Narrativa recensioni

Cuori di Sicilia. La saga dei Catalano – Rosanna Catalano

Recensione a cura di Raffaelina Di Palma

La Targa Florio, 1906. La famosa corsa che si disputava in Sicilia, sulle Madonie, prese il via proprio in quell’anno.

Il romanzo “Cuori di Sicilia”, di Rosanna Catalano, si apre con il protagonista, il giovane Rosario Catalano, seduto sul ciglio di una strada, insieme con altre persone, in attesa di veder passare quei bolidi roboanti.

Si sente in lontananza un rumore scoppiettante che improvvisamente si spegne.

Il pilota scende, si toglie gli occhialoni, cerca di pulirsi alla meglio il viso coperto di polvere, i loro sguardi si incrociano per qualche secondo e Rosario legge la disperazione nei suoi occhi: è solo un attimo, il pilota parte di slancio, a piedi, e mentre loro pensano che abbia abbandonato la gara, dopo non pochissimo lo vedono ritornare, sempre di corsa, col respiro corto, stringe i denti per lo sforzo con una pesante latta sulle spalle; si fa aiutare a versare il liquido nel serbatoio riavvia il motore e il bolide riparte.
Rosario è attratto da quegli occhi nei quali arde di nuovo il fuoco della speranza: quelle pupille che lanciano guizzi dietro quegli occhialoni non li dimenticherà più. Mentre ritorna a casa pensa al coraggio e alla determinazione di quel pilota che non si è arreso è andato fino al posto di rifornimento ed è riuscito a riprendere la gara.
Dopo qualche giorno saprà che proprio quel pilota ha vinto la prima targa Florio.
Quello sguardo che, per un attimo si è arreso, ma poi “quell’incidente” è solo una seccatura, un contrattempo.

Quello sguardo diventerà il leitmotiv della sua vita. Rosario, che in famiglia tutti chiamano Saro, vuole scoprire dove portano quegli occhi.

Saro si è persuaso che il progresso non sono le automobili o la luce elettrica, ma chi le inventa, chi le costruisce, chi le fa andare.
Il progresso non sono le cose, sono gli occhi che le vedono prima ancora che esistano.

Vuole assistere a quel progresso, ma da protagonista e non da solo. Lui già sa la donna che vuole avere accanto: Rosa.
Gentile e minuta, incantevole, lei è il suo pensiero fisso.
Ma Saro e Rosa dovranno lottare molto per coronare il loro sogno d’amore.

Confesso: quando ho iniziato a leggere “Cuori di Sicilia” davo per scontato che fosse la solita storia di emigranti approdati in America, in cerca di fortuna.
Ma mi sono dovuta ricredere. Ogni scrittore, pur sviluppando la stessa tematica, dà l’impronta della propria personalità, della propria cultura, che rende lo stile di scrittura originale e individuale.
Ed è quello che ha fatto Rosanna Catalano. Nel romanzo, e si intuisce che non parla soltanto degli antenati della sua famiglia, sente il bisogno viscerale di andare alla ricerca delle sue radici per non cadere vittima di un destino che è lì, sempre pronto a ghermire.

Attraverso la storia d’amore di Rosario e Rosa, la scrittrice, ricostruisce non solo la storia di una famiglia che si dipana tra due generazioni, ma di tanti cicli di un’epoca che si snodano sul filo di un’antologia, testimoniata da documenti, fotografie e filmati d’epoca.

L’emigrazione verso “la Merica”.
Quei viaggi che portavano uomini e donne come “randagi” verso un futuro incerto; si immergevano in quel mondo nuovo, portando in una valigia di cartone oltre le loro povere cose i racconti dell’infanzia, le foto di famiglia, i profumi e i paesaggi della loro terra; frammenti che tenevano viva la fiamma dei ricordi.
Il coraggio di Rosario incarna il “sogno americano” di milioni di emigranti, desiderosi di tramutare una rinascita sociale e culturale in un’occasione di confronto delle loro specificità. La storia delle grandi migrazioni transoceaniche ci racconta la partenza massiccia, dalle regioni agricole in sovraffollamento.
Una volta arrivati in America si raggruppavano in comunità di origine o presso parenti; era una pedana di lancio per un primo lavoro e per un minimo di calore umano indispensabile all’integrazione. Quando sbarcavano a Ellis Island, puzzolenti, stanchi, disorientati, ma fiduciosi di una nuova opportunità.

