Narrativa recensioni

Quando inizia la notte – Hanni Münzer

Recensione a cura di Laura Pitzalis

Quando ho iniziato la lettura di questo romanzo, “Quando inizia la notte” di Hanni Münzer, Nord Editore, non sapevo che fosse il primo di due volumi ambientato nella Germania dei primi anni Trenta del secolo scorso. Ma, badate bene, non è una saga letteraria dove i romanzi, pur essendo indipendenti nel loro racconto, condividono una storia, dei personaggi, un’ambientazione o un tema ricorrente. No, questo è un romanzo a puntate, per la precisione in due puntate, dove il primo volume, questo che ho letto, finisce con un vero e proprio cliffhanger. La narrazione, infatti si interrompe improvvisamente nel momento più cruciale, lasciando irrisolti molti interrogativi, rimandando la conclusione e soluzione degli eventi al prossimo romanzo-puntata.

Hanni Münzer

Non so se possa essere una trovata vincente, originale. Per quanto mi riguarda no, mi ha infastidito molto perché ho letto un romanzo a metà, una strategia di marketing che quasi obbliga a comprare l’altro volume se vuoi dare un senso alla storia. E se, come me, quando si legge un romanzo non si va a leggere recensioni, presentazioni, prefazioni perché si vuole vivere in “diretta” la storia, il finale è una sorpresa molto amara.

Un vero peccato, perché il romanzo vale, una congiunzione tra grande Storia e piccole storie personali con un’ambientazione che è il vero punto di forza della narrazione.

La storia inizia quasi lentamente con l’aristocratica e tranquilla vita che Marguerite, detta Daisy, von Tessendorf conduce nella tenuta di famiglia a Stettino, città della Polonia.

Sono nata nel 1911, in una signorile tenuta della Pomerania occidentale. Allora, l’Europa era governata da re e imperatori, persino uno zar. Si viveva in una condizione di sudditanza; le donne della mia classe sociale fungevano da semplici ornamenti, strizzate in corsetti e convenzioni, e le ragazze erano soggette a regole severe, regole che io ho infranto l’una dopo l’altra. La mia istruzione includeva il sapersi comportare e saper conversare rispettosamente, la musica (arpa, pianoforte, canto), le lingue e la storia, un po’ di questo, un po’ di quello. […] Ho imparato a camminare come una signora, a spolpare in maniera impeccabile un indifeso astice dell’Helgoland e a sputare le lische nel tovagliolo senza dare nell’occhio. Non sapevo nulla della vita”.

Poi ci troviamo improvvisamente nel mezzo del racconto storico, la Germania tra la fine degli anni Venti e l’inizio del Terzo Reich, ritratta con una  grande ricchezza di dettagli che rende molto bene il clima di incertezza, il decadimento morale e il fervore ideologico che precedettero l’instaurarsi della dittatura. Figure storiche reali come Hindenburg, Hitler e Goering, sono ben amalgamati alla finzione narrativa costruendo un intreccio molto verosimile.

Pregiudizi di classe, disordini politici, omicidi, persecuzioni e ricatti, ciò che inizia come un romanzo leggero, si trasforma rapidamente in un autentico thriller di spionaggio.

La storia è raccontata dal punto di vista della diciannovenne Daisy, giovane erede di una nobiltà ormai in declino. Perno della narrazione, si presenta come una protagonista che vorrebbe essere anticonformista ma risulta un po’ ingenua, superficiale, non all’altezza. E se da una parte l’ho trovata empatica nella disperata ricerca di una propria personalità in un mondo che sta cambiando, dall’altra mi ha disturbato sia quel suo agire incosciente reiterato, che la porta a cacciarsi ripetutamente nei guai, sia il profilo delle sue avventure a tratti bizzarro che rendono il personaggio poco credibile.

