La storia in vacanza Viaggio nella storia

La Storia in vacanza #9: TSD vi porta nel medievale borgo di Gradara

Articolo a cura di Roberto Orsi

Oggi, TSD vi porta in uno dei borghi medievali più belli e meglio conservati d’Italia, lì dove, pare si sia consumata una delle storie d’amore più famose della Storia, quella tra Paolo e Francesca. Andiamo nelle Marche e precisamente a Gradara, in provincia di Pesaro Urbino.

La Storia di Gradara è legata alla Roccaforte che si erge in posizione strategica, sul colle al confine tra Marche ed Emilia-Romagna. Un luogo ricco di storia e memorie di tantissime potenti famiglie che qui hanno governato: Malatesta, Sforza, e dove, nel 1494, appena quattordicenne, arrivò Lucrezia Borgia, seconda moglie di Giovanni Sforza. Poi, dopo un breve periodo di dominazione del fratello di Lucrezia, Cesare Borgia detto il Valentino, arrivarono i Della Rovere.

Dopo la morte di Livia Farnese, vedova del Della Rovere, la Rocca venne amministrata dal papato che la concesse in enfiteusi al conte Santinelli, poi agli Omodei di Pesaro, quindi agli Albani ed infine, nella seconda metà del 1700 al marchese Mosca di Pesaro che alla sua morte volle essere sepolto nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista situata entro la seconda cinta di mura.

La costruzione della Rocca, nata esclusivamente come avamposto militare, ebbe inizio attorno al XII secolo per volontà di Pietro e Ridolfo De Grifo che usurparono la zona al comune di Pesaro. Nella prima metà del XIII secolo, Malatesta da Verucchio detto il Centenario, aiutato dal papato, si impossessò della torre dei De Grifo e ne fece il mastio della attuale Rocca. Non ci è noto il nome dell’architetto che ne diresse i lavori ma gli elementi che questi introdusse nella costruzione – come le tre torri poligonali coperte e portate al livello dei cammini di ronda – verranno ampiamente attuati in molte altre costruzioni della seconda metà del XV secolo. Il castello fu dotato di una doppia cinta muraria e di ben tre ponti levatoi rendendo, così, la Rocca malatestiana non solo possente ma anche, in pratica, inespugnabile.

Secondo la leggenda, il Castello fu, nel 1289, teatro della tragedia di Paolo e Francesca, cantati da Dante nella Divina Commedia. I due amanti furono assassinati da Gianciotto Malatesta, fratello di Paolo e marito di Francesca. Nella Rocca di Gradara si può visitare la camera di Francesca, dove si trova la botola da cui si pensa Paolo fuggì, dopo che suo fratello li sorprese insieme.

Ma sono visitabili tantissimi altri ambienti: il Salone di Sigismondo e Isotta, la Sala della Passione, il Camerino di Lucrezia Borgia, la Camera del Cardinale, la Sala dei Putti, la Sala del Consiglio, la Cappella gentilizia e, infine, la Sala del Corpo di Guardia.

Le Grotte

Ma se fin qui abbiamo passato in rassegna la Storia, ora ci aggiungiamo un pizzico di mistero.  L’antico borgo di Gradara, infatti, nasconde un segreto: un intreccio di grotte e cunicoli nel sottosuolo che meritano una visita. Secondo molti studiosi questi cunicoli in epoca medievale erano vie di fuga in caso il Castello fosse in pericolo. Secondo altri studi, altamente accreditati, grotte e cunicoli vennero creati apposta per riunioni segrete e luoghi di culto bizantino, dovuti all’influsso della vicina Ravenna.

Curiosità

Il piatto tipico di Gradara sono i “Tagliolini con la Bomba“; un piatto della tradizione contadina con un nome curioso che deriva dal fatto che si versa nella pentola con la pasta scolata, ma non del tutto, della sua acqua, il lardo e la cipolla soffritti, nell’olio.
L’effetto dell’olio caldo versato nell’acqua provoca una grande quantità di vapore, per questo sono detti “Tagliolini con la Bomba”!


“Il Medioevo a Tavola” è una interessante manifestazione: ogni anno vengono organizzate giornate dedicate alla cucina medievale, durante le quali i ristoranti del borgo si trasformano in taverne quattrocentesche, un vero e proprio salto nel passato.


L’ultimo proprietario del castello fu Umberto Zanvettori che nel 1928 vendette la Rocca allo Stato mantenendo l’usufrutto. Nel 1983 dopo la morte della moglie, ormai vedova da tempo, decadde l’usufrutto e, dopo adeguati restauri, la Rocca è divenuta Museo Statale. 


La Rocca di Gradara, per la sua architettura particolare e per la sua storia che evoca immediatamente un immaginario medioevale e rinascimentale, è stata set prediletto, soprattutto verso la metà del Novecento, per diverse pellicole cinematografiche.

Uno dei primi film girati nella Rocca è Condottieri di Luigi Trenker (1937), che vede protagonista il condottiero Giovanni Medici, figlio di Caterina Sforza, ai più noto come “Giovanni dalle Bande Nere”.

