“Quella che stava vivendo era un’esistenza nuova e lo lasciava confuso.”
La nuova vita di Marco Leon, ex componente degli Angeli Neri, corpo segretissimo dell’Inquisizione di Stato veneziana, è lontana dall’azione e dal pericolo. Ha deciso di congiungersi in matrimonio con l’inglese lady Marion Benthan Bell, che i lettori affezionati della serie hanno imparato a conoscere. Siamo al quinto capitolo della serie e Marco Leon ora conduce una vita tranquilla come bibliotecario di Ca’ Damiani, al cospetto del nobiluomo Lazzaro Damiani che lo tiene in grande considerazione come uomo di cultura. Ma la vita a Venezia, si sa, non è mai veramente tranquilla.

“Ivo Stupich giaceva accanto alla ruota del timone, disteso in una pozza di sangue. Aveva gli occhi sgranati e la bocca spalancata, rivolta al cielo come per un silenzioso grido di stupore. Sotto il mento gli si apriva uno squarcio rosso. Qualcuno gli aveva tagliato la gola.”
È il 1754 e la nave “Leonessa dei mari” si incaglia alla bocca di porto. Il timoniere viene ritrovato con la gola squarciata accanto al timone. A bordo, nessuno sa chi sia stato. L’omicida si è dileguato senza lasciare alcuna traccia. È solo la prima delle brutali morti che Paolo Lanzotti inserisce nel suo thriller storico. È la prima biglia che scende inesorabile il piano inclinato della storia.
La macchina della giustizia e dell’inquisizione veneziana si mette subito in moto. La morte è sospetta ma va tenuta comunque nell’ombra, soprattutto perché a pochissime ore di distanza viene ritrovato senza vita, tra le calli e i campielli della città, un giovane ragazzo che risponde al nome di Fabio Groggia. Quest’ultimo era già noto alle cronache cittadine perché legato mani e piedi a diversi nobilhomini veneziani. Alvise Geminiani, inquisitore a capo degli Angeli Neri, non può che rivolgersi nuovamente a Marco Leon e chiedere il suo aiuto.
“Gli Angeli Neri e gli intrighi coi quali aveva combattuto per sei lunghi anni erano ricordi di un tempo, recente e già remoto, destinato a non tornare più. Sarebbe stato ipocrita se avesse negato di provare un po’ di nostalgia per quel periodo tumultuoso”.
Per Marco Leon è impossibile rifiutare. La sua grande capacità di indagine e la sua perspicacia lo mettono al primo posto tra coloro che possono risolvere la matassa. Venezia è una laguna piena di intrighi e di sotterfugi. Le indagini conducono ben presto lo sguardo verso il Lazzaretto Vecchio: quell’isola della laguna dove le merci in arrivo dall’estero dovevano essere confinate, insieme all’equipaggio, per il tempo di quarantena utile per definirle “sicure” prima dell’introduzione in città.

