Letture condivise

Lettura Condivisa di Luglio e Agosto: i commenti dei lettori – Il menestrello di Oliver Pötzsch 

Nei mesi estivi di Luglio e Agosto abbiamo affrontato una lunga avventura nella #LetturaCondivisa del romanzo “Il menestrello” di Oliver Pötzsch. Ecco i commenti di chi ha partecipato! 

Costanza Marzucchi

Oliver Potzsch è una vecchia conoscenza del genere del romanzo storico e si distingue dagli altri scrittori per l’originalità delle storie e per la capacità di mantenere viva l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine. In questo romanzo, il primo di una serie, il protagonista è Faust, un contadino particolarmente sveglio e intelligente la cui vita subirà una svolta nel momento in cui il suo sguardo incrocerà quello del mago Tonio, giunto nel suo paese per mettere in scena il suo spettacolo. In un’epoca in cui il confine tra conoscenza ed eresia è sottile come un velo, il giovane Faust si troverà invischiato in un disegno oscuro, che coinvolgerà le persone a lui vicine. La storia è costellata da eventi macabri e misteriosi e non di rado la figura di Faust presenta delle vicinanze con l’omonimo di Goethe. Leggendo il romanzo, è impossibile non cogliere queste analogie ma è un effetto voluto. L’autore è un maestro nel mantenere vivo questo legame, conservando il mistero dall’inizio alla fine. Questo Faust è diverso dal protagonista della celebre opera, eppure il dubbio rimane, ed è una delle cose che ho apprezzato di più. Il cuore dell’opera alla fine è questo, secondo me: Quanto desideri ottenere il potere della conoscenza e fino a che punto sei disposto a fare dei sacrifici per ottenerlo? Faust percorrerà un lungo cammino, prima di ottenere la risposta e anche su questa, le sorprese non mancheranno.

Michela Vallese

Dopo aver letto e amato tutti i libri della saga “La Figlia del Boia”, ero molto curiosa di leggere questo libro di Oliver Pötzsch.

Il protagonista della nuova serie è Johann Georg Faust, saltimbanco, mago, astrologo e alchimista itinerante tedesco, già leggenda nella letteratura classica con i più famosi “La tragica storia del Dottor Faust” di C. Marlowe o il “Faust” di J.W. Goethe.

Pötzsch afferma di essersi imbattuto per puro caso nelle tracce di questo enigmatico personaggio, dopo essere rimasto bloccato a Knittligen, pase d’origine del Dottor Faust, a causa di un disguido ferroviario (per fortuna queste cose accadono anche in Germania!!!😜), ma nella realtà, per chi conosce i suoi libri, l’eterno scontro tra il bene ed il male è un tema molto caro a l’autore.

Il racconto comincia quando Johann Georg, sopranominato dalla madre Faust (fortunato), è ancora piccolo. È un bambino curioso e perspicace, con pochi affetti: la madre malata, il fratello minore disabile e Margherita, il suo primo ed unico amore.

Faust viene escluso dai suoi coetanei e dal resto della comunità che non comprende la sua irrefrenabile voglia di conoscenza e lo considera un “diverso”.

La sua vita cambia improvvisamente quando incontra Tonio del Moravia, Magister delle sette arti e custode dei sette volte sette sigilli, saltimbanco misterioso e oscuro che profetizza a Johann un grande destino.

Tonio rappresenta, senza alcun dubbio, la personificazione del Male, tetro, misterioso e diabolico. Nel racconto viene sempre contrapposto alla figura di Margherita, che impersona l’Amore puro, sincero e luminoso. Questi due personaggi si alternano nella vita del protagonista e lo inducono ad affrontare un lungo viaggio sempre in bilico tra il bisogno di amare ed essere amato e l’irrefrenabile necessità di conoscenza.

È così che nel romanzo si alternano momenti di luce e felicità a momenti estremamente dolorosi e misteriosi.

Abituata allo scetticismo cinico di J. Kuisl (il boia di Schongau), nella prima parte del libro, mi sono trovata un po’ spiazzata: tutto pareva, a mio avviso, troppo magico e surreale. Molte descrizioni come ad esempio quella del personaggio di Tonio, quella del suo corvo e delle cornacchie (quasi umani) o quella sulla scomparsa dei bambini nel bosco, vengono lasciate in sospeso e destano un sacco di domande e dubbi a cui non verrà data soluzione. Resta a discrezione dell’immaginario del lettore trovare delle risposte.

L’impronta dell’autore, oltre che nella scrittura scorrevole ed avventurosa, si ritrova invece verso la fine del racconto, quando Johann, ormai adulto, si fa più consapevole di tutto ciò che gli è accaduto razionalizzando gli eventi e superando le sue paure e sconfiggendo il male.

Ma il finale resta in sospeso:…tornerà ancora il male per cercare di portare a termine ciò che ha cominciato??

