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Le interviste di TSD: Pierluigi Tombetti

Oggi, comodo sulla poltrona del nostro Salotto delle interviste, pronto a rispondere alle nostre domande, troviamo Pierluigi Tombetti. Prima di addentrarci nel vivo dell’intervista, qualche cenno biografico su di lui è d’obbligo.

Nato nel 1966, è uno storico, saggista, creativo e romanziere.
Si è laureato in Lettere ad indirizzo storico all’Università Cà Foscari (Venezia) con una tesi di Storia delle Religioni sull’ideologia e la simbologia nazionalsocialista e prosegue il lavoro di ricerca portando avanti gli studi di Nicholas Goodrick-Clarke e del massimo storico italiano, Giorgio Galli, che firma l’introduzione al suo primo saggio storico[1] e lo presenta insieme all’autore nel 2005 (qui il link a parte dell’evento: https://youtu.be/oK4VhmpBiOc).
Subito dopo la laurea comincia l’attività di articolista, redattore e scrittore per riviste e case editrici di settore storico/archeologico per cui scrive numerosi articoli e dossier. Per una di queste pubblicazioni viene inviato al Castello di Wewelsburg, sede delle SS di Himmler, a compiere ricerche nell’archivio locale.
Considerato tra i massimi studiosi del nucleo religioso nazista, è stato consulente storico ed ospite in varie trasmissioni televisive italiane tra cui “Stargate” (LA7), “Top Secret” (Canale 5), “Atlantide” (LA7), “Voyager” (RAI2), ecc.
Le sue indagini sono caratterizzate dalla stretta attinenza a dati provenienti da fonti d’archivio e documentarie e nel contempo da una apertura verso nuove possibilità e piani di ricerca per esplorare zone d’ombra e far luce su eventi poco conosciuti ma di indubbia suggestione.
Come romanziere unisce la passione per la ricerca scientifica borderline all’amore per la narrazione d’avventura pura, dove la storia reale si fonde con la fiction e il thriller: particolari storici di estremo interesse, che pochi tra i non specialisti conoscono, vengono quindi messi a disposizione del grande pubblico per un intrattenimento appassionante, sempre sul filo del rasoio.
Dotato di un’inarrestabile energia creativa, è anche autore di progetti televisivi (documentari format, reality, game show, ecc.), ludici, e soggetti cinematografici sempre contraddistinti da un unico filo conduttore: Intelligent Entertainment.

E iniziamo con le domande

Che tipo di scrittore è Pierluigi Tombetti?

Prima di tutto vorrei ringraziare te, Roberto, e i membri di questo gruppo davvero agguerrito e competente a cui sono iscritto da tempo.
Io nasco come storico per cui ogni libro contiene informazioni molto accurate, e soprattutto i miei romanzi si basano sulle ricerche effettuate per i saggi. Sono un curioso di tutto, storia, scienza, natura, ecc. e sono attratto irresistibilmente da, eventi poco noti, enigmi del passato e del presente, dai misteri legati a questi e altri aspetti, per cui i miei libri emergono un po’come un genere a sé che ne contiene diversi: avventura/thriller/spionaggio/storico/archeologico/mistero/azione e altro, fino ad arrivare al Citybook Thriller SECRETUM – Il Codice L [2] , (su Leonardo Da Vinci), che costituisce un nuovo genere letterario.
Mediante una trama dinamica e thriller si unisce la fiction alla promozione di una particolare area geografica, spiegandone la storia, il carattere della gente, la cultura, il folklore, la cucina, ecc. senza che il lettore se ne accorga.  

Inoltre amo le ultime ricerche che uniscono psicologia Junghiana, fisica quantistica e neuroscienze che hanno aperto orizzonti eccezionali alla mente umana e da qui nasce una storia ai confini della realtà, la prima della sua collana (SYNCHRONICITY): Synchronicity – Volo 9941, ambientato durante una trasvolata atlantica, una notte da brivido ma tutto basato sui principi della fisica quantistica. Ogni libro è un’avventura, in tutti i sensi, soprattutto per me.

