Nuovo mese, nuove letture! Come sempre noi di Tsd vi proponiamo le novità arrivate in libreria: dai grandi nomi della narrativa alle nuove voci tutte da scoprire. Un appuntamento fisso per non perderti nemmeno un titolo e lasciarti ispirare da storie sempre diverse.

Colpire Mussolini: Gli attentati al Duce e la costruzione della dittatura fascista
Mimmo Franzinelli
Mondadori
In libreria il 2 settembre
Tra il novembre 1925 e l’ottobre 1926, quattro attentati in serrata sequenza presero di mira Benito Mussolini. Progetti tirannicidi falliti che, paradossalmente, anziché agevolare il ripristino della democrazia e abbattere il regime fascista, si rivelarono decisivi per il consolidamento del potere del duce. Sulla base di fonti di polizia e di materiali conservati in archivi privati sinora inaccessibili, Mimmo Franzinelli non solo indaga in modo accurato la genesi e le dinamiche di ciascun attentato, ma ne restituisce la reale portata storica al di là di stereotipi e ricostruzioni romanzate. Di Tito Zaniboni, accusato di aver ordito l’«attentato» (le virgolette sono d’obbligo) del 4 novembre 1925, viene analizzata la contraddittoria personalità, guidata – come risulta dal ricco materiale biografico finora inedito – più da motivazioni di ordine esistenziale che politiche. Quanto invece ai tre tentati omicidi del 1926, la rigorosa ricostruzione dei preparativi e della loro esecuzione si accompagna a un’attenta analisi dell’impatto della «politica degli attentati» sulla situazione italiana, con l’accorta manipolazione propagandistica da parte del regime e la campagna per screditare oppositori ed esuli. Emergono così gli ostinati quanto velleitari sforzi dei settori più radicali del regime di ricollegare la mistica irlandese Violet Gibson a personaggi e ambienti dell’antifascismo, nonché il trattamento disumano riservato in carcere al militante anarchico Gino Lucetti. Fino al gesto di Anteo Zamboni, che fornì al regime il pretesto per l’approvazione delle «leggi fascistissime», la reintroduzione della pena di morte e la costituzione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Un saggio innovativo e documentatissimo, che mostra come la dittatura fascista abbia sfruttato la violenza per consolidare il proprio potere e «pone un quesito di persistente attualità sulla (dubbia) utilità di contrastare la nascente tirannia attraverso gesti individuali o complotti imperniati sull’eliminazione di un personaggio sorretto da un efficiente apparato di potere e forte di significativi consensi»

Platone. Una storia d’amore
Matteo Nucci
Feltrinelli
In libreria il 2 settembre
È un mattino d’estate del 415 a.C. e su un masso che sporge sopra il porto del Pireo sono appollaiati quattro ragazzini. Il canto delle cicale copre il brusio della folla. C’è aria di festa, ma la guerra incombe, e i quattro tacciono, assorti. Tra loro c’è un dodicenne dallo sguardo febbrile. Si chiama Aristocle e, cinque anni più tardi, per via delle ampie spalle, prenderà un nome destinato all’eternità: Platone. Accanto a lui, in quel mattino decisivo, l’uomo che ne racconta la storia. Questa storia. Una storia d’amore. È un romanzo di verità, quello che avete in mano. Un romanzo che per la prima volta ripercorre la vita del più grande filosofo di sempre. Bambino timido e facile all’ira, all’inizio. Sofferente per la morte prematura del padre, dominato da una madre onnipresente, e accudito da una sorella che lo accompagna nel mondo senza darlo a vedere, il ragazzo scruta le vicende del suo tempo con occhi onnivori e assiste attonito alla sconfitta di Atene contro Sparta. Gli zii lo invitano a partecipare a un’operazione politica sanguinaria, ma resiste. Ha conosciuto Socrate, infatti, l’uomo più strano di Atene, e con lui si consegna alla filosofia. La filosofia però non basta, Socrate viene condannato a morte. Platone allora parte verso Cirene e l’Egitto per trovare la sua strada. Sarà una strada retta e tortuosa assieme. Ciò che la segna, tuttavia, è l’eros, l’amore sensuale vissuto con ragazzi lascivi e uomini dalla mente brillante, e l’amore totalizzante, la passione sublime, il motore più potente dell’animo umano. Con il suo stile inconfondibile, Matteo Nucci ci regala un romanzo fuori dal tempo, frutto di anni di studio e di sana ossessione, con cui riesce a farci superare di nuovo la linea d’ombra della letteratura, rendendo la nostra esperienza di lettori un capitolo di vita epico, erotico, illuminante. Scopriamo in Platone un uomo sempre in lotta per realizzare giustizia e felicità, un “atleta dell’anima”. Seguendone dolori, fallimenti e amori, alla fine di questa lettura travolgente, ci ritroveremo diversi: cambiati nel profondo da uno scrittore filosofico capace di sfidare ogni luogo comune pur di dare a noi la possibilità di rimettere sempre in gioco il nostro modo di vivere il tempo che ci è concesso.