Laura Pitzalis

Faust, Faustus, Dottor Faust, Doktor Faust sono solo alcuni dei nomi che individuano un personaggio noto a tutti, protagonista di un racconto popolare tedesco che ha ispirato negli anni molte opere di fantasia. Un personaggio ambizioso che per soddisfare la sua sete di conoscenza stipulò un patto con il diavolo, accendendo la fantasia di molti letterati e musicisti, celebrato da Christopher Marlowe e Johann Wolfang Goethe.

Il personaggio letterario di Faust non è però totalmente inventato, ma fa riferimento a un alchimista, mago e astrologo realmente esistito: Johann Georg Faust (1480-1540) che pare sia nato a Knittlingen e morto a Staufen. Pare perché tutte le notizie biografiche che si hanno su di lui sono frammentarie e spesso le leggende sorte intorno alla sua figura s’intrecciano con i fatti reali per cui, spesso, luoghi ed eventi a lui associati non sono del tutto certi o esistono versioni contrastanti.

Oliver Pötzsch, bravo narratore e intelligente inventore di storie medioevali, in questo romanzo reinterpreta il mito e lo fa scrivendo un tomo di circa 700 pagine che a prima vista può spaventare ma, una volta iniziata la lettura, ti cattura, ti ammalia stupendoti con numerosi colpi di scena.

Un romanzo che grazie ad uno stile armonioso e fluente, risulta godibile, intrigante, adrenalinico, commovente ma anche spaventoso, che tocca temi universali come amore e amicizia, tradimento e vendetta e, soprattutto, lo spingersi oltre i limiti consentiti per soddisfare la smania di conoscenza.

Il protagonista è lui, Johann Georg Faust, mago, astrologo e impostore, dotto e intelligente, attraente e diabolico. Pötzsch ci descrive la sua vita partendo dall’infanzia fino all’età adulta, facendolo viaggiare per tutto l’Impero fino ad oltre le Alpi, costringendolo continuamente ad interrogarsi sulla sua identità e sul suo destino. Un personaggio che all’inizio mi ha un po’ irritato per alcuni suoi comportamenti sconvolgenti e indefinibili, non capivo se fossero mossi dall’affetto o dall’egoismo, che hanno irrimediabilmente destinato a far soffrire o a soccombere la maggior parte delle persone che facevano parte della sua vita affettiva.

Poi quando si ribella al male la mia opinione cambia del tutto e lo vedo guerriero, energico che ha il coraggio di allontanarsi dalla società in cui vive, dove regna la superstizione, le scoperte scientifiche sono opera del diavolo e quindi mal tollerate, maghi, giocolieri non visti di buon occhio e dove il popolo desidera ardentemente che venga fatta giustizia in maniera feroce, dove i roghi avvengono in piazza davanti alla folla urlante ed eccitata come se stesse assistendo ad una rappresentazione particolarmente piacevole.

Grande Potzsch nella rappresentazione delle atmosfere tetre e nelle descrizioni raccapriccianti ma alquanto realistiche dei luoghi e delle situazioni, con aspetti quasi horror che si integrano bene nel racconto.

Molto accurata l’ambientazione e la ricostruzione storica, che ci porta a percorrere la Via Augusta per portarci nelle più belle e rinomate città come Amburgo, Augusta, Colonia, Norimberga, Venezia e nei piccoli borghi dove l’odore di mosto, di sterco di cavallo, di sangue di maiale, di fumo e dei cibi cotti ti penetra inebriante attraverso le narici.

Un libro che nonostante le numerose pagine ricche di particolari storici, letterari, artistici, approfondito nelle ricostruzioni del panorama sociale e culturale, si lascia leggere con scioltezza e per questo un romanzo alla portata di tutti: se si inizia è difficile smettere.

Per finire, segnalo “La guida turistica sulle tracce di Faust” che l’autore inserisce a fine romanzo: una vera chicca per chi, come me, è un tenace viaggiatore.