Il priore del Lazzaretto Vecchio, Vincenzo Bisson, non passa uno dei suoi periodi migliori. Sempre scontroso, agitato, nervoso e irascibile, si rifugia nell’alcool per affogare le sue incertezze e problematiche. Alle sue spalle il sottopriore Gaspare Vecci, sgomita per mettersi in mostra e lo tallona per ottenere il suo ruolo al Lazzaretto.
“Per qualche motivo, aveva sempre l’impressione che stesse tramando alle sue spalle. Che stesse nascondendo dei segreti e che ridesse di lui.”
Marco, coadiuvato dai due fedeli Angeli Neri, Gabriele e Lorenzo, si muove nei canali veneziani, tra postriboli malfamati, locande dove il vino e il gioco scorrono all’unisono, palazzi mondani e nobiliari, mercati cittadini tra un mendicante e un ciarlatano, una indovina e un fruttivendolo. La ricerca della verità è molto complicata, l’indagine non è veloce e i collegamenti tra i nobilhomini delle più importanti casate veneziane si fanno sempre più stretti.
La politica non viene risparmiata, qualcuno sta tramando contro il bene della Repubblica veneziana? Marco, detto anche la Maschera, per via della larva che gli copre il volto durante le indagini per mantenere l’anonimato, scava nelle acque torbide della laguna e l’opinione pubblica, in poco tempo, non rimane indifferente a quanto stia accadendo. Troppi fatti misteriosi collegati tra loro
Venezia fa ancora una volta da sfondo ideale per il racconto di Lanzotti, il quale dimostra di sapersi muovere in modo sapiente nelle pieghe del giallo senza perdere mai di vista la storicità della narrazione. Le atmosfere della laguna si sentono tutte, sono vivide e chiare nella mente del lettore che si ritrova a viaggiare a un ottimo ritmo, grazie alla facilità di narrazione dell’autore.
“Il richiamo dei barcaioli, le imprecazioni dei facchini, il chiacchiericcio delle donne e l’onnipresente strillare dei gabbiani stendevano intorno a loro un velo sonoro che sembrava poterli isolare dal mondo.”

Ho apprezzato la capacità di Lanzotti, ancora una volta, di intricare i fili della matassa nel modo corretto, coinvolgendo più personaggi e creando quindi diverse piste di indagine. I personaggi sono ben definiti a partire, ovviamente, da Marco Leon, combattuto tra il suo dovere di giustizia e la voglia di indagine, a far da contraltare all’amore per Marion e il sogno di una vita tranquilla lontano dai pericoli per entrambi. La stessa Marion, è protagonista di queste pagine, scende in campo in prima persona, per amore del proprio uomo, per essergli utile in qualche modo, nonostante i pericoli che deve affrontare.
Degno di nota il personaggio di Alvise Geminiani, uomo di potere che ha ormai iniziato la discesa della sua esistenza, sembra quasi incarnare lo spirito della città di Venezia stessa, ancora arpionata ai fasti di un tempo che non vuole lasciare. Allo stesso modo anche Alvise non rinuncia alla posizione sociale che ha raggiunto nel tempo e alle possibilità che questa gli offre. Ma il tempo scorre inesorabile, per tutto e per tutti, come quello che Leon deve affrontare per scovare l’assassino e fermare la scia di sangue che sta macchiando la laguna.

L’enigma della maschera – Edizione e-book
Trama
Venezia 1754. Da quando ha lasciato gli Angeli Neri, il corpo di agenti segreti dell’Inquisizione di Stato, Marco Leon vive una vita apparentemente tranquilla come bibliotecario di un anziano nobilhomo veneziano. Gli Angeli gli mancano, ma lui ha scelto di stare con Marion, la donna che ama, e non si pente della propria decisione. Tuttavia, il suo passato è sempre in agguato: a sorpresa, Alvise Geminiani, l’inquisitore al comando degli Angeli, gli chiede di tornare a indagare, perché è stato ucciso un sicario, Fabio Groggia, e la vicenda potrebbe coinvolgere un patrizio veneziano, Enea Dorigo. Inoltre, alcuni loschi traffici sembrerebbero portare al Lazzaretto Vecchio, importantissimo presidio veneziano contro le epidemie. In breve accadono altri omicidi e alcuni indizi conducono Marco a Eugenio Flores, un patrizio socio in affari di Enea Dorigo. Ma che rapporto ci può essere tra i due patrizi, il Lazzaretto e i numerosi delitti avvenuti negli ultimi tempi? E chi è la misteriosa Maschera che si aggira per la città a porre domande scomode? Prima che l’esistenza stessa della Repubblica venga messa a rischio da un’epidemia, a Marco non resta che usare il suo proverbiale intuito per venire a capo dell’intricata vicenda, sino al confronto finale con l’assassino. Un confronto dal quale soltanto uno dei due uscirà vivo.