Le donne muoiono
Anna Banti
Mondadori
In libreria il 2 settembre
Anche in questo libro di racconti – uno dei più importanti – Banti ricrea un mondo guardato attraverso i destini delle donne. In una «trista casa» borghese ai primi del Novecento, donne di età diverse incrociano rituali, rancori, ambizioni (Conosco una famiglia…). Due fratelli, Lucilio e Priscilla, fuggono da Roma saccheggiata dai Vandali per inventarsi una nuova vita (I porci). Alle donne del XXVII secolo è preclusa la capacità di ricordare le vite passate e l’unica forma di immortalità per loro è l’arte (Le donne muoiono). Nella Venezia del Settecento, tra le orfanelle dell’Istituto della Pietà, una giovane spicca per il suo eccezionale talento musicale, in uno dei racconti più famosi (Lavinia fuggita). Sono vari gli spunti narrativi di questi testi, composti dal 1936 al 1950, nei quali Anna Banti esplora gli stati d’animo delle sue protagoniste, la loro solitudine sociale, la rivolta contro consuetudini che oggi riconosciamo come patriarcali, che le costringono in ruoli prefissati. Come osserva Giuliana Misserville, la raccolta Le donne muoiono (premio Viareggio 1952) pone interrogativi attualissimi: che cosa succede quando a una donna viene negato il diritto di creare? Abbiamo davvero superato l’idea che l’arte sia un territorio prevalentemente maschile? La risposta è in questi racconti, «da avvicinare solo» ha scritto Gianfranco Contini «alle pagine più supreme della Woolf».

Corta è la memoria del cuore
Giuseppina Torregrossa
Mondadori
In libreria il 2 settembre
Come succede che i rapporti tra madri e figlie siano simbiotici oppure conflittuali? E perché questi sentimenti estremi fioriscono soprattutto tra femmine? Le storie spesso danno risposte più persuasive della psicoanalisi e Giuseppina Torregrossa ne scrive una lunga cent’anni, quella delle donne della famiglia Accoto, una storia magica di silenzi e parole che si tramandano col sangue, generazione dopo generazione. Tutto comincia con Teresa, nata all’inizio del Secolo breve. È intelligente e tenace, ama leggere, si laurea. Proprio alla facoltà di Giurisprudenza incontra il suo futuro marito, Luigi, che la corteggia con lettere appassionate a cui lei oppone misura e dignità e una certa austera ironia che le apparterrà sempre. Cosa custodisce il silenzio di Teresa? Quale mistero? Sarà forse il suo strano dono, “l’occhio pesante”, capace di scrutare nell’animo altrui e di allungarsi sul futuro? Elena, la figlia maggiore di Teresa e protagonista del romanzo, si arrovella in questo cruccio da sempre. Fin da quando, bambina, si struggeva nel desiderio di una parola dolce o una carezza che puntualmente non arrivavano. Continua a chiederselo quando, divenuta lei stessa madre, cerca di tenersi la figlia più vicina che può e di non farle mancare mai la sua voce. Solo oggi, che Teresa è alla soglia dei cento anni ed Elena si ritrova nonna di due nipotine dalle voci limpide e libere, la protagonista sente che finalmente le madri e le figlie della famiglia Accoto hanno trovato una lingua comune, un filo che può tenerle insieme e forse salvarle. Con la sua scrittura evocativa e sensuale, illuminata dalla grazia dell’ironia, Giuseppina Torregrossa dà vita a una costellazione di personaggi indimenticabili e compone una genealogia femminile che attraversa un secolo di silenzi, conflitti e rinascite.

Il tesoro sepolto
Steve Berry
Nord
In libreria il 2 settembre
Filippine, 1945. Il generale Yamashita Tomoyuki alza il calice per congratularsi con i tecnici e gli ingegneri che hanno reso possibile quell’opera mastodontica: centosettantacinque caveau sotterranei, protetti da trappole mortali, in cui custodire le tonnellate d’oro e di oggetti preziosi confiscati ai territori occupati e che serviranno a ricostruire l’Impero. Poi Yamashita torna da solo in superficie e fa saltare tutte le uscite. Nessuno a conoscenza di quel bunker segreto uscirà vivo di lì.
Svizzera, oggi. Doveva essere un semplice favore: sorvegliare Kelly Austin, una dirigente della Banca di San Giorgio, e intervenire solo se strettamente necessario. Quando due uomini vestiti di nero puntano le pistole contro la donna, Cotton Malone non ha la minima idea di chi siano né per chi lavorino, però sa che deve agire. E l’istinto gli dice che questo è solo l’inizio… Dalla Svizzera alla Siberia, dalle montagne del Marocco alle profondità del lago di Ginevra, Malone si metterà sulle tracce di una cospirazione iniziata nelle Filippine alla fine della Seconda guerra mondiale e continuata nel silenzio per decenni. Perché chi gestisce i soldi gestisce il potere, e adesso qualcuno è pronto a uscire dall’ombra per creare un nuovo ordine mondiale…