Un personaggio che evolve nel corso della storia passando dall’essere una ragazza che cresce in un ambiente benestante, che può viaggiare e fare shopping e non deve preoccuparsi di nient’altro che trovare l’uomo giusto se un giorno vorrà sposarsi, a una donna che lotta per i suoi amici e la sua famiglia e sperimenta cose che non rientrano nell’educazione di una figlia della classe alta. E questo grazie alla guida della mamma Yvette, personaggio di grande fascino, ambiguo e per questo interessante. Sicura di sé, disinvolta, calma e imperturbabile anche in situazioni difficili, da dietro le quinte tira, silenziosamente, i fili, dirige, trova sempre la risposta a qualsiasi problema, l’uscita da qualsiasi tunnel.

In effetti, Hanni Münzer ha creato per il suo romanzo dei protagonisti molto versatili e interessanti come la nonna Sybille che ha preso in gestione il cantiere navale in rovina dal marito e lo gestisce con mano ferma, una matriarca che incarna la rigorosa continuità del passato, (molto ben costruito il gap generazionale tra lei e la nipote Daisy); Louis, il fratello di Daisy, un vero sognatore che per amore finisce invischiato in pericolosi circoli della classe operaia ribelle; Mitzi, inserviente e migliore amica di Daisy nonostante il diverso ceto sociale

Avrebbe voluto che Mitzi fosse là a condividere quell’esperienza con lei, ma l’amica non poteva permettersi di andare a cavallo, passeggiare in città, provare vestiti nell’atelier di Chanel o visitare la Torre Eiffel, perché era la sguattera della tenuta, e le sguattere a Parigi non ci andavano. La differenza di status non significava nulla per Daisy. Mitzi, una ragazza sveglia, sapeva invece che passare da un mondo all’altro portava soltanto guai”.

Tosta, sicura di sé, ha i piedi ben piantati a terra e idee molto chiare sul suo futuro: vuole andare a Berlino e diventare un’artista di successo.

E poi tanti altri personaggi principali e secondari tutti ben caratterizzati, ritratti, sia quelli buoni che quelli cattivi, sia quelli storici che quelli di fantasia, in modo molto vivido. Permettetemi di menzionare un personaggio che rimane ai limiti della storia ma ne è un ottimo supporto: la “nonna Kulke”, sordo muta, mi ha letteralmente conquistata con i suoi lavori a maglia, con i suoi modi di fare che più di una volta mi hanno fatto sorridere.

Tutto questo la Münzer lo racconta con uno stile di scrittura fluido, moderno ma contestualizzato al periodo, ornato da una delicata ironia e ritmato da dialoghi vivaci e ben costruiti.

Un altro aspetto molto positivo del romanzo è come Hanni Münzer sia riuscita attraverso l’emotività dei personaggi, i loro comportamenti, le loro reazioni a toccare temi come l’omosessualità, l’amicizia tra persone appartenenti a ceti sociali diversi, il conflitto tra la fedeltà alle origini e la volontà di emancipazione, ben descritti nelle sue affinità e differenze.

È stato mio padre a organizzare il mio matrimonio con tuo nonno Wilhelm. […] aveva una sgradevole predilezione per i bordelli e con il tempo è divenuto sempre più dipendente anche dal gioco d’azzardo. I debiti si sono accumulati e ben presto i creditori hanno cominciato a bussare alla nostra porta. Occorreva trovare un genero facoltoso cui mio padre potesse vendermi […] “Perché l’hai permesso?” chiese audacemente Daisy […] “Naturalmente mi sono ribellata. Eccome. Odiavo che fossero loro a dover decidere della mia vita, ma ho accettato dopo aver conosciuto Wilhelm”. Daisy sgranò gli occhi. “Perché? Ti sei innamorata di lui?” “Che cosa ti salta in mente?” esclamò la nonna, […] Vivevamo alla Hofburg perché i miei genitori erano entrambi al servizio della coppia imperiale. Il cerimoniale di corte austriaco era rigido. Ogni azione era prescritta, l’iniziativa individuale veniva soffocata […] Ho capito che avrei avuto più libertà come moglie di un uomo malleabile che come figlia di un funzionario della Hofburg. Così ho sposato Wilhelm von Tessendorf.”