Raffaelina Di Palma

Ispirato alla nota figura di Johann Georg Faust, l’alchimista tedesco protagonista di alcuni esempi di più celebri capolavori della letteratura, di Christopher Marlowe e Johann Wolfang Goethe, l’uomo assetato di gloria che stringe un patto con il diavolo pagando con la propria anima la sua sete di conoscenza. Il romanzo inizia con Johann Georg Faust bambino. Intelligentissimo, svelto nell’apprendere e con la passione per lo studio. Questo suo grande desiderio lo porta a fare mille domande soprattutto agli insegnanti, per questa ragione è poco amato dai suoi coetanei i quali evitano la sua compagnia. Il padre lo considera un fannullone, per lui non ha mai un gesto o una parola gentile. L’unica ad aver capito il suo talento è la madre: lo ha soprannominato Faust, il fortunato e lo sprona a non abbandonare gli studi continuando a ripetergli che lui è destinato a grandi cose, che le sue origini sono nobili, ma Johann non ha mai capito il vero significato di quelle parole. La sua unica compagnia è Margherita, la figlia del castaldo, il quale contrasta la loro amicizia proibendogli di vedersi. Un giorno a Knittlingen arrivano i saltimbanchi: giullari con pifferi, zampogne e tamburelli, funamboli mascherati. Si mormora che i menestrelli siano in contatto con il diavolo. Gli abitanti attribuiscono a loro la scomparsa dei quattro bambini del villaggio. Proprio in questa occasione, Johann, conosce Tonio del Moravia, un individuo inquietante e misterioso che gli predice un avvenire molto diverso da quello che il figlio di un contadino può aspettarsi. Siamo nel 1500: un periodo storico complicato , ma molto importante. L’America è stata scoperta da poco, le popolazioni vivono nel terrore di incontrare il diavolo, le scoperte scientifiche sono mal tollerate, la superstizione è imperante. In alcuni passaggi le azioni di Johann sono ambigue : non si capisce se siano dettate dall’amore o dall’egoismo; questo suo lato oscuro dà suspense alla storia, mentre il lettore si chiede che cosa accadrà e quando accadrà. Tuttavia, quando tutto sembra sia perduto, Johann si ribella alle forze del male, ma dovrà affrontare terribili prove per poter ridare un senso alla sua vita. Qui si delinea il suo spessore e la sua forza, un vero guerriero che lotta per discostarsi dalla società in cui vive, dalla quale non è stato mai accettato. Una lettura intrigante e coinvolgente : ricca di riferimenti storici davvero interessanti. E’ l’epoca crudele delle inquisizioni ; come nascevano e come si radicavano alcune credenze fomentate dall’ignoranza. Alla fine del libro c’è una sorta di simpatica postfazione dell’autore, dove spiega come nacque l’idea del romanzo. Durante un viaggio in treno rimase bloccato da uno sciopero dei macchinisti tedeschi, nel Kraichgau nel Sud Ovest della Germania. Con una bicicletta noleggiata raggiunse una località chiamata Knittlingen. In una piccola piazza scoprì una casa con una targa che diceva: Casa Natale del dott. Johannes Faust, 1480- 1540, con annesso un piccolo museo attraverso il quale fece la conoscenza del guaritore, astrologo, chiromante, alchimista, vissuto intorno al 1500. “A questo punto vorrei esprimere ancora il mio ringraziamento al sindacato dei macchinisti tedeschi. Forse il mondo deve fermarsi, di tanto in tanto, per far traboccare le idee. Per inciso, vorrei che il prossimo sciopero avvenisse quando sono a Parigi, Londra o Amsterdam, dove ci sono di certo alcune storie che attendono di essere riportate alla luce. ” (Oliver Potzsch)

Valentina Ferrari

Primo romanzo di una saga che ha per protagonista Faust, personaggio letterario ma ispirato ad un personaggio storico realmente esistito, apparso a partire dal ‘500 in drammi, romanzi, opere liriche, balletti, spettacoli…, di autori e periodi diversissimi.

L’autore immagina e narra la sua esistenza in un arco di tempo di 17 anni, tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento.

La vicenda ha inizio nella cittadina dove Faust è nato e cresciuto, Knittlingen, per poi proseguire lungo un intricato itinerario tra Germania e Italia, passando per città note come Augusta, Heidelberg, Verona e Venezia, e terminando a Norimberga.

Il protagonista, fin da ragazzino molto dotato e bramoso di apprendere, stringe un “patto” con il maestro Tonio del Moravia, che gli predice un grande futuro, e con il quale Faust compirà parte del proprio cammino, per poi allontanarsene ed incontrarlo nuovamente anni dopo, in una sorta di resa dei conti finale. Romanzo molto avventuroso, di cui ho apprezzato tanto i luoghi descritti e la natura itinerante della storia. Un po’ di forzature e colpi di scena “esagerati” nel finale. Complessivamente però una buona lettura, scorrevole e coinvolgente, che, per come si conclude, lascia facilmente pensare possa esserci un seguito.

Grazie a tutti per questa lettura condivisa.

Donatella Palli

Bellissimo questo romanzo su un personaggio leggendario Faust , amato da Marlowe e da Goethe.

Oliver Pötzsch con il piglio del grande scrittore ci presenta la sua vita fin da bambino, la vita di un diverso attaccato e deriso e preda di grandi dolori come la perdita dell’amata madre e del fratellino.

Tutto il contorno a me è interessato molto : una Germania del 1500 dominata da una religione cupa ed ossessiva che condanna al rogo chiunque si mostri diverso dal sentire comune .

Un mondo oscuro e grottesco dove scompaiono bambini che ricorda molto le fiabe di fratelli Grimm. D’altro canto uno stuolo di eruditi a cui Faust affamato di conoscenza si rivolge che ,pur rischiando l’eresia, approfondiscono ogni ramo del sapere.

Il viaggio di Faust offre all’autore la possibilità di descrivere la natura , le città che attraversa con una perfezione di particolari che affascina ma devo confessare che qualche volta ho dovuto interrompere la lettura perché sopraffatta dalla drammaticità del testo.

Patrizia Martinelli

Conosco Oliver Potzsch per aver letto alcuni dei suoi libri appartenenti alla Serie “La figlia del boia”

L’Autore è nato nel 1970 a Monaco di Baviera ed è un discendente dei Kuisl, la dinastia di boia a cui appartiene anche il protagonista della sua serie.