Carichi come muli di bagagli, valigini e valigioni, sacchi e fagotti,
scatoloni legati con lo spago, cesti di viminiricolmi di ogni sorta di ricordi…
per molti tutto quello che hanno al mondo

Da Ellis Island molti uscivano piangendo: “scartati” e rimandati indietro perché ammalati.

Sullo sfondo un Sud ruvido e caparbio che il senso di famiglia rende avvolgente e vitale, un intreccio con forti risonanze emotive: un processo importante per non allontanarsi troppo dai luoghi di origine.
Le migrazioni cominciarono prima del 1861 verso l’Argentina e l’Uruguay, ma quelle di massa, verso gli Stati Uniti, si ebbero soltanto nei decenni successivi all’Unità d’Italia.

Rosario continua a coltivare la sua passione: vuole sfondare con la musica.
Con alcuni amici riesce a mettere su un quartetto di musica siciliana; arrivano i primi successi e i primi contratti, i dischi, la notorietà…

Rosa sfiora i mobili, li tocca, come per assicurarsi di non avere le visioni,
Poi abbraccia e bacia i figli e fissa Saro negli occhi.
«Sei unico, Saro mio, unico. Che il Signore ti protegga sempre».

Anche lui è commosso. La bella casa che è riuscito a comprare per la sua famiglia è soltanto una tappa; soltanto un primo passo.
Il negozio di dischi e di strumenti musicali va a gonfie vele, gli incassi anche, ma c’è gente, “certa gente” che vigila…

Maledetti!

Rosario affronta con decisione la Mano Nera: un’associazione mafiosa composta da criminali italiani e non solo, emigrati negli Stati Uniti alla fine del 1800.

Al volante di quel “bolide roboante” che è la sua vita, vuole essere lui e lui soltanto a decidere l’itinerario da seguire!

Trama
Ci sono fuochi che ardono la vita con tanta passione che non si può guardarli senza strizzare gli occhi. Non puoi spegnerli come una candela: il vento li alimenta. Non puoi soffocarli né rinchiuderli: gli ostacoli li nutrono. Certi cuori esigono un palcoscenico più grande per recitare la propria parte. Non regala niente la Sicilia di inizio Novecento a chi niente ha. Nemmeno l’amore si può permettere Rosario, perché Rosa, la ragazza che ama, è destinata a un buon partito, non a lui. Ma Rosario ha un fuoco dentro che brucia, e un desiderio insaziabile di riscatto. Dalla sua ha la fame, la gioventù, un’incrollabile fiducia in se stesso. E la certezza che l’America sia là per lui da conquistare. Così accade. New York non è lastricata d’oro come facevano credere gli agenti immobiliari delle compagnie di navigazione, ma dal momento in cui mette piede a Ellis Island nel 1908 Rosario non perde un giorno. Ben presto , con Rosa al suo fianco e i figli che la loro passione porta, il suo sogno non avrà più limiti. Trasforma il suo passatempo, la musica, in un affare, il suo quartetto di musica siciliana conquista prima Brooklyn, poi l’america. Arrivano i contratti con le case discografiche, i dischi, la fama. La ricchezza. La famiglia Catalano conquista il posto che merita. Rosario è un abile imprenditore, spregiudicato nel comprare a pochi dollari spartiti che ne rendono migliaia e senza timore nel tenere testa alla Mano Nera, la mafia italo americana delle estorsioni. Ma la Sicilia non si cancella facilmente dal cuore, ed è lì che Rosario e Rosa tornano quando tra minacce e amici che tradiscono, hanno bisogno delle loro radici. Ed è sempre da lì che Rosa, coraggiosa e fiera come sono le donne siciliane, prenderà in mano le sorti dei Catalano.

Editore: ‎ Libreria Pienogiorno (7 luglio 2021)
Copertina flessibile: ‎ 336 pagine
ISBN-13: ‎ 979-1280229175
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