“Militia Christi – I Templari” è il tuo ultimo saggio, dedicato all’Ordine di Cavalieri probabilmente più famoso ed enigmatico della storia. Perché, a distanza di secoli, esercitano ancora un fascino così potente?

Perché l’Ordine templare ha sempre goduto di enorme prestigio sin dalla nascita ed è stato oggetto di una moda che dal 1700 è giunta fino a noi senza scemare, anzi aumentando gradualmente alimentata da libri, leggende generatesi autonomamente con poche basi reali, e nel periodo 1700-1900 si è sviluppato il templarismo, direttamente collegato a una concezione esoterica di varia natura che esercita sempre un certo fascino. Inoltre la scarsità di fonti affidabili non fa che alimentare l’aura misteriosa intorno ai Cavalieri del Tempio, perché impediscono di trovare la verità definitiva riguardo per esempio alla fine del tesoro che nella sua interezza non è mai stato ritrovato, ai presunti legami con la successiva massoneria e ad aspetti misteriosi e pericolosi emersi durante il processo dell’Inquisizione. Anche il legame con lo stile gotico e le grandi cattedrali europee, indagato con precisione nel testo, è fonte di grande curiosità e interesse.

Il saggio che presenti al pubblico è un lavoro conciso in cui, nello spazio di circa 170 pagine, sei riuscito a dare una panoramica completa di quello che fu l’Ordine dei Cavalieri Templari. A che tipo di lettore è rivolto “Milita Christi”?

Il testo si rivolge al grande pubblico ma anche agli appassionati di storia più prepararti e abituati a lettura ponderose, perché ha una particolarità: per l’obiettivo che si prefigge deve dare in modo dinamico e accattivante, mai prolisso o pesante, le risposte più accurate alle domande che tanti si pongono sui Templari, ma ottenute senza dover leggere decine di libri per trovarle.
Li ho letti io per il pubblico e ne ho raccolto l’essenza in modo organico e coerente in unico testo: nel libro non trovate appesantimenti inutili ma solo ed esclusivamente la verità, che in questo caso è davvero più affascinante della fiction. Contrariamente a quanto pensavo, le conferme più belle e interessanti mi sono giunte proprio da storici e e appassionati che hanno trovato in MILITIA CHRISTI – I Templari un eccellente manuale.

La storiografia ufficiale ci parla di uno scopo principale dei Templari che era quello di proteggere i pellegrini in viaggio verso la Terra Santa. Nel tuo libro, però, si avanzano dei dubbi su questo.

Diciamo che era impossibile per i 300/400 uomini presenti in Palestina nei primi decenni dalla fondazione ad opera di Ugo de Payens (tra il 1118 e il 1120) difendere le strade e le vie di accesso alla Palestina. Anzi inizialmente secondo alcune fonti erano nove, un numero però che potrebbe essere simbolico, in quanto influenzato dalla filosofia medievale, altre fonti ne menzionano 30. Tuttavia i Templari erano indubbiamente un ordine di monaci combattenti votati al sacrificio estremo in nome di Cristo, potremmo definirli le forze speciali dell’epoca. Ma si comportavano come battaglioni di forze suicide di grande esperienza che venivano utilizzati quando serviva durante le battaglie, anche come consulenti strategici. Non erano tuttavia un grande esercito; invece in occidente le cose divennero molto diverse: Matthew Paris (1199-1259) ci informa di oltre 9.000 commende templari esistenti nel XIII secolo intorno a cui ruotavano 100.000 persone circa, e di queste tra i 7.000 e gli 8.000 erano Templari. Questo in un’epoca in cui l’Ordine si era stabilizzato e grazie a donazioni aveva stabilito una vera e propria nazione indipendente e gestiva valori e tesori immensi, prestandoli e custodendoli. Inoltre nelle Regole dei Templari di Bernardo di Chiaravalle non si parla esplicitamente di protezione di pellegrini ma di guerra contro gli infedeli. Quindi non si può dire che i Templari, almeno per i primi decenni, fossero nati con lo scopo di proteggere i cristiani che si recavano in Terrasanta. In seguito aumentarono di numero ed è possibile che oltre alla guerra fossero impiegati nella protezione di vie di comunicazione importanti.

