Curiosità

Sapete perché non esiste un Nobel per la matematica?

Tutti ormai sanno che il premio Nobel è uno dei più importanti riconoscimenti del mondo. Viene assegnato ogni anno a persone che si sono distinte nei campi della conoscenza umana e hanno “portato considerevoli benefici all’umanità“.

Prende il nome da Alfred Nobel, l’industriale e chimico svedese che ha inventato la dinamite. È stato lui, con le sue ultime volontà, a istituire il prestigioso riconoscimento perché, “vox vulgi”, tormentato negli ultimi anni della sua vita dai rimorsi: la sua invenzione, che tanto lo aveva reso ricco, si era trasformato in uno strumento di morte avendo trovato applicazione nell’industria bellica.

Secondo l’ Enciclopedia Britannica, alla morte del fratello Ludvig, nel 1888, un quotidiano francese aveva riportato erroneamente la notizia della sua morte con un articolo poco lusinghiero intitolato “Le marchand de la mort est mort” (il mercante della morte è morto). Alfred, che in quel momento si trovava a Parigi, ebbe la rara occasione di leggere ante-mortem il suo necrologio e ne fu profondamente turbato. Al senso di colpa si aggiungeva quindi anche il danno d’immagine e iniziò a preoccuparsi di come sarebbe stato ricordato dopo la morte, maturando la decisione di lasciare l’eredità, tramite l’istituzione di un premio, a chi avesse  apportato “considerevoli benefici all’umanità”.

Fu sempre Nobel a decidere di dividere i fondi in cinque premi corrispondenti a cinque diversi ambiti: fisica, chimica, medicina, letteratura e pace.

Il premio Nobel, quindi, è il più importante e prestigioso riconoscimento al mondo in ambito scientifico, con un’eccezione degna di nota: la matematica, anche se di fatto questa è la disciplina che fornisce tutte le discipline scientifiche il linguaggio comune.

PERCHÉ IL PREMIO NOBEL NON CONTEMPLA LA MATEMATICA?

Domanda legittima alla quale però non c’è una risposta ufficiale ma solo teorie, ecco le più  diffuse.

IL GOSSIP

Gira una leggenda metropolitana, che si è diffusa molto nei decenni, secondo la quale Alfred Nobel avrebbe deliberatamente omesso la matematica tra le categorie del suo premio per gelosia: una sua amante, la viennese Sophie Hess, lo avrebbe tradito con un matematico di spicco, lo svedese Magnus Gustaf Mittag-Leffler. Ma non ci sono prove che lei e Mittag-Leffler si siano mai neanche conosciuti.

Secondo altri, invece, tra Nobel e il matematico svedese ci sarebbe stata un’antipatia personale che nulla aveva a che fare con la rivalità in amore. Se Alfred Nobel avesse istituito il riconoscimento per la matematica, l’Accademia Reale svedese avrebbe probabilmente assegnato proprio a Mittag-Leffler la prima edizione del premio per i suoi studi sulle funzioni analitiche, sul calcolo delle probabilità e sulle equazioni differenziali omogenee. Quindi, per evitare il danno oltre che la beffa, avrebbe glissato completamente sulla matematica mentre stabiliva le categorie per il suo premio.

Ma Nobel e Mittag-Leffler avevano più di dieci anni di differenza. Entrambi erano di Stoccolma, ma non avrebbero avuto molte occasioni per conoscersi e odiarsi perché il primo lasciò la Svezia per Parigi quando il secondo era ancora uno studente.

IL DOPPIONE

Al momento della creazione del Premio Nobel, esisteva già un premio internazionale per la matematica, istituito dal re di Svezia Oscar II. Forse Nobel volle evitare sovrapposizioni, decidendo di concentrarsi su altri campi. 

È importante sottolineare che a oggi le onorificenze più alte in ambito matematico, tanto da essere chiamate “Nobel per la matematica”, sono la medaglia Fields, considerata il massimo riconoscimento internazionale per i matematici, istituita nel 1936 e  assegnata ogni 4 anni dall’International Mathematical Union, e il premio Abel, assegnato annualmente dal Re di Norvegia.

LA SCELTA PRAGMATICA

Semplicemente che la matematica non rientrava tra gli interessi primari di Alfred Nobel, più votato alle scienze con applicazioni pratiche, come la chimica, che a quelle di speculazione teorica. 

Essendo Nobel un inventore e uno scienziato molto “pratico” e orientato al risultato, è probabilissimo che non considerasse la matematica in grado di portare benefici concreti all’umanità, perché considerata una materia fine a sé stessa senza  un impatto concreto nella vita delle persone.

Oggi però sappiamo che non è così, basta pensare alle numerose applicazioni pratiche della matematica non ultima l’informatica. Non a caso i padri fondatori della scienza dei computer, tra cui Alan Turing e John Von Neumann, furono grandi matematici.

È inutile dire che è quest’ultima l’ipotesi la più gettonata.

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