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Il bastardo – Daniela Piazza

Recensione a cura di Roberto Orsi

Oggi TSD ha il piacere di partecipare al Review Party per presentare il nuovo romanzo storico targato Altrevoci Edizioni.

Francia del XIII secolo. Qui si aprono le vicende del nuovo romanzo di Daniela PiazzaIl bastardo”. Dopo gli altri romanzi dell’autrice, ambientati in epoca rinascimentale, questa nuova pubblicazione ci riporta qualche secolo prima in quel Medioevo fatto di cavalieri, nobili, dame, crociate, battaglie e reliquie.

Il contesto storico è quello in cui guelfi e ghibellini si fronteggiano in Europa. Da una parte Federico II di Svevia, lo stupor mundi, Imperatore del Sacro Romano Impero in aperta battaglia con Papa Innocenzo IV, al secolo Sinibaldo Fieschi. Originario della piccola cittadina ligure di Lavagna, troviamo il papa nella città di Lione dove ha voluto convocare il tredicesimo concilio ecumenico della Chiesa cattolica. Il contrasto con l’impero è all’apice: Federico sogna un potere temporale completamente svincolato dalla Chiesa e dalla sua influenza, legittimato unicamente dal volere di Dio. Il papa non vuole rinunciare al potere temporale e lo scontro è inevitabile, la scomunica di Federico II la naturale conseguenza.

“Il grande Re francese, da tutti amato e rispettato, proteggeva da lontano il Papa da quando questi si era rifugiato nella libera città di Lione, su invito dell’Arcivescovo, per sfuggire alla minaccia di Federico II di Svevia, il suo più odiato nemico.”

Le vicende storiche del concilio di Lione si incrociano con quelle legate alla settima crociata voluta da Re Luigi IX di Francia, pronto a partire da Aigues Mortes per l’Oriente. Proprio un anno prima, nel 1244, Gerusalemme è tornata sotto l’egemonia musulmana. La spedizione è alle porte, l’esaltazione tra le truppe crociate è alta. La paura di morire in battaglia soccombe davanti alla bramosia di servire Dio e rendersi utile alla causa cristiana contro gli “infedeli”.

“Favoleggiavano di città dagli alti minareti, di ricche case adorne di stucchi bianchi, terrazze, vasche per l’acqua, si descrivevano a vicenda le meravigliose piastrelle smaltate tanto invidiate dall’Occidente, il vasellame pregiato, i gioielli e le stoffe preziose”.

In un corollario di personaggi realmente esistiti come Innocenzo IV, Re Luigi IX di Francia, i nobili Roberto D’Artois e Carlo d’Angiò, i quattro protagonisti della vicenda nascono dalla fantasia dell’autrice.

Francesco Fieschi, scudiero al servizio del cavaliere Alphonse de la Richarde, in qualità del nipote del pontefice è destinato a grandi gesta cavalleresche oltremare. È un ragazzo diffidente e altero, che considera le donne “esseri falsi, peccaminosi, deboli d’animo, venuti al mondo per tentare l’uomo e condurlo alla rovina”. Un uomo istintivo, passionale, con un fuoco dentro sempre pronto ad ardere. L’appellativo di “bastardo”, con cui molti a corte lo etichettano a causa della grande vicinanza e l’affetto che lo zio Innocenzo IV gli dimostra, lo rendono irascibile. Un qualcosa che non riesce a digerire e accettare.

Filippo Grimaldi è il suo amico di sempre, un giovane che risulta l’opposto caratterialmente: un ragazzo socievole, mite, razionale ma dal grande cuore.

Pur risultando in antitesi a livello caratteriale, è da subito chiaro che luci e ombre si compenetrano nel rapporto tra i due. Nessuno è completamente buono o completamente cattivo. Un rapporto di confidenza profonda e solida fratellanza li lega. Accomunati da un unico destino che li vede soldati nell’esercito cattolico e nell’amore per due giovani dame.

Matelda de la Rocheblanche, figlia di un nobile francese, con cui il rapporto è burrascoso, fatto di impeto di passione e furibondi litigi. Amore e odio, “cinghiate da una parte, schiaffi, graffi e morsi dall’altra”. La ragazza è irresistibile, la sua bellezza abbaglia, il suo temperamento e la voglia di vivere fanno capitolare ben presto il giovane Francesco.