La cena delle anime
Maria Laura Berlinguer
HarperCollins
In libreria il 2 settembre
In Sardegna, nella notte tra Ognissanti e il due novembre, le tavole vengono apparecchiate per accogliere i defunti. Per sa chena pro sos mortos si tirano fuori le migliori tovaglie ricamate, i piatti delle feste, l’aria si riempie di profumi di erbe e pane, in attesa che le anime tornino nelle case che hanno amato. Tutto questo Iride Dessì non lo ricorda più. Vive da anni lontano da Padria, il paese nel cuore aspro e luminoso del Meilogu, dove è cresciuta. È solo la morte del padre che l’ha riportata lì. Nella grande dimora dei Dessì, ricchi possidenti di Padria, tutto è rimasto com’era e nelle stanze cariche di memorie pare quasi di sentire gli avi sussurrare. È Tata, la donna che si è presa cura di lei quando era bambina, custode di saperi antichi e segreti mai rivelati, a guidare Iride tra le ombre che sembrano abitare ogni angolo. E che chiedono di essere ascoltate…
Per caso o per destino, una vecchia fotografia, ingiallita dal tempo, induce Iride a sfogliare le pagine del grande libro del passato, e a imbattersi in Mimì Oppes, trisavola ribelle
destinata a un matrimonio infelice. Così, Iride ripercorre una storia che ha il sapore della leggenda, rivive l’amicizia profonda tra Mimì ed Elisabeth Hope, donna inglese incredibilmente libera e indipendente, e l’amore travolgente e inatteso con Emanuele Manca, un leggendario bandito che faceva parlare di sé a Padria.

Il sol dell’avvenire
Pierre Lemaitre
Mondadori
In libreria il 2 settembre
Francia, primavera 1959. Louis Pelletier, invecchiato e con problemi di salute, ha venduto il suo prospero saponificio a Beirut e si è ritirato a vivere in campagna, alle porte di Parigi, insieme alla fedele moglie Angèle, riavvicinandosi così ai tre figli Jean, Hélène e François. Jean è sempre in balia delle sue frustrazioni e soprattutto della tirannica moglie Geneviève, madre crudele della giovane Colette e del piccolo Philippe. Colette, in particolare, è una formidabile ragazzina sensibile e appassionata, che nasconde un trauma molto doloroso che la fa maturare prima del tempo. Hélène inaugura con successo un programma radiofonico notturno, mentre François – brillante giornalista di un grande quotidiano nazionale e cronista televisivo – viene contattato dai servizi segreti per partecipare a una delicata operazione di esfiltrazione di una spia a Praga in piena Guerra Fredda. La missione sulla carta non sembra presentare grandi difficoltà, ma potrebbe rivelarsi molto pericolosa. Il sol dell’avvenire è il terzo romanzo della grande saga dedicata agli anni del secondo dopoguerra. Giocando con il genere e strizzando l’occhio a John le Carré, Pierre Lemaitre racconta speranze e delusioni di un’epoca in piena trasformazione in cui, dietro a un ottimismo di facciata, minacciose zone d’ombra lasciano presagire un futuro inquietante. In questo nuovo capitolo della storia della famiglia Pelletier, che è al tempo stesso un romanzo d’azione e spionaggio, i drammi intimi assumono così una dimensione universale e i sogni di progresso si scontrano con le prime avvisaglie di un mondo in declino.

Le lettere della figlia del mercante
Split-Ink Stories
In libreria il 3 settembre
Parigi, XVIII secolo. Tra il lusso dei salotti e il caos dei mercati, Éloise, figlia di un ricco mercante, custodisce un segreto che potrebbe distruggere tutto.
Lettere sigillate con promesse proibite passano di mano in mano, mentre i pettegolezzi si diffondono e le verità diventano pericolose. Quando il confine tra dovere e desiderio si assottiglia, Éloise dovrà scegliere tra le regole imposte dalla società e la voce del suo cuore.
Ma ogni parola scritta ha un prezzo… e alcune verità non dovrebbero mai essere svelate.