Del 1949 è invece Il Principe delle Volpi di Henry King, interpretato da Tyrone Power, Orson Welles pellicola che con protagonista Andrea Orsini che non si vuole sottomettere al dominio di Cesare Sforza.

Dello stesso anno è la rivisitazione fatta da Raffaello Matarazzo della storia di Paolo e Francesca, che ha ambientato molte delle scene alla Rocca di Gradara.


Ogni anno circa 210.000 visitatori varcano il ponte levatoio della Rocca che è uno dei monumenti più visitati in Italia. 


E non possiamo lasciare Gradara senza segnalarvi qualche lettura da abbinarci, vi pare?

Francesca – Manuela Raffa

Francesca da Polenta è una donna fuori dal comune. Lettrice appassionata, dotata di forte intuito anche per argomenti solitamente maschili, fin da giovanissima viene citata dai menestrelli di corte come una delle fanciulle più belle della penisola. Per suo padre Guido, è l’unica donna che valga quanto un uomo, l’unica in grado di tener testa ai suoi discorsi, l’unica il cui destino gli stia a cuore. Ma un uomo di potere sa che il bene del casato vale più dei propri sentimenti. Per questo, quando Giovanni Malatesta gli chiede la sua mano, Guido non riesce a negargliela. È così che, a sedici anni, Francesca da Polenta cede il posto a Francesca da Rimini. Mai avrebbe pensato a un matrimonio senza amore, con un uomo brutto e privo di cultura, ma, contrariamente alle aspettative del padre, accetta la decisione senza ribellarsi. Una vita lontana dal mondo cavalleresco che ama, questo è ciò che si aspetta da quell’unione. Fino al giorno in cui conosce Paolo, il fratello di suo marito. Paolo non solo è affascinante, ma è curioso, colto, pieno di premure e di considerazione per le sue idee. È l’uomo che avrebbe voluto accanto. È l’uomo che amerà, per tutta la vita. E a causa del quale perderà quella stessa vita. La storia di Paolo e Francesca, relegati nell’Inferno dantesco tra i lussuriosi, ha riempito la bocca degli innamorati nel corso dei secoli. Ma delle due persone nascoste dietro alla fama immortale, si è sempre saputo poco. Manuela Raffa ricostruisce la vita di una donna, le sue passioni, le sue ambizioni, le sue inclinazioni, fino all’ultimo tragico evento; e la trasforma da simbolo dell’amore eterno e peccaminoso a donna in carne e ossa.
Qui puoi leggere la recensione di TSD

Sigismondo e Isotta. Una storia d’amore –  M. Cristina Maselli

È il 1437 quando per la prima volta Isotta degli Atti posa lo sguardo su Sigismondo Pandolfo Malatesta. Lui, ventenne, è il turbolento e ambizioso signore di Rimini e di Fano, lei, una bambina di soli cinque anni, figlia di un piccolo nobile della zona. Isotta cresce nel mito di Sigismondo e grazie alla carica del padre, consigliere economico del signore di Rimini, ha la possibilità di rivederlo. Dopo sette anni dal primo incontro comincia a nascere in loro un sentimento fortissimo. Ma Sigismondo è sposato con Polissena Sforza, e Isotta è stata cresciuta per essere moglie e non amante. Questo il conflitto che renderà tortuoso il percorso di due anime complementari, lei nella perenne ricerca di conferme, lui disposto a dimostrarle i propri sentimenti attraverso l’arte, la parola e l’idea. Quando, dopo la morte di Polissena Sforza, la ragion di Stato sembra volere una nuova nobile moglie accanto a Sigismondo, anche le ultime certezze dei due innamorati paiono vacillare. Inoltre, la vita e lo stesso ruolo del signore di Rimini sono ostacolati da intrighi, avidità, inganni, legami di sangue e di morte, a cui si aggiunge l’odio dei suoi due più acerrimi e potenti nemici: Federico da Montefeltro e papa Pio II, che usa lo splendore umanista del Tempio Malatestiano per condannare il signore di Rimini. Sarà proprio nel momento più difficile della vita di Sigismondo – abbandonato anche dai più fedeli alleati – che l’amore incondizionato e gratuito di Isotta si rivelerà salvifico e porterà a cambiare il destino delle loro vite.

Talvolta un libro. Francesca da Rimini nata da Polenta – Antonella Polenta

Gradara, nel XIII secolo, è un ameno borgo medievale situato nelle Marche al confine con la Romagna che fa da sfondo a una storia d’amore che diventerà storia. Il libro definito “galeotto” da Dante Alighieri nel Canto V dell’Inferno è causa ed effetto della passionale e, al tempo stesso, tragica relazione tra la bella Francesca e il cognato Paolo.
Qui puoi leggere la recensione di TSD

Fonti

http://www.comune.gradara.pu.it/index.php?id=600

https://museostoricogradara.com/le-grotte/

https://www.castellodigradara.it/storia-del-castello-di-gradara/

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