Quali furono i rapporti che ebbero con il mondo mediorientale? Qualcuno ha avanzato anche ipotesi di avvicinamento in alcuni frangenti della vita dell’Ordine con conseguente apprendimento di antiche e importanti conoscenze. Tu come la pensi?

Mah, sostanzialmente sono d’accordo con Franco Cardini quando afferma che la moda della conoscenza esoterica condivisa con gli orientali fosse nata intorno al XVIII sec. Le testimonianze dell’epoca, e si tratta di resoconti dettagliati da testimoni oculari affidabili, ci raccontano tutt’altro: solo scontri violentissimi e massacri senza fine in nome di Dio. Quando i Templari scorgevano il nemico lo raggiungevano e lo attaccavano uccidendolo senza pietà, consci di ricevere la ricompensa celeste e così facevano i musulmani. I Cavalieri del Tempio non cercavano di conoscerne e assimilarne la cultura creando scuole segrete o seminari per condividerne conoscenze occulte. Tuttavia devo dire che è possibile che singoli ben intenzionati abbiano provato ad avvicinarsi a conoscenze nuove per l’occidente, alle filosofie e alle arti dei musulmani, ma non abbiamo nulla che lo dimostri o anche solo lo accenni.

Nel tuo saggio fai riferimento anche alle teorie legate a un possibile viaggio di alcuni esponenti templari verso le Americhe più di un secolo prima della scoperta ufficiale di Cristoforo Colombo. Cosa puoi dirci al riguardo?

Uno dei racconti più affascinanti del medioevo riguarda il viaggio nel 1383 del veneziano Niccolò Zen come rappresentante della Serenissima, che dalle Colonne d’Ercole doveva costeggiare la Francia per giungere alle consuete rotte commerciali con Belgio Olanda e altre. Ma dopo la Manica una tempesta violentissima lo mandò completamente fuori rotta per giorni, verso nord, fino a che approdò alle Fær Øer, allora parte del Regno di Norvegia. Qui incontrò il conte delle Orcadi, Henry Sinclair che lo fece comandante della sua flotta vista l’enorme esperienza del veneziano. Insieme percorsero le rotte dei Vichinghi verso la Groenlandia e arrivarono in prossimità di Terranova. Un secolo dopo il pronipote di Nicolò ritrovo le lettere dell’avo e le ripubblico insieme a una mappa che divenne nota come Mappa di Zeno, ripresa dal maggior cartografo dell’epoca, Mercatore. Il legame con i Templari di Scozia riguarda la famiglia Sinclair, poichè vi sarebbero indizi di un collegamento molto stretto. SI dice che i Tmeplari di Scozia avessero partecipato alla battaglia di Bannockburn (23-24 giugno 1314), sotto il comando di Robert Bruce. Si tratta di indizi e non di prove certe, naturalmente.  Tuttavia mi sono consultato con il capo del clan Sinclair, Lord Malcolm Sinclair conte di Caithless, membro del Parlamento inglese a Londra, ma con la morte dell’ultimo archivista di famiglia certe notizie si sono perdute. Ho poi parlato con il prof. Andrea di Robilant, docente alla John Cabot University e American University of Rome, che ha ripercorso la rotta degli Zeno trovando interessanti prove, davvero sostanziali e mi sono convinto che il viaggio abbia avuto effettivamente luogo, cosa confermata anche dalla Royal Geographical Society di Londra. In Militia Christi troverete tutto ciò che è possibile sapere al riguardo.