La regina dei due mondi. Il romanzo d’Isabella di Castiglia
Lisa Laffi
Tre60
In libreria il 5 settembre
Spagna, 1461. A dieci anni Isabella, nelle cui vene scorre il sangue aristocratico e maledetto dei Trastámara, viene convocata a corte dal fratello Enrico, re di Castiglia. Non è tanto l’affetto a indurlo ad avvicinarsi a lei e al fratellastro Alfonso, quanto la mancanza di un erede. Nessuno pensa che la corona possa veramente andare a una donna, ma nella mente di Enrico la giovane può diventare un’importante pedina per le alleanze matrimoniali.
Di lì a poco, invece, il destino toglie dalla scacchiera tutti gli uomini e Isabella sale al trono. Presto diventa una delle figure più significative del secolo: artefice del Regno di Spagna, protettrice di Cristoforo Colombo, madre di quattro regine, sarà considerata da alcuni una santa e da altri una sovrana sanguinaria, perché il suo regno sarà fondato sulla fede ma anche sul sacrificio degli Ebrei e dei Mori cacciati dall’Andalusia.
Quando la morte piomba sul suo popolo e sui suoi figli, Isabella combatte per salvare il regno dalle mire dei suoi rivali con il sostegno del marito Ferdinando d’Aragona ma anche di molte donne, di cui saprà comprendere il grande valore. Dallo splendore dell’Alhambra ai campi di battaglia insanguinati e ai meandri oscuri del palazzo di Segovia, questa è la storia di Isabella, raccontata dalla sua stessa voce.

Il pane non può aspettare
Pier Vittorio Buffa
Neri Pozza
In libreria il 5 settembre
L’estate dei ragazzi di Cabiaglio, un piccolo borgo alle porte di Varese, è scandita da una serie di rituali. Quello del pane con l’uva la prima domenica di settembre, che chiude la stagione dei bagni nei torrenti, della polenta alla cappella degli asini e delle corse in bicicletta, è il loro preferito. A impastare quel pane è Aristide, che ha preso il posto di suo padre, ucciso di botte e di dolore dai fascisti. In quel forno di famiglia che, grazie al calore e alla forza di sua madre Innocenta, si fa cuore della comunità. Aristide appartiene a un gruppo di sette ragazzi di età diverse, ma in un paese di poche anime le differenze non contano, conta solo stare insieme. Quella domenica del settembre 1938, spensierata e leggera, sarà l’ultima che li vedrà tutti ancora insieme, dalla stessa parte. Quando, cinque anni dopo, il maresciallo Badoglio annuncia l’armistizio, le strade di Cabiaglio si riempiono di gente, le mani a conca intorno alla bocca per gridare al mondo e a sé stessi che la guerra è finita. Aristide e Innocenta si guardano negli occhi, senza bisogno di dirsi il sollievo: allora lui non dovrà più partire soldato, forse potrà restare a fare il pane. Ma il pensiero corre veloce agli amici di un tempo ora lontani, a chi ha sposato il regime e a chi lo avversa, a chi scrive lunghe lettere dalla Grecia e a chi è appena ripartito per il fronte. Come in tutt’Italia, i giorni dopo quell’8 settembre saranno cruciali anche per i sette ragazzi di Cabiaglio e per le loro famiglie, giorni in cui decidere se e contro chi continuare la guerra, giorni in cui essere pronti a morire senza aver iniziato a vivere davvero, giorni in cui donne e uomini, partigiani, repubblichini, prigionieri e disertori si troveranno faccia a faccia con un fucile in mano e dovranno scegliere chi e che cosa salvare.

Come fiori sul ghiaccio
Kat Gordon
Tre60
In libreria il 5 settembre
Islanda, 1910. Freyja e Gudrún sono sorelle e vivono con il padre in una fattoria sulla costa islandese. Una notte, nel mezzo di una violenta tempesta, salvano da un naufragio un marinaio danese di nome Tomas. Misterioso e affascinante, il giovane viene accolto in casa e diventa una parte fondamentale delle loro vite, soprattutto di quella di Freyja. Ma dopo aver sconvolto in breve tempo i rigidi equilibri patriarcali della loro famiglia, Tomas scompare inspiegabilmente senza lasciare traccia.
1975. Sigga è una ragazza alla ricerca della propria identità e indipendenza, in un contesto di fermento sociale e di lotta per i diritti delle donne. Ha deciso di trascorrere un po’ di tempo con la nonna, a cui è molto legata, quando viene a sapere che in montagna, vicino a Reykjavík, è stato rinvenuto il corpo di un uomo perfettamente conservato nel ghiaccio. La nonna, una donna forte e spregiudicata, sembra essere molto turbata dal ritrovamento. Ma a chi appartiene quel corpo? E se la scoperta facesse riemergere un segreto sepolto da decenni?
Paesaggi sconfinati e selvaggi fanno da sfondo a questo romanzo che non è solo l’appassionante racconto di un mistero sepolto nei ghiacci d’Islanda, ma anche un’emozionante storia di donne che, grazie alla loro resilenza, si rifiutano di sottostare a tradizioni e valori che limitano la loro libertà.