Il Menestrello è invece il primo libro dedicato alla figura del Dottor Faust, famoso per essere stato il protagonista di “La tragica storia del Dottor Faust” di Christopher Marlowe e del libro più famoso di Johann Wolfgang von Goethe, un personaggio leggendario che aveva donato la propria anima al demone Mefistofele, per ottenere fama e ricchezza.

Ma non è questo il protagonista di Potzsch, si tratta invece di un personaggio storico il Dottor Johann Georg Faust , che nacque nel villaggio di Knittlingen nel 1480 (land Baden Württemberg) e ottenne una laurea all’Università di Heidelberg nel 1509.

Il Doctor Faust morì a Staufen im Breisgau nel 1540, ove esiste ancora la locanda in cui lui perse la vita durante l’esplosione causata da un esperimento alchemico. Dal momento che il suo corpo fu dilaniato dalla detonazione, si disse che era stato ucciso dal diavolo Mefistofele!

Ma vediamo un po’ la trama …

Siamo nel 1486 a Knittlingen e Il piccolo Johann Georg, detto Faust, «fortunato», sa di essere diverso dagli altri bambini del villaggio: è più intelligente, più sveglio, animato da una insaziabile curiosità. Per suo padre, un robusto contadino con la faccia bruciata dal sole, Johann non è altro che un buono a nulla con la testa piena di grilli, e lo stesso vale per gli altri bambini del villaggio. L’unica a non trovare sgradevole la sua compagnia è Margherita, la figlia del castaldo.

Un giorno a Knittlingen arrivano i saltimbanchi: giullari muniti di pifferi, zampogne e tamburelli, funamboli mascherati. Tra i saltimbanchi vi è un uomo che, del resto, autorizza le ipotesi più nefaste.

Un uomo dal viso pallidissimo, come se in lui non scorresse il sangue, occhi neri e profondi, il naso affilato che gli dava l’aspetto di un uccello rapace, con in testa un ampio cappello di feltro nero con una piuma rossa.

Dopo essersi presentato come Tonio del Moravia, Magister delle sette arti e custode dei sette volte sette sigilli, dottore della nera Università di Cracovia, il misterioso sconosciuto profetizza per Johann un destino glorioso a Faust, per cui occorrerà pagare un alto prezzo, in futuro.

Ben presto alcuni bimbi scompaiono senza lasciare traccia e Margherita viene aggredita nel bosco, quindi Faust viene allontanato dal villaggio.

Viaggerà con Tonio fino a Nordlingen ove assisterà ad una Messa Nera, che gli farà capire finalmente quanto sia pericoloso il Magister!

Si unisce poi ad un gruppo di Saltimbanchi con cui arriverà in Italia, per passare poi l’inverno a Venezia, da cui fuggirà per andare a Heidelberg per conseguire una laurea e là incontrerà nuovamente l’amata Margherita. Lascio a voi la continuazione della lettura …

È un romanzo che scorre lento per diventare improvvisamente forte e intensissimo in alcune parti. Per quanto io ami tantissimo Potzsch, se io fossi stato il suo Editor avrei tolto 150 pagine dal romanzo, prevalentemente nella 3a parte.

L’ho amato comunque e letto in 7 giorni, perché la prosa dell’Autore mi piace molto.

Daniela Castagnino

“Il menestrello” è un romanzo, ambientato tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500, che segue le vicende della vita di Johann soprannominato Faustus ( fortunato) dalla madre, perché nato sotto una buona stella. La sua storia prende una svolta oscura e diabolica quando Johann diventa apprendista di un mago di nome Tonio del Moravia.

Il romanzo segue il viaggio di Faust dall’infanzia all’età adulta e narra di come egli venga plasmato dalle sue molteplici esperienze.

La storia è oscura, truce e mette in evidenza le paure, le superstizioni e la mentalità dell’epoca.

Un romanzo che mi ha piacevolmente stupito, ricco di colpi di scena, intrighi e sorprese sbalorditive.

Una rivisitazione ben scritta della leggenda di Faust che attinge dalla letteratura, dal mito e dai pochi fatti noti sulla vita del vero Faust.

Maria Marques

Protagonista de “Il menestrello” è Johan Georg, soprannominato Faust, bambino intelligente e curioso che vive a Knittlingen. Innamorato da sempre di Margherita, un rapporto speciale con la madre malata e con il fratellino, Faust guarda il mondo che lo circonda con occhi ardenti di curiosità,qualunque cosa innesca domande e quando incontra un saltimbanco, Tonio del Moravia, il destino sembra tracciato. Faust seguirà Tonio, impararera’ da lui a saziare in parte la sua fame di conoscenza, con la consapevolezza che il suo maestro è circondato da una aura malefica e malvagia che sembra voler fagocitare anche lui. Di avventura in avventura, la vita di Faust si dipana tra le pagine del romanzo, il suo amore tragico per Margherita, le sue capacità che lo rendono famoso come astrologo, mago, maestro.Il romanzo scorre pagina dopo pagina e la scrittura di Oliver Poztsch unisce alla storia nota del Doctor Faust elementi di fantasia, veramente interessanti.

