Curiosità Viaggio nella storia

Sai perché si lancia una bottiglia per varare una nave?

La tradizione di varare una nave è ancestrale: nell’antichità un animale veniva sacrificato e il suo sangue veniva sparso sulla prua della nave, al fine di attirare su di essa la buona sorte da parte degli dei.

Nel Medioevo, i frati si imbarcavano spesso sulle navi britanniche prima del loro viaggio inaugurale per pregare e spruzzare acqua santa sul ponte e sulla prua.
La prima cerimonia di questo tipo avvenne nel 1418, quando Henry V pagò al Vescovo di Bangor cinque libbre per battezzare la più grande nave da guerra del suo tempo, la “Henri Graze a Dieu”.

Successivamente furono i membri della famiglia reale o della nobiltà a inaugurare la nuova nave bevendo da una coppa condivisa. Dopo aver bevuto, l’ufficiale o il capitano della nave versava il liquido rimasto sul ponte o sopra la prua e poi lanciava il bicchiere oltre il lato della nave in mare.

Ma nel diciottesimo secolo in Gran Bretagna vennero inaugurate davvero tantissime navi e gettare in mare un calice prezioso ogni volta iniziava a diventare costoso, così si decise di rompere direttamente la bottiglia.

Nel secolo successivo, il rituale della rottura o del versamento di un liquido rimase, ma variava moltissimo il tipo di liquido. Negli Stati Uniti alcune navi, come la Princeton, la Raritan e la Shamrock furono battezzate con whisky, altre con l’acqua di alcuni fiumi e oceani, mentre altre ancora con il vino rosso che spargendosi richiamava il rosso del sangue dei primordiali sacrifici animali.

Fu nel 1890 che il Segretario della Marina per varare la USS Maine usò lo champagne, bevanda simbolo di potere ed eleganza che, quindi ben si associava alla nave e al gesto in sè.

È da questo momento in poi, dunque, che venne utilizzato sempre lo champagne per l’inaugurazione delle navi (tranne, negli Stati Uniti, durante il periodo del proibizionismo… per poi ritornare una volta finito questo periodo.)

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