Andavano per mare
Marco Valle
Neri Pozza
In libreria il 9 settembre
Dall’alba del primo millennio, gli italiani percorsero in lungo e in largo il Mediterraneo determinando le fortune di Amalfi, Genova, Venezia, Pisa ma anche di Ragusa di Dalmazia, Savona, Gaeta, Trani, Noli, Ancona. Uno sforzo corale che attraversa i secoli proiettandosi oltre le Colonne d’Ercole, verso l’impossibile, l’irraggiungibile. Su fragili gusci, un pugno di coraggiosi folli veleggiò verso l’Equatore o i ghiacci eterni. Nel 1431, il veneziano Pietro Querini fa naufragio a nord della Norvegia e, salvato dai locali che prendono a venerarlo come un dio, assaggia il baccalà che riporta in laguna, dove diventa cibo tipicamente veneto. Nel XIII secolo, l’ammiraglio genovese Benedetto Zaccaria alterna il servizio alla patria alle scorrerie corsare per conto di Bisanzio e della Francia. Nel XVI secolo, Giovan Dionigi Galeni, fatto schiavo in Calabria, diventa ammiraglio del sultano. E poi i più noti: Verrazzano, Vespucci, Pigafetta, i Caboto… Su tutti spicca Cristoforo Colombo: dopo di lui l’estremo Occidente non avrà più misteri. Avventure straordinarie e rischiosissime, ritmate dal frastuono dei marosi e dall’alito dei venti, in balìa della solitudine, del sole, del gelo, dalla sete e dalla fame. Storie di uomini di mare ma anche di astronomi geniali, temerari letterati, giramondo inquieti. Storie lontane, ma anche storie di oggi, che quest’Italia distratta e molto terricola ha spesso dimenticato. Ed ecco il motivo, la ragione di questo libro: ritrovare, riannodare quel lungo filo blu che si dipana dalle galee medievali e dalle caravelle colombiane e arriva sino al Rex che inalbera il Nastro azzurro, a Luigi Rizzo e Tino Straulino, alla saga di Azzurra, a Enzo Maiorca e Giovanni Soldini.

I sette imperi. La stirpe del fuoco
Andrea Frediani
Newton Compton Editori
In libreria il 9 settembre
Nell’Atene del V secolo a.C., devastata da peste, carestie e guerre, Menas scopre per caso un’arma potentissima: un fuoco che non si spegne mai, destinato a diventare celebre come “fuoco greco”. Mentre la città è allo stremo, sua moglie Kora vorrebbe usarlo per ottenere potere, ma Menas, fedele ai valori democratici, si oppone. La loro scelta li divide per sempre, dando origine a due rami familiari destinati a scontrarsi nei secoli. Attraverso i più grandi imperi della storia – dal macedone al romano, dal persiano al bizantino, dal Sacro Romano Impero a quello ottomano, passando per lo sterminato impero mongolo – i discendenti di Menas e Kora si ritroveranno sempre al centro dei grandi eventi della storia: nel corso dei secoli combattono e si sacrificano, istituiscono sette e confraternite religiose e creano un potere-ombra, per controllare il segreto del fuoco eterno. Una saga appassionante ed epica che intreccia libertà e tirannia, ambizione e altruismo; solo dopo duemila anni di avventure parallele, che talvolta si incrociano sui campi di battaglia e nelle corti imperiali, arriverà la resa dei conti, nel drammatico scenario della caduta di Costantinopoli.

L’ultima guaritrice
Giulia Dal Mas
Tre60
In libreria il 9 settembre
Austria, 1938. Ada Meyer, figlia di una nobildonna fiorentina e di un generale tedesco, sta trascorrendo un periodo nella villa di famiglia sulle sponde del lago di Costanza. A breve dovrà tornare a Firenze per sposare un uomo che non ha scelto ma, quando incontra Karl Berger, un architetto che lavora per suo padre, se ne innamora: è un uomo brillante e con un profondo senso della giustizia. Karl tuttavia è ebreo, e l’Austria sta per essere annessa alla Germania di Hitler…
Cavalese, 1938. Marlena è una giovane maestra di scuola ma tutti la chiamano guaritrice per la sua grande conoscenza delle erbe e del corpo umano. Quando Ada e Karl, in arrivo dall’Austria con un gruppo di fuggiaschi, chiedono il suo aiuto per curare un bambino ammalato, Marlena capisce che il suo intervento sarà cruciale per salvarlo. Ma il breve passaggio di Ada e Karl in Val di Fiemme lascerà per sempre un segno nella sua vita…
Cavalese, 2024. Quando Ester, la proprietaria della locanda del paese, riceve la telefonata di Giulio Corsini, un avvocato fiorentino, scopre l’esistenza di alcune lettere mai spedite e indirizzate a Marlena Pilcher, sua nonna adottiva. Giunta in Toscana, fra le antiche mura di palazzo Abati, Ester scopre la storia di una famiglia, di un legame inatteso e di un grande amore. In un viaggio sulle orme del passato, Ester solleva così il velo di segreti che da sempre aveva avvolto le sue radici e, grazie all’aiuto di Giulio, scopre una nuova sé, pronta ad andare incontro a un futuro autentico e luminoso.

