Narrativa recensioni

999. L’ultimo custode – Carlo A. Martigli

Recensione a cura di Roberto Orsi

“Con l’uguaglianza non c’è potere, non c’è Chiesa, non c’è Papa. Con la conoscenza non c’è nemmeno peccato e corruzione. C’è solo amore”

E se tutto quello in cui abbiamo sempre creduto fosse una menzogna? Se l’esistenza di Santa Madre Chiesa si basasse su pilastri fasulli, creati ad arte dagli uomini per ottenere il potere?

Sappiamo come la Chiesa cristiana sia stata disegnata da concili che nel tempo ne hanno delineato i dogmi, le Sacre Scritture riconosciute e i riti da officiare. Che questi siano più o meno vicini alla vera predicazione di Gesù, non è dato sapere. Dibattiti lunghi millenni che non possiamo affrontare in questa sede, se non per quanto riguarda il fulcro della vicenda raccontata da Carlo A. Martigli.

Un romanzo su due piani temporali: uno il 1486, sul finire del medioevo, quando il vento del Rinascimento inizia a spirare sulla nostra penisola, a partire dalla città di Firenze, foriera di grandi innovazioni in ambito artistico, letterario e simbolico; l’altro il 1938, all’alba del secondo conflitto mondiale, con i regimi totalitari del nazifascismo che inseguono, oltre al potere temporale e materiale, quello spirituale e di supremazia della razza ariana.

“Tutta la sua vita era stata dedicata a quell’unico scopo, anche se all’inizio non se ne era reso conto. Ormai era pronto e il tempo delle riflessioni era terminato.”

Pico della Mirandola

Il protagonista nella parte ambientata nel XV Secolo è senza dubbio Giovanni Pico dei conti della Mirandola e della Concordia, noto come Pico della Mirandola. Una vita dedita alla ricerca e alla conoscenza, famoso per i suoi studi di matematica, lo troviamo in questo caso nella veste di filosofo e fine conoscitore dell’animo umano. Sue le 999 tesi sulla questione religiosa, che danno origine al titolo del romanzo. Novecento di queste pubblicate con l’aiuto di uno stampatore ebreo di Roma, le rimanenti novantanove tenute al sicuro, in sole tre copie manoscritte, celate agli occhi di tutti, fino al momento della rivelazione.

Papa Innocenzo VIII

Già le prime novecento tesi vengono messe all’indice dalla Chiesa cattolica, guidata da Papa Innocenzo VIII, il genovese Giovanni Battista Cybo, con l’intervento di uno dei cardinali più importanti del periodo, quel Rodrigo Borgia che gli succederà sul trono papale con il nome di Alessandro VI.

Pico della Mirandola è preso di mira ed è costretto a fuggire tra Roma, Firenze e Parigi per sfuggire ai sicari del papa, pronto a tutto per mettere a tacere il conte ed evitare che oltre mille anni di storia della Chiesa cattolica svaniscano lasciando una manciata di polvere.

Un segreto che potrebbe destabilizzare le religioni monoteistiche più importanti: cristianesimo, ebraismo e islamismo. Dove c’è conoscenza e uguaglianza il popolo ha potere, ha capacità di capire e di ribellarsi all’ordine costituito.

“Ognuna di quelle pagine era una lancia conficcata per terra, in una buca profonda, con la punta rivolta verso il cielo, e la Chiesa era la cerva che andava brucando ignara intorno alla trappola mortale.”

Una caccia all’uomo che si ripete quasi cinquecento anni dopo, nel 1938 quando la verità sconvolgente contenuta nel libro, protetto dall’organizzazione Omega, rischia di essere portato nuovamente alla luce.

L’antico testo, a cui le tesi di Pico si è ispirato, è giunto fino al XX secolo tenuto nascosto e tramandato di padre in figlio dai Custodi facenti parte di Omega.

La Ahnenerbe, associazione fondata da Heinrich Luitpold Himmler, generale e politico tedesco al servizio di Adolf Hitler, è sulle tracce di qualunque documento che possa interessare l’origine della razza umana, gli studi antropologici che porta avanti con l’obiettivo di confermare la superiorità della razza ariana sulle altre. Un documento che potrebbe minare dal basso il potere della Chiesa e garantire al Fuhrer la supremazia.  