Lo stile dell’autore riesce a rendere godibile il romanzo, tuttavia la storia in sé non mi ha convinto particolarmente.

Isabella Novelli

Un romanzo che mi ha stregato con la storia di questo personaggio unico nel suo genere che si trasforma quasi in un essere diabolico suo malgrado.L’incontro con Tonio del Moravia cambierà il suo destino di studioso sino a capovolgerlo quasi completamente con cui Faust dovrà fare i conti.

Una storia che si svolge tra mito e superstizione in luoghi che vanno da Heidelberg a Cracovia a Venezia tratteggiando molto bene le caratteristiche e le superstizioni dell’epoca.

Una vicenda che narra questo personaggio tra realtà e fantasia e racconta del suo amore tormentato per Margherita con notevole maestria.

Un romanzo che mi è piaciuto moltissimo, scorrevole e pieno di fascino dall’ inizio alla fine, un autore di cui ho amato il modo di scrivere e di cui spero di poter leggere altro.

Mara Altomare

“Poi lasciò per sempre la sua casa e si mise in cammino. Non sapeva ancora che quel cammino lo avrebbe portato alle massime altezze e alle infime profondità”

Ho apprezzato tantissimo questo romanzo e il viaggio che ho vissuto con il protagonista. Mi sono addentrata insieme a Faust in ogni città che ha attraversato, uscendone di volta in volta arricchita.

La descrizione della natura, il lungo cammino tra la foresta e l’inverno nelle montagne mi hanno affascinata… ma più di tutti il passo in cui Johann nel bosco beve la pozione e tra estasi ed eccitazione, paure, voci, lingue, rumori, odori, luci ed ombre, corre, cade, fugge… pagine potenti e suggestive! Di quelle da metabolizzare un po’ prima di proseguire la lettura…

Johann scopre di essere depositario di un talento superiore, una genialità che lo eleva alla conoscenza e alla sapienza… ma è anche consapevole che in questo dono risiede qualcosa di diabolico e maledetto, che lo induce quasi a temere se stesso. E forse anche noi, leggendo, abbiamo provato timore di lui, per i limiti che è stato capace di superare, e nello stesso tempo lo abbiamo ammirato per la sua disperata ricerca del bene e dell’amore, con una fedeltà a Margherita oltre ogni aspettativa.

Tonio lo inquieta, e ci inquieta, perché mentre lo guida e lo inizia alle arti magiche e alla sapienza, lo spaventa e sconvolge con il suo alone di mistero e spregiudicatezza.

Personaggi forti ed estremi, in luoghi straordinari, raccontati dentro pagine di storia memorabili.

Matteo Palli

Credo che questo romanzo abbia tutto ciò che si possa sperare di incontrare in una lettura. Innanzitutto una prosa ricca, ma scorrevole, che non fa sentire le tante pagine. E poi una storia che copre un arco temporale molto lungo e ambientata in più città, un rapporto controverso, l’eterna lotta tra il bene e il male, la curiosità come molla che spinge ad andare avanti alla ricerca di esperienze nuove e di capire a pieno la propria natura. Sentimenti forti di amicizia e amore, mistero e in qualche passaggio anche terrore. Si respira l’aria cupa della storia dall’inizio alla fine in un racconto oscuro ma avvincente. Difficile chiedere di più in un solo romanzo. Un’ottima lettura senza dubbio.

Natascia Tieri

Questo libro ha confermato le aspettative su Oliver Pötzsch. Letto durante una triste estate senza viaggi, “Il Menestrello” mi ha portato in luoghi e tempi lontani e quindi ho potuto “visitare”, almeno con la fantasia, grandi città e piccoli paesi grazie alle sue descrizioni. Lettura scorrevole, la narrazione fluida ed un ritmo sostenuto e avvincente al momento giusto.

Pötzsch ci fa conoscere Faust in tutto il suo essere: la sua immensa curiosità e sete di conoscenza, debolezza e vigore, amore ed astio, paura ed audacia.

A me è piaciuto e non vedo l’ora di leggere il seguito, in barba alle numerose pagine!

Ivana Tomasetti

Quel che resta dopo una lettura di 692 pagine è l’atmosfera, che pervade fatti e personaggi, un labirinto in cui, prima di arrivare (forse,) percorri molte altre strade. La trama è ricca di addentellati, di variazioni che mettono in attesa, mentre il lettore cerca di correre al risolvimento. Ritmo e colpi di scena diventano frequenti e tengono incollati alla pagina. Quando si crede di essere giunti a una qualche risoluzione (che magari si è cercato di immaginare) l’autore sposta l’asticella più in là e costringe a leggere mantenendo la sospensione… Qualche capitolo termina con una staffilata che ti lascia senza parole, bellissima (375). Una scrittura agile e scorrevole, ricca di notizie storiche, ma senza appesantire. Dentro un narratore onnisciente, conosciamo il punto di vista del protagonista, forse per questo ho pensato alle caratteristiche della fiaba e anche per il fatto del girovagare alla ricerca di qualcosa (carte di Propp). Il protagonista è Johann, un ragazzo che perde la madre, suo unico punto di riferimento e vive con noi le sue disgrazie, coinvolgendoci. Ogni personaggio è descritto con una faccia, poi ci accorgiamo che è un inganno e non possiamo fidarci di nessuno. Nell’interno di ognuno vive Giano bifronte e questo è un dettaglio molto attuale. Una lettura che riesce anche a scavare nell’interno dell’animo umano, nonostante l’apparente propensione al divertimento.