L’ultimo segreto
Dan Brown
Rizzoli
In libreria il 9 settembre
Mentre si trova a Praga con Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche e sua compagna, Robert Langdon si ritrova all’improvviso in un incubo: Katherine è sparita dalla camera d’albergo senza lasciare traccia. E non si tratta di un banale rapimento: forze occulte, attive dall’alba della storia, sono responsabili della scomparsa.
Tra antichi castelli, grandi cattedrali e labirinti sotterranei, Langdon si trova a esplorare il lato oscuro della città, deciso a portare alla luce segreti rimasti celati per secoli. Ma la sfida che gli si para davanti si rivelerà diversa, e ancora più difficile, di quelle che ha vinto in passato. Una sfida per salvare non solo la propria vita e quella di Katherine, ma il destino dell’umanità intera.

Il libro nero. Il genocidio nazista nei territori sovietici 1941-1945
Il’ja Ehrenburg
Vasilij Grossman
Mondadori
In libreria il 9 settembre
Nelle file dell’esercito tedesco che nel giugno del 1941 attaccò e invase l’Unione Sovietica c’erano decine di migliaia di uomini della Gestapo e delle SS ai quali Hitler aveva espressamente ordinato di «cancellare dalla faccia della terra» ebrei, bolscevichi e altre «razze inferiori». Il genocidio fu messo in atto con atroce zelo, soprattutto nei confronti degli ebrei. Mentre i roghi dei ghetti e i forni dei campi della morte erano ancora accesi, a Mosca sorgeva il Comitato ebraico antifascista, intenzionato ad animare la resistenza contro lo sterminio degli ebrei russi. Dopo la controffensiva dell’Armata Rossa, artisti, scrittori e intellettuali ebrei, tra i quali Vasilij Grossman e Il’ja Erenburg, percorsero i territori sovietici e non solo occupati dai tedeschi intervistando i sopravvissuti e raccogliendo diari, lettere, appunti dei «sommersi», in un viaggio dalle sponde del Baltico alla Crimea, dalla strage di Marjupol’ al ghetto di Varsavia, ai campi di Treblinka e Auschwitz. Testimonianze sulla «soluzione finale» nell’Europa orientale destinate a diventare un libro. Tuttavia, dopo il 1945, il Comitato ebraico antifascista attirò i sospetti di Stalin e dei servizi segreti sovietici, che accantonarono il progetto di pubblicazione e attuarono una vera e propria persecuzione nei confronti dei collaboratori di Grossman ed Erenburg. Irina, figlia di quest’ultimo, riuscì però a salvare una copia del volume, che finalmente, dopo edizioni parziali negli USA, in Romania, Israele e Ucraina, uscì in Germania nel 1994 ridando voce a innumerevoli vittime della più grande pulizia etnica del Novecento.

La bastarda degli Sforza
Carla Maria Russo
Neri Pozza
In libreria il 9 settembre
Milano, 1472. I lunghi capelli morbidi come la seta e biondi come il grano, gli occhi nocciola spruzzati di verde: Caterina Sforza, figlia illegittima del duca di Milano, ha una bellezza fuori dal comune, ma non è questo a renderla unica. Già da piccola si distingue per l’indole ribelle, coraggiosa fino all’imprudenza, fiera. È appassionata di studi scientifici, così come di caccia, strategia militare e combattimento: arti in cui, se non fosse per il corpo esile, supererebbe i fratelli, con i quali le è concesso di crescere alla pari. Una stravaganza per l’epoca ma non per la famiglia, in cui già la madre di suo padre, Bianca Maria Visconti, sposa di Francesco Sforza, era scesa in battaglia a fianco del marito per riprendersi Milano. A nove anni, però, la vita di Caterina cambia per sempre. Suo padre, Galeazzo Maria Sforza, uomo temutissimo per gli eccessi e la sregolatezza, seppur benevolo verso quell’unica figlia così particolare, non esita a sacrificarla alla ragion di Stato, dandola in sposa, insieme alla dote del Ducato di Imola e Forlì, a un uomo vile e crudele il cui unico merito è essere il nipote del papa, fondamentale alleato contro Venezia. Sebbene cresciuta libera, Caterina sa di doversi piegare. Da quel terribile affronto tuttavia nascerà una donna senza paura; dai rivolgimenti della Storia una combattente che si metterà a capo di un esercito, che saprà essere spietata anche con la sua stessa carne, che verrà ricordata col titolo di Leonessa di Romagna.