“Militia Christi – I Templari” costituisce il primo volume di una collana intitolata “Untold History” che hai pensato per rispondere a diversi interrogativi su avvenimenti e personaggi storici. Che cosa ci puoi dire di questa collana?

Untold History, cioè la storia che non è stata raccontata o non si deve raccontare, nasce per rispondere a un bisogno particolare, esemplificato dalla premessa del testo:
“La collana si rivolge a tutti ed è studiata per rispondere con grande accuratezza storica a domande importanti, profonde, riguardanti eventi del passato (e del presente) senza appesantire la lettura e senza eccedere in informazioni specialistiche, fornendo comunque informazioni precise e una bibliografia adeguata. Questi saggi vanno dritti al punto, la verità, ma presentano le informazioni in modo così dinamico ed emozionalmente accattivante da non poter fare a meno di leggerli fino all’ultima pagina.”
L’idea iniziale di Untold History serviva per rispondere alle esigenze di un team di guide turistiche romane che offrono percorsi di nicchia per una clientela internazionale appassionata di storia e con una certa competenza: mi è stato chiesto un testo specifico (in questo caso in inglese ma sarà in seguito reso disponibile anche sul mercato italiano), non troppo lungo ma accurato e con note e bibliografia internazionale. Si tratta di una formula vincente e azzeccata anche per un pubblico ben più vasto per cui ho deciso di creare questa collana.

Di cosa parlerà la seconda uscita di “Untold History”?

Sarà proprio quel testo, uno speciale sulla Santa Sede, I SEGRETI DEL VATICANO, in cui ripercorreremo la storia di questa minuscola nazione, dalla nascita all’epoca contemporanea: il testo farà luce sulle simbologie pagane presenti nella liturgia, per esempio la mitra vescovile non è altro che reminiscenza del Dio pesce mesopotamico Oannes, rappresentato come un pesce verticale con la bocca aperta, poi il triangolo con l’occhio onniveggente, l’obelisco egizio di piazza S. Pietro, ecc. Si parlerà anche della presunta tomba dell’Apostolo Pietro a Roma che è un vero e proprio giallo per come furono condotti gli scavi archeologici negli anni ’30-50 del secolo scorso e soprattutto per i forti dubbi emersi in anni recenti. (sul mio canale YouTube c’è proprio un documentario al riguardo in due parti, tratto da un mio articolo per una rivista inglese che spiega tutto nei dettagli)
Parleremo dei segreti celati nell’architettura vaticana tra ermetismo e Rinascimento: Bernini, Michelangelo, ecc.
Faremo luce su aspetti poco noti, come Il rapimento di Pio XII ordinato da Hitler che non ebbe luogo solo perché il capo delle SS in Italia ebbe scrupoli di coscienza e si rivolse direttamente al pontefice. Un altro aspetto trattato è il progettato assassinio di Hitler da parte degli alleati che avrebbe dovuto essere mediato dal Papa.
Inoltre il silenzio di Pio XII e la motivazione che portò alla fuga di oltre 12.000 criminali di guerra SS con passaporto vaticano o della Croce Rossa procurato dal Vaticano, in Sud America, Spagna e Iran.
Vi sono aspetti totalmente inediti nel testo che avvicinano la Chiesa al III Reich, per esempio pochi sanno che l’antisemitismo molto forte della Chiesa dal III/IV sec. in avanti, e distruttivo ai tempi delle crociate, portò al primo esempio di ghetto nel 1084 a Speyer, in Germania, per opera del locale vescovo Rudiger, per cui quello di Venezia non è affatto il ghetto più antico come si crede comunemente.
E poi lo IOR, i Servizi Segreti vaticani, ecc., ecc.


[1] Vedi https://tombettibooks.com/pubblicazioni/


[2] I Grandi Misteri del Nazismo – La Lotta con l’Ombra, Sugarco, 2005

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