Claudio Musso

Pötzsch è poco credibile quando racconta il suo incontro fortuito con il Faust storico ma, frequentando da un po’ di anni la letteratura tedesca so che, quando c’è di mezzo Faust, tutto è possibile. Il menestrello ha un narrato brillante e compiaciuto, si avverte da parte dell’autore un’abilità preziosa, non così scontata, di portare il lettore in tour, come una macchina del tempo, per diversi borghi del basso Medioevo tedesco dove il giovane Faust è passato, ha meravigliato e ha accumulato sapere. Ed è qui che la lettura si fa esperienza (oltretutto arricchita dalla condivisione in un gruppo di lettura) perché ci immette in mondi vivaci, fieri della propria identità, desiderosi di stupirsi oltre il quotidiano, in altre parole: vitali, che troppo frettolosamente siamo abituati a immaginare grigi. Se volete un libro che parli in modo diverso del Medioevo, superando alcuni luoghi comuni, questo è il libro per voi. Certo qualche segno della croce per mettere a posto la coscienza lo troveremo qua e là, anche perché l’Inquisizione non è mai andata in ferie, ma i tanti personaggi incontrati in questo tour hanno, in fondo, il destino nelle proprie mani.

E a raccontarcelo è un cantore d’eccezione con quegli occhi profondi e misteriosi come stagni silvestri sul fondo dei quali si nascondono oscuri segreti che giacciono nascosti agli sguardi degli uomini comuni. La sua ansia di sapere andando aldilà di quello che gli altri già sanno, di aprire porte da tempo sprangate, lo rende fuori dal sistema del suo tempo. La Germania, a ben guardare, gli sta stretta. Forse solo a Venezia si sente a casa. Ma non diciamolo ai tedeschi perché al loro mito tengono particolarmente e, Pötzsch insegna, non smettono di interrogarlo. Intanto qualcosa di oscuro, di inspiegabile con le parole che abbiamo a disposizione, si sta ingrandendo dentro Faust, lo percepiamo, è qualcosa che cerca e studia profondità mai perlustrate. Accanto a questa operazione, che è centrale nella scrittura di Pötzsch, si affiancano altre storie, si incontrano altri personaggi che di quelle storie sono gli eroi, anche negativi, che rende questo libro un magma ricco e impetuoso tanto da ricorrere spesso a google perché alla fine scopri di non sapere tante cose.

Faust nel suo viaggio non è mai solo perché sin dalla nascita è accompagnato da una presenza, ora più tangibile ora solo percepita, da chi lo considera il prescelto per una nuova scienza che ponga domande mai poste prima, il rivoluzionario che il mondo attende da tempo. Peccato che la casa editrice abbia deciso di interrompere la traduzione in italiano di questa serie su Faust, non tanto per sapere come va a finire, quanto per continuare un viaggio, così gravido di possibilità di conoscenza, che si è bruscamente interrotto. A volte si possono pubblicare i boia, altri essere sé stessi boia. Fate circolare questo testo, regalatelo a chi apprezza una scrittura che palpita e che entra nelle pieghe della storia e la rende vicina. Siamo soliti, in letteratura e nell’opera lirica, a conoscere Faust a fine carriera. Qui abbiamo la possibilità di capire l’origine di quella scelta finale e fatale. E se sentite le cornacchie, tutto è normale. Sta per passare Faust e il suo carretto.

Eliana Corrado

Vado controcorrente con i commenti dei miei compagni di lettura di questa lunga condivisa: a me il libro non è piaciuto, non mi ha convinta del tutto. L’autore, che pur mi era piaciuto nella serie sul boia, si cimenta qui a raccontare la storia di Faust, un personaggio di cui non si sa nulla storicamente di sicuro, non si sa nemmeno se sia esistito davvero o se sia solo figlio della letteratura. E lo racconta in un lungo romanzone di formazione, perché questo per me è alla fine è “Il menestrello”: il racconto del percorso di crescita e di formazione di Faust (Faustus o come lo vogliamo chiamare). E lo seguiamo nella sua evoluzione caratteriale determinata dalle traversie familiari, e sentimentali, nei suoi sensi di colpa versonil fratellino prima e la ragazza amata poi (per motivi che non spiego per non fare spoiler) e, va da sè, nel suo apprendere arti magiche, giochi di saltimbanchi, cartomanzia e via dicendo. Non sempre, tuttavia, incontra sulla sua strada “belle persone”, anzi… la sua vita è seminata da insidie e dal male.

Non mi dilungo sulla trama che sarebbe inutile.