Tutto il mio folle amore
Francesco Carofiglio
Garzanti
In libreria il 9 settembre
Luglio 1943, Bari. Un corteo pacifico di studenti che festeggiano la caduta del regime si imbatte in un presidio di soldati e miliziani. Gli spari lacerano l’aria rovente e spezzano decine di giovani vite in marcia per la libertà. Alessandro Latorre, diciassette anni, assiste impotente a una violenza efferata, destinata a segnare per sempre la sua generazione. Per lui, come per tanti altri ragazzi, quella è l’estate in cui l’innocenza finisce. Italo Acquaviva, detto Lallo, è il «cugino gemello» di Ale, nato lo stesso giorno dello stesso anno. Sono opposti e inseparabili. Lallo è un ribelle, campione dello sport, giovane promessa del circolo canottieri della città; Ale, impegnato in politica, frequenta brillantemente il liceo classico e suona nei Jazz Boys, una piccola band clandestina. A settembre, dopo l’armistizio, un gruppo di giovani intellettuali occupa la sede di Radio Bari, e in breve tempo lo strumento di propaganda del Regime si trasforma nella più importante voce della lotta di liberazione in Europa. È proprio negli studi radiofonici che Alessandro incontra Carolina Fitzgerald, una ragazza italo-irlandese rifugiata a Bari con la famiglia dopo il bombardamento di Roma. Carolina è brillante, ironica, bellissima, e canta divinamente. Le vite dei ragazzi, in bilico sullo strapiombo del mondo, stanno per cambiare, per sempre.

Contadini e signori
Theodor Kallifatides
Crocetti
In libreria il 9 settembre
“Contadini e signori”, primo romanzo della trilogia che ha consacrato Theodor Kallifatides tra i maggiori scrittori europei del Novecento, racconta la vita a Ialos, un paesino del Peloponneso meridionale, nel periodo che va dal 1941 al 1944. Prima arrivano le truppe di Mussolini, poi l’esercito nazista, che dà subito prova di essere molto peggio. Ma lo sguardo del romanziere, tenero, compassionevole e pieno di affettuosa ironia, si concentra sugli abitanti, che cercano di sopravvivere tra paura, fame, accettazione e resistenza: il prete eterodosso, il pasticciere, il sindaco collaborazionista, i contadini, il maestro comunista, lo scemo del villaggio, e soprattutto le mamme e le nonne, vere protagoniste di un’opera che fin dalle prime righe rivela il proprio impianto corale. I destini individuali si intrecciano sullo sfondo di una società diseguale e piena di contraddizioni, che tanto somiglia a quelle odierne.

Come isole nel mare
Nuria Pérez
Nord
In libreria il 9 settembre
1873. Mary non sa come sia arrivata su quella nave che da giorni solca un oceano freddo e grigio. Non sa nemmeno chi siano le persone che la circondano, come lei ignare di cosa stia accadendo. Una sola cosa è certa: in un momento di debolezza, Mary si è macchiata di una colpa gravissima. Un gesto sconsiderato di cui forse ora sta pagando il prezzo?
1998, Madrid. 7 isolati, 45 cestini, 9 strisce pedonali separano Marta dal suo luogo di lavoro, il Museo Sorolla. Marta conta sempre, conta tutto, un’ossessione che l’ha isolata dal mondo e che l’ha spinta a nascondere una delle porcellane in esposizione, perché diversa dalle altre. Ma qualcosa cambia quando Marta inizia a trovare messaggi cifrati nascosti nel museo. Chi è V., il misterioso mittente, e perché ha deciso di scriverle?
1998, Londra. Adela aveva una vita perfetta. Almeno finché non ha scoperto che il marito ha un’amante e tutto è crollato. Adesso la sua carriera di scrittrice è in crisi e ogni cosa intorno a lei sembra tradirla, perfino la vecchia foto scattata durante una visita al Museo Sorolla di Madrid, da cui Adela ha l’impressione che, a volte, una delle porcellane sparisca. Possibile che stia perdendo la ragione?
Mary, Marta e Adela non si conoscono, eppure c’è un filo sottile che lega le loro storie. Come isole alla deriva nello stesso mare, le loro vite si sfiorano e s’intrecciano in modi inattesi, rivelando connessioni invisibili e segreti sepolti nel tempo. E sarà proprio grazie a queste connessioni che riusciranno a trovare la forza di prendere in mano la propria vita, di cercare nuove strade là dove sembrava ci fossero solo ostacoli, di intraprendere il cammino verso la felicità.