“Sapeva che lì dentro c’era la chiave della conoscenza, la fine di ogni disputa. Sapeva che lì dentro si spiegava, ai filosofi e ai sapienti, l’origine dell’uomo, quella vera, quella che avrebbe riunito tutti i popoli della terra.”

Due periodi storici lontani ma accomunati per certi versi da una violenza contro una categoria sociale: la caccia alle streghe e alla donna in generale tra il XV e il XVI Secolo (il “Malleus maleficarum” fu pubblicato proprio nel 1487) e la discriminazione razziale portata all’ennesima potenza con la shoah del regima nazista nei confronti degli ebrei.

Ed è, probabilmente, non a caso che Martigli ambienta le vicende parallele del romanzo, alternate tra i capitoli, in due periodi come quelli, legandoli a un documento che potrebbe rivoluzionare il mondo e il modo di intendere i rapporti tra gli uomini.

Un segreto che deve essere protetto da chi lo vuole distruggere, tramandato nei secoli a persone degne di tale incarico, fino al momento in cui l’umanità sarà pronta per conoscerne il contenuto.

Il thriller storico di Martigli, primo episodio di una serie che nel 2021 ha visto la pubblicazione del seguito “999. L’origine”, è per tutti gli appassionati di letture avvincenti, ritmo alto di lettura e capacità dell’autore di inserire elementi di fantasia in un contesto storico delineato con personaggi realmente esistiti.

Le strade di Roma e Firenze sono ben dettagliate, così come la vita che vi si svolge resa molto bene dall’autore nell’utilizzo di terminologia e stile narrativo accattivante e mai noioso. Dialoghi e scene rapide con diversi capovolgimenti di fronte e passaggi da un’epoca all’altra che sempre ben amalgamati.

Tanti i personaggi che incrociano la vita di Pico: da Girolamo Benivieni alla cortigiana Margherita, da Lorenzo De’ Medici a Girolamo Savonarola. Un contesto storico tanto meraviglioso per la ventata di novità e rinnovamento che ha portato, quanto buio e oscuro per quella che fu una persecuzione vera e propria perpetrata dai Santi Uffici d’Inquisizione.

Una verità scomoda che deve rimanere celata negli abissi della conoscenza. Un messaggio universale che può sconvolgere lo status quo che conosciamo da secoli, nel nome della pace e della convivenza tra i popoli, qualcosa di cui anche ora abbiamo veramente bisogno.

Trama

Settembre 2009. Un misterioso plico viene recapitato a Guido de Mola da parte del nonno recentemente defunto e a lui pressoché ignoto. All’interno l’uomo trova una lettera e due manoscritti, uno moderno e uno molto antico, all’apparenza di fattura rinascimentale. Addentrandosi nella lettura dei due testi, de Mola scopre che la sua famiglia da secoli è depositaria di un segreto, straordinario e terribile, che riguarda il filosofo Giovanni Pico della Mirandola, le sue esoteriche e inusitate Tesi e l’origine delle tre grandi fedi monoteiste, la cristiana, l’ebraica e l’islamica. Dovrà essere proprio Guido, ora, a raccogliere il testimone che fu dei suoi avi, diventando così l’ultimo custode del mistero di Pico, un mistero legato alla morte del Conte di Mirandola, a quella del Poliziano, al Concilio di Efeso e alla persecuzione, da parte della Chiesa, di migliaia di donne accusate di stregoneria. Un segreto che, se rivelato, può mettere in discussione il mondo come lo conosciamo da duemila anni, da quando Paolo di Tarso, convertitosi all’allora minoritaria dottrina cristiana, con la propria opera contribuì a far sì che essa diventasse la religione maggiore dell’Occidente.

ASIN ‏ : ‎ B097G356YV

Editore ‏ : ‎ MONDADORI (20 luglio 2021)

Lingua ‏ : ‎ Italiano

Dimensioni file ‏ : ‎ 1312 KB

Da testo a voce ‏ : ‎ Abilitato

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