Mese Storico Viaggio nella storia

Mese storico: Vite da spia – Lawrence d’Arabia

Articolo a cura di Maria Marques

“Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente, scoprono al risveglio la vanità di quelle immagini, ma quelli che sognano di giorno, sono uomini pericolosi perché può darsi che recitino il loro sogno ad occhi aperti per attuarlo. Fu ciò che io feci”

Una spia che si racconta? Ebbene sì, c’è stato anche un personaggio che ha narrato la sua avventura poiché fu: archeologo, esperto di strategia militare, condottiero, ufficiale inglese, scrittore e naturalmente spia.

Oggi parliamo di Lawrence d’Arabia, ma per narrare di lui, dobbiamo conoscere dapprima chi era Thomas Edward Lawrence, nato nel Galles, a Tremadoc nel 1888. Nel 1907 Thomas completò i suoi studi a Oxford appassionandosi alla storia e all’archeologia e due anni dopo iniziò a viaggiare, dapprima in Francia per poi allontanarsi verso la Siria, il Libano, la Palestina, l’Arabia e l’Egitto, paesi che all’epoca facevano parte dell’Impero Ottomano.

Lawrence rimase affascinato dalla cultura araba, ne imparò la lingua, persino alcuni dialetti, ma non solo, ne assimilò la mentalità e i costumi e naturalmente ne conobbe il territorio.

Il periodo in Egitto

Allo scoppio della I guerra mondiale, nel 1914, fu arruolato nel servizio cartografico militare in Egitto e due anni dopo entrò nei servizi segreti britannici. La politica del Regno Unito durante la Grande Guerra fu di sfruttare le debolezze interne dell’impero ottomano, alleato degli Imperi Centrali, facendo leva sul malcontento della popolazione araba. Forse nel 1916, la data non è ancora certa, al-Ḥusayn ibn ʿAlī Himmat, sharif della Mecca e discendente del Profeta, la principale autorità religiosa del mondo sunnita dopo il sultano turco, strinse un accordo con Francia e Gran Bretagna: in cambio dell’aiuto contro gli ottomani, gli Alleati avrebbero sostenuto la creazione di un grande regno arabo.

Husayn e McMahon, alto commissario britannico in Egitto, si accordarono per creare un contingente di volontari arabi, riunendo appartenenti a varie tribù beduine, sotto il comando dei due figli dello sharif, Faysal e Abd Allah, e Lawrence appare come ufficiale di collegamento e “consigliere militare”.

La cosiddetta rivolta araba inizia nel 1916 e Lawrence, pur operando senza soldati regolari, riuscì a creare azioni di disturbo che misero in difficoltà l’esercito ottomano. La conquista di Aqaba, sul Mar Rosso, nel luglio del 1917 è la prima vittoria di Lawrence che, giocando d’astuzia, attacca la città dal lato del deserto, completamente sguarnita di difesa, concentrata sulla zona del porto.

Nel novembre del 1918 entra a Damasco, considerata la capitale culturale e politica del mondo arabo, con Faysal. È in questo periodo che nasce “Aurans Iblis“ cioè “Lawrence il diavolo” un eroe per il popolo arabo, anche se la sua reputazione sarà presto macchiata dalla politica del Regno Unito, perché la spartizione dei territori arabi, tra Gran Bretagna, Francia e Russia, era già stata prevista nel 1916 dagli accordi Sykes-Picot.

La Conferenza di Parigi

Nel 1919 Lawrence prese parte alla Conferenza di pace di Parigi come membro della delegazione di Faysal, le cui rivendicazioni non furono accettate. La posizione di Lawrence fu piuttosto ambigua, alcuni suoi biografi lo dipingono amareggiato dalla politica delle nazioni vincitrici il cui operato lo fece passare per traditore agli occhi degli arabi. Secondo altri invece, il suo agire si conformò agli ordini ricevuti e quindi recitò una parte. Difficile stabilire dove sia la verità: attenendoci ai fatti, egli si dimise dalla carica all’ufficio degli affari arabi, rifiutò la carica di viceré dell’India e l’onorificenza della Victoria Cross.

La vita da scrittore e da aviere

Ritiratosi a vita privata, si inventa scrittore, con la stesura de “I sette pilastri della saggezza” che pubblicherà nel 1926, in cui racconta la sua esperienza come ufficiale di collegamento durante la rivolta araba.

Mentre la sua fama aumentava, Lawrence cercò di scomparire e sotto il nome di John Hume Ross si arruolò come aviere nella RAF, ma fu riconosciuto e allontanato nel 1923. Un nuovo cambio di identità e appare Thomas Edward Shaw, che servì per un anno nel Royal Tank Corps. Nel 1925, infine Lawrence fu riammesso nella RAF e assegnato a una base indiana, per poi essere costretto a tornare, nel 1928 in Inghilterra.

Lawrence ottenne il congedo nel marzo del 1935 e si dedicò alle sue passioni: la letteratura cavalleresca medievale e le motociclette, passione questa che gli fu fatale. Il 19 maggio del 1935, all’età di quarantasei anni, Lawrence d’Arabia moriva in seguito a un incidente in moto.

Un comportamento ambiguo il suo, degno di una spia: tradì gli arabi oppure interpretò magistralmente il ruolo affidatogli dall’intelligence? Anche sulla sua morte però aleggia un mistero. Ufficialmente nel tentativo di evitare due bambini, finì fuori strada con la motocicletta, tuttavia pare che sia stata una “macchina nera” a spingerlo fuori strada…sembra infatti che Lawrence fosse stato avvicinato da un gruppo di nazionalisti inglesi che sostenevano l’opportunità di una alleanza con la Germania nazista.

Misteri che circondano ancora oggi la sua persona che come un lampo infiammò il deserto, divenendo un eroe romantico che il cinema fece suo, immortalandolo in un colossal “Lawrence d’Arabia” del 1962.

Curiosità

Nel 1955, fu pubblicato postumo il suo libro “L’aviere Ross”, in cui Lawrence raccontò le sue esperienze di aviere semplice e mancato carrista.


Come s’intitolava la sua tesi di laurea? “Castelli crociati “


La sua fama iniziò a diffondersi grazie a un giornalista americano Lowell Thomas, che si potè fregiare del titolo di essere il suo primo biografo ufficiale e che, a Londra nel 1919 presentò una conferenza-spettacolo dedicata a Lawrence dal titolo “ Travelogues”


Tra le sue attività vi fu anche quella di traduttore, poiché tradusse in inglese l’Odissea partendo dalla versione greca e il romanzo francese “Le Gigantesque”, reso in inglese come “The Forest Giant”, di Adrien Le Corbeau.


Durante la sua parentesi come aviere, Lawrence fu coinvolto in un incidente aereo la sera del 17 maggio 1919 all’aeroporto di Centocelle. A causa della cattiva visibilità durante uno scalo tecnico con destinazione finale Il Cairo, il suo aereo si capovolse provocando la morte di due membri dell’equipaggio e il ferimento di altri, tra cui quello dello stesso Lawrence. Durante il ricovero in ospedale, Lawrence ricevette la visita di Vittorio Emanuele III.


Lawrence non si sposò mai? Anche qui un piccolo mistero. Alla sua morte il fratello donò alla Biblioteca Bodleiana di Oxford, lettere e diari da cui è emerso che Lawrence sino alla sua morte, tramite la RAF, distribuì denaro a favore di alcune persone, fra cui due signore. Una delle due, un’insegnante, Ruby Bryant pare fosse sua moglie.

Suggerimenti di lettura

Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Edward_Lawrence

https://www.raicultura.it/storia/articoli/2020/07/Lawrence-dArabia

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