La riscoperta dell’America
Ned Blackhawk
Neri Pozza
In libreria il 12 settembre
È vicenda tristemente nota che i nativi americani, fin dai primi contatti con gli europei, siano stati depredati dei loro territori, privati della loro cultura, sterminati senza pietà, forzati all’esilio. Spinti, insomma, agli estremi margini di una società edificata a proprio uso e consumo da altri: i colonizzatori bianchi. Nel tentativo di alimentare un immaginario sempre più mitologico di sé stessi, per lungo tempo i bianchi hanno cercato inoltre, non senza un certo successo, di cancellare i nativi dalla storiografia ufficiale, di relegarli nell’ombra come una sorta di lato oscuro del sogno americano. Fin dalla Dichiarazione d’Indipendenza, ingabbiati nei cliché di “spietati selvaggi”, poi di grotteschi scotennatori hollywoodiani, o nel migliore dei casi di dispensatori naïf di saggezze perdute, i nativi sono stati da sempre attivamente partecipi della formazione degli Stati Uniti così come li conosciamo. Ned Blackhawk, membro degli Shoshoni Occidentali del Nevada, storico dell’Università di Yale, con questo saggio monumentale che sfugge a ogni tentazione agiografica contribuisce in modo determinante a riconcepire la storia americana, dando conto di cinque secoli di interazione, certamente traumatica, tra nativi ed europei, ma restituendo ai primi lo spazio dovuto nel mito fondativo della nazione. Dagli indiscutibili inferni che hanno attraversato ai loro altrettanto indiscutibili trionfi. La riscoperta dell’America, che nel 2023 è valso al suo autore il National Book Award, è un testo imprescindibile per comprendere, con profondità di analisi, una storia finalmente inclusiva dei “primi custodi del giardino” americano.

Le dita mozzate
Hannelore Cayre
Edizioni LeAssassine
In libreria il 12 settembre
La brillante e ambiziosa paleontologa Adrienne Célarier scopre in Dordogna una grotta le cui pareti sono ricoperte di mani femminili mutilate e all’interno della quale vengono trovati due scheletri risalenti a 35000 anni fa. L’analisi dei resti rivela che si tratta della scena di un crimine. La storia si sposta allora indietro nel tempo e ci fa fare la conoscenza di Oli, la protagonista, una ragazza ribelle e coraggiosa appartenente a una tribù di Homo Sapiens. Stanca di subire continui soprusi per il solo fatto di essere nata femmina, Oli infrange tutte le convenzioni sociali a rischio della sua stessa incolumità. La sua ribellione getterà nel caos la comunità e sfocerà in una serie inaudita di violenze. Le dita mozzate è un noir atipico, in cui il nostro passato remoto diventa lo sfondo perfetto per indagare la nascita della sottomissione femminile e le sue origini. Le avventure di Oli, i suoi numerosi incontri con altre tribù e la sua lotta per essere rispettata al pari degli uomini, gettano una luce feroce sulle spietate dinamiche che regolano la sopravvivenza dell’umanità e su verità che molti preferirebbero negare.

Marmo e fango. Amore e possesso nella Roma di Gian Lorenzo Bernini
Alessandra Giovanile
Nua
In libreria il 12 settembre
Roma 1629. Costanza Piccolomini è una giovinetta imparentata alla lontana con un ramo minore della famiglia che diede ben due papi alla chiesa. Il padre è impiegato nelle scuderie di un notabile portoghese e lei concorre, come molte altre fanciulle di Roma, con la sua ineccepibile onestà, al conseguimento delle doti di nozze messe a disposizione da alcune confraternite religiose. Matteo Bonucelli è un giovane scultore lucchese, giunto da poco nella città eterna, desideroso di farsi strada nel folto stuolo di artisti che la popola, non solo come artigiano ma anche come restauratore e mercante di sculture antiche. Lorenzo Bernini è appena diventato soprastante ai lavori della basilica vaticana, è l’artista più impegnato di Roma, straordinariamente ricco, oggetto di ammirazione e al contempo di feroce invidia da parte degli uomini della sua cerchia. Vive nel costante terrore di perdere ciò che si è guadagnato con il lavoro, ma anche attraverso il favore sperticato del Papa regnante. Giuliano Finelli è suo amico e tra i suoi collaboratori più stretti: hanno lavorato insieme fin da ragazzini, ma ora che “il bernini” è a capo della bottega paterna, desidera un riconoscimento più forte e incarichi che gli diano lustro. In una Roma polverosa e fremente, popolata da febbrili temperamenti artistici e scena della fioritura barocca voluta da Urbano VIII, si consumano le più terrene delle passioni: amori, invidie, tradimenti, rotture insanabili, ma anche l’ambizione, il furore e infine il rimorso.



