Narrativa recensioni

Risplendo non brucio – Ilaria Tuti

Recensione a cura di Luigia Amico

Non supplicò Dio di avere pietà di lui, perché Dio, se c’era mai stato, Ormai era fuggito lontano”

Cosa significa cercare disperatamente di restare umani in una realtà che tende a incenerire il fisico e l’anima? Quando tutto intorno spinge nella direzione opposta?

Risplendo non brucio” di Ilaria Tuti non è solo un romanzo storico ma anche qualcosa di più profondo: un’indagine sull’animo umano, sulle ferite…quelle visibilmente aperte e quelle maldestramente soffocate.

Ilaria Tuti

La Tuti, con il suo stile pulito ed elegante, ci accompagna lì dove il tempo sembra essersi fermato a causa della crudeltà di individui indottrinati a seguire ciecamente una ideologia perversa e malata. La Seconda Guerra Mondiale si è combattuta sul campo ma soprattutto tra le strade macchiate di rosso ed è lì, almeno in parte, che l’autrice fa muovere i personaggi nati dalla sua fantasia.

Il romanzo segue due linee parallele: quella di Johann, medico antinazista internato nel campo di concentramento di Dachau, e quella di sua figlia Ada, anche lei dottoressa rimasta a Trieste. Due figure che sembrano muoversi davanti ad un unico specchio: uno il riflesso dell’altro che tentano di lottare disperatamente contro la disumanizzazione.

A Johann Adami viene concesso momentaneamente di lasciare le mura di Dachau perché convocato nel castello di Kransberg dove Hitler è nascosto dopo un attentato. Il motivo? Una morte sospetta fa tremare nuovamente il Führer: il corpo senza vita di un ufficiale tedesco fa temere un nuovo possibile attentato. E se invece si trattasse semplicemente di suicidio? Qui entrano in gioco le competenze di Adami ma soprattutto entra in gioco la sua coscienza, i suoi ideali e tutto ciò contro cui ha lottato.

Quei pensieri non lo avrebbero tenuto in vita, erano pensieri da essere umano e lì gli esseri umani soccombevano per il piacere di diavoli che si credevano angeli sterminatori.”

Ada vive a Trieste, non riesce a perdonare quel padre che ha “preferito” seguire i suoi ideali e lasciarla sola contro il mondo. La città è sotto occupazione nazista e qualcuno sta uccidendo in maniera spietata giovani donne.  Ada custodisce un segreto e con il cuore appesantito da questo da questo fardello si troverà invischiata in una indagine complessa e rischiosa che le aprirà le porte della Risiera di San Sabba, lager all’epoca attivo in Italia.

I presupposti per una narrazione a tratti adrenalinica e carica di tensione ci sono tutti, la Tuti non risparmia alcune scene molti forti ma che risultano addirittura “addolcite” considerando il contesto storico.

Johann rimase stregato dalla purezza della violenza bambina. Nessun animale arriva a tanto verso i propri simili. Era certo che, se mai il nazismo fosse stato sconfitto, nessuno, nemmeno lui con i suoi studi sul comportamento umano deviato, avrebbe mai potuto spiegare con la ragione una tale aberrazione.”

E in questo contesto si muovono personaggi costruiti con cura e caratterizzati con penna decisa. Ho seguito con vivo interesse i due protagonisti ma, malgrado la mia attenzione, non sono riuscita ad empatizzare del tutto con loro; era come osservare Jhoann, Ada e le loro vite attraverso un vetro che mi ha restituito soprattutto una donna/archetipo, una sorta di simbolo della tenacia femminile.

Questo non va assolutamente ad inficiare un lavoro di scrittura in cui thriller e Storia sono sapientemente legati tra loro. È un romanzo importante, ricco e che trova la sua forza nelle tematiche affrontate e nella consapevolezza di voler scegliere a tutti i costi anche solo uno spiraglio di luce nel buio totale.

Risplendo non brucio – Edizione cartacea
Risplendo non brucio – Edizione e-book

Trama

La neve è macchiata di sangue, attorno alla torre del castello di Kransberg. A pochi metri di distanza, il Führer è asserragliato in un bunker, preda di deliri e paure dopo l’attentato del luglio 1944. Ma Johann Maria Adami non ha tempo di pensare al poco spazio che lo separa dal dittatore, ultimo responsabile del suo internamento a Dachau. Il professor Adami ha un incarico: scoprire la verità che si cela dietro la morte sospetta di un soldato nazista. Suicidio? O un complotto alle spalle di Hitler? Veil Seidel, l’ufficiale delle SS che lo ha prelevato d’imperio dal campo di concentramento, è un suo ex allievo e costringe Johann a una sfida contro il tempo: deve ricorrere a tutto il suo acume per sciogliere l’enigma, non solo nella speranza di salvare se stesso, ma per tenere al sicuro chi più ama. La neve è macchiata di sangue, attorno alle mura della Risiera di Trieste. Non è la prima volta che succede, e Ada teme, anzi, sa che non sarà l’ultima. Ma individuare l’assassino è un’impresa impossibile quando la città stessa è invasa di assassini, che hanno riempito l’aria di cenere e di terrore. Nel seguire le tracce del colpevole, Ada è più che mai sola: non ha più suo padre, catturato dai nazisti perché dissidente e portato chissà dove. Non ha più un compagno, scomparso insieme ai partigiani in fuga. Ha soltanto se stessa, il suo cuore, le sue capacità mediche… e un segreto. Da proteggere a tutti i costi. Questa è una storia di resistenza e coraggio, di orrore e saggezza, di fragilità ed eternità. Questa è la storia di un padre e una figlia, divisi dalla Storia e costretti a lottare con tutta l’anima perché la luce possa tornare a splendere…

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