture proprio all’interno dell’edificio. Una curiosità, Onofrio del Grillo è qui sepolto. Proprio lui, quello che ha ispirato il film Il Marchese del Grillo con la magistrale interpretazione di Alberto Sordi.
QUALCHE CONSIGLIO
Qui per oggi terminiamo la prima parte del tour, virtuale è vero, ma già abbastanza faticoso da seguire anche sul pc… Abbiamo attraversato 3 rioni di Roma, i più centrali e antichi, potremmo pensare a una bella colazione in una delle pasticcerie di via Urbana, un pranzo veloce a Piazza di Pietra. Uno dei luoghi di Roma forse poco noti, ma di una bellezza pervasiva. Ci si arriva da via del Corso, la via dello Shopping che collega Piazza Venezia a Piazza del Popolo, le vie sono strette e ricoperte dai famosi San Pietrini romani, piccole pietre accostate a costruire la via, dove ci si rompono i tacchi quasi ogni giorno, e poi si apre questo spazio che accoglie da un lato il Tempio di Adriano, con le sue colonne ioniche solenni, imponenti, tanto da aver dato il nome alla piazza, dall’altro il Collegio dei Bergamaschi, un palazzo romano del 1700. Ci si può sedere in uno dei bistrò che costeggiano la piazza e consumare un pranzo veloce. E dopo una giornata a visitare Chiese e palazzi e piazze e gallerie, come la galleria Sordi, elegantissima che collega via del corso a Fontana di Trevi, si potrebbe tornare al rione Monti dove si trovano innumerevoli ristoranti di ogni specie, vegetariani, vegani, cinesi, giapponesi o … di cucina romana. Con un buon prosecco concludiamo la giornata.