“Matelda era un’esplosione di voglia di vivere, era focosa e curiosa senza essere impudente, era disponibile senza essere viziosa, lo assecondava, lo stuzzicava, lo ipnotizzava con le sue mosse sinuose e feline, lo catturava per poi respingerlo, fingeva di ritrarsi e poi lo assaliva, lo faceva sentire forte, importante, potente.”

Adele di Montlabelle, fedele dama di corte e amica di Matelda, dopo un primo momento di contrasto trova in Filippo un sentimento molto forte che li lega più di quanto si potessero aspettare inizialmente.

I quattro giovani, protagonisti di fantasia perfettamente realistici e calati in un contesto storico ben ricostruito, affrontano le vicende della vita: gioie, dolori, passione, trasporto, amore, rimorso, rimpianto, desiderio e rivalsa. Un’altalena di emozioni qual è la vita di tutti gli esseri umani, qualche volta presi a schiaffi da un destino crudele, altre volte con ben salde tra le mani le redini del tempo. Decisioni prese e subìte che indirizzano la sceneggiatura più bella, e spesso crudele, che possa mai essere scritta: la vita stessa.

I personaggi femminili non hanno nulla da invidiare a quelli maschili. Anzi le prime in alcuni frangenti spiccano per umanità e onore rispetto a comportamenti rozzi e violenti dei secondi.

Risalta la forza d’animo di Matelda, capace di affrontare le ingiustizie della vita a testa alta e mai veramente soggiogata al volere degli uomini, come imposizione sociale voleva in quel tempo.

Lo sbarco in Egitto delle truppe di Luigi IX il 5 giugno 1249

Le vicende si dividono al momento della partenza di Francesco per la settima crociata indetta da Luigi IX. Da un romanzo prettamente introspettivo e focalizzato sulle vicende sentimentali dei quattro giovani, improvvisamente si trasforma in un racconto più avventuroso, con il viaggio che dalla Francia porta l’esercito cattolico fino a Damietta passando per l’isola di Cipro. Aleggia un’aria di cospirazione tra le truppe del Re, le voci si rincorrono e sussurrano di una spia al soldo dell’imperatore Federico II “l’amico dei musulmani”. Qualcuno trama per screditare la famiglia dei Fieschi agli occhi del Pontefice e della corte francese.

La scrittura fluida di Daniela Piazza regala un romanzo medievale ben calibrato tra azione e sentimento, in cui sono le descrizioni a prevalere sui dialoghi.

Come confermato dall’autrice stessa in alcune interviste, si tratta della prima parte di un romanzo da lei scritto ormai quindici anni fa, rivisto e rieditato dalla casa editrice Altrevoci. Un lavoro che potrebbe quindi tradursi in successivi capitoli della saga che ci raccontino le vicende dei personaggi a cui risulta molto facile affezionarsi.

Il bastardo - Daniela Piazza - copertina
ASIN ‏ : ‎ B0B2TTZ7K7
Editore ‏ : ‎ Altrevoci Edizioni (10 giugno 2022)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 376 pagine
ISBN-13 ‏ : ‎ 979-1280100290
Link d’acquisto cartaceo: Il bastardo
Link d’acquisto e-book: Il bastardo

Trama

Lione, 1245. Francesco Fieschi, ambizioso nipote del Papa, non avrebbe mai immaginato che la relazione segreta con l’avvenente nobildonna Matelda de La Rocheblanche lo avrebbe fatto diventare cavaliere e imbarcarsi per la settima crociata.  Affascinato dalla prospettiva di combattere al fianco del re e guadagnarsi la gloria in difesa della Cristianità, si ritroverà invece costretto a destreggiarsi tra intrighi e invidie, tra potere temporale e spirituale, tra l’imperatore Federico II di Svevia, Papa Innocenzo IV e il Re di Francia Luigi IX.  Riuscirà a raggiungere la Terrasanta, nonostante l’inquietante presenza di un misterioso nemico che continua a ostacolarlo?

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