A me il libro è sembrato oltremodo e irragionevolmente lungo: buon ritmo e tanta avventura nelle prime 100 pagine poi prende una piega un po’ ripetitiva: sempre lo stesso schema (la partenza dal luogo in cui è, i compagni di viaggio, le peripezie per l’alloggio, l’iniziazione ai trucchi di saltimbanchi e… l’avvicinarsi del male che sempre più lo stringe nelle sue spire. E questo fino alla escalation finale (che ho trovato inutilmente pregna di toni splatter) con anche qualche punta di prevedibilità.

Il finale è aperto, ma anche no: restano le intuizioni e deduzioni del lettore; resta ciò che ogni lettore può trarre da questa storia; resta la gran scrittura di livello di Potzsch, che intreccia abilmente disquisizioni filosofiche a passaggi da horror.

La mia impressione è che l’autore abbia preteso troppo da se stesso, creando un libro troppo lungo rispetto a ciò che si aveva da dire.

800 pagine di cui la metà o poco più sarebbero bastate.

Silvia Lucia Mapelli

Oliver Pötzsch è un autore piuttosto conosciuto da molti dei lettori di TSD, che hanno già avuto modo di apprezzare la sua penna nella serie della Figlia del Boia; io però l’ho approcciato per la prima volta proprio in occasione di questa condivisa.

Con “Il menestrello”, il primo tomo di una saga il cui intento è quello di riscrivere liberamente la vita del Dottor Faust (incrociando i pochi dati storici a disposizione con alcune delle numerose suggestioni leggendarie cresciute attorno al personaggio nel corso dei secoli), ho scoperto uno scrittore dotato di un un buon senso del ritmo: la sua narrazione è scorrevole e si segue facilmente, nonostante la mole piuttosto consistente del volume. Non ho però trovato altrettanto valida la caratterizzazione dei personaggi, che, con l’ovvia eccezione del protagonista, tendono a restare un po’ bidimensionali.

Se dovessi dare un giudizio in estrema sintesi direi che ho certamente letto di peggio: la storia in sé e per sé ha un certo fascino e il finale è ben costruito, con un buon livello di suspance… Allo stesso tempo, però, non mi sono particolarmente affezionata ai personaggi, neppure al protagonista (che a tratti, a dir la verità, mi è risultato quasi irritante).

Personalmente non sono sicura che proseguirò con i volumi successivi. Però, per gli appassionati di occulto ed esoterismo, questa può comunque rivelarsi una lettura piacevole: se vi piacciono i pasticci alchemici, gli oroscopi, le evocazioni e via dicendo vi direi di dare al tomo una possibilità. Tanto più che non finisce col cliffhanger, quindi non sareste per forza costretti a proseguire.

Roberto Orsi

Johann Georg Faust è un personaggio storico tedesco entrato di diritto nella tradizione popolare grazie ai racconti che di lui fecero autori del calibro di Christopher Marlowe e Goethe. Alchimista itinerante, astrologo, mago, attorno alla sua figura aleggia l’ombra del mito che offusca la veridicità storica di quanto di lui è stato tramandato. Oliver Potzsch, folgorato dalla letteratura e dalla cinematografia su questo personaggio, ha deciso di scrivere un romanzo sulla sua vita. “Il menestrello” è il primo volume della saga dedicata al Dottor Faust da parte dell’autore. I libri successivi ancora non sono stati tradotti per il mercato italiano.

Il racconto de “Il Menestrello” si inserisce in quel contesto storico esoterico, intriso di magia, astrologia e cabala che lo rendono molto interessante. La comparsa nella tranquilla cittadina di Knittlingen del menestrello che dà il titolo al romanzo, scatena una serie di avvenimenti che coinvolgono in prima persona Johann Georg detto “Faust”, il fortunato, per la buona stella sotto cui è nato.

Mentre Tonio del Moravia, il menestrello, è in città, alcuni bambini spariscono misteriosamente senza lasciare traccia. Oscuri episodi minacciano la tranquillità di Knittlingen e di tutto il territorio del Kraichgau. Per Faust l’incontro con Tonio è un crocevia fondamentale dell’esistenza. Ancora in giovane età viene ammaliato dalla figura del menestrello, che con parole melliflue e ipnotizzanti cattura la sua attenzione e lo pone davanti a un interrogativo principe: cosa gli riserva il destino?

Inizia un viaggio che porterà Faust dalla Foresta Nera fino ai sontuosi palazzi di Venezia, poi di ritorno a Colonia e Norimberga. In un’epoca come quella del XVI Secolo, ricca di innovazioni ma anche riscoperta dei grandi classici e del loro pensiero, degli insegnamenti antichi che tornano in auge anche sotto la minaccia dell’Inquisizione e dell’eresia, Oliver Potzsch ricrea un’atmosfera molto particolare. Un romanzo che forse in alcuni punti risulta un po’ ripetitivo, ma che prende il giusto ritmo nella parte finale fino alla resa dei conti che lascia aperta la porta sui libri successivi.

