Curiosità

Sapete come è nata la ghiaccia reale?

Per molti una formalità, per altri un evento imprescindibile per suggellare l’amore, comunque lo si voglia vedere il matrimonio è ancora un evento protagonista della la vita di coppia. Festeggiato in tanti modi che variano da Paese a Paese, hanno tutti una specialità dolciaria immancabile in qualsiasi cultura: la torta nuziale, dessert simbolico che negli anni si è evoluto conservando il suo significato di buon augurio per l’inizio di una nuova vita insieme.

Pensate che nell’Antica Grecia, non era altro che un impasto a base di farina, miele e semi di sesamo, ingrediente prezioso per la cultura ellenica che rappresentava un augurio di fecondità, mentre nell’Antica Roma il dolce a base d’orzo era un requisito indispensabile per il festeggiamento dell’unione tra membri di famiglie aristocratiche.

Tuttavia, la torta nuziale come la conosciamo oggi, con la glassa, s’impose a partire dal XIX secolo quando nel 1840 fu preparata in occasione del banchetto di nozze della regina Vittoria d’Inghilterra con il principe Alberto.

Pioniera in diversi aspetti della vita personale, Vittoria inaugurò una tradizione pure nell’abbigliamento da sposa, presentandosi all’altare con un vestito bianco e non colorato, come invece si usava all’epoca, simbolo di giovinezza e di purezza virginale, rendendolo un’icona di stile che persiste ancora oggi. 

Ma torniamo alla torta reale. Progettata da John C. Mauditt, pasticciere della casa reale, aveva diversi strati uniti tra loro, pesava 136 chili, era completamente ricoperta di glassa bianca, (che da allora prese il nome di ghiaccia reale, “royal icing“), decorata con un tripudio di nastri, cupidi e ben 1100 fiori realizzati a mano. Ma l’elemento più sorprendente si trovava sulla parte superiore: per la prima volta sul top appariranno le effigi degli sposi. La figura allegorica di Britannia si erge sulla sommità a benedire la coppia reale, vestita in costume romano, con colombi e amorini. Ai piedi degli sposi un cane e delle tortore, simboli rispettivamente di fedeltà e di felicità.

Ebbe inizio così la consuetudine di porre in cima alle torte le riproduzioni dei due sposi. Fu però il figlio di Vittoria, Leopoldo, che apportò un’ulteriore modifica alla tradizione istituendo la torta a più piani. 

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