Tuttavia, ciò che rende speciale questo libro è il modo in cui la storia  si concentra sugli inizi del cambiamento politico verso il nazionalsocialismo, con Hindenburg ormai anziano, Hitler come aspirante politico, persone che vogliono accaparrarsi una fetta del potere e non si tirano indietro di fronte a intrighi, arbitrio e violenza.

“Blaterano di unità nazionale con il solo obiettivo d’instaurare una dittatura nazionalsocialista. Nel frattempo, le SA, un’organizzazione, bada bene, paramilitare, attacca le sedi sindacali e le birrerie operaie in tutto il Paese. Quando se la prendono con gli ebrei, i socialisti e i marxisti, la polizia politica di Berlino si limita perlopiù a guardare. I nazisti schiacceranno ogni giorno di più il nostro popolo, perché sanno di poterla passare liscia […] La ricetta hitleriana della dittatura è quella di tutti gli autocrati: con i reparti d’assalto delle SA diffondono la paura e il terrore tra la popolazione finché non è essa stessa a richiedere l’intervento di un uomo forte, capace di garantire la sicurezza, senza rendersi conto che è stato proprio quell’uomo a seminare il terrore sulle strade. Poi fomentano l’odio contro coloro che indovinano questo perfido gioco e li dichiarano nemici dello Stato. Funziona sempre.”

E l’evoluzione di quella che poi sarà una politica aberrante è chiaramente visibile dando “inizio alla notte”…

PRO

La postfazione assolutamente da leggere.

CONTRO

Il finale, un pessimo cliffhanger.

Quando inizia la notte – Edizione cartacea
Quando inizia la notte – Edizione e-book

SINOSSI

Germania, primi anni ’30. Erede di una ricca famiglia proprietaria di una grande acciaieria, la giovane Daisy von Tessendorf non sa ancora cosa fare della sua vita, ma di una cosa è certa: non ha nessuna intenzione di sposarsi e trascorrere un’esistenza noiosa e confortevole accanto a un uomo che lei non ha scelto. Spregiudicata e anticonformista, per ora preferisce passare il suo tempo a cavallo, alle feste più sfrenate e a immaginare un futuro luminoso e spensierato con la sua cameriera e amica Mitzi, che a sua volta sogna di trasferirsi a Berlino per diventare un’attrice. Ben presto, però, è sua nonna Sybille a riportarla con i piedi per terra. È lei il capo della famiglia, è lei che da decenni si occupa dell’acciaieria e adesso è lei che sceglie di lasciare le redini proprio a Daisy, visto che l’unico nipote maschio, Louis, è del tutto inadeguato. Dopo un’iniziale titubanza, Daisy accetta e si dedica anima e corpo all’impresa di famiglia, scoprendo di avere un vero e proprio talento per gli affari. Ma per la Germania quelli sono anni tumultuosi: le ferite della Prima guerra mondiale sono ancora vive, la crisi economica incombe e all’orizzonte si staglia ormai la sagoma minacciosa di un nuovo partito politico che vuole cambiare tutto. Daisy dovrà quindi imparare a navigare in un mare in tempesta, allacciando relazioni, stringendo alleanze e cercando nel frattempo di togliere dai guai il fratello Louis, che a Berlino si è unito a un gruppo di anarchici. Potendo contare solo sui consigli di sua madre Yvette, una donna all’apparenza innocua ma che in realtà nasconde un passato avventuroso, e sull’aiuto della fidata Mitzi, Daisy prenderà strade tortuose e imprevedibili pur di assicurare un futuro alla sua famiglia e prepararla ad affrontare la notte del nazismo…

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