Sabrina Poggi

Questo mese ho partecipato alla condivisa in modo un po’ defilato. In effetti, il libro lo avevo già letto tempo fa ed ero comunque curiosa di confrontarmi con altri lettori. Premetto che sono una grande fan della saga della Figlia del Boia dello stesso autore, che purtroppo non è più tradotta in italiano (gli ultimi episodi nemmeno in inglese 🥲) e quindi mi incuriosiva molto questo nuovo personaggio. Faust è un archetipo, il mito dell’eterna ricerca della conoscenza che porta a stringere patti con “personaggi” non proprio raccomandabili. Come Poetzsch stesso spiega nella postfazione, con questo mito si sono cimentati Marlowe, Goethe e Bulgakov, tanto per citare i più noti. In questo romanzo possiamo seguire le prime avventure del giovane Johann Georg Faustus che, sul finire del XV secolo, si imbatte nel misterioso Tonio del Moravia e finisce in una vorticosa spirale di avventure che lo portano a peregrinare per l’Europa. La trama è ricca di richiami e spunti, che infatti sono emersi nei commenti di questa lettura condivisa, con tanti approfondimenti interessanti. La mia sensazione è però che sia stata messa anche troppa carne al fuoco e che alla fine molti degli interrogativi sorti lungo il percorso siano rimasti aperti. Certo, anche in questo caso il romanzo è il primo di una serie, però avrei preferito una conclusione più definita, insomma non sono rimasta del tutto soddisfatta. Nota positiva invece le note conclusive dell’autore, che racconta sempre qualcosa di sé e dei personaggi e luoghi che hanno ispirato le sue trame.

Luigia Amico

La storia narrata ne “Il menestrello” prende vita tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500; Johann “Faust” è un ragazzino come tanti, almeno fino a quando non incontrerà Tonio, menestrello e mago. L’uomo è avvolto da un alone di mistero, il suo arrivo a Knittlingen coincide con sparizioni inspiegabili che gettano nel terrore gli abitanti del paese. Da qui in poi per Johann inizierà un lungo viaggio fisico e introspettivo, direi di formazione. Vedremo il ragazzo crescere e maturare e assumere consapevolezza dei rischi a cui potrebbe andare incontro durante il suo peregrinare di città in città. Faust è affascinato dal mago ma al contempo lo teme.

Il racconto è intriso di mistero e attimi di suspense che rendono la lettura in alcuni passaggi avvincente. Purtroppo in qualche capitolo invece, forse troppi, la narrazione sembra entrare in stand-by, la storia rallenta e perde dinamicità.

Il libro mi è piaciuto?

Sì e no, ottime le descrizioni delle varie ambientazione e la contestualizzazione della narrazione, i personaggi sono ben caratterizzati e delineati sotto il profilo psicologico. Alcune parti a mio avviso potevano essere tagliate o almeno ridimensionate per evitare di creare una struttura a tratti ripetitiva.

Maria A. Bellus

Il Menestrello è il primo libro di una saga scritta da Potzsch autore anche dei romanzi della Figlia del Boia che ho trovato bellissimi.

Forse sulla scia di queste letture le mie aspettative erano molto alte .

La prima parte, con la storia delle vite dei protagonisti che partono dalla loro infanzia è un po lenta migliora sicuramente nel proseguo delle avventure di Faust e di Margherita . Faust un personaggio a volte inquietante ma che cattura subito la simpatia . L’ambientazione medioevale è ottima e il romanzo scorre velocemente anche se a volte un po ripetitivo , un peccato che lasci parecchi dubbi e domande senza risposta ( per ora ) sul finale.

Editore ‏ : ‎ BEAT (9 dicembre 2021)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 713 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8865598859
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8865598856
Link d’acquisto cartaceo: Il menestrello
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Trama

Germania, 1486: Knittlingen è una tranquilla cittadina nella regione di Kraichgau, ai margini della Foresta Nera. Tranquilla, fino al giorno in cui un misterioso menestrello arriva in città e, improvvisamente, alcuni bambini scompaiono nel nulla… Johann Georg, chiamato affettuosamente Faust, «fortunato», tuttavia, non si cura affatto di questi accadimenti. La sua vita è segnata da due eventi drammatici: la morte della madre e l’inspiegabile sparizione dell’amata Margherita, con cui è cresciuto. L’interesse di Johann viene risvegliato solo dal fascino oscuro che emana dal menestrello, Tonio del Moravia, che predice a Johann un grande futuro come erudito. Johann si unisce a lui, e insieme attraversano le terre tedesche. Il giovane assorbe tutto ciò che Tonio gli insegna. Ma gli insegnamenti di Tonio rappresentano un pericolo inimmaginabile, e presto in Johann si insinua la sensazione che il suo padrone sia in alleanza con le forze oscure. Poteri terribili che definiranno l’intera vita futura di Johann… Ispirato alla nota figura di Johann Georg Faust, l’alchimista tedesco protagonista di alcuni dei più celebri capolavori della letteratura, Il menestrello è il primo capitolo di una nuova, memorabile saga dalla penna dell’autore dell’acclamato La figlia del boia.

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